Combattere i Pedofili Aiutandoli
30 gennaio, 2012 di Comandante Nebbia
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Nei giorni scorsi ho fatto il maestrino con De Bortoli. Non c’è niente da fare, quando si tratta di fare il maestrino è come se mi invitassero a nozze. Però, ad onor del vero, non sono solo i quotidiani mainstream che, qualche volta, cedono al fascino della foto morbosa. Ci cascano anche i blogger virtuosi .Io stesso, come già confessato pubblicamente, ho usato tette e titoli furbi per attirare lettori. Però, quando ci sono di mezzo i bambini, c’è da pensarci dieci volte.
Parliamo , dove correttamente si fa una disquisizione contro l’istigazione alla pedofilia insita in certe “foto di moda”, dove bambine di sei o sette anni vengono fotografate in atteggiamenti sicuramente inadatti alla loro età e che evidentemente cercano di stimolare i peggiori istinti di chi guarda le immagini.
Nonciclopedia, Terzo e Ultimo Atto
6 ottobre, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Informazione
Chiudo oggi la mia ennesima arteriosclerotica crociata contro la cretinaggine ed il conformismo della rete. Tre post su nonciclopedia (il primo qui, il secondo qui), siamo al limite dell’overdose di nulla. Lo faccio per segnalare un simpatico link, . E’ la discussione del forum dei nonciclopedisti dedicata alla rassegna stampa degli articoli che parlano di noi, dove, indegnamente, tra tanti siti di grandissimo livello, qualche trascurabile parola è dedicata, bontà loro, anche a MenteCritica. Leggi il resto
La Tristezza di Essere di Sinistra
16 marzo, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Il Bello della Politica, Il Lavoro degli Italiani, latest, Oltre il Confine, Strange Days
Sempre più spesso mi accade di leggere su facebook o su alcuni blog commenti “di sinistra” sicuri e precisi, taglienti ed efficaci, nei quali, in tutta onestà, fatico a riconoscermi completamente, per cui mi viene spontaneo chiedermi se non sono diventato un vecchio reazionario, inutilmente incline ad interrogarsi sulle ragioni degli altri e, più in generale, al dubbio, inteso come metodo critico.
Va da sé che questo interrogativo mi urta notevolmente, a causa della mia piccola storia personale, che non mi permetto qui di richiamare, consapevole dell’assoluta mancanza d’interesse per gli amici ai quali mi sto rivolgendo. Una storia modesta, ma, mi sembrava, abbastanza coerente e, quindi, degna di essere preservata con una certa benevola affezione.
In breve, sono piuttosto invidioso della sicurezza acquisita da compagni, giovani e meno giovani, e profusa a piene mani su questa bacheca collettiva. Ma, per togliersi i dubbi, non c’è altra strada che porre delle domande ed attendere le risposte chiarificatrici. Cominciamo, allora.
Sopra la Panca la Capra Campa
5 dicembre, 2010 di ob1kenobi
Archiviato in latest, Leggere, Oltre le Righe
Sono stato per alcuni giorni col notebook imballato: funzionava troppo lentamente e quindi subito ho adottato le solite contromisure: controllo antivirus eccetera. Ma il maledetto non ha voluto saperne e tutto è rimasto come prima. Alcuni giorni fa, mi sono trovato a fare il terzo riavvio del notebook (scoppiavo di rabbia). Finalmente dopo il BIP è cominciato il caricamento.
Quando il video si è acceso invece della solita schermata per il normale uso si è aperto un pannello mai visto prima. Il pannello a piena pagina in qualche secondo è diventato prima nero poi ho visto un’immagine in movimento.
Magistrati in Rete
In Italia ci sentiamo un po’ tutti giudici. Se c’è una cosa che ho notato navigando in internet, è proprio questa. Gran parte dei blog e dei forum sembrano convegni di magistrati-criminali alle prime armi che si rinfacciano errori e accuse, che si sentono i paladini della giustizia o i detentori della furbizia mondiale. Basta un piccolo errore nel riportare un dato, e le dita si alzano tutte a condannare l’ignoranza, l’errore umano. Abbiamo tutti il diritto di giudicare tutto al primo sguardo, di tirare le conclusioni alla prima frase o di imbottirci di pregiudizi maturati leggendo alcune affermazioni buttate qua e là.
Legge sulle Intercettazioni: Stampa e Berlusconi Sono Complici
25 maggio, 2010 di eppursimuove
Archiviato in Censura dell'Informazione, Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, latest
Il disegno di legge sulle intercettazioni “fortemente voluto” da Silvio Berlusconi è da giorni oggetto di scambi di dichiarazioni, di manifestazioni di pensiero, di raccolta di firme.
Il governo sostiene che le norme che riducono o escludono l’uso delle intercettazioni non limiteranno la lotta alla criminalità ma che bisogna porre fine all’invasione della privacy. La stampa, al contrario, ritiene trattarsi di una ‘legge bavaglio’ per impedire l’indipendenza dell’informazione.
I due “contendenti”: potere politico e potere mediatico non sono poi così diversi e, soprattutto, i media non sono certo esenti da difetti, in buona e mala fede.

- Le intercettazioni sono uno degli strumenti d’indagine che magistrati e forze dell’ordine dispongono per individuare e combattere la criminalità. In ogni sua forma ed “etichettatura”.
Non possono essere l’unico mezzo d’indagine, ma, non è pensabile e accettabile che si possono utilizzare per tempi limitati e solo se già presenti sufficienti indizi come stabilirebbe il testo normativo.
Il perché è presto detto: sono le intercettazioni spesso a fornire i sufficienti indizi per proseguire nelle indagini. Qualsiasi norma o cavillo normativo con relative interpretazioni di vario genere che impedisca l’avvio e la prosecuzione di intercettazioni, con le assunzioni di responsabilità da parte di giudici, s’intende, limita se non addirittura impedisce la lotta alla criminalità. - Il rispetto della privacy è un diritto. Fondamentale. Non è accettabile che i media pubblichino conversazioni telefoniche che sono inequivocabilmente fatti privati.
Non è accettabile né personalmente mi interessa sapere, per fare un esempio, che il figlio di Luciano Moggi voglia fare sesso con Ilaria D’Amico. Questa conversazione privata non è rilevante dal punto di vista penale e neppure rientra nel rapporto di delega tra me e il giornalista. - E qui arrivo al terzo punto.
Nel mestiere di giornalista è implicita una forma di delega. Siamo noi opinione pubblica che deleghiamo i media nella scelta degli argomenti e nel modo di porli. Qualcosa sta cambiando dall’avvento del web; il giornalismo lo tiene d’occhio e non è raro che lo segua nella scelta degli argomenti. Ma il giornalismo è essenzialmente e storicamente questo: qualcuno decide cosa e come dobbiamo essere informati. O disinformati.
La massima espressione di delega è il giornalismo televisivo. Tra l’altro, l’unico che si diffonde in milione di case. Mentre la stampa cartacea continua ad essere referenziale e autoreferenziale; conseguentemente: se le cantano e se le suonano tra quattro gatti.
Il compito del giornalista è quello di informare. Per farlo è indispensabile avere senso critico, essere oggettivi. Manipolare miscelando fatti e opinioni è disonesto, seppure, la distinzione netta – totale – tra fatti e opinione non esiste. Chi sostiene il contrario, truffa. Diffidate di questa gente. E coloro che sostengono questo purismo inesistente si leggano “Sei lezioni di storia” di Edward Carr. I loro neuroni ne trarranno giovamento.
Perché scegliere un argomento piuttosto che un altro, il modo di presentarlo, è già uno “schieramento” mentale. La correttezza e professionalità sta nel senso critico, nel racconto di più voci, nell’esposizione di elementi oggettivi, nel controbattere con argomenti a tesi ed affermazioni, così da consentire ad ognuno di noi di formare un pensiero che ha un fondamento logico.
Il principio basilare, non contrattabile, è la correttezza, il rispetto della persona, il senso del dovere d’informazione. Le leggi danno le regole. I controlli servono per verificarne il rispetto. Ma pur in presenza di leggi e controlli – quest’ultimi in realtà pressoché sconosciuti in ogni campo nella vita sociale italiana – vi sono inevitabilmente margini di autonomia, necessità di delegare e assunzioni di responsabilità che non si possono evitare. Perché sono logicamente, naturalmente, negli aspetti delle notizie e nel modo di trattarle.
Si deve accettare e si deve fare i conti con il fatto che la stampa ha e deve continuare ad avere autonomia su certi aspetti inerenti la raccolta e pubblicazione delle informazioni.
Cercherò di spiegarmi con un esempio.
Abbiamo letto della conversazione telefonica avvenuta la sera del terremoto in Abruzzo tra due “imprenditori”. Abbiamo sentito la loro sghignazzata. C’era trippa per gatti: cioè c’erano appalti a iosa con i quali fare business.
Quella conversazione non era penalmente rilevante. Quel ridacchiare mostrava solo la “sensibilità” di due mammiferi a due zampe. Era una conversazione privata.
Per il rispetto della privacy, quell’intercettazione doveva o no essere pubblicata? Se stessimo ai “puristi” della tutela della vita privata: no.
Dal punto di vista professionale, nel rispetto della correttezza nei confronti di chi legge ma anche dei soggetti intercettati che ancora non stati condannati da un tribunale, per dovere di informazione, quella conversazione doveva essere pubblicata o no? Io ritengo: sì. Perché se anche non penalmente rilevante, se anche privata, quella conversazione dimostrava lo squallore mentale di due “persone” che lavorano con una controparte pubblica e che traggono reddito proprio da quella controparte. Che siamo noi. I cittadini italiani non evasori.
Quella conversazione, che mostra un approccio ad una vicenda umana, un modo di reagire di fronte alla disgrazia di molti italiani, non può che creare un sospetto in chi ascolta.
Il sospetto è facilmente intuibile: chi reagisce verbalmente in questo modo, è probabilmente portato ad agire nella pratica giornaliera, con altrettanto disprezzo della persona umana e delle sue dolorose vicende. Un potenziale soggetto che non si farebbe scrupoli. Probabilmente. Potenzialmente. Da appurare.
E come si può appurarlo?
Un magistrato che ascolta questo genere di conversazioni ha il dovere – non il diritto – di procedere velocemente, senza ostacoli, senza impedimenti legislativi, nel disporre altre intercettazioni per appurare che non si tratti solo di squallore verbale. Un giornalista che conosca le legge, che non la eluda, onesto mentalmente, indipendente, ha il dovere di rendere pubblica questa conversazione.

Se fossi una giornalista, la mia correttezza, il mio senso dell’informazione, m’impedirebbe di pubblicare la conversazione telefonica di un maschio che vuole trombarsi una donna, salvo che, questo suo “desiderio” non sia indicativo di condizionamenti psicologici e fisici nei confronti dell’altra persona, di possibili di abuso del ruolo che riveste.
Se fossi una giornalista, pubblicherei intercettazioni che manifestano indizi di reato, posto che, la pubblicazione avvenga in tempi e modi da non intralciare le indagini.
Se fossi una giornalista, pubblicherei la conversazione di due pezzi di merda che se la ridono per un terremoto che sta devastando migliaia e migliaia di persone e andrei a cercare altre intercettazioni per capire se dietro a quell’esplosione di gioia non si stiano configurando reati o se, comunque, questo non sia che uno dei segnali del degrado morale di una parte del paese, nella fattispecie di chi maneggia soldi pubblici, di che trae ricchezza dal bene collettivo.
La legge in approvazione in Parlamento non è mirata a tutelare la privacy.
E’ mirata ad impedire che gli sfoghi personali di Berlusconi, le sue manifestazioni su cosa e chi eliminare siano rese pubbliche. Perché Silvio Berlusconi ritiene di essere l’unico in grado di sapere e agire per il bene pubblico. Ergo: nessuno può mettere in discussione ciò che pensa, ciò che dice, ciò che fa.
La legge in approvazione al Parlamento è un favore fatto alla criminalità proprio da quel governo che vuole gli sia riconosciuta un’incisività nella lotta al crimine. Perché ogni norma, ogni comma che stabilisce limiti nella tipologia di reati per i quali sono ammessi le intercettazioni e/o limiti temporali e/o macchinosità nell’avere l’autorizzazione e usare lo strumento, costituisce un regalo alla criminalità. E chi approva queste norme è complice di criminali.
Con tutto ciò, il livello professionale medio della stampa italiana è proporzionato alla classe politica che ci governa. Assenza di rispetto della persona, uso delle intercettazioni per scannamenti verso l’uno o l’altro, faziosità di un gruppo di potere contro altro gruppo di potere. Privare questa stampa della pubblicazione di intercettazioni significa privarli anche di un’arma. Ma privare i magistrati delle intercettazioni significa privarli di un’arma efficace per contrastare i reati.
La stampa professionista è responsabile di questa legge vergognosa come Silvio Berlusconi che la brama da tempo per raggiungere il suo obiettivo: sistemare le faccende private, le sue voglie, le sue rabbie, le sue presunzioni, i suoi conti personali.
Sivio Berlusconi, è vittima di se stesso. Ma la stampa italiana, tranne rare eccezioni, non sta cercando di limitare i danni della sua malattia. La sta coltivando.
Solo con correttezza, professionalità, senso della giustizia, e schiena dritta nei confronti di tutti i gruppi di potere – non solo quello di Berlusconi – si possono ridurre i danni della malattia del berlusconismo. Che non riguarda solo Silvio Berlusconi. E proprio perché non riguarda solo lui, ma parte del paese, ai media professionisti non resta che recuperare autonomia, senso critico, assunzione di responsabilità nel fare il proprio mestiere. Nell’essere delegati all’informazione.

Ho tralasciato, per quanto non marginale, anche se di facile battuta, il fatto che in assenza di pubblicazioni di intercettazioni telefoniche Claudio Scajola non saprebbe che gli hanno regalato una casa. E sarebbe ancora ministro.
Questo fatto, è semplicemente la dimostrazione del lato grottesco di un regime putrefatto. Che strapuzza.
E non è solo “merito” del berlusconismo se strapuzza. La stampa si assuma le sue responsabilità. Non solo quella al servizio di Berlusconi. Anche l’altra. Al servizio di chi? Degli italiani onesti e indipendenti o al servizio di gruppi di potere economico avversi a Silvio Berlusconi?
Internet e l’Amicizia
Elton John, che internet:
- non fa uscire le persone di casa
- non fa socializzare più la gente
- rovina la creatività
- rovina l’industria musicale
- “spera che il prossimo movimento musicale lo demolisca definitivamente”
- fa morire i gattini (questo è un passo che, francamente, non riesco a capire…)
- fa venire l’herpes
Mi viene da pensare alle amicizie e conoscenze varie che dal 2005/2006 ho fatto in giro per quel mondo virtuale. Vi racconto la mia storia. Ho conosciuto gente diversa. Contattata su Internet a non lunga distanza di tempo l’una dall’altra. Si parte sempre con l’entusiasmo della novità. Forse un po’ morboso. Poi ci si scrive per un po’. Eventualmente ci si conosce di faccia con files jpg. Poi può proseguire tutto bene oppure finire oppure ancora finire male (qualche volta). Le cronache e le notizie televisive insegnano.
Google Dance o Obsolescenza ?
26 aprile, 2010 di Comandante Nebbia
Archiviato in latest, Sul Web
Oramai da circa una settimana si è verificato un episodio per me del tutto inspiegabile. Digitando site:www.mentecritica.net come chiave di ricerca in Google, compaiono oggi poco più di 3000 risultati. Una settimana fa erano circa 30.000. Il numero di contenuti di MenteCritica esposti da Google si è ridotto ad un decimo di quelli precedenti.
Questo, in pratica, vuol dire che su MenteCritica arrivano circa 1500 lettori al giorno in meno e che l’enorme patrimonio di informazione che questo sito espone in rete è ora nascosto e praticamente irraggiungibile.
Ho cercato di capire per quale motivo possa essere accaduto questo. Ho letto di Google Dance, meta tag, nofollow, noindex e tutto l’aramaico sul quale si basa la dottrina sapienziale della Search Engine Optimization, la scienza metafisica tramite la quale i SEO, una specie di stregoni della rete, cercano di fare in modo che i loro siti balzino nelle prime posizioni dei risultati dei motori di ricerca.
In questi anni, anche se non è il mio campo, per forza di cose qualche nozione sono stato costretto ad apprenderla, ma non è stata sufficiente per comprendere l’accaduto.
Ho anche scritto a Google chiedendo se, involontariamente, avessi fatto il cattivo, ma scrivere a Google è un po’ come scrivere una letterina a Babbo Natale. Lasciamo perdere.
Forse quello che si legge su MenteCritica è vecchio, inutile e non merita di essere proposto in rete. Forse i diritti civili, la libertà di espressione, le scelte di vita e le esperienze non hanno lo stesso impatto di altri argomenti. MenteCritica è obsoleta, come il suo curatore.

Questo sito non fa scambio link, non cura più l’aspetto diffusivo dei propri contenuti e Google era rimasto l’unico sistema per rimanere agganciati ai lettori occasionali che, rispetto ai pochissimi abituali, sono la stragrande maggioranza.
Sto vivendo un periodo difficile della mia vita. Il lavoro non va bene e il mio tempo libero dovrei impegnarlo per reperire una fonte di reddito alternativa. MenteCritica, anche se per qualche tempo l’ho sperato, non può esserlo. Scrivere di scienza, politica, economia, attualità e storie di vita, con tutto il tempo che richiede per documentarsi e fare le cose per bene, è un lusso che sta diventando troppo costoso e troppo soggetto ai capricci di un’entità che ha non vaghe somiglianze con i vendicativi dei dell’Olimpo.
E’ per questo che, se la situazione Google non si ripristinerà rapidamente, dovrò drasticamente diminuire il mio impegno qui e passare ad altro. Magari ad un blog che parli di televisione, donne dello spettacolo e pettegolezzi. Scrivere di certe cose può essere molto remunerativo. Ho letto di ventimila visite al giorno e centinaia di euro al mese di pubblicità. Incredibile.
Lo so che sembra assurdo e non so nemmeno perché ne scriva. A una certa età è difficile ammettere di aver sbagliato.
Grazie a tutti per l’attenzione.
Italiani all’Estero Arrestati-Rapiti e Liberati: Come Funziona.
20 aprile, 2010 di eppursimuove
Archiviato in Appunti Italiani, latest, Oltre il Confine
Funziona così.
Sei uno di quelli che la crisi economica manco sa cosa sia. Anzi. Ti annoia questo parlottio sullo zerovirgolazerozerozero1 del prodotto interno o esterno che sparisce o non cresce o cresce solo dello zerovirgolaeccetera per non ripetere.
Sei uno di quelli che mentre slalomi nel traffico con il tuo suv da vero s.u.c.a.b.s (sono un coglione a bordo suv) clicchi su è giù nel web per cercare il nuovo modello del tuo prossimo fuoristrada (che guiderai sempre da sucabs) e delle “idee” per il tuo prossimo viaggio vacanza.Sì. Perché è ora di concedersi una pausa. Insieme alla tua compagna. Lasciando a casa il resto della famiglia allargata che durante i week-end torna al genitore biologico, ma, più spesso, veleggia al mare o fa una grigliata in montagna.
E poi, se rimangono qui ti potrebbero servire…
Hai già esplorato il mondo. Sei stato a Sharm El Sheik nel 1973 quando i rapporti tra egiziani e israeliani erano turbolenti.
Sei stato a Los Roques quando ancora i trasferimenti interni avvenivano con le liane di Tarzan. Certo. L’hai vista brutta; ma era proprio ciò che volevi.
Sei stato a fare un safari nel Botswana quando il tuo salumiere e l’estetista di tua moglie (la prima) andavano allo zoosafari di Fasano.
Sei stato in ogni dove e quando a rompere i coglioni agli indigeni locali che hanno ben altro a cui pensare che organizzare “percorsi insoliti e inesplorati”, e che quando vedono arrivare quelli come te pensano: ecco il solito coglione occidentale in cerca di avventura, facciamogli venire il tremor di culo.
Se sei uno di questi, e trovi qualche indigeno che ha superato l’era del cannibalismo ma gli rimane la voglia di spiegarti che gli stai rompendo i coglioni e insieme al suo gruppo Facebook (fisico non virtuale) ti rapisce, avrai ciò che cercavi: una “vacanza diversa, nuova, eccitante”.
A casa tua, nel paese occidentale, i tuoi figli e i figli della tua compagna ma anche la tua ex moglie se con lei hai rapporti civili e perché no, l’ex marito della tua attuale compagna se ha mantenuto rapporti civili con la sua ex moglie, faranno un appello in tv e ai giornali (capito adesso perché è sempre meglio che parte della famiglia allargata stia a casa) per la tua liberazione.
Appello al quale non rimarrà insensibile il tuo ministro degli Esteri, che per sottrarre un coglione come te dal ritorno del cannibalismo pagherà un riscatto con i soldi di quelli che hanno visto diminuire il potere d’acquisto del loro reddito in misura maggiore dello zerovirgolazerozerozero1. Sai, quelli che si vedono ogni tanto in tv sopra un tetto, fuori da qualche cancello di un’azienda, in mezzo ad una tangenziale e che ti costringono a fermarti mentre slalomi a centocinquanta all’ora in culo al codice stradale.
Quelli che..nella migliore delle ipotesi, vanno in vacanza a Cesenatico.

Se invece sei un medico…
Di quelli che anziché lavorare in un ospedale milanese o lombardo, anche perché non sei ciellino, decide di mettere a compimento il giuramento di Ippocrate andando a esercitare la sua professione in Afghanistan. Per guarire, per salvare la vita a una popolazione che vive in povertà tra il fuoco degli ‘esportatori’ di democrazia e quello talebano.
Se sei uno di questi medici, ti potrebbero arrestare da un momento all’altro e accusarti di nulla. Il tuo ministro degli Esteri, tra una raccolta fondi per liberare il sucabs rapito dagli indigeni in lotta con i governativi o dai pirati a corto di contratti cinematografici, si “raccoglierà in preghiera” sperando che tu, medico di Emergency in Afghanistan, non sia colluso con il terrorismo talebano. Perché lui non ti conosce, non sai chi sei. Per lui sei uno che sta con un’organizzazione di “sinistra” che non vuole la presenza dei soldati italiani in Afghanistan.
Chissà di quale atto criminale ti potrai essere macchiato.
Se sei uno di questi medici dovrai solo sperare di avere, personalmente o tramite l’organizzazione con la quale lavori, qualche conoscente internazionale e una società civile italiana che crede che tu sei là non per girare una fiction, ma per salvare vite umane; per ridare alle persone – soldati e civili – dignità fisica e psichica.
Potrai solo contare su queste persone che faranno sentire la loro voce così forte che, guarda quanto è buffa la vita, il ministro degli Esteri potrebbe “riconsiderare” la sua inazione e rivedere i suoi piani.
E, magari, non attingere ai fondi per i sucabs.
Previsione Terremoto in Campania?
11 marzo, 2010 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cronache Italiane
Sono diverse ore che questo sito intercetta migliaia di visite dai motori di ricerca con chiavi del tipo:
previsione terremoto in campania
previsione terremoto campania
previsioni terremoto campania
previsioni terremoto in campania
previsione terremoto campania 2010
previsioni terremoti in campania
terremoto in campania
previsioni terremoto campania
L’unica spiegazione che possiamo darci è che si stia diffondendo sulla rete, per via di qualche fonte sconosciuta, la notizia che sia stato previsto un terremoto in Campania nei prossimi giorni.
Per quello che ne sappiamo, non esiste nessuna notizia ufficiale, nessun bollettino, nessun allarme della protezione civile.
A quel che ci risulta, non è possibile prevedere i terremoti ( vedi questo articolo ) e, probabilmente, si tratta solo dell’ennesima bufala sparsa in rete.
A suo tempo, nei commenti di questo articolo abbiamo espresso la preoccupazione che la diffusione di notizie false su previsioni di terremoti, specialmente in Campania, potessero generare allarmi incontrollati. E’ appunto quello che sta accadendo.
Credete solo a quello che leggete sulle fonti ufficiali.
Aggiornamento: Giuliani, .
Arbitrato Al Posto del Giudice: In Pericolo l’Articolo 18
3 marzo, 2010 di redazione
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani, latest
Giunge oggi, in colpevole ritardo, l’attenzione dell’informazione mainstream(1) sul disegno di legge 1167-B di cui ci siamo occupati su MenteCritica oltre due mesi fa in un articolo dal titolo colorito, ma molto esplicativo: Sotto, Sotto, Mentre Parli del Complotto, Io ti Fotto l’Articolo 18.
Il quotidiano on line che ne parla è La Repubblica, che apre la sua edizione web , anteponendola addirittura alla vuota quanto insipida querelle sulla presentazione delle liste PDL nel Lazio e nella Lombardia.
Note
- [↩]
Al Tappone e Il Travaglio dell’Onanismo
25 febbraio, 2010 di doxaliber
Archiviato in Caffè nel Deserto, Cazzotti, Il Bello della Politica, Informazione, La diversa Opinione, latest, Rassegna Stampa, Sul Web
C’è qualcosa che proprio non va nel giornalismo di Travaglio. A dire il vero avevo già criticato alcuni aspetti del giornalismo di inchiesta pugnettistica in questo pezzo, anche se quella volta la mia attenzione ricadde maggiormente su un libro che all’epoca era sulla bocca di tutti: “La Casta”, di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. Sarebbe per me gioco facile sottolineare quanto avevo ragione nel criticare quel tipo di libri e gli italiani che li leggono, ecco perché lo farò: quel libro è uscito, tutti ne hanno parlato (politici inclusi), tutti si sono indignati ma da allora , per non dire quasi niente, ci siamo, appunto, fatti un po’ di pugnette all’italiana maniera. L’Italia purtroppo va così, qualcuno suo tempo pensò anche di rispondermi specificando il motivo per cui gli italiani reagiscono in questo modo, ed aveva ragione, c’è disincanto in Italia ed è ovvio che sia così.
Bullshit
3 febbraio, 2010 di fma
Archiviato in Censura dell'Informazione, latest, Leggere, Meccanica delle Cose, Oltre le Righe
é la parola inglese, equivalente italiano stronzate, attorno a cui ruota la riflessione di , filosofo e professore emerito all’università di Princeton.
Che cos’é una stronzata?
Un po’ meno di una bugia. O forse un po’ di più.
Una bugia persegue un fine preciso, che è di inserire una particolare falsità in un punto specifico di un insieme. Il bugiardo, per inventare una bugia, deve credere di sapere cosa é vero e cosa non lo è. Non può progettare la sua falsità senza tenere costantemente d’occhio la verità.
Una persona che sceglie di cavarsela a forza di stronzate ha molta più libertà.
Avviso ai Naviganti: La Truffa di Promo-Poste.it
27 gennaio, 2010 di redazione
Archiviato in Consumo CriticaMente, latest
Attenzione, avviso di truffa. Un cortese lettore ci segnala un’informazione che riteniamo utile diffondere a tutti i lettori di MenteCritica.
Può capitare di riceve una mail che contenga un’immagine del tipo di quella che vi mostriamo:
Il messaggio è scritto in buon italiano, il sito è presentato in maniera convincente, ma attenzione: è una truffa non ancora segnalata e che i filtri dei browser non intercettano ancora.
Il sito promo.poste.it presenta questa pagina:

Con questo testo:
Non lasciarti sfuggire le nostre promozioni!
L’Incredibile Promozione CONTINUA… L’Incredibile Promozione CONTINUA…
Eccezionalmente fino al 31 marzo 2010!
Per i nostri clienti fedeli, abbiamo una nuova promozione!
PostePays Indietro!
Come funziona? – Molto semplice! – Avete aiutato Poste Italiane a crescere negli anni scorsi, ora è il momento che paghiamo indietro. Se hai ricevuto un email da Poste Italiane con un codice promozionale, sei un cliente fedele e hai vinto!
Quanto? – Questo dipende da quanto tempo sei stato un cliente di Poste Italiane. I premi partono da € 100 e andano fino a € 1000!
Cosa devo fare? – Accedi ai servizi online con le credenziali di Poste Italiane, registrarsi gratuitamente al sito e seguire le indicazioni.
Importante: – Per la sicurezza delle transazioni è necessario che avete a portata di mano il vostro codice dispositivo segreto o il vostro Lettore BancoPosta.
Si noti l’italiano notevolmente più sacrificato e gli evidenti errori di traduzione che, di per sé, già qualificano il sito. L’obiettivo è quello di raccogliere i codici di accesso che non vanno assolutamente immessi in quanto trattasi di truffa.
La pagina è copiata da che, poi, è quella che google presenta fra i primi risultati quando rendendo ancora più pericolosa la truffa.
Inoltre, la pagina del sito truffa rimanda nei suoi link al sito vwww.postes.it, un altro sito truffa.

Il dominio promo.poste.it attraverso un servizio DNS intestato alla EuroDns di Xavier Buck, società di diritto lussemburghese. postes.it, viceversa, di apparente nazionalità italiana.
Entrambi i siti truffa sono ospitati sui server di localizzata fisicamente a Nagano.
Il vero sito di poste.it e ospitato fisicamente su sistemi proprietari.
Vi preghiamo di diffondere quanto più possibile questa notizia. Il furto dei codici di accesso a poste.it può provocare danni notevoli a chi lo subisce.
MC ha segnalato la cosa al . Se ricevete una mail di questo tipo, ignoratela e segnalatela come spam.
Storie di Polli
13 gennaio, 2010 di Comandante Nebbia
Archiviato in Chiamiamola Economia, latest, Meccanica delle Cose
Qualche settimana fa, questo sito ha ricevuto un’offerta molto particolare. Aggiungere una piccola scritta (anche invisibile, caratteri bianchi su sfondo bianco ad esempio) in coda ad un post qualsiasi di mentecritica.net con un link ad un dominio dove, attualmente, è ospitato un blog che non viene aggiornato da tempo. Il tutto, per un importo di 50 euro al mese. 600 euro all’anno per ognuno di questi link.
Chi non ha idea degli introiti pubblicitari su siti web delle dimensioni di mentecritica.net, sappia che si tratta di un’offerta spropositatamente alta. Nessuno sano di mente pagherebbe 50 euro al mese per avere una scrittina invisibile in coda ad un post di un paio d’anni fa che, magari, non legge più nessuno.
Il Progetto per il Nuovo Web Italiano
19 dicembre, 2009 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cazzotti, Censura dell'Informazione, Cronache Italiane, latest, MenteCritica
Facebook e’ piu’ pericoloso dei gruppi degli anni 70. Il Presidente del Senato, Renato Schifani, non ha dubbi sul contenuto di alcuni messaggi che si leggono sul network americano. “Si leggono dei veri e propri inni all’istigazione alla violenza. Negli anni 70, che pure furono pericolosi, non c’erano questi momenti aggregativi che ci sono su questi siti. Cosi’ si rischia di auto alimentare l’odio che alligna in alcune frange”. ()

Il progetto del governo per il nuovo web italiano
Chissà dov’era Schifani negli anni 70. Forse a fare la pupazza di sabbia sulle spiagge di Mondello insieme a qualche altro basilisco amico suo.
Solo così si giustifica un’affermazione superficiale e irrispettosa come la precedente. Superficiale perché dimostra l’evidente ignoranza di chi l’ha pronunciata su argomenti come il web 2.0. Con quello che prendono come diaria, perché non pagano un tredicenne per farsi spiegare certe cose e farsi scrivere le dichiarazioni da fare su Internet?
Irrispettosa per chi negli anni 70 ci ha lasciato la pelle, per chi è rimasto a ricordare e per chi è ancora dietro le sbarre e non può dimenticare.
Senza Berlusconi avremo un’Italia migliore?
7 dicembre, 2009 di doxaliber
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L’altro ieri si è consumata l’ennesima manifestazione . Ne avevamo bisogno? Secondo me no. Berlusconi è un simulacro dietro al quale tutti noi abbiamo nascosto le nostre colpe, non importa che lo si ami o lo si odi, non tutte le divinità . Da queste parti abbiamo già fatto notare come una buona parte degli abitanti di questa nazione senta il bisogno di affidarsi ad una guida per andare avanti, da ciò si desume che Berlusconi non è altro che uno degli Sherpa ai quali ci affidiamo ciecamente sperando di raggiungere la vetta. Abbiamo anche fatto notare come l’impegno civile del cittadino si risolva il più delle volte un po’ di indignazione prêt-à-porter, una discesa in piazza qui, , cose che non costano sudore e sacrificio e soprattutto che non cambiano assolutamente lo stato delle cose.
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