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Tav vs Aereo: chi Vince?



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L’opinione di DiabolicoMarco.
Tornato da poco da Milano dico: Treno batte Aereo 1 a 0.
Nel mio caso viaggiavo per lavoro, su una tratta blasonata e per andare dal centro di Roma al centro di Milano.
Sono andato alla stazione Termini (1 euro per il tragitto urbano). Sono salito su uno dei nuovi Freccia Rossa. I sedili di 2a classe sono comodi anche per uno della mia stazza, sotto il tavolinetto ci sono le prese per l’elettricità e, difatti, la maggior parte delle persone armeggiava con notebook e altri gingilli.
Io ho letto un libro, ascoltato un po’ di musica, sonnecchiato. Il tragitto doveva essere coperto in 2 ore e 59 minuti (sic!). Invece tra Firenze e Bologna il treno è andato sulla linea lenta e quindi è arrivato con 35 minuti di ritardo. In ogni caso, dopo 3 ore e mezza ero alla stazione centrale. Quattro fermate di metro ed ero al mio albergo, non lontano dal Castello Sforzesco. Il treno è pulito. Ogni tanto passa un omino che controlla i bagni e i vagoni. Sui tavolinetti ci sono delle riviste che trattano di articoli economici sul “lusso e il design made in Italy”. I treni non sono “spaziali” come me li immaginavo. Più che altro make up. Però il treno non fa fermate. Fuori e buio e, anche se non sembra di andare poi così tanto veloci, quando rallenta e vedo che stiamo passando per Firenze rimango stupito.

Per tornare ho preso l’aereo. Da una stazione che si trova a 5 minuti dal mio albergo parte il “Malpensa Express” che effettua 3 o 4 fermate e ci impiega 40 minuti per arrivare all’aeroporto (11 euro). Quindi anche se il mio volo è alle 19 devo partire alle 17. Arrivo al terminal 1, ma il mio volo parte dal terminal 2. Prendo un autobus navetta gratuito (almeno questo) in cui stiamo stipati come galline in un covatoio. Giriamo per più di dieci minuti tra parcheggi e altre strutture aeroportuali che sembrano abbandonate. Alla fine la navetta ci scarica al teminal 2, davanti agli arrivi.
Affronto una fila tremenda per gli inutili controlli di sicurezza sopportando con pazienza zen tutti i cafoni che passano avanti perché “hanno un volo da prendere” (come se noi coglioni che stiamo in fila fossimo lì per qualche altro motivo).
Easy-jet terrorizza i viaggiatori dicendo che non aspetta nessuno e che bisogna essere al gate entro le 18.30. Sono le 18.00 e la fila è enorme quindi un po’ di apprensione è naturale.
Intanto sui tabelloni il volo per Roma è indicato come in partenza alle 18.55 (e non alle 19.00). Sono le 18.30 quando faccio passare il mio zaino contenente un deodorante liquido in bottiglietta da 200ml senza alcun problema sotto lo scanner. Tutti i cafoni che si sono scapicollati sono fermi davanti ai monitor che indicano il gate per Roma: Gate D. D e basta. Peccato che ci sono da D1 a D25. Sono le 18.45 quando finalmente decidono di imbarcare il volo delle 18.55 (ritardo garantito, ma ancora non annunciato). Le solite menate delle low cost ecc. ecc. Dovevo atterrare alle 20.05 sono atterrato alle 20.30.
Quindi ho impiegato lo stesso tempo dell’andata: dalle 17.00 alle 20.30. Solo che per tornare al centro di Roma dovrei prendere un altro treno il “Leonardo Express” (altri 11 euro) e mi ci vorrebbe almeno mezz’ora (se mi dice bene). Per fortuna abito vicino all’aeroporto e quindi questo problema non si pone.

Economicamente parlando:
Treno: biglietto urbano Roma + Frecciarossa + Biglietto urbano Milano: 1 +89 + 1 = 91 euro
Aereo: Malpensa express + volo Easy Jet + Leonardo Express: 11 + 87,50 + 11 = 109,5 euro

Tempi:
3 ore e mezza circa. Ma, mentre con il treno sono continuative (tipo potresti farti un sonno), con l’aereo sono frammentate in “eventi” da 45/50 minuti.

L’opinione di Doxaliber
Anch’io ho fatto il viaggio in andata in treno ed il ritorno in aereo.
All’andata avevo il posto prenotato e non ho avuto grandi problemi, ma sono stato fortunato. Come quando era partito mio fratello anche in occasione del mio viaggio le porte di alcune carrozze non si aprivano e quindi alcune persone che avevano prenotato il posto in realtà il posto non ce l’avevano. Io ho pensato: mi è andata di culo. Però a Brindisi il capotreno ci ha avvisato che a causa di imprecisati guasti avremmo dovuto cambiare treno a Bari. La prima cosa che mi ha sorpreso è l’incredibile pazienza dei viaggiatori salentini. Nessun urlo, nessun “lei non sa chi sono io”, ma solo tanta paziente rassegnazione unita al classico fatalismo meridionale. D’altro canto sono secoli che le cose vanno così e chi viaggia è ormai abituato al peggio. A Bari, naturalmente, ressa. Incredibilmente di nuovo porte che non si aprivano e, tra passeggeri che dovevano salire a Bari e passeggeri che scendevano dall’altro treno, non vi dico il casino. Io poi ero fortunato: un solo piccolo trolley, ma c’erano persone che avevano più di una valigia o valigie pesantissime. Dopo la solita battaglia per salire sul treno, che io conosco benissimo, riesco a riprendere posto a sedere. La prima scoperta: il cesso della mia carrozza è scoppiato, nella carrozza entra un tanfo indicibile, vomitevole.

Dopo aver fatto un viaggio che solo i deportati di Dachau avrebbero potuto invidiarci, finalmente arrivo alla stazione di cambio: Parma. Il treno ha un’ora di ritardo e quindi perdo la coincidenza. Sono già distrutto, ma in compenso la stazione di Parma è in rifacimento quindi è tutta chiusa. Esiste una piccolissima area di ristoro che però è stracolma di gente. L’aria è gelida ed io dovrei aspettare 2 ore per la coincidenza. Alla fine mettono un treno straordinario, ma scopro solo dopo che è un treno straordinario. Vedo sul display un treno per La Spezia in partenza che però non dovrebbe esserci, penso che se c’è sul display allora sicuramente non è un errore. Questo treno parte mezz’ora prima dell’altro. Mi infilo dentro e sento un sacco di gente che si chiede quali fermate intermedie farà. Neanche il controllore sa dirlo. Conferma soltanto che trattasi di treno straordinario. Qualcuno chiede: perché non lo avete annunciato all’altoparlante? Il controllore fa spallucce. Alla fine arriverò a La Spezia con 3 ore di ritardo ed un viaggio della durata totale di quasi 16 ore, distrutto.
Ritorno in aereo: mio fratello mi accompagna a Pisa, partiamo con ragionevole anticipo perché bisogna passare presso una zona che era allagata a causa del maltempo. Per fortuna non abbiamo problemi. All’aeroporto, avendo già fatto il check in online ed avendo solo bagaglio a mano, cazzeggio un po’ con mio fratello. Quando è quasi ora passo attraverso i controlli e saluto mio fratello. Effettuati i controlli giro per i negozi duty free dell’aeroporto ed attendo l’imbarco. C’è un ritardo perché l’aereo non è ancora arrivato. Alla fine ci imbarcano con mezz’ora di ritardo. L’aereo è piccolo, ma è comodo, si possono addirittura tenere accesi i cellulari (io li spengo ugualmente perché suppongo che le tariffe di chiamata siano esose). Durante il volo è una continua vendita: mangiare, sigarette senza fumo, lotterie, altri oggetti. Il personale è comunque gentile e non forza all’acquisto. Il viaggio è comodo e dopo un’ora e 20 di volo sono a Brindisi. Scendo dall’aereo e ad aspettarmi c’è la mia ragazza, non sono stanco e quindi ne approfitto per prendere un caffè con lei.
Nel pomeriggio esco nuovamente e mi godo l’intera domenica.

Aereo vince su treno 1000 a 1.

Quello che più mi colpisce dei treni è vedere che invece di un miglioramento c’è stata una regressione. Quando abitavo a Reggio Emilia uscirono i primi Eurostar. Erano rossi e bianchi ed io, che all’epoca ero costretto ancora a viaggiare su treni espresso a gasolio degli anni 50 (in legno con tanto di quadretti all’interno), mi chiedevo se avrei mai viaggiato su quei treni. Beh: dopo qualche anno la linea per Lecce fu effettivamente elettrificata e, dopo qualche altro anno, sulla tratta Lecce-Milano furono messi questi treni eurostar. La cosa bella non era tanto il risparmio di tempo, ma il fatto che finalmente la prenotazione fosse obbligatoria e quindi non si creavano resse assurde per riuscire a sedersi.

Ebbene, ad un certo punto questi treni li hanno tolti: la linea non è adatta ai treni ad alta velocità, dicevano, ma vi metteremo nuovissimi treni Eurocity.
Neanche a dirlo, i nuovissimi treni Eurocity sono i vecchissimi espresso che in alcuni casi non si sono nemmeno presi la briga di riverniciare. In compenso il costo dei biglietti è salito. Io per andare a La Spezia ho speso 100 euro. Con l’aereo? 10 euro, il 90% in meno!
Sui treni si legge di tutto: gente che ha preso i pidocchi o le zecche, alcuni hanno avuto infezioni della pelle, aria condizionata e riscaldamento che non funzionano, locomotive che si rompono. Viaggiare verso sud è davvero un’avventura.

Tuttavia io credo che ci sia anche un discorso regionale. Lecce è a tutti gli effetti una stazione terminale ed, in quanto tale, dovrebbe avere maggiore considerazione. Parliamo di una provincia con quasi un milione di abitanti e che, in quanto a numeri di turismo, è la prima della regione. Eppure l’autostrada finisce a Bari, l’elettrificazione l’hanno fatta 15 anni fa ed il 90% dei treni si ferma a Bari, nonostante i treni che partono da Lecce siano sempre stracolmi di passeggeri. Le ragioni di certe scelte non possono che essere politiche, non c’è bisogno di essere campanilisti per capirlo.

E voi, cosa ne pensate?

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arrow5 Responses

  1. 25 mos ago

    Se permetti il paragone non regge. A parte che Roma-Milano è una distanza tutto sommato intermedia è come se tu stessi paragonando la Salerno-Reggio Calabria con l’A1. Il sud Italia non ha certe infrastrutture e probabilmente, se le cose continuano così, non le avrà mai. I treni qui assomigliano più a carri bestiame che non a mezzi adibiti al trasporto di persone e le distanze sono siderali. I voli low cost rappresentano una salvezza per molti meridionali che lavorano al nord Italia e per ragioni contingenti hanno la famiglia al sud. Prima erano costretti a lunghi ed assurdi viaggi notturni su treni espresso ricolmi di gente, puzzolenti, arrugginiti e spesso pieni di zecche, adesso possono essere a casa pagando cifre spesso inferiori al treno ed in poche ore. Tutto un altro mondo. Quello che manca ora sono gli scali intermedi perché, per paradosso e nonostante i treni di merda, ci vuole più tempo ad arrivare in treno da Lecce a Cosenza (per dire) che non da Lecce e Milano.

  2. 25 mos ago

    Il pezzo nasce da una conversazione privata che, con il permesso degli interlocutori, viene pubblicata come stimolo di discussione su MC.

    Ho aggiunto le repliche degli autori in coda al post come commenti intestandoli ai rispettivi autori.
    Avendo utilizzato il mio account, gli avatar non sono quelli corretti. Pazienza.

  3. ugasoft
    25 mos ago

    treno vince su aereo ma 2 anni fa, quando la TAV non c’era, c’era l’Eurostar che ci metteva 4h30 e costava 46 euro… poi 56, poi 67, poi 79, ora 90.

  4. 25 mos ago

    Certo che il paragone non regge, era quello che dicevo io. Trenitalia ha puntato tutto sulla tratta-vetrina Roma-Milano (e ha parzialmente fallito, pure) a scapito di tutto il resto.

    Le low cost sono comunque una bella cosa. Non devi convincere me ma qualcun altro (che legge in copia). Per anni sono andato a Dublino spendendo 750.000 lire, qualche mese fa abbiamo speso 200 euro in due (con la medesima compagnia, Aer Lingus).

  5. 25 mos ago

    solo alla morte non c’è rimedio ;)

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