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Terrorismi: Ogni Giorno è l’Undici Settembre

11 settembre, 2008 di mc  
Archiviato in Border Zone



Non voglio entrare e non entrerò nel ginepraio delle versioni sulle responsabilità dell’11 settembre. Non intendo affrontare qui per l’ennesima volta la questione su chi sia il vero responsabile dell’attentato. Personalmente propendo per la versione ufficiale solamente perché io in certe cose sono un occamista e la versione ufficiale è quella che spiega più cose nella maniera più semplice. Nello stesso tempo sono abbastanza vecchio per essere convinto che tutto ciò che sia fisicamente possibile possa accadere, se non altro perché non credo all’esistenza un deus ex machina che possa imporre perimetri morali alla fenomenologia.


Del problema ne abbiamo dibattuto esattamente un anno fa proprio su queste pagine. Chi è interessato all’esposizione delle due posizioni può rileggere il dialogo a questo link.
In ogni caso, che si sia trattata di un’azione di un gruppo estremista islamico o che si trattato di un complotto di un gruppo di affaristi internazionali, si tratta sempre e comunque di terrorismo. E di terrorismo mi limiterò a parlare.

La sopraffazione, il metodo violento per risolvere le contese, purtroppo non è un elemento alieno al nostro universo. In Natura, molti dei rapporti tra le specie e tra componenti della stessa specie sono regolati da un’interazione cruenta e spesso mortale. La guerra è la terribile evoluzione operativa di uno scontro a base di cornate dove lo stupefacente ingegno umano trova la sua applicazione più bieca e deleteria.

Eppure, se esiste qualcosa di peggiore della guerra, questa cosa non può essere che il terrorismo. Ciò non vuol dire che in guerra non si usino sistemi terroristici (Dresda e Coventry, giusto per fare un esempio bipartizan), ma un attacco terroristico in tempo di pace è un atto di vigliaccheria assoluta che non può essere spiegato nemmeno con uno stato di aperta belligeranza.

Un attacco contro popolazione civile indifesa non è ammissibile nemmeno come atto di ritorsione per un atto equivalente. Questo perché la storia ci insegna che, per il bene di tutti, la responsabilità dei crimini di guerra è e rimane sempre dei governi e mai dei popoli. E’ per questo che alla fine della seconda guerra mondiale fu celebrato il processo di Norimberga. Era necessario affrancare il popolo germanico dalle colpe dello sterminio nazista per consentire il reinserimento dei tedeschi nella comunità internazionale. Se si fosse voluto ripagare la Germania con la stessa moneta, oggi dovremmo sopportare la vergogna di aver internato dei civili in campi di concentramento per ritorsione e saremmo tutti uomini peggiori.

Non ci sono differenze tra i terrorismi. Non esistono terrorismi buoni e terrorismi cattivi. Il terrorismo è sempre vile e deprecabile, chiunque lo metta in atto e qualsiasi sia il governo o la parte che lo utilizzi. E’ per questo che non bisogna mai cedere alla tentazione di giustificare un atto terroristico con un’occupazione militare o come ritorsione per atti di identico tenore. E non esiste nemmeno una graduatoria tra i terroristi che sono sempre e comunque da condannare, siano essi singoli o governi.

Se questo principio non entra nella mente di tutti e se ciascuno di noi non inizierà a condannare il terrorismo senza alcuna condizione, non c’è speranza che questo sistema bestiale di far valere le proprie ragioni sia cancellato dalla lista delle azioni umanamente ammissibili. L’alternativa è rassegnarsi alla totale bestialità dell’uomo ed al fatto che una società civile e pacifica è solo una forma di tregua armata transiente tra due periodi di competizione cruenta per le risorse e per il territorio.

Come accennavo prima, non credo ad alcuna forma di governo etico dell’universo e non ho speranza che i torti siano ripianati dopo la mia morte con l’applicazione di una giustizia postuma che, francamente, mi appare del tutto improbabile. Questo non vuol dire che mi sia facile accettare supinamente che l’umanità sia solo una raffinata e tecnologica forma di bestialità.

Credo che certi sistemi possano essere cancellati dalla lista di quelli applicabili se ciascuno di noi svolge la sua personale lotta contro l’idea che, in alcuni frangenti, possano essere giustificabili o comprensibili. E’ questa la vera ed unica lotta al terrorismo.

I carri armati, le occupazioni, i campi di prigionia e le bombe a grappolo nella migliore delle ipotesi sono solo ritorsioni. Nella peggiore sono gli strumenti attraverso i quali l’atto terroristico si completa e raggiunge il suo fine ultimo: il controllo della nostra vita attraverso regimi repressivi e violenti.

Vedendo le cose da questo punto di vista, ogni giorno dell’anno è l’11 settembre 2001 e ogni evento va giudicato con la stessa severità. A meno che non si voglia stabilire una gradutatoria in base la numero delle vittime ed all’impatto mediatico. Cosa che potrebbe avrere valenza in un’aula di statistica, ma sarebbe umanamente deprecabile.

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Comments

56 Risposte a “Terrorismi: Ogni Giorno è l’Undici Settembre”
  1. Iniquo scrive:

    Condivido e sottoscrivo.

  2. ilBuonPeppe scrive:

    Parole sante comandante

  3. Il Gobb scrive:

    Mala tempora currunt…

    Eccepisco solo sull’accostamento fra guerra e bestialità. Non perchè non capisca in che accezione lo stai usando, Comandante, ma solo perché mi suona sostanzialmente scorretto.
    La guerra in natura non esiste.
    Non sono certo uno di quelli che dice “le bestie sono meglio degli uomini”, giudizio di valore in cui non trovo alcun senso, ma le bestie non si fanno la guerra. La predazione non è guerra, è predazione… la competizione per le femmine non è guerra, è competizione per le femmine… non so se mi spiego ^_______^
    La guerra è una invenzione tutta nostra, è profondamente “umana”.
    Per cui no, non ritengo che i terroristi siano bestiali, dato che le bestie non conoscono la vendetta, la ritorsione, la strage per motivi politici, ideologici, identitari. Sono, ahimé, umani. Umanissimi.
    Noi siamo bestie di un tipo particolare, e lo stesso pensiero simbolico che ci differenzia dalle altre costituisce la nostra più incredibile risorsa e il nostro più pericoloso strumento.
    Continuo a sperare che ne renderemo conto e cominceremo ad usarlo razionalmente.

    • lucaspazio scrive:

      Hmm secondo me a parte guerre di stampo ideologico (ma ce ne sono mai state?) la guerra é predazione, é competizione per le femmine, etc…
      Si fa una guerra per prendere al vicino le sue risorse (o per difenderle) che sia terra, o miniere, o acqua, o persone…
      Essendo molto piú numerosi e tecnologicamente avanzati possiamo dare sfogo ad ogni istinto in guerra. Cosa che gli animali non possono fare.

      Credo che se tu dessi una bomba capace di uccidere tutti i ghepardi maschi ed i concorrenti alle prede ad un ghepardo del Botswana e lui fosse intelligente da saperla usare, direi che la userebbe in modo da essere l’unico ad accoppiarsi, l’unico a mangiare etc…

      • Il Gobb scrive:

        C’è il discrimine dell’intenzionalità, non dell’intelligenza.
        si dice che siamo la specie più intelligente sul pianeta, ma, incredibile dictu, la scienza non ha una definizione precisa di intelligenza.
        Per questo parlo di pensiero simbolico.

        Se fossimo intelligenti nel senso che dici tu noi non useremmo mai e poi mai le bombe (e nemmeno il ghepardo lo farebbe, sarebbe uan stupidaggine in senso evoluzionistico perché ridurrebbe la variabilità gwenetica e quindi le relative possibilità di sopravvivenza della specie intera).

        Se fossimo davvero “intelligenti” ci libereremmo delle atomiche, perché non ha senso per l’intera specie che un solo individuo, o una sola classe di individui, siano i soli a riprodursi e prosperare. E’ irrazionale. E’ contro ogni principio di conservazione della razza umana.
        Ma noi siamo animali capaci di pensiero simbolico e quindi abbiamo concetti come il “noi” e il “loro” anche quando queste categorizzazioni non hanno motivi reali di esistere. In più le anteponiamo a ogni altra considerazione razionale.
        E’ anche il motivo per cui i combattenti vengono motivati da chi li comanda con l’ideologia, tramite propaganda.

        La guerra, stringi stringi, è conflitto per le risorse, vro… ma non è possibile ignorare il fatto che saremmo perfettamente in grado di risolvere ogni contrasto parlandone, volendo ^_________^

    • Lucaspazio mi ha tolto un po’ di lavoro perché sono completamente d’accordo con lui.
      Aggiungo che attribuire una specialità extranaturale all’uomo, vuol dire ammetterne implicitamente un’origine extranaturale con tutto l’ambaradan creazionista che ne consegue.

      Pertanto, occamisticamente, gli uomini non hanno nulla di extranaturale, ma sono solo specializzati in alcune attività che gli consentono di operare la predazione in maniera più efficiente.

      Questo sempre secondo me.

      • Il Gobb scrive:

        Non ho mai sostenuto che il pensiero simbolico sia “extranaturale”: per quello che ne sappiamo è semplicemente un prodotto dell’evoluzione, come il pollice opponibile… nè più nè meno ^_____^

        Ci si chiede da sempre cosa ci distingua dagli altri animali… è un dibattito che mi ha sempre interessato molto. Senza starvi a tediare con i numerosi dettagli del COME ci sia arrivato (riflessione durata anni e tuttora in corso), la mia posizione è che non si può parlare solo di intelligenza (nemmeno sappiamo bene cosa sia) o “raziocino” (concetto ancora più fumoso) e nemmeno di autoconsapevolezza (anche alcuni animali ne sono dotati).
        Il discrimine è che grazie alle nostre particolari caratteristiche biologiche abbiamo evoluto la capacità di attribuire un senso a ciò che non ne ha, cioè di pensare simbolicamente, a un alto livello di astrazione. E di comunicare quindi con un linguaggio strutturato, il che ci permette di creare culture, civiltà.
        Probabilmente ne sono acapaci anche alcuni cetacei, ma non ci sono loro al posto nostro per mancanza di mani…
        Puro darwinismo, quindi, niente di “creazionista”: non penso che siamo così per un “destino manifesto” ^___^
        Un animale come noi, senza potenti armi fisiche, si è adatato nell’unico modo possibile: sono stati premiati con la riproduzione gli individui più intelligenti e svegli, quelli capaci di sopravvivere meglio, costruire rifugi migliori, vestiti più caldi e robusti, e via dicendo.

        La nostra capacità di pensare in questo modo (quindi non “meglio” degli altri animali, ma solo in modo diverso… se vogliamo molto più efficiente e specializzato) non è quindi, dal mio punto di vista, “al di fuori” della natura. Ne è una conseguenza, un elemento, del tutto scevro da interventi di divinità varie (almeno fino a prova contraria :D ).

        Nel tuo post trascuri gli aspetti culturali della guerra, e per la mia “formazione” è un difetto. Senza cultura (nella sua accezione sociologica, non come accumulo di nozioni) la guerra non è possibile. Esiste la violenza, ma non la guerra.
        Già solo il fatto che potremmo negoziare differenzai radicalmente le due cose: da una parte c’è la competizione per le risorse senza codifica, senza significato, nata da pure e semplici necessità biologiche. Dall’altra ci siamo noi, che rivestiamo di senso queste cose e diamo loro un significato che in natura non hanno perché in natura non esistono i significati: sono solo dentro la nostra testa.
        Non so se sto riuscendo a spiegarmi ^___^

        • Francesca scrive:

          Sono pienamente daccordo con te.
          Anche se ho sempre sostenuto che le vere bestie (in senso dispregiativo) sono gli uomini ho capito tutti i distinguo che hai fatto e credo tu abbia ragione.

          • Il Gobb scrive:

            Ma infatti penso di capire benissimo l’uso che ne ha fatto il Comandante: è un uso comune, diffuso, perché la ferinità che dimostriamo è facilmente associabile a quella, per esempio, dei grandi predatori felini.
            Solo che sono un cagacazzi e ho dovuto puntualizzare :D

        • secondo me la guerra e il terrorismo sono solo razionalizzazioni della violenza.
          in questo senso sono ancora più deprecabili perché metabolizzate attraverso l’inferenza e non più istintive.

        • Monica scrive:

          Ti sei spiegato benissimo.
          Mi piacerebbe, se l’hai letto, avere la tua opinione su un testo che affronta in parte tutti i punti che hai toccato nel tuo discorso + uno: la concettualizzazione di Dio. Il libro è ” Dio è nato donna di Pepe Rodriguez”(www.uaar.it/ateismo/opere/41.html).

          • Il Gobb scrive:

            Non l’ho letto, ma spulciando la recensione pare che sull’origine di dio e sul rapporto fra scienza e religione l’autore ed io abbiamo le stesse idee ^______^

            Il discorso è interessante, e se vuoi possiamo continuarlo sul mio blog nei commenti a un qualsiasi post a casa, oppure via mail ^_____^

    • Carmine... scrive:

      concordo….

  4. Carlo Fronteddu scrive:

    Buongiorno Comandante, buon dì a tutti.
    condivido, ma con la correzione de Il Gobb. Di bestiale c’è ben poco in questi comportamenti.

  5. Lara scrive:

    Alle volte penso che esistano due umanità: L’umanità pacifica e l’umanità violenta.

    Nono credo che sia nella natura umana la violenza, non credo che nel mio patrimonio genetico ci sia la distruzione, non sento mia questa memoria atavica.

    Non mi sento parte dell’umanità della violenza.

    Eppure molti, come me, si dicevano per la pace.

    Purtroppo è facile, dopo un attacco terroristico passare “all’altra umanità”, è facile cedere alla paura, diventare xenofobici, razzisti, nazionalisti.

    E’ facile cercare un colpevole da mandare al rogo, è facile cercare una vendetta.

    E’ facile aiutare i terroristi diventandone strumenti, diventando disseminatori di odio.

  6. missblue scrive:

    Per eliminare il terrorismo (sottosezione della guerra) dovremmo eliminare, prima, alcune dei nostri bisogni, che impropriamente stiamo chiamando necessità.
    Ancora una volta, la soluzione è alle fondamenta. Altrimenti è anche inutile, a mio avviso, scandalizzarci sempre così tanto.

  7. prefe scrive:

    so che non è il succo del post , ma la frase
    “personalmente propendo per la versione ufficiale solamente perché io in certe cose sono un occamista e la versione ufficiale è quella che spiega più cose nella maniera più semplice” è totalmente priva di significato.

    Quella è la versione che propone la visione più complottista e assurda che si possa pensare, se si pensa alla fattibilità. Non è l’ipotesi più semplice, bensì la meno credibile.

    • Francesca scrive:

      Anche a me Comandante ha un pò impressionato quella frase a dire il vero.
      Forse l’hai scritto per non accentrare il discorso su questo?
      O pensi davvero che la versione ufficiale sia l’unica possibile?

      • prefe scrive:

        più che altro è estremamente poco probabile che alcuni cani sciolti abbiano fregato i sistemi di sicurezza della nazione piu’ cazzuta del mondo e siano riusciti in manovre così altrettanto cazzute.

        Il rasoio di okam dice che l’ipotesi più probabile generalmente è quella giusta.
        Non mi sembra molto probabile!

        • Francesca scrive:

          Nel rapporto del governo che guardacaso è secretato ci sono diverse cose che non tornano (non solo dei sistemi di sicurezza)
          Ma non voglio andare OT e perdere il filo…

  8. Francesca scrive:

    L’alternativa è rassegnarsi alla totale bestialità dell’uomo ed al fatto che una società civile e pacifica è solo una forma di tregua armata transiente tra due periodi di competizione cruenta per le risorse e per il territorio.

    la penso come la Miss qui su ma credo che, a parte la rassegnazione che speriamo non ci sia mai, vale quello che hai scritto. In realtà la pace è un concetto astratto mai esistito veramente nel mondo “civilizzato”.

    Il terrorismo (tutto) è deprecabile come la guerra (tutte) .
    Ognuno usa questo o l’altro con le armi che ha.

  9. erreabi scrive:

    Anche io condivido pienamente e sottoscrivo.

    Io più che l’11 settembre ricordo il 7 ottobre 2001, il giorno in cui dopo tanti proclami e minacce, “finalmente” Bush mosse guerra contro il “terrore” (http://www.repubblica.it/online/mondo/attacco/attacco/attacco.html); per me è quello il momento il cui c’è stato il passaggio cui si riferisce Lara nel post qui sopra

  10. In ogni caso, che si sia trattata di un’azione di un gruppo estremista islamico o che si trattato di un complotto di un gruppo di affaristi internazionali, si tratta sempre e comunque di terrorismo.

    All’inizio mi interessavano molto le tesi complottistiche, rappresentavano una novità, credevo fosse giusto conoscerle ed approfondirle.
    Ero molto interessato alle parole di Giulietto Chiesa, ad esempio.
    Giunsi più o meno alla conclusione di Cn, che si tratta comunque di terrorismo, ma soprattutto (aggiungerei) si tratta soprattutto di disquisire o speculare sulla morte di tante persone e sulla sofferenza dei loro cari, che a questo punto, a 7 anni di distanza, ancora non dovrebbero e potrebbero sapere la verità sulla triste morte dei loro cari.
    Allora ho capito che essere curiosi di sapere può essere anche una virtù, come fame di conoscenza, ma può essere anche mancanza di rispetto, verso persone che delle nostre disquisizioni e delle nostre speculazioni non sanno cosa farne,e non riescono a stare tranquilli nemmeno sotto terra.

    • Francesca scrive:

      Giusto, però Cogito credo che i parenti delle vittime vorrebbero sapere la verità. Sempre che ne esista un’altra.
      Sarebbe anche questo un modo per avere rispetto per loro e per la loro morte.

      Sul fatto che il terrorismo sia un male comunque invece sono daccordo.

      • Cara Franci
        La verità è che i parenti delle vittime non sapranno mai la verità.
        Nemmeno tra 100 anni.
        Sono passati 67 anni da Pearl Harbor, e ci sono ancora tante luci ed ombre.
        La versione ufficiale è che il Giappone abbia attaccato la flotta americana, ed in seguito all’attacco Giapponese l’America si scatenò nella 2 guerra mondiale. E sganciò le “new entry” ;) bombe atomiche.
        I complottisti (67 anni dopo!) dicono ancora che Roosvelt avrebbe potuto evitare l’attacco alla flotta ed avrebbe potuto salvarla.
        Ma era in cerca del casus belli.
        Se hai un pò di tempo leggi qui
        http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=2034
        Roosvelt era in cerca ancora una volta dell’ennesima occasione per dimostrare l’America chi era a tutto il mondo.
        Un popolo senza storia, è un popolo senza potere.
        E l’America questo lo sa bene, per questo da sempre ha cercato di imporsi con la violenza e la guerra, piuttosto che con la cultura e le tradizioni.
        …….
        Non so se essere d’accordo o no con le tesi complottistiche, ma già so che con le mie parole potrei solo farneticare…..
        Perchè la verità è che la verità la conoscono solo loro, quelli che muovono i fili.
        E noi siamo tanti burattini che vedono i tg, scrivono blog e libri.
        E non sapremo mai la verità.Cosi come i parenti delle vittime.
        L’unico modo per rispettare tante morti innocenti, a parere mio, è il silenzio.

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