The Family Day? Ma di quale Famiglia?

10 maggio, 2007 di mstatus  
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famiglia1.jpgIl Manifesto, organo di stampa del “demone comunista”, con il fogliettone di Alessandro Robecchi dà alcuni consigli a chi parteciperà sabato 12 maggio 2007 a Roma al Family Day, organizzato dai “cattolici” (battezzati CCAR), e che tanto fa parlare in questi giorni, e che tanto ha fatto parlare anche nei giorni precedenti per la verità. Su forum famiglie trovo: “Il Forum delle associazioni familiari, le associazioni, i movimenti e le nuove realtà ecclesiali italiane promuovono una manifestazione nazionale aperta a tutti i cittadini italiani che condividono i principi espressi nel Manifesto “Più famiglia”a sostegno della famiglia. La manifestazione di popolo si terrà a Roma, piazza San Giovanni in Laterano, il 12 maggio prossimo”. La fondamentalista Cei per voce del Segretario Mons. Betori dice (Fonte: Corriere della Sera):
“Via libera a preti e parroci, ma stop ai vescovi. La Conferenza episcopale italiana ha dato indicazione ai vescovi del nostro Paese di non scendere in piazza in occasione del cosiddetto Family day che si svolgerà a Roma il 12 maggio: lo ha confermato il segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Betori, sottolineando, al contempo, che i parroci potrebbero invece essere coinvolti nella kermesse. «Siamo spesso rimproverati di essere i soli a parlare, ma questa volta è il laicato ad esprimersi», ha detto il presule, rispondendo alle domande di una conferenza stampa che ha concluso il Consiglio permanente della Cei, del 26-29 marzo. «Abbiamo già dato indicazione ai presidenti dei consigli episcopali regionali di far comprendere ai loro confratelli che una presenza dei vescovi renderebbe meno evidente l’espressione laicale». Ad una domanda specifica, Betori ha risposto «La parrocchia non è una realtà privata del clero, la partecipazione dei sacerdoti al Family Day dipende da come si organizzeranno al loro interno, certo alcuni parroci vorranno esserci».
Dichiarazione lodevole, per una volta sarà il laicato ad esprimersi. Infatti che ne può sapere un prete della famiglia? Lui mica ci sbatte il naso ogni giorno e fa i salti mortali per arrivare a fine mese?
Mons. Betori provvede anche in nome e per conto della Cei unitamente a Mons. Bagnasco, attualmente scortato e “blindato”, alla gestione dei fondi introitati dall’8×1000: 20% circa per carità e terzo mondo, 80% circa per scopi interni quali mantenimento sacerdoti, edifici di culto, ecc. Oppure siamo tutti come i Monsignori Fioroni e Mastella, che parlano di famiglia e che al Family Day ci vanno, ma loro a fine mese ci arrivano assai meglio di tanti altri. Giorno della famiglia, per la famiglia. Come famiglia canonica, più che tante parole e palle varie, avrei bisogno di alcuni piccoli aiuti concreti, del resto mi importa assai poco. Una cosa che accomuna tutte le famiglie, rosse, bianche, verdi, gialle, nere, e via di seguito, è arrivare a fine mese. Un po’ come per la recente festa dei lavoratori: tutti i lavoratori di vario colore, sono nello stesso calderone, lavorano per arrivare a fine mese per loro e per la loro famiglia se ce l’hanno. Interessano poco le “dottrine teoriche” sulla famiglia, quelle le lascio ai preti che di famiglia non ne hanno. Chi ha famiglia deve pagare la bolletta della luce, del gas, dell’acqua, il canone per la RAI, l’assicurazione della macchina, nutrirsi, suda, lavora (quando c’è), e via di seguito: ne ha già le palle piene a fare quello, senza sentirsi dire tante vuote ed inutili parole da chi di solito ha la pancia piena.
Un esempio che ho citato recentemente è il costo del latte in polvere per i neonati: la Chiesa (CCAR), parla di procreazione e tante belle cose, ma sa quanto costa il latte in polvere nel caso che una mamma non riesca ad allattare di proprio? Proposta: Mons. Betori e gli altri, che si riempiono la bocca della parole “famiglia naturale” sabato al Family Day distribuiscano dei buoni sconto per l’acquisto di latte in polvere per i neonati, si inizi dalle piccole cose, alla fine l’8×1000 dovrebbe servire anche per quello. Ricordo ai nostri cari industriali cattolici (battezzati CCAR), che spostano le proprie fabbriche nel nome del profitto in altri paesi ove possono “organizzare meglio” il lavoro altrui, bambini compresi, che lasciano in Italia spesso un gran numero di famiglie a piedi, e che spesso sono seduti in prima fila con animo grato e pio alla domenica a messa, che il catechismo dice anche 2432: I responsabili di imprese hanno, davanti alla società, la responsabilità economica ed ecologica delle loro operazioni. Hanno il dovere di considerare il bene delle persone e non soltanto l’aumento dei profitti. Questi, comunque, sono necessari. Permettono di realizzare gli investimenti che assicurano l’avvenire delle imprese. Garantiscono l’occupazione. Da buoni e timorati cattolici diano l’esempio: rinuncino a parte dei loro profitti in favore della famiglia naturale (canonica), inizino a far pagare di meno i prodotti per i neonati, ed anche per i più grandicelli, al posto di pubblicizzare zainetti scolastici che fanno “figo” come dice una cara amica, ma che hanno dei prezzi proibitivi e che poi vengono richiesti perchè altrimenti “pare brutto” o “poco figo” non essere conformati ai propri compagni. Insomma da qualcosa bisogna pur iniziare, io la butto là così! Poi si vede cosa manca!
Tutta la vicenda mi ricorda un po’ il “Dialogo tra contadini” di E. Malatesta nel passo in cui Giorgio dice a Beppe: quando il parroco parla di queste cose domandategli perchè voi che lavorate mangiate polenta, quando ce n’è, e lui, che sta tutto il giorno senza far nulla, con un dito dentro ad un libro socchiuso, mangia pasta asciutta e capponi insieme alla sua… nipote; domandategli perchè se la passa sempre coi signori, e da noi viene soltanto quando vi è da pappare qualche cosa; domandategli perchè dà sempre ragione ai signori ed ai carabinieri, e perchè, invece di levare alla povera gente il pane dalla bocca colla scusa di pregare per le anime dei morti, non si mette a lavorare per aiutare un poco i vivi, e non stare a carico degli altri. Quindi signori miei, timorati di Dio, meno ipocrisia, meno parole e più fatti! Poco fa al bar, mentre prendevo il caffè, ho visto un manifestino di Forza Nuova che invitava a partecipare al Family Day.
I pubblici concubini per la CCAR potranno recarsi al Family Day? Boh! Riporto quanto scritto nel fogliettone del Manifesto:

Consigli per partecipare al Family day
Fonte: Il Manifesto (quotidiano comunista)

Superiamo le barriere ideologiche! Partecipiamo anche noi a una buona riuscita del Family Day! Ecco qualche consiglio per l’organizzazione:

Prime e seconde mogli. Chi partecipi al Family Day con la famiglia deve dichiarare prima con quale famiglia viene. Con una speciale deroga (registrarsi sul sito internet), si può portare la prima moglie, o il primo marito, i figli di matrimoni precedenti, e (solo iscritti organizzazioni cattoliche) il nuovo fidanzato della prima moglie, purché non sia un prete.
Controlli a campione. Come evitare che qualcuno si porti l’amante al Family Day? Ai varchi d’ingresso, speciali incaricati potranno chiedere chiarimenti e fare controlli a campione, dal test del dna per conoscere la vera identità dei figli, alle domande private. E’ sua moglie, questa? E’ sicuro? Il bambino è suo? E’ sicura? Servirà anche una squadra di psicologi.
Security anti-gay – E’ ovvio che chi si rechi al Family Day da solo è di per sé sospetto. In ogni caso sarà distribuito al pubblico un numero verde anti-gay da chiamare in caso di avvistamenti tra la folla. Discretamente ma con decisione interverrà la polizia religiosa.
Pronto soccorso – Conoscendo le statistiche sulle donne picchiate in famiglia, e prevedendo un grande assembramento di famiglie, si consiglia l’installazione di centri per l’assistenza in caso di ferite lacero-contuse.
Vip – Per le personalità importanti e i leader politici l’ingresso è garantito senza controlli. C’è qualche timore di affollamento, perché se Silvio porta tutte le sue famiglie e pure le giovani badanti, bisognerà mettere un centinaio di sedie in più. La Santanché porterà le sue simpatizzanti, per l’occasione ribattezzate Divorziate per la Famiglia. Casini ha fatto sapere che deciderà con quale famiglia venire solo all’ultimo momento.

Il punto in cui si parla di polizia religosa, mi ricorda Orwell con il Grande Fratello e tutto il discorso sulla psicopolizia, che a questo punto affiancherei alla polizia religiosa non si sa mai che necessiti di una mano… Chissà se verranno distribuiti gratuitamente marchingegni da utilizzare a mò di cilicio, così tanto cari alla Sig.ra Binetti? Una cosa è certa, che siano in pochi o che siano in tanti gli organi di stampa Vaticani ci marceranno sopra!

Strumentalizzazione sarà la parola d’ordine per un bel po’ …
Dal Corriere della Sera: I cattolici e il «ritorno» del cilicio
Il poeta Rondoni: «La società ne impone di peggiori». Socci: «Gesto d’amore». Messori:«E le diete? E la chirurgia estetica?»

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Comments

102 Risposte a “The Family Day? Ma di quale Famiglia?”
  1. marco panattoni scrive:

    personalmente non parteciperei mai al Family Day, in quanto non è una manifestazione per la famiglia ma solo una manifestazione contro gli omosessuali, in quanto tutta la polemica sui DI.CO non è sulle convivenze eterosessuali, ma sulla regolarizzazione delle coppie gay.

    infatti anzichè Family Day dovrebbero chiamarlo ANTIGAY DAY.

    detto questo, siamo in un paese libero e se qualcuno non ha niente di meglio da fare che impiegare il suo tempo in una manifestazione del genere, faccia pure.

    Sta a noi la consapevolezza che non c’è nulla di cristiano in questa manifestazione ma solo atteggiamenti omofobici, che sono così al calor bianco in quanto all’interno della chiesa l’omosessualità è molto forte, e quindi avendo in seno il problema si tende ovviamente a radicalizzare la questione in pubblico.

    La famiglia, come ha detto giustamente l’autore, si preoccupa delle rate del mutuo, ed ha ben altri pensieri per la testa.

    E’ provocatorio il commento del MANIFESTO, ma questa volta hanno toccato tasti dolenti e veri, quindi pienamente azzeccato.

  2. tusaichi scrive:

    A me questo raduno spaventa.
    E mi spaventa ancor più la gente che ci andrà.
    Chi ci tiene a definirsi “normale” è sempre il più pericoloso.

  3. Emanuele scrive:

    Ahahahah il manifesto, spesso, mi spacca!!
    Bell’articolo status!

  4. Gatto Assassino scrive:

    Bravo status! Bravo!

  5. Paolocadergone scrive:

    Questo utente utilizza account diversi in funzione dei post. Pesate la sua opinione anche in funzione di questo comportamento.

    Tusaichi ma di cosa ti spaventi? Stai sbagliando bersaglio e di grosso. La famiglia non è il problema, è l’uso strumentale che ne fanno i politici il problema, senza famiglia nessuna società può esistere, e le sorti della nostra civiltà moderna figlia di aborto, divorzio e tanto tanto egoismo sono qui a ricordarcelo. Il family day è ridicolo, è propaganda, spacca la società, chi è per la famiglia e chi è per i DICO, divide et impera, niente di nuovo.

  6. Vortexmind scrive:

    senza famiglia nessuna società può esistere

    E chi l’ha detto? … Su Wikipedia si trova anche

    …Nella cultura occidentale, una famiglia spesso è definita in modo specifico come un gruppo di persone affiliate da legami consanguinei o legali, come il matrimonio o l’adozione. Molti antropologi sostengono che la nozione di “consanguineo” deve essere intesa in senso metaforico; alcuni sostengono che ci sono molte società di tipo non occidentale in cui la famiglia viene intesa attraverso concetti diversi da quelli del “sangue”….

  7. Paolocadergone scrive:

    Questo utente utilizza account diversi in funzione dei post. Pesate la sua opinione anche in funzione di questo comportamento.

    Vortexmind cosa c’entra il “sangue”? Cerca di comprendere quello che scrivo prima di rispondermi.

  8. Tommaso Farina scrive:

    Mstatus, hai mai pensato di entrare in politica?
    La tua propensione ai luoghi comuni e alla demagogia da baraccone potrebbero essere utili a te esattamente come hanno aiutato altri a farsi strada nel passato anche recente.

  9. mstatus scrive:

    Tommaso, hai poca fede, io “politica” l’ho già fatta… e mi hanno mandato a scuola dai frati per farla!

    Cmq se mi appoggi posso sempre riprovare (tanto che te ne frega uno più uno meno), almeno poi la pancia me la ritrovo piena io. Salvo che non mi venga una ispirazione divina e mi faccia prete (la faccia ce l’ho), anche in tal caso starei messo bene, cmq avrei la pancia piena.

    Un caso aiuto per strada è proprio il caro Prof. Ratzinger. Che fine ha fatto fare a Hans Kung? Può insegnare ancora?

    Un caro saluto
    “arrileggerti” come dice una cara amica

  10. Tommaso Farina scrive:

    La questione di Kung è un po’ complessa, e non credo possa riassumersi in due righe. Comunque la politica in genere mi dice poco.

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