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Rivisto e corretto, atto 2 – S&P’s, a rischio le 6 triple A

Non è vero che i media italiani non passino le informazioni importanti.
Le passano eccome, solo che le scrivono in codice.
A grande richiesta, Mentecritica propone la rubrica che decifra l’informazione nazionale.

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La notizia è questa:

S&P’s, sotto osservazione 15 Paesi di Eurolandia. A rischio le 6 triple A, comprese Germania e Francia

L’agenzia internazionale Standard & Poor’s mette sotto osservazione i rating di 15 Paesi di Eurolandia. A rischio downgrade anche le triple A di Germania e Francia, oltre a quelle di Olanda, Lussemburgo, Austria e Finlandia (in sostanza tutte le 6 triple A dell’area euro). Il rating dell’Italia è di nuovo nel mirino dell’agenzia americana e anche il giudizio sul Belgio potrebbe subire un taglio di un gradino. Confermato l’outlook negativo su Cipro mentre viene esclusa una revisione la Grecia. S&P’s cita cinque fattori di rischio tra cui quello di «recessione economica» nel 2012 e conclude che l’esame verrà concluso «il prima possibile», dopo il summit europeo dell’8-9 dicembre.

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Il re è morto, viva il re

Che la festa cominci: libertà e perline colorate per tutti. Una volta si diceva “adda venì baffone”, ma gioivano solo i nostrani comunisti babbionizzati da una propaganda mistificatrice; adesso che sta arrivando Full Monty, tutti, ma proprio tutti, sembrano inebriati dall’estasi (o dall’extasy).

Non ho intenzione di venire alla festa, troverò una scusa, dirò che ho la febbre; sono disposto anche a fingere che sono in lutto stretto per la morte politica di un amico, ma alla festa non ci vengo. E, comunque, respingo fermamente l’accusa di essere prevenuto nei confronti del demiurgo, che non ha ancora preso il comando della nave, giacché questa, che dovrebbe essere logicamente una condizione sospensiva, viene disinvoltamente abrogata anche da quelli che festeggiano. Resterò da solo a casa “con le quattro capriole di fumo del focolare”, come “una cosa posata in un angolo e dimenticata”.

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Guerre di distrazione di massa

Guardo il filmato di Max Keiser e ne leggo la trascrizione fatta da Mentecritica e penso: è vero, questa è una guerra. Forse proprio la Terza Guerra Mondiale e non ci siamo accorti che era cominciata. Siamo entrati in sala che l’assassino aveva già colpito.
Le nazioni non le si devono più invadere con scomodi eserciti di migliaia di uomini, armi e mezzi costosissimi o atomizzare con qualche testata nucleare superstite. Basta scatenare i terroristi finanziari in giacca e cravatta, quelli che hanno studiato e si sono diplomati col massimo dei voti all’Accademia di Wall Street negli anni ottanta e si sono nutriti al biberon del neoliberismo selvaggio e del “tutto è lecito anche ciò che è vietato“, e che ora sono stati dotati delle armi più devastanti: derivati, titoli tossici e vendite allo scoperto. Altro che gas nervino. Dopo la shock economy, il financial shock.
Si sceglie il paese, gli si scatena il casino in Borsa e l’unconditional surrender arriverà subito in serata, specialmente se il paese attaccato è una repubblichetta delle banane guidata da un vecchio bauscia in fondotinta e dal suo commercialista. Persino gli spocchiosi francesi e gli uber alles, vere e proprie potenze militari tradizionali, rischiano ormai di farsi fare il sederino dagli speculatori da un giorno all’altro con questo nuovo sistema bellico. Il generale De Gaulle si rivolta nella tomba e qualcuno ricorderà che un bel personaggino come Hitler nacque proprio grazie ad una recessione mondiale ed alla madre di tutte le speculazioni economico-finanziare contro un intero paese – il trattato di Versailles.
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La Terza Guerra Mondiale a Colpi di Tassi Negativi

Max Keiser (nato il 23 Gennaio 1960) è un produttore americano ed ex broker azionario. Keiser è il conduttore di “On the Edge”, un programma di notizie e analisi trasmesso dall’Iraniana Press TV. Ha inoltre presentato Keiser Report, un programma finanziario trasmesso da RT, Ex Russia Today. Keiser e lo speciale per la vigilia di Capodanno, il “Keiser business Guide” al 2010 per  BBC Radio 5 Live.

Keiser ha anche condotto “The Oracle with Max Keiser” su BBC World News. In precedenza ha prodotto ed è apparso regolarmente nella serie TV “People & Power” sul canale in inglese di Al-Jazeera. Tiene un programma settimanale di finanza e mercati su Londra Resonance FM oltre a scrivere per The Huffington Post (da Wikipedia).

Vi proponiamo un video nel quale denuncia la strumentalità della crisi e la paragona alla terza guerra mondiale. Vengono, inoltre, presentate alcune informazioni, quali i tassi negativi in Svizzera, di non facile reperibilità sulla stampa italiana.

 

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La Verità della Vita Dietro i Video di Bin Laden

7 maggio, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest

Gli Usa ci mostrano i video segreti di Bin Laden, il capo oscuro e malvagio dell’impero del male.

Una televisione di merda, un 14 pollici a tubo catodico che ormai non si vende neppure più da Lidl. I fili della corrente e dell’antenna a vista, nemmeno un chiodino per fissarli al muro. Il decoder per il digitale terrestre, ma la versione zapper, manco quella con la scheda. Un mobile di cazzo, roba che nemmeno un rom sfigato metterebbe nella sua baracca abusiva. Di fronte un vecchio che dondola con una coperta sulle spalle e il cappellino di lana mentre cambia canale come se cercasse la sua televendita preferita o l’ultima replica di casa Vianello.

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Adda Passà a Nuttata

3 marzo, 2011 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia, latest

Ragioniamo tutti come se fossimo in presenza di una crisi interna al ciclo economico, al più, solo più grave, come fu quella del ’29. Ragioniamo come se la Finanza fosse ancora oggi la “quinta marcia” dell’Economia e ci masturbiamo all’idea che la catastrofe sociale che ci ha investito sia tutta colpa di quei “meccanici” infedeli che a Wall Street hanno truccato il motore della buona Finanza.

Ovviamente, la ricorrente metafora della “quinta marcia” è pura menzogna: nelle società moderne, organizzate su uno schema di capitalismo avanzato, Economia e Finanza sono indissolubilmente legate, non meno di quanto lo siano i due maccheroni che danno origine a quello straordinario prodotto dei pastai napoletani, chiamato “fusillo”.

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Lo Scricchiolio di un Altro Muro

3 ottobre, 2008 di  
Archiviato in Caffè Amaro, Chiamiamola Economia

9 novembre 1989: cade il Muro di Berlino. E’ la data che è rimasta impressa nella Storia a simboleggiare l’inizio del crollo del Socialismo reale, quello instaurato dai regimi comunisti oltre la Cortina di Ferro. Ed ora prendete carta e penna e preparatevi a scriverne un’altra, di data: quella di venerdì 3 ottobre 2008 potrebbe diventare una data storica anch’essa.

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