Il re è morto, viva il re
12 novembre, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani
Che la festa cominci: libertà e perline colorate per tutti. Una volta si diceva “adda venì baffone”, ma gioivano solo i nostrani comunisti babbionizzati da una propaganda mistificatrice; adesso che sta arrivando Full Monty, tutti, ma proprio tutti, sembrano inebriati dall’estasi (o dall’extasy).
Non ho intenzione di venire alla festa, troverò una scusa, dirò che ho la febbre; sono disposto anche a fingere che sono in lutto stretto per la morte politica di un amico, ma alla festa non ci vengo. E, comunque, respingo fermamente l’accusa di essere prevenuto nei confronti del demiurgo, che non ha ancora preso il comando della nave, giacché questa, che dovrebbe essere logicamente una condizione sospensiva, viene disinvoltamente abrogata anche da quelli che festeggiano. Resterò da solo a casa “con le quattro capriole di fumo del focolare”, come “una cosa posata in un angolo e dimenticata”.
Default Italia: Pensioni a 67 Anni? Altro che Countdown, Siamo già Falliti
24 ottobre, 2011 di redazione
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane, Meccanica delle Cose
Riceviamo e pubblichiamo questo contributo nonostante non sia stato possibile reperire fonti per gran parte delle affermazioni che contiene. Riteniamo, comunque, che specialmente in funzione dell’ultimatum franco-germanico e dell’ipotesi di innalzamento a 67 anni dell’età pensionabile, offra degli spunti di riflessione interessanti. Inoltre, la situazione richiede una predisposizione molto elastica al cambio di prospettiva e, in quest’ottica, suggerimenti anche improbabili vanno valutati ed analizzati, se non altro come esercizio mentale.
Ovviamente, non forniamo alcun consiglio di investimento, ma ci limitiamo a riportare l’esperienza di un lettore come fatto di cronaca. L’unico consiglio che ci sentiamo di darvi è: nei giorni della mistificazione e della menzogna, non credere a nessuno, nemmeno a noi.
N.d.R.
Bossi: Solo il Potere
22 agosto, 2011 di francescov
Archiviato in Cronache Italiane
La padania è una semplice affermazione lessicale!
Fonte notizia: .
“L’Italia finisce male”, dice Bossi in un comizio a Schio, “bisogna essere pronti per il dopo e, per noi il dopo è la padania. I popoli del nord uniti sarebbero lo stato più forte d’Europa”. E ancora, “la gente ha capito nel profondo del cuore che il progetto è passato e che l’idea di vincere insieme è partita”. E ancora, “la padania vuol dire unito e libero mentre il centro sud munge il nord”. Che l’Italia stia finendo male è sotto gli occhi del mondo. Con un corpo politico che da decenni pensa solo al suo benessere c’è poco da sperare in tempi migliori. Però, una delle cause dello sfascio dell’Italia è proprio la lega. Bossi dice “meno male che siamo partiti tanti anni fa”, si, vero, e in questi anni non ha fatto che operare, appunto, per la disgregazione dell’Italia. Quello che Bossi imputa alla crisi attuale, in realtà è da imputare al suo gruppo politico. Partendo dal federalismo, cavallo di battaglia della lega.
La Tristezza di Essere di Sinistra
16 marzo, 2011 di Eduardo Quercia
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Sempre più spesso mi accade di leggere su facebook o su alcuni blog commenti “di sinistra” sicuri e precisi, taglienti ed efficaci, nei quali, in tutta onestà, fatico a riconoscermi completamente, per cui mi viene spontaneo chiedermi se non sono diventato un vecchio reazionario, inutilmente incline ad interrogarsi sulle ragioni degli altri e, più in generale, al dubbio, inteso come metodo critico.
Va da sé che questo interrogativo mi urta notevolmente, a causa della mia piccola storia personale, che non mi permetto qui di richiamare, consapevole dell’assoluta mancanza d’interesse per gli amici ai quali mi sto rivolgendo. Una storia modesta, ma, mi sembrava, abbastanza coerente e, quindi, degna di essere preservata con una certa benevola affezione.
In breve, sono piuttosto invidioso della sicurezza acquisita da compagni, giovani e meno giovani, e profusa a piene mani su questa bacheca collettiva. Ma, per togliersi i dubbi, non c’è altra strada che porre delle domande ed attendere le risposte chiarificatrici. Cominciamo, allora.
Rivoluzione – Un po’ POP (Progetto/Obiettivo/Proposta)
24 gennaio, 2011 di ob1kenobi
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Un po’ POP (progetto/obiettivo/proposta)
I grandi vincoli : La crisi, la globalizzazione
I rimedi: usare il pensiero come forza rivoluzionaria
Metodo : Individuare i cambiamenti possibili che possono dare grandi risultati
Vista generale :
La tendenza al gigantismo di aziende, banche eccetera è stata negli ultimi decenni la grande innovazione dell’economia cosi si è passati dal piccolo è bello degli anni precedenti a multinazionali gigantesche. Siamo cosi sicuri che questo processo di agglomerazione non abbia colpe nella più grande crisi economica mondiale degli ultimi secoli ?
Il Welfare State e i Suoi Costi
18 novembre, 2010 di fma
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Il welfare state è nato e cresciuto in Occidente, in un periodo a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, per fornire ai cittadini di quei paesi servizi e diritti ritenuti essenziali al vivere civile, come risultato di una temperie culturale e di uno status economico del tutto particolari.
Nel senso che si realizzò là dove se ne sentiva di più il bisogno e dove esistevano le risorse economiche necessarie e sufficienti per dargli vita e implementarlo. Prova ne sia che non tutti i paesi se ne sono dotati, chi per un diverso orientamento culturale, vedi gli Stati Uniti, chi per mancanza di risorse come i paesi del terzo mondo.
Oggi, in Europa, da più parti, ne viene messa in discussione la sostenibilità. Molti lo individuano come una delle principali cause del dissesto economico degli stati sovrani.
Perlomeno altrettanti negano l’addebito e si oppongono a qualsiasi tentativo di ridimensionarlo, i più motivando il proprio dissenso in termini etici. Qualcuno negando che negli ultimi tempi la spesa per mantenerlo sia cresciuta e indicando nell’azione di salvataggio del sistema finanziario, oltre che nella diminuzione delle entrate fiscali, le cause dell’incremento del debito degli stati sovrani(1).

Note
- vedi [↩]
Pomigliano – Il Padrone e il Servo
21 giugno, 2010 di ilBuonPeppe
Archiviato in Chiamiamola Economia
Oggi alla trasmissione “In mezz’ora” su RAI 3, condotta da Lucia Annunziata, si parlava dei problemi dello stabilimento FIAT di Pomigliano d’Arco; e per approfondire degnamente l’argomento, la redazione ha pensato bene di coinvolgere i rappresentanti delle due parti in causa. Quindi era presente Maurizio Landini, segretario della FIOM, l’unico sindacato che ancora si oppone all’accordo (ma sarebbe meglio chiamarlo “diktat”) con l’azienda. E di fronte a lui Sergio Marchionne, amministratore delegato della FIAT… no, non era Marchionne; c’era il capo del personale della FIAT… no, neanche lui; c’era il direttore dello stabilimento di Pomigliano… no.
Chi sosteneva le posizioni della FIAT nel confronto con il sindacato oggi? Maurizio Sacconi, ministro del welfare (lo so, non è bello ricordarlo) dell’attuale governo.
Non lo Fo’ per Piacer Mio…
15 giugno, 2010 di fma
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane, latest, Meccanica delle Cose
Qualche giorno fa, gli addetti al mondo dello spettacolo hanno manifestato in piazza Navona, contro i tagli del ministro Bondi, povera anima.
C’erano, tra gli altri, Nanni Moretti, Christian De Sica, Sabrina Ferilli, Moni Ovadia e Giuliano Montaldo, persona al di sopra di ogni sospetto. Non che gli altri non lo siano, ma Giuliano, oltre all’amore per la Cultura, ha dalla sua anche la venerabile età.
Naturalmente non lo facevano per sé, ma per la Cultura.
Telecom Italia e le Esternalizzazioni: Fatti, Atti e Comportamenti dei Sindacati Confederali Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil
12 aprile, 2010 di Luca Marcon
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Come ho già scritto in diversi articoli del , sono un ex dipendente di Telecom Italia assunto nel 1984 e dimesso nel 2007. Ma quello che non ho ancora detto, è che dal 2002 al 2005 ho ricoperto il ruolo di RSU ed RLS per la regione Trentino Alto Adige. Sono stato candidato ed eletto in una lista promossa da un sindacato autonomo e per i tre anni del mio mandato ho avuto a che fare quasi quotidianamente con i rappresentanti dei sindacati confederali di settore, ovvero SLC, FISTel e UILCom. Nello stesso periodo, mi sono anche occupato di esternalizzazioni(1).

Del fatto che Telecom Italia utilizzi la tecnica della cessione di ramo d’impresa per “liberarsi” di eccedenze di personale e che questo sia reso possibile da una distorsione operata nel 2003 sulla normativa nazionale (art. 2112 codice civile), credo sia cosa assodata(2). Ma ciò di cui non si è ancora parlato, è il ruolo che i sindacati confederali hanno svolto fino ad oggi in questo processo. Per quanto riguarda la mia esperienza personale, posso affermare che la loro è una posizione di sostanziale acquiescenza (quando non di vera e propria connivenza) con le scelte societarie; e in certi casi – dei quali scriverò in seguito – anche qualcosa di peggio. Il 6 ottobre 2004, Alfonso Gianni, deputato di Rifondazione Comunista, rivolge al Ministro Maroni una e riceve la risposta che segue:
Camera dei Deputati Resoconto stenografico dell’Assemblea – Seduta n. 522 del 6/10/2004 (Iniziative per la salvaguardia dei livelli occupazionali della Telecom – n. 3-03789)
PRESIDENTE. L’onorevole Alfonso Gianni ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-03789.
ALFONSO GIANNI. Signor ministro, solleviamo un problema di carattere nazionale, che riguarda lavoratori di Palermo, di Ancona, di Bari, di Bologna, di Cagliari, di Catanzaro, di Firenze, di Genova, di Milano, di Napoli, di Pescara, di Roma, di Torino, di Trieste e di Venezia. Siamo di fronte ad un’azienda che lavora in un settore di grande espansione tecnologica e che, nonostante la cessione di un ramo dell’azienda, premedita licenziamenti in tempo breve, nel senso che vengono ceduti lavoratori ad altre aziende con commesse per un periodo definito, senza sapere in futuro quale sarà la loro sorte. A Bari sono state inviate le lettere a 430 lavoratori. Riteniamo che il Governo non possa assistere inerte ad un’incomprensibile diminuzione dell’occupazione, delle capacità lavorative che, oltretutto, rappresentano un orgoglio per il nostro paese anche all’estero.
PRESIDENTE. Il ministro del lavoro e delle politiche sociali, onorevole Maroni, ha facoltà di rispondere.
ROBERTO MARONI, Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Evidentemente l’esternalizzazione di alcuni servizi del gruppo Telecom e in generale delle imprese viene deciso dalla società nell’ambito dei propri poteri discrezionali e su ciò il Governo, ovviamente, non può e non intende intervenire. Le scelte del gruppo Telecom sono state definite a suo tempo attraverso accordi sindacali con le organizzazioni maggiormente rappresentative; si tratta di accordi sottoscritti presso il Ministero del welfare il 28 marzo 2000, il 27 maggio 2002 e il 10 giugno 2003. In tali intese sono individuati alcuni interventi, finalizzati allo sviluppo e alla revisione dell’assetto organizzativo. Le iniziative di trasferimento di rami di azienda hanno seguito una logica di riorganizzazione che non possiamo contestare. In particolare, l’operazione di terziarizzazione prevista per il prossimo novembre riguarda servizi ambientali di Telecom Italia ed Emsa verso MP Facility, società peraltro partecipata al 50 per cento da Pirelli RE e Manutencoop, e riguarda 450 lavoratori. Certamente, esiste il rischio – evidenziato dall’interrogante – che si tratti di terziarizzazioni ed esternalizzazioni con lo scopo, una volta terminata la commessa, di procedere a licenziamenti collettivi, magari mascherati. Intendiamo verificare che ciò non accada e che questi accordi per l’esternalizzazione siano tali e non consistano in una operazione mascherata per eludere la legge e giungere poi a riduzioni del personale non previste dagli accordi, ma derivanti dal venir meno delle commesse. Condivido tale preoccupazione e intendo verificare, tramite gli ispettorati e gli strumenti di attività ispettiva che verranno adottati dalle direzioni provinciali e regionali, così come fatto in passato, che gli accordi sottoscritti presso il ministero vengano effettivamente rispettati e non vi sia l’elusione della legge per quanto riguarda i rapporti di lavoro esternalizzati.
Purtroppo Maroni, pur condividendo le preoccupazioni del deputato, di controlli non ne farà fare nemmeno uno. Anche perché è suo il merito (si fa per dire) della variazione in pejus dell’Articolo 2112 del Codice Civile che consente questo genere di operazioni. Però la frittata è fatta. Il Ministro ha messo sul tavolo le carte che dimostrano come i sindacati confederali non ostacolino il progetto generale delle esternalizzazioni ma ne siano, con la loro acquiescenza, fiancheggiatori. Le reazioni, vista la gravità dell’accusa, non si fanno attendere. I sindacati confederali, smascherati pubblicamente, tentano di replicare. Ma lo fanno con una toppa che è peggio del buco:
Roma, 15 Ottobre 2004
Egregio Signor Ministro,
le scriventi OO.SS., senza voler entrare nel merito del giudizio espresso dal Governo sulle cessioni di ramo d’azienda del Gruppo Telecom, a seguito dell’interrogazione dell’On. Alfonso Gianni, precisano, però, a tal proposito, che solo l’accordo del 28 Marzo 2000 è stato sottoscritto con le Organizzazioni Sindacali al Ministero del Lavoro. In questo accordo era prevista la cessione dei rami d’azienda Logistica e Autoparco e la loro conseguente valorizzazione, attraverso l’individuazione di soggetti imprenditoriali di adeguato livello industriale che garantissero ai lavoratori un apprezzabile proseguimento della loro attività. Siamo testimoni, invece, del loro inesorabile declino, a seguito della riduzione delle commesse da parte di Telecom. Gli imprenditori, in particolare la FIAT, attraverso ulteriori scorpori di ramo sono arrivati al licenziamento dei lavoratori. I successivi accordi, del 27 Maggio 2002 e del 10 Giugno 2003, sono stati conclusi in sede sindacale sulle strategie di Gruppo ovvero investimenti, occupazione, relazioni sindacali, linee operative e riorganizzative. La precisazione è doverosa, da parte delle scriventi Segreterie Nazionali, per chiarezza e coerenza nei confronti dei Lavoratori e delle Istituzioni, in quanto, peraltro, il nostro giudizio negativo sulla Legge 428 e sulle successive modificazioni e sulla sua applicazione da parte di Telecom è stato già espresso a tutti i livelli e all’interno delle procedure ex art. 47 che si sono concluse con la non condivisione, da parte nostra, dei progetti di esternalizzazione.Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL/ Rosario Strazzullo
FISTel – CISL/ Raffaella Di Rodi
UILCOM- UIL/ Giorgio Serao
Come dire: aria fritta. E le esternalizzazioni, intanto, continuano. Non una delle cessioni di ramo d’impresa viene bloccata per merito di una qualsiasi azione da parte dei sindacati confederali. Anzi: non paghi di aver firmato tre accordi che danno sostanzialmente via libera alle parti datoriali, il 12 novembre 2004 ne sottoscrivono addirittura un quarto (3). E tanti saluti al loro giudizio negativo contenuto nella lettera al Ministro.
Nel frattempo le prime cause avviate dai lavoratori – e mai dai sindacati confederali che, già dotati di corposi uffici giuridici interni(4), potrebbero appoggiarsi a studi legali anche prestigiosi – cominciano ad arrivare alle sentenze di primo grado. E insieme alle sentenze, le sorprese. Brutte. Come quella di Torino, dove il giudice del tribunale rigetta le istanze degli ex dipendenti della motorizzazione esternalizzati a Savarent Fleet Service Srl scrivendo quanto segue(5):
…inoltre, nell’accordo 28.3.2000, menzionato all’inizio, accordo espressamente richiamato nel verbale testè citato, a pag. 31, si fa riferimento alla “non più coerenza con il “core business aziendale” Telecom dell’Autoparco. E questa prospettiva ricevette il placet sindacale. Le stesse OO.SS., che istituzionalmente hanno il polso del mercato non solo del “lavoro” ma anche dei “lavori” in senso ampio, come già detto, se ne erano ben rese conto nella primavera del 2000 allorquando non manifestarono alcuna contestazione e sostanzialmente accettarono la comunicazione ricevuta da Telecom sul prospettato imminente scorporo…
Alcune delle motivazioni dichiarate nella sentenza del Tribunale di Torino – il placet sindacale sulle esternalizzazioni – vengono riprese anche nelle sentenze di appello(6) e di cassazione(7) le quali confermano quanto stabilito dal Tribunale, e per due volte rigettano i ricorsi dei lavoratori esternalizzati. Di fatto, una brutta sorpresa elevata al cubo. Ma non finisce qui. Come si è scritto all’inizio, lo scopo di tutto è liberarsi delle eccedenze di personale. Telecom Italia cede il ramo e chi lo riceve, dopo un po’ licenzia. Senza clamore, e soprattutto lontano dai riflettori che sono sempre puntati sul colosso italiano delle comunicazioni. Il 15 dicembre 2004 presso il Ministero del Lavoro viene firmato un accordo sindacale sulla mobilità di quota parte del personale ceduto da Telecom a Savarent Fleet Service (che nel frattempo è diventata Targa Fleet Management)(8). Due su tre dei firmatari (FISTel – Raffaella Di Rodi e UILCom – Giorgio Serao) sono gli stessi che hanno scritto al Ministro per protestare contro le sue dichiarazioni alla Camera dei Deputati due mesi prima.
C’è un proverbio catalano citato da Marco Travaglio che si presta alla perfezione a commentare quanto ho scritto: ““; peccato che a farlo siano proprio quelli che dovrebbero preoccuparsi di procurare gli ombrelli.
Note
- [↩]
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Non Sono qui per Lodare Cesare, ma per Seppellirlo
14 marzo, 2008 di mc
Archiviato in Meccanica delle Cose, Media Mente Critica
Diciamoci la verità su televisione, stampa, web. Parlare di politica, di quella vera. Parlare di conflitto d’interessi, libertà di espressione, lavoro precario, previdenza è una grandissima rottura di balle.
Leggi, grafici, numeri, statistiche. Viene sonno dopo la terza riga e lo spettatore. il lettore o l’internauta subito cambiano canale o pagina alla ricerca della tetta facile, l’omicidio cruento, l’incidente o la storiellina di corna che fa sempre audience.
Chi non Paga le Tasse è un Ladro: Le Sommatorie Evasive
17 luglio, 2007 di Emanuele
Archiviato in Chiamiamola Economia
Da molti anni si parla del problema dell’evasione fiscale, da pochi anni si parla seriamente di lotta all’evasione fiscale, da qualche tempo sembra quasi un problema passato.
Rassegna Stampa 01/06
1 giugno, 2007 di Silent Enigma
Archiviato in Rassegna Stampa
Al sembra ci sia un mezzo sciopero. Ci credereste? Il vantaggio è che , insolitamente brevi, risultano di facile lettura. Tradotto: non ci fanno perdere tempo!
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Il Cervello all’Ammasso!
20 maggio, 2007 di Liborio Butera
Archiviato in Il Bello della Politica, La diversa Opinione

Che la sinistra, quella “vera”, italiana stia attraversando un momento di crisi ideologica è cosa nota a tutti. Lo dimostrano il voto al finanziamento alle missioni militari all’estero, i tagli alla scuola, alle pensioni, alla sanità, varati con il voto di RC, Verdi e i voti del partito di Diliberto. S’ode da sinistra che si tratta di naturale evoluzione politica.
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Primo Maggio, Su Coraggio!
1 maggio, 2007 di spes74
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani, Il Lavoro degli Italiani
Si, ci vuole coraggio a chiamarla ancora .
Questa festività intende ricordare le battaglie operaie per la conquista di un diritto sacrosanto quale l’orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore e più in generale l’impegno del movimento sindacale ed i traguardi raggiunti in campo economico e sociale dai lavoratori. In virtù di questo e alla luce degli accadimenti degli ultimi anni è ancora giusto che ci sia? Lo spirito con la quale è nata viene ancora rispettato?
Piccolo Medico, che Pena mi Fai – (Speciale Lavoro)
27 aprile, 2007 di Roberto
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani
Avete presente la classica barzelletta con un tedesco, un francese, uno spagnolo etc?Ecco, quella che vi voglio raccontare, per fortuna o purtroppo, non è una barzelletta ma la cronaca, più o meno verosimile, della giornata di un medico, osservata con gli occhi di uno studente che si appresta ad intraprendere questa professione (o almeno spera).
Sono le 18.45 di un sabato pomeriggio, ci si trova all’interno di un pronto soccorso ospedaliero.
All’interno di un bugigattolo chiamato studio si trova il Dott. Tal dei Tali, specialista ortopedico-traumatologo, nonché abilissimo chirurgo e prezioso maestro per le giovani leve, reduce da una estenuante settimana trascorsa tra sedute operatorie, turni in PS, reparto. Il Dott. Tal dei Tali si appresta a visitare i seguenti pazienti:
Sanità Italiana -Il Fumo: Chi non vuole farti smettere di fumare?
6 aprile, 2007 di diabolicomarco
Archiviato in Consumo CriticaMente
Fumare fa male. Il fumo nuoce gravemente alla salute. Insomma, ormai dovremmo averlo capito. A questo punto: ti siederesti mai a tavola con un venditore di morte? Non credo. Nel 2003 qualcuno si è reso conto che il marchio Philip Morris diventa scomodo, improponibile. Tramite la Kraft Foods dai formaggi al cioccolato, dal caffè alla carne in scatola, le merendine gli snack. L’azienda cambia nome in Altria. Un intervento di facciata. Naturalmente continua a produrre sigarette.
Qualcosa di magico nel tuo frigo. Qualcosa di letale nei tuoi polmoni. Senza imbarazzo?
Sul sito della campeggia un interrogativo inquietante e strafottente: “Perché un importante produttore di sigarette dovrebbe impedire a qualcuno di fumare?”
Io, maligno, pensavo che fossero dei capitalisti senza scrupoli. E invece. Le sezioni “Iniziative per la comunità“, “Prevenzione del fumo tra i giovani” e “Il contesto in cui lavoriamo” sono zeppe di buone intenzioni. L’approccio zuccheroso e stucchevole degno di Mary Poppins. Sembrerebbe proprio che si impegnino veramente per ridurre la diffusione del fumo che, si sa, fa male.
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Sanità Italiana: Domanda d’Invalidità: l’Handicap è Tutto Burocratico!
5 aprile, 2007 di Giorgia
Archiviato in Democrazia e Diritti
Gli invalidi, si sa, , così tanto che hanno deciso di fare un tutto per loro. Sarebbe veramente un’idea geniale fare un GF su come si diventa disabili, ovvero sulle varie prove cui sono costantemente sottoposti coloro che si apprestano a consegnare la domanda per ricevere un certificato che attesti ufficialmente il loro grado di invalidità.
Strano che non ci abbiano ancora pensato.. Eppure gli elementi ci sono tutti:
- dura svariati mesi (si sa quando inizia, non si sa quando finisce);
- il copione è sempre lo stesso, e viene riproposto ad ogni puntata;
- spesso e volentieri si discute animatamente (ma non si bestemmia, altrimenti si fa la stessa fine di Guido);
- metà dei protagonisti sembra avere un quoziente intellettivo di molto inferiore alla media, e sembra fregarsene dell’altra metà dei protagonisti; (hum.. ecco che forse ho capito perchè non ci fanno un GF)
- l’altra metà delle persone non vorrebbe essere protagonista di tale scempio;
- mancano culi e tette da far vedere, sempre per il motivo sopra enunciato.
Peccato! Sarebbe stata una bella trovata! Leggi il resto
