Terrorismi: Ogni Giorno è l’Undici Settembre 54


Non voglio entrare e non entrerò nel ginepraio delle versioni sulle responsabilità dell’11 settembre. Non intendo affrontare qui per l’ennesima volta la questione su chi sia il vero responsabile dell’attentato. Personalmente propendo per la versione ufficiale solamente perché io in certe cose sono un occamista e la versione ufficiale è quella che spiega più cose nella maniera più semplice. Nello stesso tempo sono abbastanza vecchio per essere convinto che tutto ciò che sia fisicamente possibile possa accadere, se non altro perché non credo all’esistenza un deus ex machina che possa imporre perimetri morali alla fenomenologia.


Del problema ne abbiamo dibattuto esattamente un anno fa proprio su queste pagine. Chi è interessato all’esposizione delle due posizioni può rileggere il dialogo a questo link.
In ogni caso, che si sia trattata di un’azione di un gruppo estremista islamico o che si trattato di un complotto di un gruppo di affaristi internazionali, si tratta sempre e comunque di terrorismo. E di terrorismo mi limiterò a parlare.

La sopraffazione, il metodo violento per risolvere le contese, purtroppo non è un elemento alieno al nostro universo. In Natura, molti dei rapporti tra le specie e tra componenti della stessa specie sono regolati da un’interazione cruenta e spesso mortale. La guerra è la terribile evoluzione operativa di uno scontro a base di cornate dove lo stupefacente ingegno umano trova la sua applicazione più bieca e deleteria.

Eppure, se esiste qualcosa di peggiore della guerra, questa cosa non può essere che il terrorismo. Ciò non vuol dire che in guerra non si usino sistemi terroristici (Dresda e Coventry, giusto per fare un esempio bipartizan), ma un attacco terroristico in tempo di pace è un atto di vigliaccheria assoluta che non può essere spiegato nemmeno con uno stato di aperta belligeranza.

Un attacco contro popolazione civile indifesa non è ammissibile nemmeno come atto di ritorsione per un atto equivalente. Questo perché la storia ci insegna che, per il bene di tutti, la responsabilità dei crimini di guerra è e rimane sempre dei governi e mai dei popoli. E’ per questo che alla fine della seconda guerra mondiale fu celebrato il processo di Norimberga. Era necessario affrancare il popolo germanico dalle colpe dello sterminio nazista per consentire il reinserimento dei tedeschi nella comunità internazionale. Se si fosse voluto ripagare la Germania con la stessa moneta, oggi dovremmo sopportare la vergogna di aver internato dei civili in campi di concentramento per ritorsione e saremmo tutti uomini peggiori.

Non ci sono differenze tra i terrorismi. Non esistono terrorismi buoni e terrorismi cattivi. Il terrorismo è sempre vile e deprecabile, chiunque lo metta in atto e qualsiasi sia il governo o la parte che lo utilizzi. E’ per questo che non bisogna mai cedere alla tentazione di giustificare un atto terroristico con un’occupazione militare o come ritorsione per atti di identico tenore. E non esiste nemmeno una graduatoria tra i terroristi che sono sempre e comunque da condannare, siano essi singoli o governi.

Se questo principio non entra nella mente di tutti e se ciascuno di noi non inizierà a condannare il terrorismo senza alcuna condizione, non c’è speranza che questo sistema bestiale di far valere le proprie ragioni sia cancellato dalla lista delle azioni umanamente ammissibili. L’alternativa è rassegnarsi alla totale bestialità dell’uomo ed al fatto che una società civile e pacifica è solo una forma di tregua armata transiente tra due periodi di competizione cruenta per le risorse e per il territorio.

Come accennavo prima, non credo ad alcuna forma di governo etico dell’universo e non ho speranza che i torti siano ripianati dopo la mia morte con l’applicazione di una giustizia postuma che, francamente, mi appare del tutto improbabile. Questo non vuol dire che mi sia facile accettare supinamente che l’umanità sia solo una raffinata e tecnologica forma di bestialità.

Credo che certi sistemi possano essere cancellati dalla lista di quelli applicabili se ciascuno di noi svolge la sua personale lotta contro l’idea che, in alcuni frangenti, possano essere giustificabili o comprensibili. E’ questa la vera ed unica lotta al terrorismo.

I carri armati, le occupazioni, i campi di prigionia e le bombe a grappolo nella migliore delle ipotesi sono solo ritorsioni. Nella peggiore sono gli strumenti attraverso i quali l’atto terroristico si completa e raggiunge il suo fine ultimo: il controllo della nostra vita attraverso regimi repressivi e violenti.

Vedendo le cose da questo punto di vista, ogni giorno dell’anno è l’11 settembre 2001 e ogni evento va giudicato con la stessa severità. A meno che non si voglia stabilire una gradutatoria in base la numero delle vittime ed all’impatto mediatico. Cosa che potrebbe avrere valenza in un’aula di statistica, ma sarebbe umanamente deprecabile.


54 commenti su “Terrorismi: Ogni Giorno è l’Undici Settembre

  • Il Gobb

    Mala tempora currunt…

    Eccepisco solo sull’accostamento fra guerra e bestialità. Non perchè non capisca in che accezione lo stai usando, Comandante, ma solo perché mi suona sostanzialmente scorretto.
    La guerra in natura non esiste.
    Non sono certo uno di quelli che dice “le bestie sono meglio degli uomini”, giudizio di valore in cui non trovo alcun senso, ma le bestie non si fanno la guerra. La predazione non è guerra, è predazione… la competizione per le femmine non è guerra, è competizione per le femmine… non so se mi spiego ^_______^
    La guerra è una invenzione tutta nostra, è profondamente “umana”.
    Per cui no, non ritengo che i terroristi siano bestiali, dato che le bestie non conoscono la vendetta, la ritorsione, la strage per motivi politici, ideologici, identitari. Sono, ahimé, umani. Umanissimi.
    Noi siamo bestie di un tipo particolare, e lo stesso pensiero simbolico che ci differenzia dalle altre costituisce la nostra più incredibile risorsa e il nostro più pericoloso strumento.
    Continuo a sperare che ne renderemo conto e cominceremo ad usarlo razionalmente.

    • lucaspazio

      Hmm secondo me a parte guerre di stampo ideologico (ma ce ne sono mai state?) la guerra é predazione, é competizione per le femmine, etc…
      Si fa una guerra per prendere al vicino le sue risorse (o per difenderle) che sia terra, o miniere, o acqua, o persone…
      Essendo molto piú numerosi e tecnologicamente avanzati possiamo dare sfogo ad ogni istinto in guerra. Cosa che gli animali non possono fare.

      Credo che se tu dessi una bomba capace di uccidere tutti i ghepardi maschi ed i concorrenti alle prede ad un ghepardo del Botswana e lui fosse intelligente da saperla usare, direi che la userebbe in modo da essere l’unico ad accoppiarsi, l’unico a mangiare etc…

      • Il Gobb

        C’è il discrimine dell’intenzionalità, non dell’intelligenza.
        si dice che siamo la specie più intelligente sul pianeta, ma, incredibile dictu, la scienza non ha una definizione precisa di intelligenza.
        Per questo parlo di pensiero simbolico.

        Se fossimo intelligenti nel senso che dici tu noi non useremmo mai e poi mai le bombe (e nemmeno il ghepardo lo farebbe, sarebbe uan stupidaggine in senso evoluzionistico perché ridurrebbe la variabilità gwenetica e quindi le relative possibilità di sopravvivenza della specie intera).

        Se fossimo davvero “intelligenti” ci libereremmo delle atomiche, perché non ha senso per l’intera specie che un solo individuo, o una sola classe di individui, siano i soli a riprodursi e prosperare. E’ irrazionale. E’ contro ogni principio di conservazione della razza umana.
        Ma noi siamo animali capaci di pensiero simbolico e quindi abbiamo concetti come il “noi” e il “loro” anche quando queste categorizzazioni non hanno motivi reali di esistere. In più le anteponiamo a ogni altra considerazione razionale.
        E’ anche il motivo per cui i combattenti vengono motivati da chi li comanda con l’ideologia, tramite propaganda.

        La guerra, stringi stringi, è conflitto per le risorse, vro… ma non è possibile ignorare il fatto che saremmo perfettamente in grado di risolvere ogni contrasto parlandone, volendo ^_________^

    • Comandante Nebbia

      Lucaspazio mi ha tolto un po’ di lavoro perché sono completamente d’accordo con lui.
      Aggiungo che attribuire una specialità extranaturale all’uomo, vuol dire ammetterne implicitamente un’origine extranaturale con tutto l’ambaradan creazionista che ne consegue.

      Pertanto, occamisticamente, gli uomini non hanno nulla di extranaturale, ma sono solo specializzati in alcune attività che gli consentono di operare la predazione in maniera più efficiente.

      Questo sempre secondo me.

      • Il Gobb

        Non ho mai sostenuto che il pensiero simbolico sia “extranaturale”: per quello che ne sappiamo è semplicemente un prodotto dell’evoluzione, come il pollice opponibile… nè più nè meno ^_____^

        Ci si chiede da sempre cosa ci distingua dagli altri animali… è un dibattito che mi ha sempre interessato molto. Senza starvi a tediare con i numerosi dettagli del COME ci sia arrivato (riflessione durata anni e tuttora in corso), la mia posizione è che non si può parlare solo di intelligenza (nemmeno sappiamo bene cosa sia) o “raziocino” (concetto ancora più fumoso) e nemmeno di autoconsapevolezza (anche alcuni animali ne sono dotati).
        Il discrimine è che grazie alle nostre particolari caratteristiche biologiche abbiamo evoluto la capacità di attribuire un senso a ciò che non ne ha, cioè di pensare simbolicamente, a un alto livello di astrazione. E di comunicare quindi con un linguaggio strutturato, il che ci permette di creare culture, civiltà.
        Probabilmente ne sono acapaci anche alcuni cetacei, ma non ci sono loro al posto nostro per mancanza di mani…
        Puro darwinismo, quindi, niente di “creazionista”: non penso che siamo così per un “destino manifesto” ^___^
        Un animale come noi, senza potenti armi fisiche, si è adatato nell’unico modo possibile: sono stati premiati con la riproduzione gli individui più intelligenti e svegli, quelli capaci di sopravvivere meglio, costruire rifugi migliori, vestiti più caldi e robusti, e via dicendo.

        La nostra capacità di pensare in questo modo (quindi non “meglio” degli altri animali, ma solo in modo diverso… se vogliamo molto più efficiente e specializzato) non è quindi, dal mio punto di vista, “al di fuori” della natura. Ne è una conseguenza, un elemento, del tutto scevro da interventi di divinità varie (almeno fino a prova contraria 😀 ).

        Nel tuo post trascuri gli aspetti culturali della guerra, e per la mia “formazione” è un difetto. Senza cultura (nella sua accezione sociologica, non come accumulo di nozioni) la guerra non è possibile. Esiste la violenza, ma non la guerra.
        Già solo il fatto che potremmo negoziare differenzai radicalmente le due cose: da una parte c’è la competizione per le risorse senza codifica, senza significato, nata da pure e semplici necessità biologiche. Dall’altra ci siamo noi, che rivestiamo di senso queste cose e diamo loro un significato che in natura non hanno perché in natura non esistono i significati: sono solo dentro la nostra testa.
        Non so se sto riuscendo a spiegarmi ^___^

        • Francesca

          Sono pienamente daccordo con te.
          Anche se ho sempre sostenuto che le vere bestie (in senso dispregiativo) sono gli uomini ho capito tutti i distinguo che hai fatto e credo tu abbia ragione.

          • Il Gobb

            Ma infatti penso di capire benissimo l’uso che ne ha fatto il Comandante: è un uso comune, diffuso, perché la ferinità che dimostriamo è facilmente associabile a quella, per esempio, dei grandi predatori felini.
            Solo che sono un cagacazzi e ho dovuto puntualizzare 😀

          • Francesca

            eheeh io ho usato parole peggiori! :mrgreen:
            comunque siamo in due i cagacazzi, anche io sono io che puntualizza! :mrgreen: E comunque non credo sia un difetto, hai fatto bene.

        • Comandante Nebbia

          secondo me la guerra e il terrorismo sono solo razionalizzazioni della violenza.
          in questo senso sono ancora più deprecabili perché metabolizzate attraverso l’inferenza e non più istintive.

          • Il Gobb

            Perfettamente d’accordo: non violenza, ma “razionalizzazioni”, cioè violenza + un sostrato culturale.
            E sì, sono ASSOLUTAMENTE deprecabili.

        • Monica

          Ti sei spiegato benissimo.
          Mi piacerebbe, se l’hai letto, avere la tua opinione su un testo che affronta in parte tutti i punti che hai toccato nel tuo discorso + uno: la concettualizzazione di Dio. Il libro è ” Dio è nato donna di Pepe Rodriguez”(www.uaar.it/ateismo/opere/41.html).

          • Il Gobb

            Non l’ho letto, ma spulciando la recensione pare che sull’origine di dio e sul rapporto fra scienza e religione l’autore ed io abbiamo le stesse idee ^______^

            Il discorso è interessante, e se vuoi possiamo continuarlo sul mio blog nei commenti a un qualsiasi post a casa, oppure via mail ^_____^

  • Lara

    Alle volte penso che esistano due umanità: L’umanità pacifica e l’umanità violenta.

    Nono credo che sia nella natura umana la violenza, non credo che nel mio patrimonio genetico ci sia la distruzione, non sento mia questa memoria atavica.

    Non mi sento parte dell’umanità della violenza.

    Eppure molti, come me, si dicevano per la pace.

    Purtroppo è facile, dopo un attacco terroristico passare “all’altra umanità”, è facile cedere alla paura, diventare xenofobici, razzisti, nazionalisti.

    E’ facile cercare un colpevole da mandare al rogo, è facile cercare una vendetta.

    E’ facile aiutare i terroristi diventandone strumenti, diventando disseminatori di odio.

  • missblue

    Per eliminare il terrorismo (sottosezione della guerra) dovremmo eliminare, prima, alcune dei nostri bisogni, che impropriamente stiamo chiamando necessità.
    Ancora una volta, la soluzione è alle fondamenta. Altrimenti è anche inutile, a mio avviso, scandalizzarci sempre così tanto.

  • prefe

    so che non è il succo del post , ma la frase
    “personalmente propendo per la versione ufficiale solamente perché io in certe cose sono un occamista e la versione ufficiale è quella che spiega più cose nella maniera più semplice” è totalmente priva di significato.

    Quella è la versione che propone la visione più complottista e assurda che si possa pensare, se si pensa alla fattibilità. Non è l’ipotesi più semplice, bensì la meno credibile.

    • Francesca

      Anche a me Comandante ha un pò impressionato quella frase a dire il vero.
      Forse l’hai scritto per non accentrare il discorso su questo?
      O pensi davvero che la versione ufficiale sia l’unica possibile?

      • prefe

        più che altro è estremamente poco probabile che alcuni cani sciolti abbiano fregato i sistemi di sicurezza della nazione piu’ cazzuta del mondo e siano riusciti in manovre così altrettanto cazzute.

        Il rasoio di okam dice che l’ipotesi più probabile generalmente è quella giusta.
        Non mi sembra molto probabile!

        • Francesca

          Nel rapporto del governo che guardacaso è secretato ci sono diverse cose che non tornano (non solo dei sistemi di sicurezza)
          Ma non voglio andare OT e perdere il filo…

  • Francesca

    L’alternativa è rassegnarsi alla totale bestialità dell’uomo ed al fatto che una società civile e pacifica è solo una forma di tregua armata transiente tra due periodi di competizione cruenta per le risorse e per il territorio.

    la penso come la Miss qui su ma credo che, a parte la rassegnazione che speriamo non ci sia mai, vale quello che hai scritto. In realtà la pace è un concetto astratto mai esistito veramente nel mondo “civilizzato”.

    Il terrorismo (tutto) è deprecabile come la guerra (tutte) .
    Ognuno usa questo o l’altro con le armi che ha.

  • CogitoergoVomito

    In ogni caso, che si sia trattata di un’azione di un gruppo estremista islamico o che si trattato di un complotto di un gruppo di affaristi internazionali, si tratta sempre e comunque di terrorismo.

    All’inizio mi interessavano molto le tesi complottistiche, rappresentavano una novità, credevo fosse giusto conoscerle ed approfondirle.
    Ero molto interessato alle parole di Giulietto Chiesa, ad esempio.
    Giunsi più o meno alla conclusione di Cn, che si tratta comunque di terrorismo, ma soprattutto (aggiungerei) si tratta soprattutto di disquisire o speculare sulla morte di tante persone e sulla sofferenza dei loro cari, che a questo punto, a 7 anni di distanza, ancora non dovrebbero e potrebbero sapere la verità sulla triste morte dei loro cari.
    Allora ho capito che essere curiosi di sapere può essere anche una virtù, come fame di conoscenza, ma può essere anche mancanza di rispetto, verso persone che delle nostre disquisizioni e delle nostre speculazioni non sanno cosa farne,e non riescono a stare tranquilli nemmeno sotto terra.

    • Francesca

      Giusto, però Cogito credo che i parenti delle vittime vorrebbero sapere la verità. Sempre che ne esista un’altra.
      Sarebbe anche questo un modo per avere rispetto per loro e per la loro morte.

      Sul fatto che il terrorismo sia un male comunque invece sono daccordo.

      • CogitoergoVomito

        Cara Franci
        La verità è che i parenti delle vittime non sapranno mai la verità.
        Nemmeno tra 100 anni.
        Sono passati 67 anni da Pearl Harbor, e ci sono ancora tante luci ed ombre.
        La versione ufficiale è che il Giappone abbia attaccato la flotta americana, ed in seguito all’attacco Giapponese l’America si scatenò nella 2 guerra mondiale. E sganciò le “new entry” 😉 bombe atomiche.
        I complottisti (67 anni dopo!) dicono ancora che Roosvelt avrebbe potuto evitare l’attacco alla flotta ed avrebbe potuto salvarla.
        Ma era in cerca del casus belli.
        Se hai un pò di tempo leggi qui
        http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=2034
        Roosvelt era in cerca ancora una volta dell’ennesima occasione per dimostrare l’America chi era a tutto il mondo.
        Un popolo senza storia, è un popolo senza potere.
        E l’America questo lo sa bene, per questo da sempre ha cercato di imporsi con la violenza e la guerra, piuttosto che con la cultura e le tradizioni.
        …….
        Non so se essere d’accordo o no con le tesi complottistiche, ma già so che con le mie parole potrei solo farneticare…..
        Perchè la verità è che la verità la conoscono solo loro, quelli che muovono i fili.
        E noi siamo tanti burattini che vedono i tg, scrivono blog e libri.
        E non sapremo mai la verità.Cosi come i parenti delle vittime.
        L’unico modo per rispettare tante morti innocenti, a parere mio, è il silenzio.

        • Francesca

          Forse hai ragione e forse era quello che intendeva dire anche il Comandante.
          Gli usa hanno ancora luci e ombre su molte questioni…purtroppo.

  • Chiara di Notte - Klára

    Non ci sono guerre senza morti. In ogni situazione in cui ci sara’ “qualcuno” che aggredira’ qualcun altro per portargli via il poco o il tanto che ha, ci saranno persone che perderanno la vita.

    M’infastidisce questo accentrare tutta l’attenzione sull’ 11/9. Come se di esempi di crimini ancor piu’ tremendi non ne avessimo. addirittura a pochi chilometri dai confini italici.

    Per dare un colpo al cerchio ed uno alla botte cito due fatti che hanno coinvolto la ex yugoslavia:

    Srebrenica. Un crimine al quale la NATO non e’ stata certo estranea.

    http://www.youtube.com/watch?v=HdMOG3gJvYs

    I bombardamenti in Serbia del 1999 ad opera della NATO

    http://www.youtube.com/watch?v=Ju-Y73Qn05Q

    Alla luce di tutto cio’, si capisce che i fatti dell’11/9 sono diventati importanti solo perche’ ha coinvolto chi si riteneva intoccabile.
    Sulla propaganda e’ stato costruito cio’ che viene definito “il piu’ grande crimine”… dimenticandosi cio’ che l’occidente aveva appena fatto pochi anni prima e passato sotto silenzio.

    Non esistono commemorazioni per la povera gente. E non esistono eserciti che partono per “riparare i torti” di quei crimini.

    CN, ho messo due link… se non mi passa il commento giuro che divento isterica :mrgreen:

    • Iniquo

      Chi crede nella propaganda della “più grande tragedia del millennio” non penso si possa definire uno che sa cosa succede nel mondo.
      Lungi da me prendere sotto gamba quelle migliaia di morti innocenti, però come mi indigno per loro lo faccio anche per tutti gli altri dei quali sono a conoscenza. Soprattutto non ho aderito alla retorica da regime “siamo tutti americani dopo l’undici settembre”, perchè se lo avessi fatto per coerenza avrei dovuto anche essere di più o meno tutte le altre nazionalità esistenti ed anche a maggior ragione visto che da altre parti 5 mila morti sono spesso motivo di sospiri di sollievo misti a lacrime.

    • missblue

      “Non esistono eserciti che partono per riparare i torti di quei crimini”

      Quoto in grande Klà.

      Le contro mosse, chissà perchè, suonano spesso come manovre che sanno di “pretestuoso”. Sono poco credibili.
      E comunque non si dovrebbe combattere la violenza…con la sopraffazione.

    • Francesca

      verissimo.
      l’11/9 è anche un giorno per ricordare Salvador Allende.
      Ed anche in questo caso gli Usa ci hanno messo lo zampino…

  • Il Gobb

    Non voglio iniziare discussioni “fuori tema”, poiché questo non è l’argomento del post del Comandante, ma sono perfettamente d’accordo con te, Lameduck 🙂

  • Il piccolo diavolo

    ” Il terrorismo si fonda sul disprezzo della vita dell’uomo. Proprio per questo esso non dà solo origine a crimini intollerabili, ma costituisce esso stesso, in quanto ricorso al terrore come strategia politica ed economica, un vero crimine contro l’umanità”.

    “Nessun responsabile delle religioni, pertanto, può avere indulgenza verso il terrorismo e, ancor meno, lo può predicare”.

    Giovanni Paolo II

  • Laura Costantini

    E’ per questo che non bisogna mai cedere alla tentazione di giustificare un atto terroristico con un’occupazione militare o come ritorsione per atti di identico tenore.
    Quindi tutta la resistenza italiana si colloca nelle file condannabili del terrorismo? E la resistenza vietnamita contro l’invasore statunitense? E la resistenza afghana contro l’invasione russa? Tutti terroristi? Sinceramente sono perplessa, non dal contenuto del post, condivisibile e giusto, ma dalla frase che ho riportato e che mi sembra fare di tutta l’erba un fascio in un modo che non rende giustizia a chi ha combattuto contro la tirannia anche attraverso attentati e agguati.
    Laura

    p.s. Comandante, ti ho scritto una mail sulla “scomparsa” dell’articolo di ieri.

  • Il piccolo diavolo

    Buongiorno Laura.
    Non si deve confondere il terrorismo con movimenti , seppur di forza, diversi. Mi viene da dire che nella resistenza italiana, per esempio, si individuano le origini stesse della Repubblica italiana.
    Sono fenomeni diversi fra loro per molteplici motivi.

  • anna m. caputano

    ….E restiamo chiusi

    American & United Airlines Boeing

    Presentano

    11 Settembre

    Regia attribuita a Bin Laden

    ?

    Migliori effetti speciali

    Protagonista: la paura

    Primo attore: George W. Bush

    Milioni di comparse

    Pagate con la morte.

    Poltroncine rosso sangue

    Aria satura

    Di esplosioni a catena

    I cartelli dicono

    Vietato pensare

    Ci avete trascinato

    In questo orrore

    Non volevamo vederlo

    Non vogliamo viverlo

    Avete bloccato

    le uscite di speranza

    per il nuovo millennio

    E restiamo chiusi

    Nelle nostre paure

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