
Nota di MenteCritica: Questa sera dovevano uscire tre articoli su Telecom. Un cortese lettore mi ha fatto osservare che questo avrebbe diviso la discussione su tre fronti in parallelo disperdendo i contenuti. Il rilievo mi sembra corretto e quindi, in quello spirito un po’ dilettantesco che anima MC, cambiamo programma. Stasera uno e domani sera due. Spero che non vi dispiaccia.
Questo articolo è di più di una settimana fa. Molto prima che americani, messicani e Berlusconi fossero tirati in mezzo all’affare Telecom. Contiene degli spunti interessanti e poco discussi. Leggetelo.
Alcuni giorni fa è passata una notiziola, quasi sussurrata, di soppiatto: “Mediaset sta seriamente prendendo in considerazione la possibilità di entrare nel mercato delle telecomunicazioni”. Le aziende al centro dell’interesse sono Fastweb e Telecom Italia. In proposito il manager del gruppo, Fedele Confalonieri, avrebbe affermato: « [...] mi chiedono se mi interessa, dico di sì. L’operazione avrebbe senso: sotto il profilo del sistema Italia se la prima televisione commerciale e la prima Telecom italiana, alla luce dello sviluppo tecnologico, facessero qualcosa insieme, la convergenza sarebbe qualche cosa non più da chiacchiere di convegno, ma qualcosa nei fatti. [...]» e ancora: «Fastweb vale 4 miliardi di euro. Noi siamo poco più del doppio di Fastweb e siamo un’azienda che ieri ha deciso di dare 490 milioni ai suoi azionisti. Fastweb, con tutto il rispetto, perchè è una società condotta bene, vale poco meno della metà e cosa dà [...] la Borsa poi investe molto sulle aspettative. Questa è una regola aurea. Noi valutiamo tutto».
Non so voi, ma io ho fatto un salto sulla sedia. Aldilà delle considerazioni di natura finanziaria fatte dal Confalonieri che si possono riassumere in un: “stiamo valutando se è un affare oppure no”, che non mi interessano, la questione centrale è la possibilità che la proprietà, attenzione, la proprietà della - cito – “prima televisione commerciale italiana” entri nel mondo delle tlc. Non è la televisione (il tubo catodico) che acquista, ma la proprietà della stessa, cioè Mediaset, cioè Fininvest, cioè, alla fine della storia, il signor Silvio Berlusconi.
Faccio un passo indietro.
Sicuramente ricorderete quanto si è parlato del “Conflitto di interessi” che investe il signor Silvio Berlusconi e quante parole sono state spese su questo tema. Personalmente ho sempre ritenuto che questo argomento, insieme ad altri sia chiaro, dovesse essere in cima alla lista dei lavori parlamentari di un qualunque governo che si rispetti (non solo di questo, quindi) e in qualunque stato serio.
Sintetizzo alcuni dati facilmente ritrovabili sul web, per aiutare i più disinformati: il signor B. (per brevità) controlla o se preferite è nelle condizioni di controllare (non mi sembra che abbia dei franchi tiratori in casa) circa il 25% della carta stampata, le tre principali reti televisive commerciali oltre ad avere ancora uomini fidati sia su RAI 2 (Direttore: Antonio Marano - Lega Nord; Direttore del TG2: Mauro Mazza - Alleanza Nazionale) che su RAI 1 (Direttore: Fabrizio Del Noce - Forza Italia). Non faccio percentuali, lascio a voi i conti.
Allo stato attuale il ministro competente (Gentiloni) ha presentato un ddl che sta seguendo l’iter parlamentare (non è tra i famosi 12 punti del patto di ferro). Non conosco i tempi necessari perché l’argomento approdi in parlamento, ma il Confalonieri ha tranquillamente affermato che, una volta in aula, tale ddl avrebbe subito delle modifiche importanti, tali da non compromettere gli interessi (commerciali ben inteso) di Mediaset. Il signor B. - è noto - ha sollevato il solito polverone, ha chiamato in causa: il popolo, la libertà, la democrazia, addirittura gli americani (in quanto possessori di azioni Mediaset). Ci mancavano la NATO e l’ONU e poi eravamo al completo. Anzi no: mi sono dimenticato della convenzione di Ginevra e di quella sui diritti universali dell’uomo. Ma ai comunisti, si sa, questa roba gli fa ‘na sega.
Torniamo a noi.
Il problema è complesso, molto. Ma il problema ancora più grave è che non saremmo mai dovuti arrivare a questo punto: ormai i buoi sono scappati, hai voglia richiamarli indietro e chiudere la porta.
Dicevo prima che qualunque governo serio, in un paese serio, con un parlamento serio lo dovrebbe affrontare subito. Qui ne va della possibilità di vivere in un paese normale, e questo vale anche per chi vota per il signor B. Che se ne renda conto oppure no. Non voglio ritirare in ballo la questione della loggia P2 e del suo “Piano di Rinascita Democratica” per intero, ma mi limito a due richiami:
1) uno dei precisi intenti dei poteri che operavano attraverso la P2 (perché questa era strumentale a qualche altra struttura, persona o potere e non agiva per se stessa) era quello del controllo dell’informazione, in vari modi. Lorsignori sapevano benissimo quale importanza ha tale controllo.
2) il signor B., checché ne dicano i suoi difensori, si era iscritto alla P2 di sua spontanea volontà, ben sapendo cosa stava facendo, firmando l’iscrizione e pagando la sua quota (tessera numero 1816, codice e.19.78, gruppo 17, fascicolo 0625, in data 26 Gennaio 1978. Lo stesso giorno si era iscritto tale Maurizio Costanzo, numero di tessera 1819).
A me non risulta difficile tirare le conclusioni (a cui, comunque sono arrivate persone ben più qualificate di me). Finita l’era del CAF – tutti uomini indicati nel suddetto Piano come di gradimento – e delle protezioni che avevano garantito al signor B. e non solo, questi ha deciso di scendere, egli stesso, in campo. Per mantenere quei privilegi e per accrescerli, se possibile; attuando molti degli obiettivi contenuti nel Piano. Per se e per gli altri. Da notare che lo stesso Gelli, in tempi recenti, ha ammesso che le “sue idee” si stavano realizzando in larga misura.
Da urlo.
Tutto questo per dire che se abbiamo lasciato una volta aperta la porta della stalla, dobbiamo evitare che questo si ripeta e anzi, per quanto possibile, dobbiamo porvi rimedio, adesso.
Io non so cosa resterà del ddl Gentiloni, né quanto sia efficace per affrontare il problema, ma qualcosa deve essere fatto. E lo stesso discorso vale per le paventate operazioni di cui parlavo all’inizio (e con questo torno all’incipit).
Provate a pensare se al suddetto “oscuro personaggio”, o chi per lui – poco importa - fossero, un domani, riconducibili anche aziende come Telecom e Fastweb; provate a pensare quali simpatiche “sinergie” si verrebbero a creare. Se già oggi a Tronchetti Provera quattro delinquenti sono riusciti a farla sotto il naso (ammesso e non concesso), riuscite a rendervi conto quale livello di controllo si potrebbe realizzare, un domani, sulle persone.
Forse questo avviene già oggi. Forse dietro ai quattro delinquenti, ci sono già quei cosiddetti poteri forti, quello schifosissimo sottobosco che ha segnato – forse per sempre – il destino di questa piccola Repubblica Parlamentare, indirizzandolo dove più conveniva a lorsignori (ma di questo bisognerebbe parlare, più compiutamente, in un altro articolo). Forse.
O forse no. Io preferisco credere che non sia ancora così. Che per questa italietta di Vallettopoli, di finanziopoli, di tangentopoli, di Telecomopoli, ecc., ecc. ci sia ancora qualche speranza, qualche possibilità.
Un ultimo spunto di riflessione. Personalmente ho votato per l’attuale maggioranza anche per quanto ho scritto sopra. Ora, il Governo attuale, penso sia lampante, è tecnicamente in piedi ma politicamente sull’orlo del baratro (non facciamoci illudere dal voto sulle missioni militari all’estero). L’opposizione è allo sbando. Risultato: i due contendenti, a mio modesto parere, hanno firmato la loro bella pace armata. Ognuno sta raccogliendo i propri feriti sul campo di battaglia, sta riordinando le truppe e si sta preparando allo scontro finale. In mezzo ci sta la nuova legge elettorale e poi chi vince piglia tutto. Ma volete che in una situazione del genere ci si preoccupi di votare il ddl Gentiloni o si affronti questa nuova minaccia (per me tale è)?
Io ho qualche dubbio. Se non ci sarà di nuovo la pressione della gente, della base (Lameduck docet) temo che non cambierà nulla.
Fonti: Kataweb, per le dichiarazioni stampa.
Qui, wikipedia e ancora wikipedia per le vicende della P2 e dei rapporti tra questa e Silvio Berlusconi.
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Tag: berlusconi, gelli, legge-elettorale, massoneria, memoria, politica, sinistra, società, telecom
sandokan
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5 Aprile, 2007 a 18:19
spes74
Davvero un bell’articolo, complimenti.
Non so se si possa fare qualcosa ma, ancora peggio, credo non si voglia fare nulla…
Del problema del conflitto d’interessi si sono riempiti la bocca tutti, ma i fatti?
Nulla.
Il motivo?
Questa situazione sta bene a tutti e probabilmente (una mia supposizione) si andrebbe a toccare qualche altro “intoccabile”, quindi non se ne fa nulla.
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5 Aprile, 2007 a 18:35
Emanuele
Un ottimo riassunto dell’italia dal 1980 ad oggi.
E’ una vita che si sanno queste cose ma tutti tacciono, anzi si fa di tutto per far dimenticare (la P2? che è?una combinazione di tasti della play station per fare il calcio rotante direbbero i miei coetanei). Ed è in queste storie dimenticate che il popolo affoga. Ne tanto meno reagisce.
“Ognuno sta raccogliendo i propri feriti sul campo di battaglia”
fa molto ultima battaglia del signore degli anelli, a differenza che non c’è un bene contro il male ma solo due mali(destra e sinistra corrotte e autoreferenziali) a contendersi la posta. Frodo non arriverà a monte fato e l’anello del potere ce l’ha sempre BerluSauron.
Che miserie…
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5 Aprile, 2007 a 19:31
marco panattoni
le malefatte del Silvio (che io voto) sono note e sono vere. Resta il fatto che non è il Silvio che spinge su Telecom ma oggi Fassino, Rutelli, Intini e Gentilono GLI HANNO CHIESTO di comperare Telecom.
Questo dimostra che il conflitto di interessi è un problema ad intermittenza.
Quando si è in campagna elettorale Berlusconi è il diavolo.
Quando Telecom viene venduta, legittimamente, agli americani, visto che è l’unico che può aprire il portafoglio, viene chiamato come salvatore dall’Unione.
Che si decidano però….
O esiste il conflitto di interessi o il Silvio è il salvatore di Telecom, non può essere entrambe le cose contemporaneamente e non è accettabile, per chi di voi vota a sinistra, che l’Unione gli chieda di comperare Telecom.
Personalmente spero negli acquirenti americani, in quanto non sono ricattabili e non puoi imporgli Guido Rossi o altri spinti dalla politica.
Berlusconi farebbe un enorme errore ad entrare in Telecom, in quanto di fronte a me che lo voto direbbe che pur di fare affari mette la lingua in bocca a Prodi (e perderebbe il mio voto).
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5 Aprile, 2007 a 22:51
Lameduck
E’ verissimo. Si ha l’impressione che nessuno voglia veramente risolvere il conflitto di interessi. Perchè gli interessi evidentemente non sono di uno solo. A me fa rabbia questa voglia di inciucio, di non facciamoci troppo male, di non disturbare il manovratore.
Dici giustamente: ormai si può fare ben poco. E’ vero. Che fai, gli togli una televisione come sarebbe logico per legge e la dai a quello di Europa7 che ha pagato per vedersi negare il diritto di trasmettere? Con il 90 per cento delle altre televisioni che griderebbero alla rivoluzione comunista?
Ormai i buoi sono scappati. Mannaggia a Mammì e a Craxi! Ma mannaggia anche a questi senza-palle che lavorano per il Re di Prussia e fanno come “il Palo dell’Ortica” di Jannacci, che gli passarono davanti “tre cariba e un metronotte” e non ha fatto manco un plissé.
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5 Aprile, 2007 a 23:47
tusaichi
vien da domandarsi le mire di quell’omino.
cosa rispondeva da piccolo quando gli veniva chiesto dal babbo banchiere “che vuoi fare da grande?”?
o possibile che ch’abbia così tanta frègola d’amor
da volerlo a tutti posizionar lì ove non batte il sol?
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6 Aprile, 2007 a 11:43
sandokan
Faccio anch’io un nota e rispondo anche a Marco P.
Quando ho scritto l’articolo ho volutamente lasciato alcuni punti in sospeso, per favorire la discussione, ma a questo punto i fatti mi hanno superato sia a destra che a sinistra. Riassumo la mia idea, diciamo così, aggiornata agli eventi.
La questione del conflitto d’interessi è importante e grave e doveva entrare con prepotenza nei primi 100 giorni di azione del Governo. Scusate, ma com’è che in campagna elettorale l’hanno sbandierata continuamente e adesso, dopo quasi un anno, siamo ancora al ddl Gentiloni? (che già il nome è un programma) Ddl che, oltretutto, è stato subito massacrato “mediaticamente”. Dov’è l’azione dura e decisa di un governo che già in passato si era lasciato (?) sfuggire l’occasione di chiudere la questione? Niente, tutti zitti, anzi il Confalonieri se ne esce con certe frasi (. . tanto in parlamento il ddl lo cambiano . .) e sembra che sia tutti d’accordo, aldilà delle solite frasette di circostanza. Ho pensato: boh, mi starò sbagliando.
Poi arriva la storia Telecom e Fastweb. Ecco, mi sono detto, adesso arrivano i nostri, perché va be’ cornuti, ma anche ma anche mazziati, no eh?
Silenzio, fragorosissimo silenzio. Che si sia qualche leccaculo in giro? Qualche “partita di giro” da far valere, vista la situazione politica?
Arrivano finalmente gli Americani, scoppia il casino e saltano fuori le varie anime di questo governicchio: e no, ci portano via l’azienda italiana – sigh - e noi da chi andiamo la prossima volta a farci fare le intercettazioni illegali, eh? Dobbiamo pensare al nostro amato paese, le maestranze (?) e amenità varie: se poi ENI, ENEL, Luxottica, ecc. fanno affari all’estero va tutto bene, siamo fighi. E quando ci hanno comperato le aziende alimentari italiane? E beh, che dire, il mercato è il mercato. Seeeee, come no. E l’Alitalia?
Dai e ridai alla fine chi ti arriva? Ma Silvioman che è disposto a salvare l’aziendona, mica perché gli interessa (ma va), ma solo per il bene dell’Italia. Però, oh, tanto spirito di sacrificio deve essere ricompensato. Cito due interventi: Paolo Romani, deputato forzista nonchè uomo-azienda del Cavaliere “.. non si può pensare che ci chiedano di blindare Telecom dimenticando che esiste un disegno di legge che di fatto impedirebbe la crescita di Mediaset” mentre Silvioman pontifica: “Non posso dimenticare che quel testo è lì solo per minacciarmi. Si cancelli quella minaccia e io sono pronto al dialogo”.
Quell’azione nascosta che temevo è dovuta uscire allo scoperto. Adesso voglio vedere se Prodi avrà la capacità per “fare qualcosa di sinistra”.
Per @ Marco, quindi: sì hai ragione o l’una o l’altra cosa.
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6 Aprile, 2007 a 14:21
marco panattoni
@ sandokan
come elettore del centro destra spero che il Silvio non comperi telecom accordandosi con prodi, o oltre a me di elettori ne perde tanti.
auguri per pasqua
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6 Aprile, 2007 a 15:29
MenteCritica
Panattoni,
sei stato nominato. Stasera sei di scena tu.
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7 Aprile, 2007 a 12:51
marco il buono
Fassino, Rutelli, Intini e Gentilono GLI HANNO CHIESTO di comperare Telecom.
Infatti hanno detto una stronzata, amio avviso.
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8 Aprile, 2007 a 2:23
Davide@work
Un altro articolo-faro per MenteCritica!
Bravo sandokan! Il tuo modesto parere è lo specchio della realtà.
E bentornato marco panattoni
Au Revoir
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