Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/">Widget</a>

 

Testamento Biologico: ma se ne Frega Veramente Qualcuno?

24 febbraio, 2009 di MrWolf  
Archiviato in Democrazia e Diritti, latest



Esaurita la focosa copula mediatica con il corpo inerte di Eluana Englaro, il testamento biologico, il fine vita e gli altri argomenti pallosi quali la bioetica, il diritto all’autodeterminazione del proprio destino e l’ingerenza del clero cattolico sulle scelte laiche della repubblica italiana, sono scomparsi dalle prime pagine dei giornali, dai titoli dei TG e dai discorsi della gente. In pratica, non esistono più.

italiani

Non è una novità. Già qualche anno fa, nel 2005 per la precisione, quando si trattò di andare a votare per l’abrogazione dell’assurda legge sulla procreazione assistita di cui questo paese(1) si è dotato, solo il 25,9% degli aventi diritto si recò a votare. La metà di quelli che si preoccuparono di andare a votare per l’abrogazione del diritto di accesso dei cacciatori nei fondi privati. A questo punto si può pensare che quello che interessa veramente alla gente sono le carrambate. Ci è arrivato Mentana(2), ma non ci sono arrivati quelli del PD che continuano a litigare su una cosa che probabilmente non interessa nemmeno a loro, ma hanno vergogna di dirlo.

Il dibattito etico è qualcosa di troppo impegnativo. Alla maggior parte di noi piace dire la prima cosa che passa per la mente, purché suoni zuccherosa e commossa al punto giusto. L’impegno mentale, quello vero, meglio riservarlo alle cose serie. Quelle per le quali, se necessario, si è disposti anche a fare a botte, altro che votare a un referendum.

E se dovesse capitarci la sfortuna di avere un male incurabile o di non potere avere figli?

La risposta rimane sempre quella da secoli: arrangiarsi e pedalare.

Note
  1. per nome e per conto dello stato vaticano []
  2. sconfitto nella corsa alla carrambata Eluana dalla carrambata Grande Fratello []
Fine delle Note

Articoli collegati:

  1. I Funerali di Eluana Englaro Si Invita la S.V. a partecipare ai miei funerali che...
  2. I Pietro Maso di Domani Sono andato ad un parco giochi non lontano da casa,...
  3. Il Cuore Buio dell’Italia Chissà se certe persone si rendono conto dei danni che...

MrWolf
Link a questo post
Se linki questo post, comparirai qui dopo un po' di giorni.

Leggi anche



Liberi di Vivere, Liberi di Morire
Il rapporto con la vita e con la morte è un delicato processo che ciascuno di noi, coscientemente o...

Testamento Biologico: Take the Cannoli
Mentre scrivo, sono le 20:25 del ventisei marzo, secondo quanto riportano i giornali in rete, il senato...

Per Favore … Silenzio
A nessuno di noi è concesso comprendere fino in fondo quali siano le sensazioni di una persona gravemente...

Cosa ci Lascerà questa Storia?
Vorrei provare a far un bilancio, possibilmente sereno, di quanto è accaduto negli ultimi giorni. La...

Un Colpo di Stato sulle Spalle di Eluana Englaro
Lo squallido sfruttamento mediatico e politico che silvio berlusconi sta operando su una vicenda etica...

Lo stesso giorno gli anni scorsi

2009


2008


2007


Comments

10 Risposte a “Testamento Biologico: ma se ne Frega Veramente Qualcuno?”
  1. f.m.a scrive:

    Credo che la questione se il nostro debba essere uno stato etico oppure uno stato liberale continuerà ad occupare il centro della scena politica aldilà dell’eventuale pochezza dei media e dell’apparente disinteresse della gente.
    Se la vita e la morte appartengano allo stato, alla chiesa, o all’individuo, è una questione che non può non interessare i cittadini in quanto individui.
    Penso che se si dovesse andare a un referendum sul quesito se l’individuo possa o non possa disporre della propria morte, non ci sarebbe storia.

  2. anna scrive:

    su http://www.verdi.it/apps/presentazione.php?pagina=testamentobiologico
    il testamento biologico fai da te.
    Comunque sono dell’idea che dovrebbe metterlo per iscritto chi vuole vivere a ogni condizione, non è che se la maggior parte degli italiani è troppo presa per come vivere vuol dire che non vuole morire.

  3. a67 scrive:

    fino a quando la ‘ggente’ non la smettera’ di farsi limitare l’ambito di pensiero e discussione unicamente a quello che dice la televisione staremo sempre in questa situazione …

    e, lasciatemelo dire, la responsabilita’ e’ unicamente nostra !! hai voglia di inca*****i con berlusconi, d’alema, prodi & co. finche’ saremo cosi’ ipermetropi non ne usciremo mai …

    e’ solo che le forze schierate in campo sono impari, e che mai come in questo periodo il “dividi et impera” sta dando i suoi frutti …

    non si puo’ parlare di un argomento senza vedere nell’altro lo sguardo febbrile “da inquadramento” che, alla prima “mossa falsa”, gli fa tirare un sospiro di sollievo e ti “bolla” anti o pro …

    e se non la fai tu la mossa falsa, te la mette in bocca l’altro ;-)

    parlare, politically correct, la democrazia … stiamo parlando (guarda caso ;-) ) di cose morte e sepolte da mooolto tempo …

    saluti a tutti … di destra, sinistra, centro e “non” ;-O

  4. Sofia scrive:

    “La risposta rimane sempre quella da secoli: arrangiarsi e pedalare”.
    centrato in pieno il modello italiano, quello dell’arte di arrangiarsi.

    quello degli ipocriti sbandieratori di non si sa quale verità che vogliono toglierci tutti i diritti, quelli che tra poco metteranno i mutandoni copripudenda alle ignude statue, quelli che ci diranno che tipo di biancheria intima indossare, come e quando fare all’amore.
    Insomma quelli, i soliti NOTI defeli al motto del fate ciò che dico ma non ciò che faccio.
    é l’Italia bellezza!

  5. michelangelo scrive:

    PROSCIOLTO IL MINISTRO SACCONI ACCUSATO DI BLASFEMIA.
    Voleva aggiungere un comma al quinto comandamento dell’ANTICO TESTAMENTO:
    Non uccidere per TESTAMENTO BIOLOGICO.

    DAL 29 OTTOBRE 2007 AL 24 FEBBRAIO 2009, SONO TRASCORSI 17 MESI GLI ANNI CHE CI SONO VOLUTI AD ELUANA PER PORTATE LA SUA VITA A COMPIMENTO PIENO.

    CHI C’E’ DIETRO L’INDAGATO BEPPINO ENGLARO? I RADICALI E LA LOBBY DI IGNAZIO MARINO E UMBERTO VERONESI: DUE PILASTRI DEL TEMPIO DI BABELE DEL TRAPIANTIFICIO E DEL TESTAMENTIFICIO CHE NON VERRANNO MAI INDAGATI.

    AD ESTREMI MALI ESTREMI RIMEDI . Non si potrà mai trovare un accordo che non sia un grave compromesso tra politica ed istituzioni, tra laicismo e religiosità, tra concetto di vita e concetto di morte.
    Io credo che si stia sbagliando tutto.
    Occorre un referendum decisivo è fulminante:
    Volete istituire il testamento biologico?
    SI o NO,
    Se è si, poi si vedrà come.
    Se è no, si dovrà cancellare per sempre la parola testamento biologico.

    Chi non è con noi, era contro di noi.
    Se Hitler avesse vinto la guerra, vi immaginate ora come sarebbe l’Europa,
    e la sua Italia amica?
    Intanto il testamento biologico sarebbe una sottoclasse inglobata in una categoria dell’eutanasia.
    Eutanasia razziale, (l’ultimo ebreo trovato e gasato al Polo Nord)
    eutanasia sanitaria, (dagli ospedali non dimettono più nessuno)
    eutanasia culturale, eutanasia religiosa, eutanasia politica e chissà cosa ancora.
    Chi non è con noi, era contro di noi.

    Noi “alleati” saremmo gli esecutori privilegiati, con funzioni ispettive e di controllo negli ex Stati europei e responsabili del Ministero Dell’Epurazione.
    I Radicali sarebbero finalmente al governo con Cappato, Pannella, Bonino ministri e sottoministri e Ignazio Marino Generale Medico e Comandante in capo di tutte S.O. (Sale operatorie).
    Quanto a Marino invece che ha prestato giuramento solenne a difendere la vita per la vita, ora è come se avesse fatto un nuovo giuramento solenne, chè arresosi all’incapacità di salvarla, si prodiga con massimo accanimento a legalizzarne la morte.
    Coraggio radicali, anche se Hitler ha perso non è ancora detto che le sue idee non ritornino.
    Chi semina il marcio raccoglierà putrefazione.

    Le mie provocazioni, perché tali sono, non vogliono essere l’analisi logica e grammaticale di quel che scrivo, semmai di quel che voglio far capire, anche a me stesso spesso.
    Vogliono essere una nota forte contro il testamento biologico, in ogni sua forma ed accezione, perché secondo me e sempre secondo me è l’anticamera dell’eutanasia e se questa è legge in molti stati europei, ciò dimostra invece che non “sono più avanti di noi sul fronte dell’autodeterminazione” ma molto indietro nella scala involutiva che li riporta all’archetipo di un cannibalismo da cavernicoli.

    P.S. non mi aspetto molti consensi, MA MI ASPETTO DI VEDERLO PUBBLICATO

    • f.m.a scrive:

      Cos’è che ti rende così determinato, a parte le evidenti aberrazioni storico-politiche, a negarmi il diritto di disporre della mia morte?

      • michelangelo scrive:

        La vita è indisponibile, figuriamoci la morte.
        La vita è un diritto, il diritto di morire è il suo paradosso.
        Io, tu, noi possiamo scegliere anche di suicidarci subito o tra vent’anni, ma non sarà mai un nostro diritto.
        Se ciò avverrà, come temo, l’uomo avrà perso il metro della misura della sua stessa umanità e, ahimè, come un bambino non più incolpevole ricomincerà a crescere per ritornare a ridefinirsi uomo.
        Il testamento biologico non è solo un non senso, ma un’offesa all’intelligenza anche se è solo una mia “determinata” convinzione.

        • f.m.a scrive:

          Mi sfugge sempre di dove ti venga il diritto di decidere che io non possa disporre della mia morte.
          Da dove lo hai tratto, oltre che dalla tua assoluta convinzione, che di per sè non vale nulla?

          • michelangelo scrive:

            @f.m.a.,
            La indisponibilità di decidere secondo un libera scelta che nasca da una mente vigile e cosciente, che io so, come anche tu non puoi non convenerne, fortemente condizionatà, non è il vero libero arbitrio e cercherò di dimostrartelo trascrivento una lunga (perdonami) mia riflessione scritta trent’anni fa e ora adattata per l’occasione.
            Non badare al contesto esoterico-religioso ma alla “mie teoriche convinzioni” sulla presunzione di poter scrivere sul “divino ragionato”:
            Chi si pone all’ascolto o alla lettura di un saggio, sa a priori che dovrà prestare la massima attenzione per poter comprendere e recepire, quali che siano le opinioni ed i giudizi, un vasto numero di concetti, di teorie e persino di nuovi valori, che a volte sfiorano, a volte sembrano esulare anche dal tema proposto, ma che sono necessarie al completamento di quel quadro d’insieme che l’autore intende esporre.
            Di contro, l’autore sa che ogni singolo punto, per essere pienamente inteso, dovrebbe venire ampliato fino a costituire un intero capitolo di un trattato. Pur tuttavia, l’interesse dei lettori, e per il tema, e per la conoscenza più o meno profonda del problema, fa si che i ristretti confini della sintesi espositiva dell’autore, vengano massimamente superati, anche perché difficilmente l’autore si esime dall’avvalersi di presupposti scientifici, di documenti, leggi, conoscenze e realtà inconfutabili.
            Affrontare il problema della morte, ed ancor più, esaminare dall’interno il processo psichico e spirituale del pre e post-mortem è impresa estremamente difficile, in quanto venendo a mancare tutti i su citati presupposti scientifici, non potendo avvalersi di dogmatiche religiose, ne di disquisizioni filosofiche, si rischia facilmente di essere fraintesi, derisi o nella migliore delle ipotesi, tollerati.
            Un discorso sulla problematica della morte, tenuto in un centro di studi esoterici, ad un gruppo di persone interessate alla fenomenologia paranormale, per quanto negli ascoltatori ci possa essere una certa disponibilità ai problemi dello spirito, risulta anche in quella sede difficile per via delle divergenze di base degli studiosi stessi che credono o non credono alla sopravvivenza dello spirito, che ammettono o non ammettono la possibilità dello spirito di dare testimonianza di se.
            Scrivere, infine, della certezza di un post-mortem e del travaglio dello spirito, ad un più vasto pubblico, che si accosta per la prima volta, timoroso e diffidente, affascinato ed incuriosito, a questa irreversibile e misteriosa realtà, si è certi di non venire, in nessuna misura, compresi. Ciò nonostante, è proprio questi lettori che intendo sensibilizzare, allo studio ed alla accettazione dello spirito e dei suoi alti valori.

            Riconoscere allo spirito origine divina, eterna vibrazione, qualità spirituali in assoluto sono le premesse che mi propongo di dimostrare, per linee generali, al fine di costruire delle solide fondamenta per l’accettazione, poi, del discorso sulla morte.
            Dimostrare l’origine divina dello spirito, vuol dire, anzitutto, riconoscerne l’esistenza stessa. Posto, però, che ogni esistenza ha una causa, è proprio questa causa prima, allora, che ha diritto di priorità di esame.
            Esame sostenuto da una ferrea logica, spero, al di fuori, comunque, da qualsiasi apodittica prolusione fideistica.
            Ragione e fede oggi più che mai, non possono più coesistere. L’uomo maturo al passo con il suo progresso e con la sua evoluzione, sia tecnologica che spirituale, non è più disposto ad accettare supinamente per fede, nulla. La fede è un limite alla ragione, è una violazione di quel diritto di valutazione e di giudizio che l’uomo intelligente con propri mezzi, razionali o empirici, intuitivi o paranormali, intende ed ha il dovere di dare.
            Anche l’idea e l’esistenza di Dio, l’uomo ha il dovere di spiegarsi – e l’ha fatto – con la ragione. Infatti ritornando alla tesi dell’origine, l’effetto uomo, terra, universo, cosmo non può non scaturire che da una causa prima esistente, preesistente e coesistente.
            E questa causa assoluta, principio di tutti i principi, è Dio, al quale vi si riscontrano tutti gli attributi immaginabili ed inimmaginabili. Se invece, questa causa prima volessimo indicarla come “caos”, o ancor più, “nulla” pur esasperando questi termini in assoluto, non potremmo ad essi riconoscere gli attributi di somma intelligenza, di infinita bontà, nè tanto meno di esistenza, di preesistenza e di coesistenza.
            Ancora, dal caos è impossibile poter immaginare la scaturigine di un universo infinito e strutturato, dal macrocosmo al microcosmo, da elementi in perfetto equilibrio ed assoluta armonia. Ne è possibile immaginare sempre dal caos la nascita di un essere vivente dotato di facoltà spirituali ove risiedono le più alte spiritualità.
            Ma, anche se, per assurdo, concedessimo al “caos” la possibilità di quanto sopra gli abbiamo negato, non avremmo, infine, risolto il problema della origine o perché se per caos intendiamo l’infinito costituito da elementi scomposti, avremmo sempre l’interrogativo della causa prima, in quanto il caos stesso sarebbe sempre un effetto.
            Nè la causa prima può essere il nulla”. Questo termine in assoluto non esiste. Dal nulla niente può scaturire, niente può essere creato. Per il fatto che noi esistiamo, che tutto è, non può assolutamente essere stato generato dal nulla.
            Ecco dunque, che la ragione ci riporta alla matrice, al creatore della creazione, al principio intelligente e coordinatore di tutte le cose, a Dio causa prima.
            E prima di Dio? Non esiste un prima di Dio. Dio preesiste perché è infinito passato, esiste come infinito presente e infinito futuro e coesiste in quanto è in tutte le Sue manifestazioni.
            Una volta accettata, o per questa o per altra via, l’esistenza di una causa prima, che noi chiamiamo Dio, il discorso diventa consequenziale e prosegue diritto su un unico binario.
            La parola creare, considerata in assoluto, è anch’essa un termine improprio. Creare dal nulla è una illogicità. Dio non poteva prendere alcunché dal nulla, poiché il nulla non esiste. Per creare doveva per forza attingere da Se stesso. Dunque, non più creazione, ma più propriamente emanazione. E da qui l’emanazione del cosmo, dello spirito, dell’universo, della vita nei mondi materiali. Il tutto in un infinito senza tempo, in uno spazio di infinite dimensioni.
            Qual è in sintesi la risultanza logica di questo discorso? La immanenza divina in tutte le Sue emanazioni. Da un Ente infinito, non può scaturire alcun elemento finito, in quanto la fine è sempre una limitazione, in questo caso della potenza divina. Dunque da un Dio infinito, un universo infinito, da un Dio eterno, uno spirito eterno, eterna vibrazione divina.
            Per dimostrare le qualità spirituali in assoluto, occorrerebbe obbligatoriamente una lunghissima trattazione sul problema del bene e del male, valori questi che, nella contingenza della nostra vita sulla terra, presentano infinite sfumature di non facile interpretazione, in quanto facilmente si sovrappongono, si intrecciano e persino si sostituiscono tra di loro, ma che a livello di Spirito, libero dalla carne e quindi dalla materialità, questi valori, ripeto, esaminati in assoluto non si presentano più come elementi in lotta, ma come necessarie esperienze spirituali tutte rivolte ad acquisire conoscenze e conoscenze che portano a capire la Legge di Dio.

            Contrariamente però, la religione cristiana, vuol farci credere che il bene e il male, e dunque lo spirito buono e lo spirito cattivo, in eterno contrasto trovano soluzione, soltanto, alla presenza di Dio e nel Suo inderogabile giudizio universale. Vale a dire che uno Spirito, o un’anima, come vogliamo chiamarla per ora, al cospetto del creatore riceverebbe un premio o un castigo di valore eterno, in misura delle azioni liberamente scelte nel corso di una sola esistenza sulla terra.
            Esaminiamo il concetto dell’eternità. L’eternità è infinita. Non esiste il tempo, anche perché tutto il tempo umanamente immaginabile, miliardi e miliardi di anni, costituirebbero appena un trattino della immaginaria ma interminabile linea della eternità.
            Ma che cos’è la vita di un uomo (settanta o cento anni) nei confronti della eternità? meno di un lampo. Pensate. Può un uomo, per come ha vissuto l’attimo della sua esistenza terrena, essere giudicato e quindi ricevere un premio o un castigo eterno? Se così fosse, lo spirito dell’uomo andrebbe inesorabilmente incontro alla sua fine o annullandosi in Dio per premio (siederai alla destra del padre) o dannandosi all’inferno per castigo: comunque sarebbe la sua vera morte.
            Ecco dunque, che sfiorando appena il problema del bene e del male, ci induce a porre serie riserve sulla dogmatica asserzione di un giudizio universale, mentre altre ne scioglie sull”accettazione di una possibilità reincarnativa dello spirito.
            Riscoprire e credere nello spirito, invece, l’attributo dell’eternità, ridimensiona conseguentemente il concetto della morte, intendendolo, non più come un terrificante traguardo di una breve corsa, ma una tappa obbligata di esperienze in una esistenza senza fine.

            Un breve cenno sul libero arbitrio.
            Il libero arbitrio non è la “possibilità di scegliere” della mente dell’uomo, quasi sempre condizionata da giudizi e pregiudizi, da situazioni legati alla vita materiale, ma “LA SCELTA” della mente profonda, di quell’individualità nella quale risiedono attributi e qualità che nessuno potrà mai giudicare e quindi punire o premiare, perché già programmate dallo Spirito libero dalla carne, unico Arbitro in assoluto di tutte le Scelte. E le scelte dello Spirito hanno un’unica finalità: il ritorno alla matrice dalla quale proviene e dalla quale è stata emanata, attraverso una scala infinita di valori, di esperienze e quindi di EVOLUZIONE.
            Il calarsi nella materia per lo Spirito è una delle infinite esperienze che dovrà fare, per avvicinarsi alla “Luce” dalla quale proviene.
            Ma perché lo Spirito deve fare tutte queste esperienze?
            Perché emanazione divina ha tutti gli attributi divini, ma, in potenza. E’ come colui che possiede centomila libri e ne ha letti qualche decina.
            Non solo la biblioteca del sapere nel mondo, o meglio nella dimensione, dello Spirito ha infiniti volumi, ma lì vi sono infinite biblioteche.
            Solo un folle può pensare di leggere infiniti libri per tutta l’eternità. Me ne strafrego delle esperienze, dell’evoluzione, di tutti questi stramaledetti attributi che non so che farmene e non voglio avere. Con i mille problemi e preoccupazioni che ho sarei un folle se dovessi aggiungere anche questi.
            Ecco, questa è la condizione della mente cosciente.
            La mente profonda, ora è il momento di chiamarla Spirito, sa invece che programmerà di reincarnarsi anche mille volte se necessario, fino a quando non si sarà impadronito, mangiato, fagocitato, sperimentato tutti gli aspetti e tutte le esperienze, della e nella materia, nel bene e nel male, acquisendone piena conoscenza e potere.
            Spesso, in misura del suo grado di evoluzione, lo Spirito sceglie di reincarnarsi in una vita di sofferenza, di dolore, di miseria, di egoismo, di cattiveria, di vivere un giorno o cento anni, di fare solo l’esperienza del parto, del delinquente, dell’assassino,o della vittima, ma anche del poeta, del medico, dello scienziato o del santo. Sceglie persino di essere ricchissimo e potentissimo.
            Ora nell’attimo (uno o cento anni) di ogni sua esistenza sulla terra, lo Spirito sa
            perfettamente il grado di evoluzione raggiunta o i libri che ha letto, o i gradini che ha salito di quella infinita scala di valori che l’avvicinano alla matrice, alla luce, a Dio.
            ( Fuori testo – Mi chiedo: quanti “gradini” avrà salito Piergiorgio Welby, e quanti ne salirà l’uomo più ricco della terra?)
            Superata l’esperienza della materia nella terra, lo Spirito, magari si avventurerà nell’esperienza della materia dell’universo, e poi altre esperienze, altre evoluzioni e poi ancora e ancora.
            E’ come una legge divina.
            Lo Spirito non subisce, ma SCEGLIE, e non può sottrarsi.
            Come la vita non può sottrarsi dalla morte, la contrazione dall’espansione, la notte dal giorno, il macrocosmo dal microcosmo, il caldo dal freddo, il bene dal male, il caos dall’ordine, l’esplosione ( il big ben) dall’implosione ( i buchi neri) e così all’infinito e per l’eternità nell’armonia, nel sostentamento, nell’equilibrio e per l’equilibrio, nella potenza e per la potenza, nel divino e per il divino, tutto ci conduce ineluttabilmente a DIO.
            Cari lettori questo è il mio pensiero e anche se la verità è … sempre oltre, spero tanto di non essermi allontanato troppo.

            In rispetto al mio nome io sono l’Arcangelo di quell’angelo indifeso che sta aspettando, con ansia credete? No, con terrore, dico io, la sua esecuzione.
            Eluana da quindici anni ferma e immobile certamente lo è, ma sorda, cieca e priva di mente non possiamo saperlo e nessun medico, scienziato può confermarlo.
            Una cosa è certa: è viva. Ti rendi conto? E’ VIVA per Dio!
            L’uomo ha il sacrosanto dovere di tenerla in vita, con ogni mezzo. Senza considerare il dolore o la pietà che reca, a chi? Ai familiari, agli altri? Non certamente a lei che interiormente potrebbe avere (io dico ha) tanta vitalità nella “mente” quando gliene manca nel fisico, e tanta lucidità da riempire e travasare le menti di tutti coloro che per incolpevole motivo son convinti del contrario.
            Scusami e grazie per l’attenzione.
            Un saluto affettuoso

Apri la Tua Mente

Esprimi il tuo pensiero...
Per favore, leggi chi siamo e quali sono le regole di discussione
Il primo commento di un nuovo lettore va sempre in moderazione
Puoi sbloccare il commento cliccando sul link contenuto nella mail che ti invieremo
I commenti non confermati tramite click verranno considerati spam
ah, se vuoi essere riconoscibile dagli altri utenti procurati un gravatar!