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Terremoto: C’è chi sa Parlare e chi sa Lavorare…

16 aprile, 2009 di staff  
Archiviato in Consumo CriticaMente, latest



Da una nostra lettrice:

Ebbene si, anch’io rientro nella categoria “Quelli che sono originari de L’Aquila, quelli che hanno perso qualcosa”. Assolutamente meno grave di tanti altri, ci mancherebbe! Pare io ci abbia rimesso una casa, acquistata esattamente un anno fa. E come si dice qui a Roma “mi rode davvero tanto!”. Non tanto per i soldi spesi, ma per la consapevolezza di quanto io sia stata facilmente manipolabile nel recepire le informazioni prima dell’acquisto e ora che l’acquisto è bello che sotterrato! Perché?

Perché ben poco di quello che si sente in tv dagli esperti che rispondono o spiegano il fenomeno mi sembra effettivamente “costruttivo, formativo”. E finché non ci sono capitata direttamente in questa situazione, ho sempre credo che fosse vero quello che sentivo (vedi altri terremoti verificatisi negli anni addietro). C’è tanto bla bla, questo si. Poi ora siamo entrati nella settimana degli sciacalli (non quelli che rubano, ma quelli che dal tubo catodico ci propinano le immagini che tanto care all’audience). Però io di persone competenti che sanno davvero quello che dicono, ne ho viste poche.

Ora, non intendo uniformarmi a quella fascia di polemici che sparlano e che non danno mai una possibile “via di fuga”. Voglio dire, a voi non sembra spesso di soffocare in questa valanga continua e costante di polemiche, che però sono quasi sempre senza via d’uscita, senza soluzione? Va bene focalizzare le cose obbrobriose che ci sono, ma se poi magari qualcuno desse uno “spiraglio per rialzare la testa”, o un abbozzo di soluzione quantomeno credibile sarebbe poi tanto sbagliato? Forse richiede troppo sforzo? E’ più facile la critica sterile, che la messa in discussione costruttiva? Già, già…

Provando ad andare oltre questa manfrina anche piuttosto banale che vi ho propinato, vorrei concretizzare, vorrei dare cioè uno spunto di riflessione (la summenzionata “via di fuga”). Da qualche giorno mi sono chiesta: “Ma se voglio acquistare una casa, prima di vedere com’è messa la struttura (colonne portanti, mura e bla bla bla), non sarebbe il caso di sapere com’è messo il terreno su cui poggia?”. Brillante deduzione, vero? Ma, fidatevi, non è poi così ovvia per tutti, anzi! Un esempio tra tutti: quelli che tra di voi hanno comprato o stanno comprando/costruendo casa, hanno mai pensato che fosse necessario il parere di un geologo? Io no. E sempre chi ha appena acquistato o sta per acquistare/costruire casa, si è mai chiesto quale sia il livello di sismicità della zona in considerazione? Io no.

Proprio stamattina (ovviamente, da brava italiana, a cose fatte…) stavo dando uno sguardo a questa mappa.

Credo parli da sola… Ora, alla vostra domanda “Ma vuoi vedere che ora il terremoto ci sarà proprio nella zona che interessa a me e andrà a distruggere proprio casa mia?”, io risponderei: guardate la mappa e regolatevi. Cioè documentatevi prima di essere faciloni e di dire “Ma no, figurati!”.
E sapevate che oltre al fattore sismico, sono tanti altri gli aspetti “territoriali” da considerare prima di acquistare una casa, come per es. la vicinanza di fiumi (un esempio fra tutti? Il Lungo Tevere..)? Io no.

Poi ho letto questo thread sul forum dei geologi e mi sono sentita davvero imbecille. Si parla del terremoto in Abruzzo e della “resistenza” delle case:

“Tra pochi giorni tutto cadrà nel dimenticatoio e ritornerà in auge la logica dell’inutilità dello studio geologico (a me piace chiamarlo così e non semplicemente relazione).
Ne conseguirà che il privato, imbeccato dal geometricchio di turno, spenderà l’ira di dio per acquistare la rubinetteria di marca o il pavimento all’ultimo grido da 90 €/mq.
Di contro, inizierà a sbeffeggiare il geologo che gli dirà che la casa è poggiata a terra e che quindi è indispensabile conoscere un “pochino” meglio la natura del substrato.
Ma il privato, coadiuvato dal tecnicuccio di turno, risponderà che il terreno è buono, è tosto e che è uguale a quello delle costruzioni a fianco, per cui non è necessario spendere soldi di indagine.
(…) Ricordo in Italia almeno 8 terremoti con vittime e danni (in media uno ogni 5 anni); ognuno accompagnato dalle solite promesse, assicurazione, dai “mai più”, dagli “era prevedibile”, ma alla fine tutto torna nell’oscurantismo e i telegiornali ricominceranno a parlare dell’audience del reality e a dar spazio agli “opinionisti” delle partite di pallone, perché, in fondo, noi siamo campioni del mondo…di calci al pallone!”

Ora: di “tronisti” e di “grandi fratelli” che si urlano contro ce ne sono anche troppi… Iniziamo a mettere in discussione le nostre capacità, cerchiamo di capire e di non fare i creduloni, fidandoci del primo venuto. Affidiamoci solo a persone competenti e non all’amico dell’amico dell’amico (che magari ci fa un buon prezzo).
Sviluppiamo una Mente Critica (e non solo polemica).

Francesca

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Comments

4 Risposte a “Terremoto: C’è chi sa Parlare e chi sa Lavorare…”
  1. lucaspazio scrive:

    In Francia l’acquisto (ma anche l’affitto) sono subordinati ad un documento ufficiale da parte del notaio/agenzia immobiliare/venditore che informa dei rischi a cui é soggetta l’abitazione. La mia é ufficialmente possibile preda di inondazioni/maremoti, terremoti ed incendi…per fortuna sono in affitto…

  2. fma scrive:

    Sottoscrivo.
    Forse non sarebbe neppure troppo difficile, basterebbe solo organizzarci un po’.
    Senza sperare di vedere i risultati l’indomani mattina.
    Ma come farebbero “tronisti” e dintorni a campare la vita? e il loro affezionati “lettori” a trascorrere le giornate?

  3. Comunque, vi assicuro che per costruirla, la perizia geologica è richiesta: senza quella, non rilasciano la licenza edilizia. Si potrebbe imporre per legge l’inclusione nella documentazione richiesta della perizia, a suo tempo prodotta, per ogni cessione di immobile, come, a quanto ho capito, si fa già in Francia.

  4. Apprezzo molto il tuo tentativo di scrivere qualcosa di costruttivo e secondo me ci sei anche riuscita con discreto successo. Il mio pessimismo però mi porta a vedere il quadro un pò più grande, che è l’italiano medio. Il metodo da te proposto porta soldi? Ha le tette? Si gioca di mercoledì sera? E allora non colpirà troppe persone perchè proprio come hai detto te non c’è consapevolezza delle cose veramente importanti. La casa, diamine! Quasi nessuno pensa a costruirsi una casa EFFICIENTE, senza sprechi di sorta e appunto SOLIDA. I soldi spesi in questi campi sembrano sprecati perchè la tazza del cesso tempestata di rubini la vedi subito, mentre magari un efficiente impianto elettrico è costoso da installare. E così appunto si risparmia sulle fondamenta di una casa pensando di ingannare chissà chi.

    In sostanza penso che dobbiamo in qualche modo “evolverci” ad uno stadio di Italiano 2.0 tramite un processo che mi è ancora ignoto, ma che sono sicuro coinvolgere MentiCritiche.

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