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Terremoto dell’Abruzzo: La Grande Solidarietà Italiana

8 aprile, 2009 di Comandante Nebbia  
Archiviato in Cronache Italiane, latest



Il vero cuore dell’Italia, la grande tradizione di sostegno e l’antica solidarietà che lega i popoli della nostra generosa terra ancora una volta non deludono le aspettative delle genti che vivono nella regione devastata dal terribile sisma e  che in questo momento di disperato bisogno attendono speranzose il nostro aiuto.

italia

Il Corriere della Sera On Line ci informa che, per dare una mano agli sciacalli del posto sopraffatti dalla grande mole di lavoro, stanno arrivando in Abruzzo sciacalli da ogni parte d’Italia.

Siamo certi che con l’aiuto di tutti sarà possibile saccheggiare le rovine molto più rapidamente e con maggiore efficienza.

Chi volesse dare il proprio contributo come sciacallo non deve far altro che recarsi sul luogo. Ci auguriamo, anzi siamo certi, che le forze dell’ordine presenti sul posto sapranno offrire una degnissima accoglienza.

La cittadinanza, commossa, ringrazia.

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Comandante Nebbia
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Comments

12 Risposte a “Terremoto dell’Abruzzo: La Grande Solidarietà Italiana”
  1. ilBuonPeppe scrive:

    E questo senza considerare altri tipi di sciacalli.
    Quelli che vanno lì a fare la passerella davanti alle telecamere.
    Quelli che pretendono di giustificare le ronde con l’emergenza terremoto.
    Quelli del TG1 che vanno orgogliosi dello share fatto con lo speciale dell’altra sera.
    Quelli che chiedono la cancellazione della burocrazia per poter ricostruire velocemente e in barba a tutte le leggi.
    Quelli che aspettano i grandi appalti per potersi arricchire.
    I ladri d’appartamento almeno rischiano in prima persona.

    • A me fanno schifo un po’ tutti, ma io sono un vecchio stizzoso che ha non riesce più a trovare una giustificazione sociale a certi comportamenti.

      E’ proprio vero che invecchiando si diventa fascisti :mrgreen:

    • francy68 scrive:

      sì ho visto sul blog di travaglio il link all’autoerotismo del tg1 per il proprio share e sono rimasto allucinato…e più mi allucinavo più andava avanti…

      almeno Fede ai tempi della 1^ guerra del golfo lo disse chiaramente che era contento perchè quella guerra era un grande spettacolo (pensate, c’era in studio uno dei nostri generali e questi si sentì costretto ad intervenire per spiegargli che la guerra fa morire e soffrire le persone…).

  2. PandaEstinto scrive:

    è buffo che nessuno si sia posto il problema che accusare senzatetto,che usufruiscono delle misure per la popolazione “terremotata” dell’abruzzo,di sciacallaggio sia in forse in linea con le leggi,ma eticamente scorretto.
    Avere il diritto ad avere un tetto sopra la testa o il non avercelo sta nella differenza fra l’aver avuto un tetto e averlo perso e il non l’averlo mai avuto?
    Siamo d’accordo che le cose vanno diversamente,ed è universalmente accettato che sia giusto così,ma il dubbio rimane.

  3. Giacomo scrive:

    Il ritorno del fenomeno dello sciacallaggio è preoccupante e porta a fare strane associazioni di idee tra aspetti morali ed etici della società attuale, qualunquismo ed intolleranza generica.

    Una cosa è certa: gli ultimi episodi noti risalgono ai circa 200 fucilati nel 1908 (terremoto di Reggio e Messina). Non era mai più successo in Italia (a parte un paio di balordi semi ubriachi in Friuli nel ‘76).

    • lembo11 scrive:

      ho esperienza diretta che almeno nel 1980, nell’agro nocerino-sarnese, sia accaduto. A uno sfollato che chiedeva di poter entrare in quel che restava della sua casa perchè in altre avevano rubato, il capitano dei carabinieri chiese:”Andate a caccia, avete il porto d’armi per il fucile? E allora non vi preoccupate, sparate.” Sarebbe piaciuto all’invecchiato CN e piaceva a tanti anche allora, perchè spietato con i camorristi.Però faceva lo stronzo con chi aveva i capelli lunghi (e magari piaceva a tanti pure per questo). A proposito di capelli, vi sfiora il sospetto che l’annuncio di una nuova legge da buttiamo via la chiave contro lo sciacallaggio sia una delle tante parti interpretate dal one man show che ci governa ad uso e consumo del suo personalissimo auditel?

  4. Simone di Cirene scrive:

    La Croce

    dal Vangelo secondo Matteo: “mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene chiamato Simone, e lo costrinsero a prender su la croce di lui.”
    dal Vangelo secondo Marco:” Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce”
    dal Vangelo secondo Luca: “…presero un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù”
    Solo nel Vangelo secondo Giovanni non si parla di Simone: “Essi allora presero Gesù ed Egli portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Golgota, dove lo crocefissero…”
    Non mi permetterei mai di urtare la sensibilità dei credenti, ma vorrei proporre in chiave attuale il personaggio di Simone di Cirene.

    Simone di Cirene veniva dalla campagna diventata periferia sovrappopolata di una grande città. Uscendo dal portone aprì la bolletta trovata nella cassetta: la cifra era così astronomica che non s’accorse di Gesù che cadeva sul marciapiede opposto portando la croce.
    Ormai non potendosela più permettere aveva eliminato la macchina e s’incamminò pensieroso al lavoro saltuario che aveva trovato.
    Stava attraversando sulle strisce pedonali quando un pirata della strada lo sfiorò per un pelo, solo la sua prontezza di riflessi gli evitò di rimanere sull’asfalto. Intento a cercare di prendere il numero di targa, non s’accorse di Gusù caduto di nuovo.
    Proseguì il suo cammino in mezzo a facce cupe e pensierose come la sua, ma una catturò la sua attenzione così tanto che non s’accorse che Gesù cadeva un’altra volta. Quella faccia era dello spacciatore che aveva rovinato suo figlio Rufo, l’altro Alessandro invece era bravissimo, laureato con i massimi voti ma non trovava lavoro. Pensando ai suoi figli col futuro così incerto non s’accorse che un militare insieme ad un poliziotto gl’intimavano di fermarsi, solo l’alt perentorio lo distolse dai suoi pensieri.
    Lo fecero accostare e gli ordinarono di prendere una trave caduta nel terremoto dell’Abruzzo, la croce del momento che portava Gesù.
    Simone di Cirene la guardò e siccome aveva lavorato nell’edilizia capì subito perchè quella trave di un edificio pubblico recente non aveva retto alle scosse.
    Prese la trave e al posto di portarla sul Golgota per fare crocefiggere Gesù la scaraventò sul Cranio di chi aveva fatto gli edifici pubblici in quella maniera.

    Buona Pasqua da Simone di Cirene.

  5. gessica scrive:

    mi dispiace del terremoto!

    io vorrei aiutare la gente che soffre e che nn ha più una casa dove mangiare dormire. una amica di mia mamma ha dei parenti, e a me dispiace sopratutto per quello.i miei genitori hanno offerto 10 euro. ciao e buona fortuna

  6. lucy scrive:

    questo video andrebbe riproposto ad imperitura memoria di come vengono spesi i nostri soldi

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