Lettera ad una Figlia che Verrà
27 maggio, 2009 di Darsch
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Cara Noemi,
anche se ancora non puoi sentirmi, anche se ancora non sei neanche stata concepita, voglio condividere con te alcune riflessioni, perché è giusto che tu sappia in che razza di mondo questo tuo pazzo futuro papà vuole farti nascere. Ci sono giorni in cui mi guardo intorno inorridito, e penso che più che un dono, ti farei un dispetto. Perché la vita non è per niente facile qui, viviamo in un mondo assopito, assorto nei propri pensieri, spietato, poco reattivo, per niente attento e tanto, tanto superficiale. Il male, quello c’è sempre stato, ed è compito dei genitori cercare in tutti i modo di allontanarlo dai propri figli. Oggi mi accorgo che molto spesso è diverso: la protezione è a volte sostituita da pigrizia, altre volte da scelte decisamente stupide.
Delle Anime Perdute
6 maggio, 2009 di Comandante Nebbia
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Ho riflettuto a lungo prima di scrivere di questa cosa. L’esperienza del divorzio non mi è estranea e non la annovero tra quelle che rifarei volentieri. Inoltre, dei fatti di famiglia altrui, specialmente se non ci sono bambini che soffrono, I do not care at all.
Poi non volevo oscurare il bellissimo pezzo di Gilda di oggi, ma questa cosa l’ho risolta con un piccolo trucco tecnologico retrodatando alle 7 di stamattina un pezzo che in realtà scrivo alle 9:45.
Insomma, ne ha scritto Tenebra, persona in gamba. Io non voglio tirami indietro.
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Tempo, Vita e Morte (*)
1 aprile, 2009 di Comandante Nebbia
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Dove eravamo prima di nascere e, soprattutto, dove andremo quando moriremo? Chiunque si sarà fatto una di queste domande almeno una volta nel corso della sua esistenza.
Bene. Se siete degli assolutisti, in un senso o nell’altro, potete anche fermarvi qui. Conoscete già la risposta. Per alcuni sarà il paradiso, l’inferno, il purgatorio, la reincarnazione, il passaggio ad un’altra dimensione o una qualsiasi delle mille destinazioni che dall’inizio dei tempi sono state immaginate. Per altri, invece, la risposta è ancora più semplice: da nessuna parte.
La Vita e la Morte
27 marzo, 2009 di Alessio in Asia
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Nella (nostra) società occidentale non si parla più abbastanza della Morte.
Ogni giorno perdiamo tempo nel discutere di cose non troppo importanti, o a ragionare su concetti astratti, che non esistono se non nella nostra mente.
Possiamo perdere un’intera mezza giornata in giro per negozi prima di scegliere il regalo più adatto per un conoscente che festeggia gli anni,
possiamo discutere per mesi se sia meglio andare in vacanza al mare o in montagna, passiamo i pochi decenni che ci sono dati da vivere in questo mondo (almeno con questa forma corporale) ad affannarci in mille piccolezze, ma non ci si prepara abbastanza per il viaggio che tutti prima o poi dovremo affrontare.
La Morte.
Siamo proprio come quei porci sempre intenti a raspare per terra e abbuffarsi, incoscienti del fatto che presto passeranno dal porcile alla tavola. E a tavola, loro, non mangeranno. E allora eccomi qui a scrivere queste note.
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Non lo So
1 marzo, 2009 di Paolo Dolzan
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Leggo libri e sfoglio cataloghi, scruto fotografie e ricostruzioni in pellicola, fantastico sui tempi andati che hanno lasciato solo un rimasuglio in bianco e nero per questo mio presente. Nel passato non cerco (e non trovo) la felicità, beninteso. Eppure quell’approssimazione di benessere mi ristora. Provo a immaginarmi quel mondo che non aveva ancora del tutto classificato le sintomatologie e le cause del decesso, che rompeva la schiena coi viaggi di una manciata di chilometri e caricava ogni partenza di esodo e di epica, che avvicinava l’anima degli uomini tra le vicissitudini dei giorni trascorsi senza nemmeno una lettera dei propri cari.
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Gracias a la Vida!!
8 febbraio, 2009 di Luigi De Benedictis
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Ho sentito tanti commenti sulla vicenda di Eluana e mi rendo conto che ormai i valori dominanti dilagano anche nelle coscienze più elevate: la Vita è un valore se sussistono determinate condizioni, altrimenti non vale nulla, non ha senso.
E’ Onesto Disperare?
4 gennaio, 2009 di Luna
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- In questo inizio millennio, oscurato dall’ombra del terrore, minacciato da guerre incomprensibili, caratterizzato da una forma di ingiustizia globale, alimentata da una scialba e mediocre indifferenza.
- Nel nostro Paese, piagato dalla criminalità, deformato dalla corruzione, afflitto da un inesorabile deterioramento politico, amministrativo, dal declino economico che stravolge il senso della libertà.
- In una società dove al “Diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero…” sia esso disappunto, critica, richiesta di aiuto, non corrisponde un Dovere all’ascolto da parte di TUTTI.
- Di fronte all’esperienza del male, all’evidenza della sua ingiustificabilità.
I Confini della Libertà
11 novembre, 2008 di missblue
Archiviato in Border Zone
La tua libertà finisce dove inizia la mia, si dice.
La cronaca è piena di esempi in disaccordo con questo semplice assunto. Eppure, tutti, ci riteniamo, ci sentiamo, liberi.
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Clamoroso: La Verità sulle Intercettazioni Silvio-Mara. Con Immagini Esplicite e Trascrizioni in Codice
22 ottobre, 2008 di dellefragilicose
Archiviato in Accademia DFC, Meccanica delle Cose
Attenzione. Il contenuto di questo articolo potrebbe non essere adatto a tutti. Si declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che decideranno spontaneamente di proseguire.
La Parte e il Tutto
Olimpiadi: Qualche Fatto e Qualche Domanda
19 agosto, 2008 di mc
Archiviato in Caffè Amaro
Le persone che si auguravano clamorosi gesti di protesta da parte degli atleti italiani alle Olimpiadi non saranno rimaste certamente deluse. Oddio, forse il Tibet non c’entra nulla, però la protesta per ridurre le tasse sui premi olimpici e quella per volare in business insieme ai calciatori invece che in economica con quelli che non contano un cazzo ci sono state eccome. Italians do it better. Leggi il resto
La Crisi del Cattolicesimo: Küng, le Sfide d’un “Contadino Cosmopolita”
3 giugno, 2008 di Daniela Tuscano
Archiviato in Border Zone, Media Mente Critica, Oltre le Righe
Ha compiuto ottant’anni lo scorso 19 marzo, Hans Küng. Ma il piglio vivo e alacre con cui affronta la platea dell’Università della Bicocca sgombera subito il campo da equivoci: il primo volume della sua monumentale autobiografia, La mia battaglia per la libertà (Diabasis), non è un punto d’arrivo, e lui non intende “ricapitolare” nulla. “Mettere al centro l’idea di libertà - spiega l’illustre teologo – significa guardare avanti”. La vita, continua Küng, scrive sempre le storie più interessanti. E per questo le vicende che racconta sono vere. Uno scorcio manzoniano in queste parole e, forse, non potrebbe essere altrimenti. Squarci d’una religiosità severa, vissuta con austera passione, ma esigente e mistica.

Люди инвалиды
22 maggio, 2008 di mc
Archiviato in Democrazia e Diritti
Ho già scritto a Chiara Lalli che il suo pezzo sulla diagnosi preimpianto che oggi potete leggere su MC mi ha commosso, anzi straziato.
Dimentichiamo troppo spesso che dietro le grandi discussioni bioetiche, le questioni di principio ed il diritto bizantino, nel quale molti amano rotolarsi, c’è sangue, sofferenza e solitudine.
Di fronte a tanto dolore non si può essere ondivaghi e nascondersi dietro le parole. Secondo me, assumere una posizione trasparente è prima una questione di rispetto e poi un atto politico.
La Ricerca dell’Infelicità
13 maggio, 2008 di Laura Costantini
Archiviato in Cronache Italiane, Il Lavoro degli Italiani
Etimologicamente parlando la parola felicità ha la stessa radice di fecondo, femmina, feto, felice, fieno, figlio: dal latino *fere = nutrire, a sua volta dalla radice indoeuropea *dhe = succhiare. Quindi insito nel concetto stesso di felicità c’è il nutrimento, la capacità di sostentare l’anima con le gioie della vita. Una capacità che stiamo perdendo, mi sembra, di pari passo con quella di apprezzare il buon cibo e le cose semplici come lo splendere del sole in un cielo azzurro di maggio. Stiamo diventando anoressici nei confronti della vita stessa. Devo dire che di questo assurdo atteggiamento sono stata campionessa per diversi anni, aiutata si dalla gente che avevo intorno, ma senza altra giustificazione che non fosse la precisa volontà di non vedere il lato positivo della vita.

Contro Berlusconi non per Politica, ma per Cultura
9 maggio, 2008 di mc
Archiviato in Accademia DFC
Si dice spesso che l’antiberlusconismo sia un atteggiamento viscerale e motivato da una sorta di negazione del personaggio e della sua storia. In realtà credo sia necessario segnare la differenza che, secondo me, rende impossibile condividere l’idea di sviluppo legata al messaggio che il personaggio trasmette.
E’ per questo che la mia avversità al personaggio Berlusconi ed al berlusconismo non è politica, ma essenzialmente e quasi esclusivamente, culturale.
Secondo quello che si legge in giro, per aumentare la qualità della nostra vita, ci vuole un orologio che ci aiuti ad esprimere la nostra personalità, un’automobile che ci faccia vivere il primo giorno della nostra nuova vita, un plasma 42 pollici Full HD per entrare dentro lo spettacolo, un tapis roulant per mantenerci in forma per le sfide quotidiane.
Scire Nefas
22 aprile, 2008 di peppemanga
Archiviato in Leggere, Meccanica delle Cose
Tu ne quaesieris, scire nefas, quem mihi, quem tibi
finem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios
temptaris numeros. Ut melius quidquid erit pati,
seu pluris hiemes seu tribuit Iuppiter ultimam,
quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare
Tyrrhenum: sapias, vina liques et spatio brevi
spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invida
aetas: carpe diem, quam minimum credula postero.
Orazio, Carm. I, 11
Pianificare. Organizzare. Stabilire. Quasi prevedere. Trasformarsi in un oracolo artificiale per sopperire alla fastidiosa incapacità umana di vedere al di là del misero, fugace istante che si sta vivendo. Impossibilità di vedere oltre il proprio naso. Cecità in fondo. Miopia, e voglia di fabbricarsi un paio di occhiali nuovi.
L’Egoismo e la Difficoltà di Essere Genitori: Il Sorriso dei Bambini
29 marzo, 2008 di Daniela Tuscano
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani
Il Dio biblico, presentato da certa pubblicistica come un giudice severo, mostra invece spesso una sollecitudine squisitamente materna – e pazienza se all’attuale Papa dà fastidio – verso le debolezze umane e gli individui che, al tempo degli antichi Ebrei, non godevano di alcun diritto: gli orfani e le vedove, dei quali egli si professa “difensore”. Gesù amplia il concetto, giungendo ad affermare che solo chi avrà il cuore puro come quello di un bambino potrà entrare nel Regno del Padre suo.

Luce e Tenebra
9 marzo, 2008 di mc
Archiviato in Late Night Show, Leggere
Forse un giorno ci sarà uno strumento. Una specie di GPS. Per il momento bisogna farne a meno. Qualche aiuto può venire dal guardarsi indietro valutando il percorso fatto e imparando dagli errori del passato. Ma quando nemmeno questo è utile, allora per tracciare la rotta si deve fare da sé.

Moratoria sull’Aborto e Laicità. Don Paolo Padrini Intervista Giuliano Ferrara
29 gennaio, 2008 di Don Paolo Padrini
Archiviato in Democrazia e Diritti, Diritto di Replica, La diversa Opinione
Sulle pagine di MenteCritica abbiamo ampiamente discusso di aborto, dei limiti entro i quali andrebbe applicato, di moratoria sull’aborto e revisione della legge 194. Le discussioni, pur conservando un tono di civile confronto, sono state aspre e numerosissime. Il tema divide e sembra offrire margini ridotti per la mediazione.
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Funeral Party
10 gennaio, 2008 di diabolicomarco
Archiviato in Caffè nel Deserto
“Siamo qui per una ragazza che vive grazie all’amore che tutti noi proviamo per lei. Siamo qui perché così avrebbe voluto che fosse. Non un funerale ma una festa. Alcuni musicisti, suoi amici, suoneranno per noi.
Ascolteremo alcuni brani in silenzio. In seguito chi vorrà potrà alzarsi e donare agli altri un ricordo, un pezzo di quell’amore che si tiene dentro o di dolore. Poi ci sposteremo nella sala qui accanto dove ci terrà la festa che ciascuno di noi ha contribuito a suo modo a realizzare.
Grazie.”
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Godzilla nella Nebbia
A forza di addormentarsi la sera e svegliarsi la mattina, capita che tra l’una e l’altra manovra si avverta una spinta a cambiare. E non mi riferisco ad alcuna attività che preveda l’impugnare un telecomando. Parlo piuttosto di reagire a una vecchiaia che si insinua nelle nostre vite. Non quella facilmente calcolabile conoscendo l’anno di nascita, ma quella che si nutre della nostra staticità. Non conta quanti anni hai, conta da quanto tempo sei fermo.


