Ogni anno si spendono dai quattrocento agli ottocento euro in testi scolastici per ogni singolo allievo. Le opere e le poesie di Leopardi, D’Annunzio, Manzoni, Dante…sono sempre le stesse, non mutano. Ma le loro vesti si rinnovano ogni anno.
Sono andata su tutte le furie quando mia figlia si è vista rifiutare i miei testi de “I Promessi Sposi” e “La Divina Commedia” perché “non regolamentari”. Cosa significa “non regolamentari”? Che non sono editi da quella particolare casa editrice che regala agli insegnanti buoni acquisto, libri e altri cadeaux. Non lo dico per dire: ho insegnato e ho beneficiato personalmente di questi privilegi. Un tale che conosco bene, che insegna, non sborsa una lira per i testi dei suoi due figli che frequentano il liceo classico. E in taluni casi si adopera anche per i figli di amici cari. La tecnica è semplice: i rappresentanti contattano gli insegnanti che hanno una quotazione in base al numero delle classi (e relativo numero di allievi). Se l’insegnante ha una qualche carica autorevole, che gli consente di estendere le proprie scelte anche alle altre classi, il punteggio è più elevato e conseguentemente i benefit.

La maggior parte dei testi potrebbero tranquillamente essere sostituiti da Internet e dalla benedetta abitudine che gli insegnanti dovrebbero riprendere A F A R E L E Z I O N E, con notevole beneficio per la natura (la carta impatta sull’ambiente sia nella fase costruttiva sia nella fase di smaltimento) e per le tasche. Questo lo sappiamo tutti, però ogni anno ci rechiamo per tempo presso la libreria di fiducia per prenotare la pila di testi. E se cominciassimo realmente a parlare di “diritto allo studio”? Se cominciassimo a guardare all’essenza piuttosto che all’apparenza? Ma…ma i nostri figli non devono stare un passo indietro a nessuno. A scuola ci devono andare con tutto il corredo occorrente. Poco importa se non studiano!
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Tag: educazione, scuola, servizi-pubblici
Assunta Altieri
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19 commenti
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20 Settembre, 2007 a 16:24
comicomix
Questa cosa è veramente vergognosa…
La Divina Commedia, i Promessi sposi, e altre perle del genere. Che può cambiare tra le diverse edizioni?
E i libri a cui vengono modificate 3 illustrazioni e 2 paragrafi?
Quale credibilità può avere chi ha così in dispregio l’intelligenza altrui (scuole, ma anche insegnanti…)
Un sorriso attonito
Mister X di Comicomix
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20 Settembre, 2007 a 16:35
Atena
Assolutamente d’accordo, come ho avuto modo di scrivere in “Il caro prezzo della cultura”.
I miei studenti usavano l’edizione dei Promessi Sposi che volevano e da quest’anno potranno fare lo stesso con la Divina Commedia. D’altra parte, i capitoli del romanzo e i canti del poema glieli spiego io, il libro serve solo per dare una ripassata.
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20 Settembre, 2007 a 17:36
tusaichi
addirittura i promessi sposi e la commedia che voleva il prof?
Roba da denuncia e da aspettarlo sotto casa con il crick.
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20 Settembre, 2007 a 17:53
ASSU
In effetti, Atena, quando ho letto il tuo pezzo ho notato l’affinità di vedute. Oltre ai testi “classici”, credo che la riflessione possa essere applicata a molti altri testi scolastici. Se, veramente, lo Stato volesse aiutare le famiglie, la soluzione c’è e la offre Internet: testi on-line, scaricabili per sezioni, e navigabili. L’aggiornabilità di Internet è più veloce e sicuramente più economica dell’aggiornamento editoriale tradizionale. Ma quello dei testi scolastici è un business nel quale tutti sguazzano e, pensate un po’, senza pubblicità. Ora, dal momento che non mi pare un’idea così originale, ho ragione di credere di non aver scoperto l’acqua calda. Eppure è un’ipotesi di cui non si parla e non si discute. Peccato! Mi sa che farò una petizione.
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20 Settembre, 2007 a 17:58
Demetrio De Sio
Vedo che certe cose non cambiano.
Avevo lo stesso problema al liceo, una ventina d’anni fa.
Lo sport preferito di noi studenti era vedere le differenze tra un’edizione e l’altra dello stesso libro.
In genere:
- il prezzo (in rialzo, ovviamente)
- la copertina
- Basta.
Al massimo la prefazione alla nuova edizione (prefazione che ovviamente valeva tutto il libro!).
Ma siccome a noi terruncelli la capa tosta abbonda, più di una volta l’abbiamo avuta vinta sugli insegnanti (che a dire il vero dimostravano intelligenza e pietà verso i discenti): e via con l’edizione già usata (magari poco) da fratelli, sorelle, amici, amici-degli-amici, perfetti-sconosciuti-che-vendevano-i-libri-davanti-alla-scuola (Battisti docet: che anno era?).
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20 Settembre, 2007 a 18:43
Bhuidhe
Totalmente d’accordo. Avendo lavorato nell’editoria delle scuole posso dire che veramente a volte cambiano 4 righe e un colore tra un edizione e un’altra. Business e basta.
In più, mi è toccata fare la revisione di un testo che ho respedito alla casa editrice con la forte raccomandazione di non pubblicarlo in quanto pieno di errori e semplicemente non “insegnabile”. Ho chiesto per curiosità se l’autore aveva molta esperienza in aula.
Risposta: nessun’esperienza. Tutto ipotetico. Un vero schiaffo in faccia per i prof che devono stravolgere questo inutile testo per poterlo adoperare e i genitori che lo devono pagare.
Business e basta. Un vero omaggio ai vari Manzoni e Leopardi…
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20 Settembre, 2007 a 18:50
Enzo il bravo
L’idea di utilizzare libri on-line è fantastica, ma lo sarebbe ancora di più se internet fosse VERAMENTE gratuito ed accessibile a tutti…la cosa più scandalosa è che in Italia per usufruire decentemente alla rete bisogna pagare cifre che non tutte le famiglie possono permettersi, soprattutto quelle che risentono di più di questa porcata dei testi con lifting settembrino…figurarsi se chi può permettersi 80 euri a bimestre + canone fisso + iva + quello che vuoi tu se ne frega se il prezzo di copertina è aumentato o meno…
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20 Settembre, 2007 a 19:13
ASSU
Sì, il problema è lo stesso, ma non vi sembra che anche noi ci siamo – troppo semplicemente – rassegnati? E qui mi ricollego a quanto si diceva in un’altra discussione in merito al “rispetto per gli insegnanti”. Il rispetto non si acquisisce con il pezzo di carta (laurea), ma coi fatti. Mi pare che, troppo spesso, gli insegnanti si dichiarino “vittime dello sfacelo scolastico” e, troppo spesso, nulla fanno per mutare le cose. Come se la Scuola (con la maiuscola nel senso di istituzione) fosse un universo in grado di prescindere da chi vi lavora (o dovrebbe lavorare). Anzi, il disfacimento e l’eterna lagna circa gli stipendi troppo bassi (troppo bassi rispetto a che?) diventa terreno fertile per giustificare gli abusi in materia di “obbligo all’utilizzo di determinati testi” e l’evasione fiscale perpetrata da tutti quegli insegnanti che tengono lezioni private di ripetizione. Se gli insegnanti cominciassero a lavorare seriamente - e intendo che dovrebbero fare il loro mestiere (spiegare la lezione, fare e far fare esercitazioni, verificare le capacità di apprendimento, eccetera…che, posso garantire non è più difficile di fare altri lavori); se cominciassero a sostenere cause pro famiglia-studente – come quella relativa ai testi scolastici (e non inzupparci il pane, sempre giustificandosi dietro il portafoglio esiguo); se capissero che non sono eletti-istruiti, ma lavoratori al pari di molti altri… ecco, forse potrebbero averlo quel rispetto.
Tornando ai testi scolastici. Mi piacerebbe, veramente, sapere come la pensate circa i testi on line.
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20 Settembre, 2007 a 19:37
ASSU
Enzo, in tutta franchezza non conosco un adolescente che non abbia Internet. E ne conosco parecchi. E, in ogni caso, mi sembra un problema meno grave, giacché, invece di farsi scaricare gli Mp3 (cosa assai frequente fra i ragazzi) potrebbero farsi scaricare i testi. Inoltre, tutte le scuole sono dotate di accesso a Internet e hanno numerose postazioni. Recentemente mi è capitato di organizzare, all’interno di un progetto di comunicazione per la sensibilizzazione dei giovanissimi, un concorso scolastico (ne facciamo almeno venti all’anno). Quando abbiamo proposto come premio per le scuole vincitrici una postazione multimediale completa, ci hanno detto che ne hanno fin troppo. Abbiamo optato – pensa tu! – per dei gadget inutili.
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20 Settembre, 2007 a 20:22
Atena
L’idea dei testi on-line in teoria è buona. Non ne ho però esperienza concreta e non ne conosco quindi il livello. A volte anche i testi scolastici tradizionali lasciano a desiderare per quanto riguarda la qualità delle informazioni e l’organizzazione dei contenuti; il mio timore è che testi ancora più economici (o addirittura gratuiti) possano essere addirittura più scadenti.
Mi piacerebbe poterne consultare qualcuno per valutare concretamente la proposta.
Un commento al mio pezzo sul caro-libri mi ha fatto scoprire il sito della BBN editrice, che appunto distribuisce testi in parte gratuiti (per lo più fascicoli di approfondimento), in parte a prezzi contenuti.
Non ho avuto molto tempo per approfondire, ma mi è sembrato che al momento l’offerta di questo editore sia piuttosto limitata: non ho trovato per es. testi di grammatica o antologie italiane, che sono - io ritengo - fondamentali nper le nostre scuole.
È vero che è molto raro che un adolescente non possegga, oggi, un pc. Non è vero invece che tutte le scuole dispongano di postazioni multimediali. Attualmente insegno in un liceo che non può sempre garantire ai suoi studenti l’accesso ad un pc, ed ancor meno alla rete.
Sembrerà incredibile, ma è così.
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20 Settembre, 2007 a 21:12
evacarriego
be’, sospettavo che ci fosse dietro qualcosa di questo genere, ora ne ho la certezza
ciao assu, non sapevo che scrivessi anche su mc
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20 Settembre, 2007 a 21:28
ASSU
Io penso, più che a un sito privato che si muoverebbe nelle logiche – ovvie e condivisibili – del lucro, a una distribuzione da parte del Ministero della Pubblica Istruzione. So per esperienza – essendo consulente per la comunicazione pubblica – che la P.A. (Pubblica Amministrazione) indice ogni anno numerosi bandi e concorsi a vario titolo. Se una parte di questi investimenti andasse ad un progetto per la creazione di contenuti testuali, e successivo aggiornamento, piuttosto che (tanto per fare un esempio che mi irrita parecchio: questa cosa qua, costata quarantanovemilioni di euro + centomila euro), da un lato si agevolerebbero le famiglie (sul serio!), e d’altro lato ci sarebbe un gran risparmio pubblico fra buoni, esenzioni, eccetera. Il problema italiano è che la Finanziaria viene fatta da gente che piglia parecchi soldi (non è banale chiacchiera da bar) e non ha la minima idea di cosa possa significare sbarcare il lunario. Fior di economisti gestiscono il danaro pubblico, senza la competenza che viene dalla conoscenza della condizione reale dei cittadini.
Ciao Eva, mi piace, di tanto in tanto, emigrare.
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20 Settembre, 2007 a 23:19
Nicola Andrucci
e i prezzi dei testi universitari??? Un ladrocinio su diritto alla cultura di tutti!
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20 Settembre, 2007 a 23:33
gattopazzo
vedo con piacere che la discussione sui testi scolastici continua
@assu
L’idea di testi di creazione ministeriale (bando o commissioni create appositamente) e distribuiti sul sito del ministero penso sia pericolosa:
la pluralità delle idee non sarebbe più garantita con la triste conseguenza di avere testi scolastici di partito.
Inoltre dubito che qualsiasi governo (intendo di qualsiasi colore) abbia intenzione di creare il minimo fastidio alle lobby, che controllano anche l’editoria di informazione, proponendo prodotti alternativi che minerebbero un mercato di 700 milioni di euro (TG di prima serata).
@atena
hai ragione, i testi pubblicati fino ad ora dall’editore che segnalo non sono molti, ma dall’articolo pubblicato su punto informatico risulta che sono nati ora…
i testi sono in licenza alle scuole e le dispense di approfondimento sono common creative, credo che gli altri editori nn sappiano neppure cos’è la common creative
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20 Settembre, 2007 a 23:52
ASSU
gattopazzo: Il rischio c’è, come si evince anche da questo articolo che pubblicai qualche tempo fa su segnal’etica. Però ci sono anche tanti modi per gestirlo, per arginarlo.
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21 Settembre, 2007 a 2:00
+|3eowulf+
Per il momento, un buon punto di partenza sono i testi classici.
Sono ormai privi di diritto d’autore e l’unica cosa a cui si rinuncia è il commento al testo, cui potrebbe supplire una buona lezione in classe.
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21 Settembre, 2007 a 3:17
tusaichi
OT uno dei motivi per cui son fiero di scriver per mc: i commenti agli articoli. grazie.
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24 Settembre, 2007 a 1:28
zoiba
non si potrebbe pensare a testi scolastici online redatti con strumenti di tipo wiki come avviene per wikipedia?
In questo modo gli insegnati stessi e chiunque ne abbia voglia e competenza potrebbe contribuire alla stesura.
Dal punto di vista dell’insegnate quale miglior testo se non quello che ha contribuito lui stesso a scrivere. Dal punto di vista della famiglia quale miglior testo se non quello che si scarica gratuitamente?
Certo, mancherebbero i benefit forniti dall’editore…
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25 Settembre, 2007 a 22:20
angelo
Vedo che a Genova nelle facoltà scientifiche la maggior parte dei testi sono dispense create dai professori e messe online sul sito dei vari Dipartimenti. Certo, ci vogliono professori in grado di farlo (e qui c’è da grattarsi la testa), con la voglia di farlo e disponibili a rinunciare a quei benefit che dicevi.
Per molte materie non sarebbe difficile, mentre per altre basterebbe un minimo di onestà: ricordo i libri di storia dell’arte e di educazione fisica (!) di mio figlio mai aperti…
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