Diciamoci la verità su televisione, stampa, web. Parlare di politica, di quella vera. Parlare di conflitto d’interessi, libertà di espressione, lavoro precario, previdenza è una grandissima rottura di balle.
Leggi, grafici, numeri, statistiche. Viene sonno dopo la terza riga e lo spettatore. il lettore o l’internauta subito cambiano canale o pagina alla ricerca della tetta facile, l’omicidio cruento, l’incidente o la storiellina di corna che fa sempre audience.
Stai scorrendo gli articoli con tag welfare
Da molti anni si parla del problema dell’evasione fiscale, da pochi anni si parla seriamente di lotta all’evasione fiscale, da qualche tempo sembra quasi un problema passato.
Al Giornale sembra ci sia un mezzo sciopero. Ci credereste? Il vantaggio è che gli articoli, insolitamente brevi, risultano di facile lettura. Tradotto: non ci fanno perdere tempo!
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Che la sinistra, quella “vera”, italiana stia attraversando un momento di crisi ideologica è cosa nota a tutti. Lo dimostrano il voto al finanziamento alle missioni militari all’estero, i tagli alla scuola, alle pensioni, alla sanità, varati con il voto di RC, Verdi e i voti del partito di Diliberto. S’ode da sinistra che si tratta di naturale evoluzione politica.
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Si, ci vuole coraggio a chiamarla ancora festa dei lavoratori.
Questa festività intende ricordare le battaglie operaie per la conquista di un diritto sacrosanto quale l’orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore e più in generale l’impegno del movimento sindacale ed i traguardi raggiunti in campo economico e sociale dai lavoratori. In virtù di questo e alla luce degli accadimenti degli ultimi anni è ancora giusto che ci sia? Lo spirito con la quale è nata viene ancora rispettato?
Avete presente la classica barzelletta con un tedesco, un francese, uno spagnolo etc?Ecco, quella che vi voglio raccontare, per fortuna o purtroppo, non è una barzelletta ma la cronaca, più o meno verosimile, della giornata di un medico, osservata con gli occhi di uno studente che si appresta ad intraprendere questa professione (o almeno spera).
Sono le 18.45 di un sabato pomeriggio, ci si trova all’interno di un pronto soccorso ospedaliero.
All’interno di un bugigattolo chiamato studio si trova il Dott. Tal dei Tali, specialista ortopedico-traumatologo, nonché abilissimo chirurgo e prezioso maestro per le giovani leve, reduce da una estenuante settimana trascorsa tra sedute operatorie, turni in PS, reparto. Il Dott. Tal dei Tali si appresta a visitare i seguenti pazienti:
Fumare fa male. Il fumo nuoce gravemente alla salute. Insomma, ormai dovremmo averlo capito. A questo punto: ti siederesti mai a tavola con un venditore di morte? Non credo. Nel 2003 qualcuno si è reso conto che il marchio Philip Morris diventa scomodo, improponibile. Tramite la Kraft Foods produce di tutto dai formaggi al cioccolato, dal caffè alla carne in scatola, le merendine gli snack. L’azienda cambia nome in Altria. Un intervento di facciata. Naturalmente continua a produrre sigarette.
Qualcosa di magico nel tuo frigo. Qualcosa di letale nei tuoi polmoni. Senza imbarazzo?
Sul sito della Philip Morris International campeggia un interrogativo inquietante e strafottente: “Perché un importante produttore di sigarette dovrebbe impedire a qualcuno di fumare?”
Io, maligno, pensavo che fossero dei capitalisti senza scrupoli. E invece. Le sezioni “Iniziative per la comunità“, “Prevenzione del fumo tra i giovani” e “Il contesto in cui lavoriamo” sono zeppe di buone intenzioni. L’approccio zuccheroso e stucchevole degno di Mary Poppins. Sembrerebbe proprio che si impegnino veramente per ridurre la diffusione del fumo che, si sa, fa male.
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Gli invalidi, si sa, fanno notizia, così tanto che hanno deciso di fare un grande fratello tutto per loro. Sarebbe veramente un’idea geniale fare un GF su come si diventa disabili, ovvero sulle varie prove cui sono costantemente sottoposti coloro che si apprestano a consegnare la domanda per ricevere un certificato che attesti ufficialmente il loro grado di invalidità.
Strano che non ci abbiano ancora pensato.. Eppure gli elementi ci sono tutti:
- dura svariati mesi (si sa quando inizia, non si sa quando finisce);
- il copione è sempre lo stesso, e viene riproposto ad ogni puntata;
- spesso e volentieri si discute animatamente (ma non si bestemmia, altrimenti si fa la stessa fine di Guido);
- metà dei protagonisti sembra avere un quoziente intellettivo di molto inferiore alla media, e sembra fregarsene dell’altra metà dei protagonisti; (hum.. ecco che forse ho capito perchè non ci fanno un GF)
- l’altra metà delle persone non vorrebbe essere protagonista di tale scempio;
- mancano culi e tette da far vedere, sempre per il motivo sopra enunciato.
Peccato! Sarebbe stata una bella trovata! Continua a leggere »
Nota di MC: Proseguendo nella linea di denuncia di comportamenti sospetti inaugurata con l’indagine sul falso numero verde e seguita da quella sul sito che proponeva medicine a prezzi più bassi per raccogliere i dati delle carte di credito, vi proponiamo un’altra operazione investigativa condotta dallo staff di MC. A questo articolo è necessario fare una premessa. Quello che scriviamo non è per sentito dire. Si tratta di un’indagine partita dalla segnalazione di un nostro lettore (il signor G. A. che ringraziamo) che, con una serie di piccoli escamotage e grazie alla complicità di nostri amici sul territorio, abbiamo verificato personalmente in più occasioni. Come sarà chiaro dalla lettura della storia, siamo di fronte ad un modo di fare che mette in serio pericolo la salute delle persone, favorisce ed incoraggia gli abusi e aumenta in maniera considerevole la spesa per farmaci del Servizio Sanitario Nazionale.
Come ho scritto in passato, il sistema di prescrizione dei farmaci è obsoleto e non consente un controllo capillare e istantaneo su cosa e quanto si prescrive.
Il disinteresse delle regioni e del governo centrale su una prassi così pericolosa che, di fatto, consente ai medici di battere moneta, è criminale e sospetto.
L’importante, come dice l’Istat, è che gli italiani siano soddisfatti del loro Servizio Sanitario nazionale.
Lasciamo la parola al racconto. Come al solito, a voi il compito di farvi un’opinione.
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Non ci vuole la palla di vetro, ma son graditi rapporti trasparenti. (pregasi notare la battuta). Gente che muore in ambulanza cercando, in giro per ospedali, un posto letto. Interi reparti con tirocinanti lasciati come unici responsabili. Prontosoccorsi che rilasciano persone che sembra quasi per dispetto muoiano poco dopo. Sporcizia nelle strutture che causa 7000 morti l’anno per infezioni. Gente che muore per una semplice operazione di appendicite, di tonsille, di chirurgia estetica. Si muore per un’afta. Cornee rubate alle salme nell’obitorio, mancano gli anestesisti, si paga per i codici bianchi… Questo è quello che finisce nei telegiornali, nei quotidiani, nei talk-show, negli speciali. Accade solo adesso? No, è sempre accaduto a memoria d’uomo, ma non con tanta regolarità. I fatti di malasanità vengono scrupolosamente dosati uno, massimo due a settimana. Regolamente da qualche mese a questa parte. Troppo regolarmente. Sembra quasi che vengano tenuti in frigorifero e scongelati il sabato come si fa con la trippa. Stanno forse spianando il terreno? Chi è welfare? Continua a leggere »









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