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Sinistra: Come Fare per Perdere le Elezioni Prossime Venture

4 febbraio, 2011 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia, latest

Oggi il debito pubblico italiano ammonta a 1867 miliardi di euro ed è in costante crescita. Se dovessimo pagarlo tutti, in parti uguali, dovremmo sborsare 30.000 euro cadauno, centenari e neonati compresi.

Sarebbe una soluzione giusta?

O sarebbe più giusto che ciascuno vi concorresse secondo le proprie possibilità?

O meglio ancora che ciascuno vi concorresse secondo le responsabilità che ha avuto nella formazione del debito?

Oppure dovrebbero vedersela i più ricchi, per esempio quel 10% di famiglie (2,4 milioni), che detiene il 45% (circa 3.700 miliardi) della ricchezza delle famiglie italiane?

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Oltre il Bunga Bunga: Suggerimenti per un’Alternativa Credibile a Berlusconi

Dice Bersani che adesso portano in piazza diecimila gazebo, raccolgono diecimilioni di firme, gliele scaricano tutte davanti a palazzo Chigi e lo mandano a casa. Dice che al prossimo giro ribaltano l’ordine dei fattori, vanno oltre Berlusconi, fanno un progetto, lo presentano alle forze politiche e gli fanno: oh, qui non c’è mica da scherzare, chi ci sta ci sta, chi si tira indietro si tira indietro: non siamo mica qui a pettinare le bambole!

Lo ha detto qualche sera fa a le “Invasioni Barbariche”(1).

E tuttavia, secondo i dati Ipsos, pare che Berlusconi possa continuare a dormire sonni tranquilli, a dispetto dei gazebo e delle sue puttane tristi.

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Note
  1. link []
Fine delle Note

Bunga Bunga Era: Ruby ha più Palle di Fini (e di Tutti Noi)

7 novembre, 2010 di  
Archiviato in Cronache Italiane, latest

A quanto pare ci voleva il Bunga Bunga per far scorrere finalmente un po’ di sangue caldo nelle vene dell’uomo in Lebole, come ebbe a definirlo con preveggenza Tommaso Staiti di Cuddia già nel 1994.

“L’eleganza ma non troppo”, il suo aspetto piccolo borghese, il vestire per bene, il fare per bene, il pensare per bene, la mancanza di eccessi”

Dopo mesi di mezzo dentro e mezzo fuori, Fini fa la voce grossa, ma non troppo, e chiede le dimissioni di Silvio Berlusconi. “Non siamo contro Berlusconi, ma siamo oltre il PDL“. Niente paura, non è che non avete capito perché siete scemi, non significa un cazzo. Anzi, significa che il Bunga Bunga e la pletora di zoccole che stanno iniziando a capitalizzare l’investimento sono solo l’inizio della caduta dell’ennesimo grand’uomo italiano.

A Mussolini, che Silvio è stato capace più volte di farci rimpiangere, toccò una brutta fine che, almeno, lo consegna alla storia come un uomo che estinse le sue colpe con la più grave delle pene. Berlusconi, invece, finisce fra i lustrini, il profumo di fica e le scopate di gruppo del Bunga Bunga e passa alla storia, tutto da solo, come un uomo ridicolo che è stato capace di menare per il naso cinquanta milioni di coglioni per quasi vent’anni.

A noi conviene stare zitti, perché per poterci guardare di nuovo negli occhi, dovevamo essere capaci di cacciarlo via con le nostre mani e dimenticarlo come scrissi ai tempi di Noemi. Invece, a partire da Fini, abbiamo avuto bisogno della spallata di una specie di velina d’importazione. Manco italiana.

Ora, nel futuro, dopo gli stravizi dell’imperatore Nerone e della sua corte dei miracoli c’è l’uomo in Lebole. Ci aveva già provato Veltroni a riportare il grigiore democristiano al potere, però effettivamente era troppo inconsistente. Un’ameba da salottino buono delle vecchie zie assolutamente improponibile. Fini, invece, è grigio, noioso, adeguatamente compromesso nei suoi interessi personali, ma si presenta meglio. Una sorta di Pippo Baudo da scongelare quando non si ha tempo per fare la spesa.

Dopo la sbornia di barzellette, puttane, droga, Bunga Bunga e minorenni, gli italiani incominciano a preoccuparsi che il prete non gli dia l’assoluzione. Allora smettono i panni da grande chiavatore e riassumono quelli, più a loro confacenti, del mediocre uomo qualunque.
Per questo, Fini, grigio, allampanato, eterno secondo di personalità travolgenti sarà il nuovo idolo nel quale identificarsi.

Cosa Hanno in Comune Winston Churchill e Walter Veltroni?

« Anche se ampi territori d’Europa e molti antichi e famosi stati sono caduti o stanno per cadere nelle grinfie della Gestapo e sotto le odiose norme dell’apparato nazista, noi non demorderemo né verremo meno. Noi procederemo fino alla fine. Noi combatteremo in Francia, noi combatteremo sui mari e sugli oceani, noi combatteremo con crescente fiducia e crescente forza nell’aria. Noi difenderemo la nostra Isola, a qualunque costo. Noi combatteremo sulle spiagge, noi combatteremo nei luoghi di sbarco, noi combatteremo sui campi e sulle strade, noi combatteremo sulle colline; noi non ci arrenderemo mai; e anche se, cosa che io al momento non credo [si avveri], quest’Isola o una gran parte di essa venisse sottomessa ed affamata, allora il nostro Impero d’oltremare, armato e difeso dalla Flotta Britannica, continuerà la battaglia finché, quando Dio vorrà, il Nuovo Mondo, con tutta la sua potenza e la sua forza, verrà a soccorrere ed a liberare il Vecchio»

Winston Churchill 4 giugno 1940

«Siamo stati gli italiani che andavano a Firenze per salvare le persone e i libri dall’alluvione. Era l’Italia dei ragazzi del 1966, in fondo figli dei ragazzi del 1945. Eravamo un paese generoso, altruista, solidale. Oggi siamo il paese di quelli che si fanno fotografare ad Avetrana davanti alla casa dov’è stata assassinata una ragazza di quindici anni, o di quelli che si scansano di fronte a una donna colpita a morte nella metropolitana di Roma. È accaduto sul serio questo passaggio? O questo passaggio è nel racconto dell’Italia? Il paese si è trasformato davvero, o si è trasformato il modo in cui viene descritto, narrato, in cui si selezionano le cose importanti?».

Walter Veltroni 23 ottobre 2010

Risposta

una

W

Compriamo un Biglietto per l’Africa a Veltroni

17 settembre, 2010 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Il Bello della Politica

Innanzitutto il contesto : Agosto 2007, Cazzullo, giornalista del Corriere della Sera, intervista Francesco De Gregori, amico da sempre di Walter Veltroni,che  annuncia che alle primarie del PD avrebbe votato per Rosy Bindi.
Sono gli ultimi mesi del mandato del nostro Uolter come sindaco di Roma e si prospetta la sua candidatura alle primarie.
Nel corso dell’intervista De Gregori racconta “…io lo prendevo in giro ( Veltroni) per la storia dell’Africa – “Guarda Walter che non ci crede nessuno ” , lui teneva il punto : ” Ti dico che vado in Africa” . Almeno su questo punto, per ora, ho avuto ragione io…” , concludeva De Gregori.

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Date a Cesare quel che è di Cesare

23 febbraio, 2010 di  
Archiviato in Il Bello della Politica, latest

“Come posso stare in un partito dove si prova ogni giorno a delegittimarmi? Dove si afferma che le mie idee non contano niente, quasi che il millantatore fossi io? Rappresento solo me stessa? Allora me ne vado.”

Questa volta la Binetti, a Dio piacendo, se n’é andata davvero.

Mi sono sentita un bersaglio – si sfoga – Un partito che sventola la bandiera del rispetto dei diritti umani, ma intanto nega il mio diritto alla parola e alla rappresentazione dei valori cattolici. Mi dispiace molto. Non serbo rancore per nessuno, ma una tappa della mia esperienza si é chiusa.” (1)

Tutto si potrà dire della Binetti, salvo che non avesse delle buone ragioni per andarsene. Le stesse che avevano i maggiorenti del partito per non trattenerla. Leggi il resto


Note
  1. Corriere della Sera, domenica 14 febbraio, pag. 14 []
Fine delle Note

Il Mal Sottile dell’Opposizione

5 giugno, 2009 di  
Archiviato in Appunti Italiani, Il Bello della Politica, latest

Il potere politico non dovrebbe essere il fine, sebbene spesso lo sia, bensì il mezzo per realizzare un progetto di polis.
Secondo Platone la città ideale dovrebbe avere tre classi di cittadini e però a governarla dovrebbero essere i filosofi, che sono la proiezione della parte razionale dell’animo umano. Ai guerrieri e ai lavoratori si spiegherà che é per il loro bene e se ne faranno una ragione.

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L’Appello di Eugenio Scalfari: il Senso

28 maggio, 2009 di  
Archiviato in latest, Meccanica delle Cose

Scriveva, tra l’altro, domenica 23 maggio su “La Repubblica”, Eugenio Scalfari:

“Il problema dei democratici è quello di mobilitare gli elettori che hanno lasciato il Partito democratico e si sono rifugiati nell’area dell’astensione. Se c’è un momento in cui non ha senso astenersi è questo. Non ha senso criticare Berlusconi e astenersi. Non ha senso proclamarsi di sinistra e astenersi. Non ha senso avvertire sulla propria pelle l’imbarbarimento sociale e astenersi. Non ha senso temere una svolta autoritaria che è sotto gli occhi di tutti e astenersi.
…L’altra sera, in una trasmissione televisiva, mi sono imbattuto prima di cambiar canale in Borghezio e nella Santanché. Dico la verità: dopo averli ascoltati m’è venuta la voglia di espatriare.

Poiché Scalfari usa una parola a me molto cara: senso, e da persona che non si proclama di sinistra ma crede nel libero pensiero e nella virtù profonda e unica dell’esercizio del spirito critico, andiamo di senso.
Tralascio di discernere sul concetto di sinistra. Mi limiterò a due banali domande: c’è ancora la sinistra? cos’è la sinistra?

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Berlusconi Corruttore o Magistrati Bolscevichi?

Recita così la sentenza Mills:

Definitivamente accertata la sussistenza del delitto di corruzione in atti giudiziari e la sua attribuzione a David Mills”.

Mills ha mentito durante i suoi interrogatori nel 1997 e nel 1998, testimoniando il falso in due processi che vedevano imputato l’attuale capo del Governo Silvio Berlusconi (tangenti alla Guardia di finanza e All Iberian).

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Pareva Socialismo, Invece era Berlusconi.

13 maggio, 2009 di  
Archiviato in latest, Storia e Memoria

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale l’Italia si ritrova in casa il più forte partito comunista d’occidente. Ai più pare la naturale prosecuzione d’un discorso interrotto per cause di forza maggiore vent’anni prima, anche se non manca chi coglie l’ambiguità di quello strano partito comunista, che se da una parte continua a proporsi come avanguardia della classe operaia in marcia verso la rivoluzione, dall’altra, perlomeno dalla svolta di Salerno in poi, si comporta come se non ci credesse più. Tuttavia nessuno si preoccupa di quali potranno essere i frutti di una simile ambiguità.
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Berlusconi: Gioco di Rimessa su Franceschini

16 marzo, 2009 di  
Archiviato in Cronache Italiane, latest

Berlusconi ha risfoderato l’unico slogan che poteva far riemergere contro Franceschini: è un cattocomunista. Appellativo che qualifica qualcuno di più orticante, puzzolente, ecc..nella testa dell’unto dal Signore. Insomma: peggio di un lebbroso.

Come mai ha riesumato questo pezzo “originale” del suo repertorio “classico”? Perché si è immediatamente reso conto che due recenti proposte di Franceschini avevano una connotazione che lui ben conosce: hanno presa negli italiani.
E allora, l’unto dal Signore, è corso ai ripari.

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Democrazia Truffata anche alle Elezioni Europee. Vi Spieghiamo Perché

27 febbraio, 2009 di  
Archiviato in Democrazia e Diritti, latest

Disapprovo con forza la legge elettorale per l’elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento Europeo votata da  berluscones e dei piddini il 3 febbraio scorso. In quella triste giornata, per la prima volta in questa legislatura, il Partito Democratico prima si è accordato e poi ha votato sullo stesso testo, articolo per articolo, con la maggioranza di Berlusconi. Un caso? Assolutamente no. Andiamo per ordine e ve lo spiego.

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Fare un Blog Rincoglionisce?

Comincio male al mattino, con Radio3 che mi sveglia con una certa Elisabetta che intervista un dirigente del PD e gli spiega cosa deve fare il PD per rinnovarsi, spero non lo prenda a schiaffi. Anche ieri sera la Gruber spiegava ad uno del PD cosa avevano sbagliato. Floris a Ballarò me lo sono schivato quando ha cominciato a spiegare ad uno del PD… Gad Lerner l’ho cancellato da tempo in attesa che esca dallo stato confusionale, specie quando parla di Palestina e dintorni; lo conoscevo quando aveva 17 anni ed era un po’ più lucido.

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Franceschini, Ascolta un Cretino.

24 febbraio, 2009 di  
Archiviato in Il Bello della Politica, latest

Un consiglio, a gratis, al Sig. Franceschini.
Ecco quelli che a mio avviso dovrebbero essere quattro semplicissimi e possibilissimi punti di partenza, inderogabili e indiscutibili, per il PD che tanti italiani sperano nascerà dalle ceneri dell’inconsistente baraccone veltroniano.

Per far contenti i cattolici piddini, vi ho inserito anche una celebre frase dell’unico presidente cattolico che gli SUA abbiano mai avuto: Kennedy.

Lo so, lo so, sembrano quattro cosette scontate, ma in Italia, soprattutto nel clima surreale del Berlusconismo dilagante, niente è piu’ scontato.
I 4 punti:

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L’Opposizione Tradita: Mi Dimentico di Contare Fino a Dieci

23 febbraio, 2009 di  
Archiviato in Caffè Amaro, latest

Veltroni si è dimesso. La cosa dovrebbe forse un po’ preoccupare, perché in ogni caso si tratta pur sempre del rappresentante della maggior parte dell’opposizione(*), ma devo dire che nessun’emozione mi pervade. Anzi.

Veltroni si è dimesso e a me viene un po’ da ridere.

Fermatevi un momento a guardare le facce: ci s’immaginerebbe di vedere musi lunghi, angoli della bocca tirati e labbra sottili che nascondono smorfie di preoccupazione, gente che cammina veloce e mani in tasche che sembrano senza fondo, tanto ci si infilano dentro. Come se la soluzione ad ogni problema si trovasse lì, da qualche parte tra le cuciture. Ma c’è sempre quel maledetto buco dove si insinuano le monetine proprio nel momento in cui si deve prendere il carrello della spesa. E allora hai voglia quanto tempo puoi perdere a frugare, tanto nulla se ne esce.

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La Ricetta del PD

23 febbraio, 2009 di  
Archiviato in Il Bello della Politica, latest

Immagino che il titolo sia fuorviante, ma non voglio parlare di politica e della successione di Veltroni.
Vi propongo invece questo esperimento culinario che il compagno Vissani mi ha dettato questa notte in sogno e del resto non è mica detto che Clarita abbia l’esclusiva delle ricette per il fine settimana ;-)

Iniziamo a tritare un bel pezzo di Veltroni. Importante: sminuzzatelo il più fine possibile, deve dare colore al piatto, ma non se ne deve sentire l’odore.
Poi fate soffriggere in olio bollente (molto bollente) vari pezzi di D’Alema, Fassino, Rutelli, Parisi, Binetti, Latorre, Bersani e Marini. Aspettate che si sia sciolto il grasso per bene, lo so che Fassino sembra averne poco di grasso, ma fidatevi ne ha anche lui, e mettete quello che è rimasto in una grande coppa con il tritato di Veltroni.

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Morto Travis. E Veltroni…

19 febbraio, 2009 di  
Archiviato in latest, Oltre le Righe

E’ morto Travis. No, Travis non è l’affettuoso nomignolo con cui chiamo il Pd nei momenti d’intimità. Travis era uno scimpanzé di 15 anni che viveva con Sandra Herold nella città di Stamford, nel Connecticut, perché in America le agenzie matrimoniali non è che funzionino tanto bene.

Fatto sta che Travis faceva la vita di un pascià. Aveva imparato a mangiare a tavola, farsi il bagno da solo, vestirsi, fare zapping, usare il computer e la carta igienica. E qui si capisce perché Sandra lo aveva preferito a un maschio umano.

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