Telecom Italia e le Esternalizzazioni: Fatti, Atti e Comportamenti dei Sindacati Confederali Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil
12 aprile, 2010 - 9:00 di Luca Marcon
Archiviato in Cronache Italiane, Il Lavoro degli Italiani, latest
Condividi Telecom Italia e le Esternalizzazioni: Fatti, Atti e Comportamenti dei Sindacati Confederali Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil. ti ringrazia.
Ti Piace MenteCritica?
Come ho già scritto in diversi articoli del , sono un ex dipendente di Telecom Italia assunto nel 1984 e dimesso nel 2007. Ma quello che non ho ancora detto, è che dal 2002 al 2005 ho ricoperto il ruolo di RSU ed RLS per la regione Trentino Alto Adige. Sono stato candidato ed eletto in una lista promossa da un sindacato autonomo e per i tre anni del mio mandato ho avuto a che fare quasi quotidianamente con i rappresentanti dei sindacati confederali di settore, ovvero SLC, FISTel e UILCom. Nello stesso periodo, mi sono anche occupato di esternalizzazioni(1).

Del fatto che Telecom Italia utilizzi la tecnica della cessione di ramo d’impresa per “liberarsi” di eccedenze di personale e che questo sia reso possibile da una distorsione operata nel 2003 sulla normativa nazionale (art. 2112 codice civile), credo sia cosa assodata(2). Ma ciò di cui non si è ancora parlato, è il ruolo che i sindacati confederali hanno svolto fino ad oggi in questo processo. Per quanto riguarda la mia esperienza personale, posso affermare che la loro è una posizione di sostanziale acquiescenza (quando non di vera e propria connivenza) con le scelte societarie; e in certi casi – dei quali scriverò in seguito – anche qualcosa di peggio. Il 6 ottobre 2004, Alfonso Gianni, deputato di Rifondazione Comunista, rivolge al Ministro Maroni una e riceve la risposta che segue:
Camera dei Deputati Resoconto stenografico dell’Assemblea – Seduta n. 522 del 6/10/2004 (Iniziative per la salvaguardia dei livelli occupazionali della Telecom – n. 3-03789)
PRESIDENTE. L’onorevole Alfonso Gianni ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-03789.
ALFONSO GIANNI. Signor ministro, solleviamo un problema di carattere nazionale, che riguarda lavoratori di Palermo, di Ancona, di Bari, di Bologna, di Cagliari, di Catanzaro, di Firenze, di Genova, di Milano, di Napoli, di Pescara, di Roma, di Torino, di Trieste e di Venezia. Siamo di fronte ad un’azienda che lavora in un settore di grande espansione tecnologica e che, nonostante la cessione di un ramo dell’azienda, premedita licenziamenti in tempo breve, nel senso che vengono ceduti lavoratori ad altre aziende con commesse per un periodo definito, senza sapere in futuro quale sarà la loro sorte. A Bari sono state inviate le lettere a 430 lavoratori. Riteniamo che il Governo non possa assistere inerte ad un’incomprensibile diminuzione dell’occupazione, delle capacità lavorative che, oltretutto, rappresentano un orgoglio per il nostro paese anche all’estero.
PRESIDENTE. Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Maroni, ha facoltà di rispondere.
ROBERTO MARONI, Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Evidentemente l’esternalizzazione di alcuni servizi del gruppo Telecom e in generale delle imprese viene deciso dalla società nell’ambito dei propri poteri discrezionali e su ciò il Governo, ovviamente, non può e non intende intervenire. Le scelte del gruppo Telecom sono state definite a suo tempo attraverso accordi sindacali con le organizzazioni maggiormente rappresentative; si tratta di accordi sottoscritti presso il Ministero del welfare il 28 marzo 2000, il 27 maggio 2002 e il 10 giugno 2003. In tali intese sono individuati alcuni interventi, finalizzati allo sviluppo e alla revisione dell’assetto organizzativo. Le iniziative di trasferimento di rami di azienda hanno seguito una logica di riorganizzazione che non possiamo contestare. In particolare, l’operazione di terziarizzazione prevista per il prossimo novembre riguarda servizi ambientali di Telecom Italia ed Emsa verso MP Facility, società peraltro partecipata al 50 per cento da Pirelli RE e Manutencoop, e riguarda 450 lavoratori. Certamente, esiste il rischio – evidenziato dall’interrogante – che si tratti di terziarizzazioni ed esternalizzazioni con lo scopo, una volta terminata la commessa, di procedere a licenziamenti collettivi, magari mascherati. Intendiamo verificare che ciò non accada e che questi accordi per l’esternalizzazione siano tali e non consistano in una operazione mascherata per eludere la legge e giungere poi a riduzioni del personale non previste dagli accordi, ma derivanti dal venir meno delle commesse. Condivido tale preoccupazione e intendo verificare, tramite gli ispettorati e gli strumenti di attività ispettiva che verranno adottati dalle direzioni provinciali e regionali, così come fatto in passato, che gli accordi sottoscritti presso il ministero vengano effettivamente rispettati e non vi sia l’elusione della legge per quanto riguarda i rapporti di lavoro esternalizzati.
Purtroppo Maroni, pur condividendo le preoccupazioni del deputato, di controlli non ne farà fare nemmeno uno. Anche perché è suo il merito (si fa per dire) della variazione in pejus dell’Articolo 2112 del Codice Civile che consente questo genere di operazioni. Però la frittata è fatta. Il Ministro ha messo sul tavolo le carte che dimostrano come i sindacati confederali non ostacolino il progetto generale delle esternalizzazioni ma ne siano, con la loro acquiescenza, fiancheggiatori. Le reazioni, vista la gravità dell’accusa, non si fanno attendere. I sindacati confederali, smascherati pubblicamente, tentano di replicare. Ma lo fanno con una toppa che è peggio del buco:
Roma, 15 Ottobre 2004
Egregio Signor Ministro,
le scriventi OO.SS., senza voler entrare nel merito del giudizio espresso dal Governo sulle cessioni di ramo d’azienda del Gruppo Telecom, a seguito dell’interrogazione dell’On. Alfonso Gianni, precisano, però, a tal proposito, che solo l’accordo del 28 Marzo 2000 è stato sottoscritto con le Organizzazioni Sindacali al Ministero del Lavoro. In questo accordo era prevista la cessione dei rami d’azienda Logistica e Autoparco e la loro conseguente valorizzazione, attraverso l’individuazione di soggetti imprenditoriali di adeguato livello industriale che garantissero ai lavoratori un apprezzabile proseguimento della loro attività. Siamo testimoni, invece, del loro inesorabile declino, a seguito della riduzione delle commesse da parte di Telecom. Gli imprenditori, in particolare la FIAT, attraverso ulteriori scorpori di ramo sono arrivati al licenziamento dei lavoratori. I successivi accordi, del 27 Maggio 2002 e del 10 Giugno 2003, sono stati conclusi in sede sindacale sulle strategie di Gruppo ovvero investimenti, occupazione, relazioni sindacali, linee operative e riorganizzative. La precisazione è doverosa, da parte delle scriventi Segreterie Nazionali, per chiarezza e coerenza nei confronti dei Lavoratori e delle Istituzioni, in quanto, peraltro, il nostro giudizio negativo sulla Legge 428 e sulle successive modificazioni e sulla sua applicazione da parte di Telecom è stato già espresso a tutti i livelli e all’interno delle procedure ex art. 47 che si sono concluse con la non condivisione, da parte nostra, dei progetti di esternalizzazione.Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL/ Rosario Strazzullo
FISTel – CISL/ Raffaella Di Rodi
UILCOM- UIL/ Giorgio Serao
Come dire: aria fritta. E le esternalizzazioni, intanto, continuano. Non una delle cessioni di ramo d’impresa viene bloccata per merito di una qualsiasi azione da parte dei sindacati confederali. Anzi: non paghi di aver firmato tre accordi che danno sostanzialmente via libera alle parti datoriali, il 12 novembre 2004 ne sottoscrivono addirittura un quarto (3). E tanti saluti al loro giudizio negativo contenuto nella lettera al Ministro.
Nel frattempo le prime cause avviate dai lavoratori – e mai dai sindacati confederali che, già dotati di corposi uffici giuridici interni(4), potrebbero appoggiarsi a studi legali anche prestigiosi – cominciano ad arrivare alle sentenze di primo grado. E insieme alle sentenze, le sorprese. Brutte. Come quella di Torino, dove il giudice del tribunale rigetta le istanze degli ex dipendenti della motorizzazione esternalizzati a Savarent Fleet Service Srl scrivendo quanto segue(5):
…inoltre, nell’accordo 28.3.2000, menzionato all’inizio, accordo espressamente richiamato nel verbale testè citato, a pag. 31, si fa riferimento alla “non più coerenza con il “core business aziendale” Telecom dell’Autoparco. E questa prospettiva ricevette il placet sindacale. Le stesse OO.SS., che istituzionalmente hanno il polso del mercato non solo del “lavoro” ma anche dei “lavori” in senso ampio, come già detto, se ne erano ben rese conto nella primavera del 2000 allorquando non manifestarono alcuna contestazione e sostanzialmente accettarono la comunicazione ricevuta da Telecom sul prospettato imminente scorporo…
Alcune delle motivazioni dichiarate nella sentenza del Tribunale di Torino – il placet sindacale sulle esternalizzazioni – vengono riprese anche nelle sentenze di appello(6) e di cassazione(7) le quali confermano quanto stabilito dal Tribunale, e per due volte rigettano i ricorsi dei lavoratori esternalizzati. Di fatto, una brutta sorpresa elevata al cubo. Ma non finisce qui. Come si è scritto all’inizio, lo scopo di tutto è liberarsi delle eccedenze di personale. Telecom Italia cede il ramo e chi lo riceve, dopo un po’ licenzia. Senza clamore, e soprattutto lontano dai riflettori che sono sempre puntati sul colosso italiano delle comunicazioni. Il 15 dicembre 2004 presso il Ministero del Lavoro viene firmato un accordo sindacale sulla mobilità di quota parte del personale ceduto da Telecom a Savarent Fleet Service (che nel frattempo è diventata Targa Fleet Management)(8). Due su tre dei firmatari (FISTel – Raffaella Di Rodi e UILCom – Giorgio Serao) sono gli stessi che hanno scritto al Ministro per protestare contro le sue dichiarazioni alla Camera dei Deputati due mesi prima.
C’è un proverbio catalano citato da Marco Travaglio che si presta alla perfezione a commentare quanto ho scritto: ““; peccato che a farlo siano proprio quelli che dovrebbero preoccuparsi di procurare gli ombrelli.
Telecom Italia e le Esternalizzazioni: Fatti, Atti e Comportamenti dei Sindacati Confederali Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil è di
Leggi tutti gli articoli di Luca Marcon
Note
- [↩]
- cliccare qui per aprire l’articolo collegato [↩]
- cliccare qui per aprire il file .pdf [↩]
- cliccare per aprire il collegamento a Slc-Cgil [↩]
- cliccare per aprire il file .pdf [↩]
- cliccare qui per aprire il file .pdf [↩]
- cliccare qui per aprire il file .pdf [↩]
- cliccare per aprire il file .pdf [↩]

Comments
2 Risposte a “Telecom Italia e le Esternalizzazioni: Fatti, Atti e Comportamenti dei Sindacati Confederali Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil”Trackbacks
Su questo articolo gli altri siti web hanno scritto....[...] i sindacati? Subiscono. Giusto per essere cauti, perché volendo essere più diretti si potrebbe ipotizzare che sono d’accordo, ma questo non si può dire, sarebbe politicamente scorretto, leggermente tranchant e poco [...]
[...] i sindacati? Subiscono. Giusto per essere cauti, perché volendo essere più diretti si potrebbe ipotizzare che siano d’accordo, ma questo non si può dire, sarebbe politicamente scorretto, leggermente tranchant e poco [...]