Teoria ed Applicazione degli Ottanta Euro 70


Mi è capitato più volte di assistere al decorso terminale di persone affette da una malattia incurabile. La reazione alla certezza dell’imminente dipartita assume diverse sfumature in funzione del carattere, dell’educazione, della fede e, soprattutto, della condizione sociale del malato (in genere, più ci si è goduti la vita e con maggiore difficoltà la si lascia). Insomma, come accade in ogni cosa, ci si può spegnere con una certa dignità o accomiatarsi declinando la disperazione in tutte le sue forme. A complicare la cosa ci si mettono anche i parenti che, molto spesso, non riescono a comporre intimamente la questione ed ad accettare l’ineluttabilità di un evento che può risultare dolorosissimo. In questa fase hanno facile gioco i maghi delle terapie palliative.

La sostanza della loro fortuna si caratterizza nell’offrire una speranza, sia pur flebile, a chi speranza non ne ha più e che, quindi, ha volontariamente rimosso ogni capacità critica ed è disposto a qualsiasi cosa pur di addormentarsi nella speranza di risvegliarsi ancora. Ho visto medici scettici finire a bere la propria urina, ingegneri elettronici sottoporsi a riti magici e persino un autista di autobus andarsene con grande serenità perché seguito da un parroco che lo ha convinto della certezza dell’aldilà.

La speranza, in ogni caso, è un grande attivatore economico. La gente non lavora solo per quello che gli serve nel contingente, ma anche e soprattutto nella speranza di modificare la propria vita. Alcuni confidano nei figli, altri magari solo nell’inconfessata convinzione che comprando una macchina sportiva avranno un’erezione più soddisfacente. Probabilmente, più che la mancanza di libertà di pensiero di cui, noi lo sappiamo bene, si può fare allegramente a meno, è stata proprio la “piattezza” delle prospettive individuali ad annullare l’energia propulsiva delle realizzazioni pratiche del socialismo.

In ogni caso, chi riesce a diventare un riferimento nel mercato della speranza gode di grandi rendite di posizione. Maghi, preti, curatori, intrallazzatori abbonati allo schema Ponzi, non forniscono soluzioni, ma speranza in dosi variabili ed in differenti forme farmacologiche: pozioni, preghiere, sale da cucina, staminali di contrabbando, investimenti “sicuri”.

Così che, per chi purtroppo conosce la vita, la meccanica degli “ottanta euro” è così esplicita da risultare nello stesso tempo umiliante ed imbarazzante. Siccome questo paese ha un tumore gravissimo, invece di una chemioterapia che è dolorosa, faticosa e difficile da portare avanti, si finisce col bere il piscio degli ottanta euro, la cura alternativa, nella speranza di sfuggire ad un male inevitabile.
In questo giro va tutto benissimo: la democrazia è rispettata, perché se la maggioranza vota che bere piscio può far guarire il tumore, bisognerà correggere i libri di oncologia. I conti tornano perché, come è stato già dimostrato con le manovre precedenti, ti do X con una mano lo dico da Barbarona D’Urso poi ti tolgo X con l’altra e da Barbarona non ci vado a dirlo. E, infine, sono contenti i guaritori, perché se loro guadagnano vendendo speranza, il compito di crepare toccherà a quelli che se la sono comprata, mica a loro.

CaptureAvere una grande esperienza di vita è un fardello pesante. Per questo, ad una certa età, giunge la consolazione del rimbambimento. In attesa che il fenomeno si compia e anche io mi possa unire felicemente alla maggioranza inconsapevole, quando ho visto renzi intervistato in maniche di camicia come se avesse lasciato un attimo prima la scrivania piena di carte mentre ci saranno volute due ore e tre truccatrici per farlo sembrare uno che lavora davvero, mi è venuto in mente Giorgio Mendella, un tizio che negli anno 80 iniziò a vendere bicchieri in TV. Anche lui aveva l’accento toscano, anche lui faceva le trasmissioni in camicia, con le maniche rimboccate come se avesse appena finito di trasportare cartoni. Mi ricordo che quando presentava un servizio di bicchieri diceva testualmente:”Attenzione, questi sono in cristallino, mi raccomando, non cristallo, ma cristallino“. Il tono era quello di chi ti stava offrendo una rara realizzazione in “cristallino”, non banale “cristallo”. Peccato che il cristallino sia solo una delle denominazioni commerciali di una specie di vetro che contiene una minima quantità di piombo e che col cristallo non ha niente a che fare.

A vedere Mendella in tv che spacciava bicchieri di vetro per opere d’arte ci si sarebbe aspettata un’irruzione della finanza in diretta TV. Invece, dai bicchieri, Mendella passò a vendere investimenti finanziari agli stessi pirla che avevano comprato i bicchieri in cristallino. Interessi al 35, 40% garantiti tramite il consolidato schema Ponzi. Come è finita lo si sa. Gente fregata e Mendella in manette.

Ora non basta che attendere. Senza chemioterapia questo paese è destinato a crepare. Per quanto piscio possa bere la fine è segnata. renzi, invece, è giovane e la guardia di finanza, invece di arrestarlo, gli fa la scorta.

Ma questa è la democrazia ragazzi.


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