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Quanti anni di produzione economica ha perso la parte ricca del mondo?
Dopo la crisi finanziaria del 2008, la produzione economica della maggior parte del paesi industrializzati si è bloccata. Alla fine dell’ultimo trimestre del 2011 il PIL dei 34 paesi dell’OCSE è stato del 6,8% inferiore a quello che si sarebbe avuto se fosse continuato il trend di crescita 1995-2007 a tassi del 2,7% annui in media. In termini monetari, sono 2.200 dollari di mancato reddito a persona all’anno. Secondo lo studio del FMI pubblicato il 17 aprile, sulla base delle ultime previsioni di crescita economica per gli anni fino al 2017, sono necessari ancora 2,7 anni ( circa 33 mesi) ai paesi OCSE per raggiungere il livello di produzione economica pre-crisi.
Analizzando i numeri per i PIIGS, è chiaro che questi paesi (( Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna )), sono quelli rimasti maggiormente impantanati nel fango come è possibile vedere nel grafico sottostante dove si indicano gli anni di ritardo maturati sul trend di crescita pre crisi.
L’Italia è il paese più drammaticamente impantanato; Le previsioni indicano che saranno necessari circa 15 anni per tornare agli stessi livelli di produzione del periodo 1995-2007. L’Irlanda ha perso 11 anni per motivi diversi: la crescita stimata è forte: 2,6% all’anno in media, ma lo slancio pre crisi era così robusto che ci vorranno anni per recuperarlo (si veda il secondo grafico qui sotto per verificare il gap con l’incremento lineare di crescita negli anni pre crisi). Non tutti hanno perso tempo. Ci sono sei paesi OCSE (Cile, Israele, Polonia, Slovacchia, Svizzera e Turchia) che hanno fatto meglio del loro trend di crescita pre crisi e non sono mostrati nel grafico.
Traduzione redazionale dell’articolo originale “Lost time” pubblicato su The Economist on Line del 17 aprile scorso.Su cortese segnalazione di Monica Capo.
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La crescita (che dio la stramaledica) non può essere un valore esponenziale, anche se questi pensano lo sia e si comportano come se lo fosse. E’ che non vogliono prendere atto della ciclicità del sistema (comprese le fatidiche crisi periodiche).
Che la crescita possa essere continua ed tendere a n è la principale truffa del capitalismo oltre che la prova della follia di chi ci crede.