Toporecchia 14


Salerno, primi anni 80. Traffico, immondizia, fumo di sigarette ovunque.  Specialmente al Bar Messico 70, nel pieno della piazza centrale di Pastena, quella presidiata dai “zamperi“. I comunisti, anracoidi in eskimo che di li a qualche anno si sarebbero divisi tra eroinomani, terroristi, bancari e deputati.

Toporecchia aveva sui 22, 23 anni. Ritardato dalla nascita, aveva anche un braccio focomelico. Detto anche Capodistria a causa dei suoi notevoli padiglioni auricolari che, secondo i maligni, erano in grado di captare la TV di quella regione Jugoslava dove sussisteva ancora il bilinguismo e di cui si narravano i meravigliosi  film dove le donne mostravano le zizze, libere ed indipendenti nel socialismo reale.

Toprecchia/aka Capodistria, faceva il guaglione di bar, come si dice dalle nostre parti, mentre mi risulta che in Emilia si dica cinno. Era quello che portava i due caffè, la zuccheriera e l’immancabile bicchiere d’acqua sulla guantiera col coperchio di plastica trasparente. Poi, il Bar Messico 70 lo mandò via per dotarsi di personale più avvenente e Capodistria cercò di arrangiarsi prima facendo il benzinaio, mestiere al di sopra delle sue possibilità, poi il parcheggiatore abusivo in zona lasciata scoperta dalla camorra perché ritenuta infruttuosa. L’ultima volta che l’ho visto, invecchiatissimo, era così dimagrito, anzi deperito, che le grandi orecchie sembravano ancora più imponenti. Altro che Capodistria, con quell’apparato si sarebbe potuta ascoltare la voce delle stelle. Si era procurato un cappellino bianco con visiera e si era eletto a guardiano di un miniparco per bambini dove cercava di tenere puliti i giochini e il pavimento prendendo qualcosa dalle mamme: monete o la merendina avanzata dal bambino chiattone.

Mi hanno detto che Capodistria è morto di stenti, sotto qualche portone in un inverno più freddo degli altri. Se ne è andata una persona innocente. Che riposi in pace.

Eppure, anche Capodistria al massimo della sua estensione non poteva eguagliare Piero Giarda le cui clamorose orecchie a larga banda, oltre a prendere SkyHD al massimo del segnale,  sarebbero utili anche in caso di avaria aerea. Basterebbe lanciarsi e planare dolcemente fino a terra. Si dice che Giarda abbia efficienza 40-50, come gli alianti.

Non c’è niente da fare. Il mondo privilegia ancora gli alti e belli, tranne disastrose eccezioni che preferisco non citare. Deve essere questa fisiognomica laterale ad aver condannato Giarda al ruolo di coglione della compagine governativa. Quello messo a fare una cosa impossibile dei cui risultati nessuno se ne fotte un cazzo. Vedi i quattro anni di Brunetta. A parte le sue uscite isteriche e il certificato medico elettronico che ogni volta che vado in malattia fa santiare il mio dottore, di Brunetta non rimarrà nulla.

A Giarda hanno affidato la spending review. L’indagine per cercare di capire come lo stato spende danari e se è possibile risparmiare qualcosa per evitare di portare l’iva al 23% e ficcare nei culi maciullati degli italiani l’ennesimo uccello di fiamma. Un po’ come chiedere a Berlusconi perché gli piaceva chiavare 10 ragazze a notte. A che serve fare politica se non ci ci può arricchire un po’ o, se si è già ricchi e al sicuro dalla giustizia, chiavare come i ricci?

E così che Giarda è stato mandato a comprare il sale, ma non quello grossolano che teme l’umidità che si trova dal primo tabaccaio qualsiasi. Gli hanno detto di cercare quello fino, fino, il salgemma, con minore quantità di sodio che vendono solo in qualche negozio sperduto. Dovrà camminare a lungo Giarda per trovare queste duecento lire di sale e riportarle indietro a casa dove, quando arriverà, gli diranno subito di andarne a prendere un altro pacco mettendogli in mano altre duecento lire. Nel frattempo l’iva salirà al 23 e Roma e lega Ladrone continueranno a mangiare come e più di prima. tanto, che torna Giarda dal tabaccaio, va tutto a posto.

Alla fine mi sono intristito scrivendo queste righe. Un po’ mi è dispiaciuto per Capodistria, che un sacco di volte ho preso per il culo pure io, un po’ mi sono reso conto che il sale non si vende più dal tabaccaio. Un po’ perché tutto sommato nella Salerno dei primissimi anni 80 non c’era un cazzo, solo flipper, calcetti e ragazze che non la davano mai (a me). Così che, per trovare me stesso (allora era di moda cercare sé stessi) mi sono imbarcato in una specie di orbita ellittica che mi ha portato oltre Plutone (se esiste ancora).

Magari ero rimasto in piazzetta, coi zamperi, che lì le ragazze la davano per fare le moderne. Se riuscivo a tenermi fuori dall’eroina e ce la potevo fare perché le endovenose mi fanno impressione oggi ero deputato o almeno assessore. Avevo tre appartamenti, la barca al Pennello, tre figli grandi, una moglie pereta, una o due amanti giovani e sei avvisi di garanzia.

Che mi sono perso.

Cià Toporé, fratu mio, nun te perso assaie. Pe come se stanne mettenne e cose, ce verimmo tra poco. Apprepare dui cafè e nu pacchetto e emmesse dure. Ah, u cafè mio, senza o zucchero. O ssai.


14 commenti su “Toporecchia

  • Gilda

    Uhm, posso permettermi di correggerti? E’ le alte e belle che il mondo privilegia, per quanto riguarda i maschietti si parla di ricchi e (pre)potenti. Bellezza e altezza non mi sembrano necessari a guardare il panorama. A meno che tu non stia pensando ai calciatori che spesso sono alti (belli ho qualche dubbio), ma quella e’ una questione di sport. Neanche ai vari “amici” e “uomini e donne” mi sembra di vedere tanti maschi alti e belli (anche se sono anni che non guardo, quindi le cose potrebbero benissimo essere cambiate). Oppure, semplicemente, sono io che ho dei gusti dimmerda! 😀

    • Comandante Nebbia

      Non ci crederai, ma a parte quelli come me che sono indispensabili per quello che sanno fare, in genere i ruoli di management (quelli di chiacchiera e rappresentanza) nelle aziende vedono sempre persone mediamente più alte e di bell’aspetto. tieni conto che i manager aziendali sono in larga prevalenza maschi.

      le alte e belle finiscono col fare le zoccole, che non mi sembra una gran carriera professionale.
      in quanto agli uomini vecchi, bassi, grassi e brutti che trombano grazie al loro potere e al loro danaro, per la mia modesta visione delle cose, non vale.
      Berlusconi, a soldi, se ne sarà pure potute trombare un miliardo. Non mi interessa. Io ho bisogno di essere amato per la mia mente sublime, per la capacità che ho di far apparire cose invisibili e far fare viaggi senza muoversi dalla sedia, per la mia eccezionale modestia e per il mio senso dell’umorismo.
      Qualche volta, non tanto spesso per la verità, è successo. Le ragazze non sono sceme e, spesso, riescono a guardare oltre la siepe. Almeno ai miei tempi. Ora non so.
      Quando è successo è stato bello. Sono stato molto amato e questo mi ha reso un uomo migliore visto che riesco a insegnare l’amore alla mia piccierella.

      • Gilda

        Lo credo bene che hai bisogno di altro! 🙂
        Le ragazze e i ragazzi sono gli stessi dei tuoi tempi, nel bene e nel male.
        E poi se l’altezza e’ un dato oggettivo, la bellezza no. O, se preferisci, quando una persona e’ innamorata può vedere del bello ovunque.

  • Comandante Nebbia

    Grazie.
    Ricordo che per prendere Capodistria e vedere le partite del campionato yugoslavo, dovemmo montare un’antenna speciale con un coso arancione che amplificava il segnale.
    Il tizio che aveva l’esclusiva per salerno era un mio quasi zio. usò i danari guadagnati per comprare tutti i pizzi di montagna intorno alle alla città. spese tre lire, ma quando arrivò canale 5 che doveva piazzare i ripetitori divenne ricchissimo.

    poi si giocò tutto al casinò con grave disappunto dei figli che sono stati poi costretti a fare i guitti per campare.
    vecchie storie.

  • maria

    Dispiace anche a me per Toporè, anche perchè specie nei primi anni ottanta, in giro se ne vedevano di più di questi innocenti… Ora, forse perchè concedono l’aborto, o perchè non ci si fa più caso, oppure perchè sono aumentate le case di cura, non se ne vedono più molti così, anche se l’abitudine di prendere di mira qualcuno e prenderlo in giro fino in fondo, è rimasta tale e quale…
    Ma, spero, e penso che lo speri anche Toporecchia che starai ancora per molto, moltissimo tempo ancora da queste parti… il caffè, quel caffè e quel pacchetto di ms dure, penso, possono attendere…
    Oh, e che ci vu fa patì da soli? Conosci quel detto: mal comune mezzo gaudio?

    A volte penso anch’io che sarei dovuta restare più sulla terra anzichè su saturno, e quello esiste ancora come pianeta… c’ho quegli anelli che ti legano accipicchia.
    Chissà, magari saremmo stati ministri nella stessa legislatura e magari, ti avrei presentato pure qualche amica…
    Ohi che tristezza…

  • eduardo

    Povero Giarda: Monti l’ha mandato a comprare il sale, ma tu hai fatto di peggio inserendolo in una storia dove resta schiacciato dal peso letterario di un personaggio come Toporecchia che si prende tutta la scena con la sua fisiognomica che racconta di una “vita di scarto” pur restando in un umile e dignitoso silenzio.
    Bar “Messico 70”: magnifico.

  • ilBuonPeppe

    Purtroppo di Brunetta resterà qualcosa.
    Per esempio il fatto che i pubblici dipendenti debbano essere valutati ogni anno (e questo è un bene) dai propri dirigenti (e questo è un male). Ma la cosa drammatica è che, per legge, il 25% va tra i buoni, il 25% tra i cattivi e il restante nel limbo. A prescindere del comportamento e dai risultati.
    Se in un’amministrazione sono tutti capre il 25% risulterà tra i buoni comunque.
    Se in un’amministrazione sono tutti geni il 25% risulterà tra i cattivi comunque.
    Questo è Brunetta, e questo rimane.

    • Comandante Nebbia

      è esattamente quello che accade nel privato da sempre.
      HR pretende una valutazione che si basi su una gaussiana dove, ad esempio, il 25% dei collaboratori ha fornito una prestazione eccezionale, il 25% una prestazione al di sotto delle aspettative e il restante in linea con le aspettative.

      Nell’azienda in cui lavoro io le due curvette laterali della gaussiana sono il 15%. Un approccio che tende maggiormente alla massificazione.

      E’ un po’ come quelli che dicono: tu sei un uomo medio, devi indossare i pantaloni taglia 48. non si discute.

I commenti sono chiusi.