La Colpa di Essere Donna
6 febbraio, 2010 di Darsch
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Il respiro stava diventando affannoso, era esausta. Correva a perdifiato da qualche minuto ormai, sotto una fitta pioggia che sembrava avviluppare ogni cosa. Le scarpe le aveva perse quasi subito, troppo scomode per correre. Erano quelle che aveva comprato il giorno prima con Claudia: “Devi assolutamente metterle alla festa, ti stanno d’incanto”. Il viso sorridente della sua migliore amica svaniva lentamente mentre si accasciava al suolo, sopraffatta dalla fatica. Nonostante la corsa aveva freddo, il tempo quella sera era cambiato bruscamente e Lei, nel frastuono generale, non se n’era accorta. Per i suoi 18 anni Cla aveva fatto le cose in grande: il padre era riuscito ad affittare all’ultimo minuto un casale poco fuori città, circondato da prati e alberi quasi a perdita d’occhio. E ai piedi di uno di quegli alberi c’era Lei, infreddolita e completamente fradicia.
“Perché?”

art by metaller
Immigrazione e Statistiche
30 gennaio, 2010 di Comandante Nebbia
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L’equazione è di quelle semplici, di quelle che tutti possono capire: meno immigrati, meno criminalità.
In effetti, volendo ragionare alla grossa così come è ormai d’uso nel nostro paese, dal punto di vista matematico l’equazione è senz’altro corretta.
Secondo un rapporto presentato in giugno dal ministro dell’Interno Giuliano Amato sulla criminalità nel 2006, gli immigrati costituiscono il cinquantuno per cento dei denunciati per rapina o furto in abitazione, il quarantacinque per cento per rapina, il trentanove per cento per violenze sessuali, il trentasei per cento per gli omicidi consumati e il trentuno per cento per quelli tentati, il ventisette per cento per lesioni colpose. Se si considerano i soli immigrati senza permesso di soggiorno, si sale al settantaquattro per cento per omicidio, al settantadue per cento per tentato omicidio, al sessantadue per cento per violenza carnale e al sessantatré per cento per sfruttamento della prostituzione.
A questo va aggiunto che gli stranieri residenti permanentemente in Italia rappresentano circa il sette per cento della popolazione totale mentre sono il trentotto per cento di quella in stato di detenzione.
Parole
12 gennaio, 2010 di Comandante Nebbia
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Le parole sono strumenti e, come tali, di per sé inerti. Esse possono dire poco o tantissimo, a seconda di come vengano usate. Due esempi per tutti:
Parole che Dicono Molto
Ieri sera, ho avuto occasione di ascoltare l’introduzione della trasmissione radiofonica La Zanzara, trasmessa da Radio 24 e condotta da Giuseppe Cruciani. Cruciani, introducendo la polemica tra Pierluigi Battista e Vittorio Feltri sull’uso del termine “negro”, ci tiene a sottolineare esplicitamente la liceità dell’uso dell’aggettivo adducendo come giustificazione il fatto che si tratti di parola appartenente alla lingua italiana e che sia stata usata anche dalla Binetti nel corso di un intervista (sic). Secondo Cruciani, quindi, la parola “negro”, può essere usata liberamente.
Cruciani ha ragione. La parola “negro”, di per sé, non significa nulla. Essa, come ogni parola, assume valore in funzione delle intenzioni di chi la pronuncia. Negli Stati Uniti non è infrequente sentire persone di colore chiamarsi l’un l’altro “nigger” o “nigga” senza che nessuno si offenda. Nello stesso tempo, è stupido fare le animelle candide e fingere di dimenticare che questo termine è stato usato in Italia come epiteto razziale durante il periodo coloniale quando i “negri” valevano meno delle cartuccia necessaria ad abbatterli e tutt’ora suona esplicitamente come un insulto.Ci vuole un grosso sforzo mentale per affermare che la parola “negro” non significhi nulla.
Perché Feltri usa il termine “negro” per ben due volte nei titoli de “Il Giornale”? Lo fa perché è un difensore della purezza della lingua o per compiacere i suoi lettori che nel leggere un titolo che riesce ad offendere contemporaneamente africani e calabresi in meno di due righe avranno avuto l’equivalente piccolo borghese di un orgasmo intellettuale?
La risposta la sa solo Feltri. Solo lui sa se “negro”, nella sua bocca è un’offesa o un semplice aggettivo. A noi rimane la libertà di farci un’opinione sulla base di quello che sappiamo di Feltri e del suo modo di fare giornalismo.
Cruciani, chiamando a testimone la Binetti (nota cruscante), pensa che Feltri sia un purista della lingua.
Anche su questo fatto possiamo farci un’opinione personale. Cruciani ci è o ci fa?

Parole che Dicono Poco
Con l’accusa di aver scambiato in Internet file pedopornografici che ritraevano bambini, anche di tre-quattro anni, vittime di rapporti sessuali completi, undici persone vengono sottoposte a misura cautelare tra Puglia, Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Marche e Campania. [...] Il procuratore della Repubblica di Bari, Antonio Laudati, riferendosi agli arresti ha svelato particolari sconvolgenti: «I file sono di una crudezza estrema. Ci sono rapporti completi con bambini, anche neonati, dai quali emerge lo sfruttamento di bimbi che vengono da Paesi dell’Est e dall’Oriente»
Corriere on Line 11 gennaio 2010
Esistono parole sufficienti per descrivere compiutamente fatti del genere?
Da qualche parte nel mondo qualcuno perde il proprio bambino o, peggio, è così disperato da affidarlo a certi personaggi.
Qualcun altro prepara un set, le luci, le telecamere, le macchine fotografiche. Un altro ancora ha un erezione e la mantiene il tempo sufficiente per avere un rapporto sessuale con un neonato o con un bambino di due o tre anni.
Poi questa roba si mette a viaggiare in rete ed arriva sul computer di tizio o di caio che, guardandola, si eccitano, si crogiolano nell’idea di fare altrettanto senza averne lo stomaco e poi, infine, si masturbano.
Che è stato di quei bambini? Che dolore avranno provato? Esiste la possibilità che possano dimenticare?
Non non esistono parole per questo genere di violenza. Esiste solo la repressione. Chi fa certe cose e chi, guardandole, incoraggia il mercato di questo materiale è un incidente genetico che andrebbe trattato con fermezza darwiniana.
A chi legge il compito di stimare l’effettivo valore delle parole di quest’ultima affermazione.
Siamo Veramente Migliori dei Rosarnesi?
11 gennaio, 2010 di Comandante Nebbia
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Stamattina ha fatto una certa impressione leggere l’articolo di Giuseppe Salvaggiulo su “La Stampa” on line a questo link.
“Riconsegnata ai bianchi, Rosarno è una città dissociata. Per il primo giorno dopo vent’anni, neanche un nero si vede per le strade.”
E’, infatti, la prima volta che vedo “ufficializzato” un contrasto sociale in termini razziali così espliciti. Mi viene da pensare che sia facile rimanere indignati da quanto accaduto a Rosarno come è facile essere favorevoli alla costruzione delle centrali nucleari. Più difficile dare giudizi quando si vive di fronte ad un accampamento clandestino o a un paio di chilometri dal cantiere di una nuova centrale nucleare.
Epifania 2010
2 gennaio, 2010 di Marechiaro
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I re magi, come i tre moschettieri, non sono tre, ma quattro: Gaspare, Melchiorre, Baldassare e la cosiddetta Befana, bistrattata per invidia maschile ma in realtà un’astrofisica con la testa non solo nelle stelle come i suoi colleghi maschi ma con un profondo senso pratico, molto agile e scattante, inventrice della scopa volante, bella come sono gli incroci fra diverse razze ben riuscite e quindi “bastarda” , con molto senso dell’ironia e poca voglia di perdere tempo per le voglie degli uomini e quindi vestita di stracci. Vista la stella cometa, i tre magi decidono di andare a trovare il nuovo Messia.
“Ma no, perché andare adesso? C’è l’allerta della protezione civile per la tempesta di sabbia e poi mettiamo in imbarazzo la Madonna che sarà ben stanca dopo il parto, con i pannolini da lavare e la capanna in disordine per il bue e l’asinello che stanno fermi solo nei presepi! Andiamoci più in là, magari quando Gesù impara a camminare e ha bisogno pure di qualcuno che gli stia dietro mentre va a fare la spesa!”
Niente da fare, nessuno ascolta la Befana, anzi preparano i doni: oro, incenso e mirra

L’Aggressione a Silvio Berlusconi: Violenza Fisica, Violenza Morale. Le Vere Vittime.
17 dicembre, 2009 di eppursimuove
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15/12/2009, luogo: Camera dei Deputati.
Dichiarazione del presidente dei deputati Pdl Fabrizio Cicchitto in merito all’aggressione a Silvio Berlusconi:
”La mano di chi ha aggredito Berlusconi è stata armata da una spietata campagna di odio il cui obiettivo è il rovesciamento del risultato legittimo di una campagna elettorale”, una campagna ”iniziata fin dal 1994″ e ”condotta dal network Repubblica-L’Espresso, da Il Fatto, dalla trasmissione di Santoro Annozero e da un terrorista mediatico di nome Travaglio“.
Secondo Fabrizio Cicchitto, craxiano ora alle “dipendenze” di Silvio Berlusconi, unitamente ad un responsabile fisico, perché è stata la mano di un uomo a colpire il viso del presidente del Consiglio, esisterebbe un “mandante morale”: la campagna di odio organizzata dal network Repubblica-L’Espresso.
“Interessante”. Tra apici perché non riesco a farmi una ragione del fatto che Cicchitto possa aver detto qualcosa di significativo.
E allora, vediamo di capire. Perché c’è qualcosa che non capisco.
Chi Controlla il Controllore?
11 dicembre, 2009 di Comandante Nebbia
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Ieri sera, tra le numerose comunicazioni che quotidianamente mi vengono inflitte sulle caselle postali di MenteCritica, trovo quella che segue che vi invito a leggere.
All’VIII Congresso di Radicali Italiani di Chianciano, Rudra Bianzino ci ha raccontato la drammatica vicenda che ha coinvolto lui e la sua famiglia. Rudra, studente liceale, sedicenne, è rimasto solo, senza padre, senza madre.
Il padre, Aldo, nonviolento, artigiano, amante della natura, è morto nella notte tra il 13 e il 14 ottobre 2007 in circostanze ancora da chiarire, poche ore dopo l’arresto per coltivazione e detenzione di marijuana. Le cronache parlarono inizialmente di decesso per un malore naturale. Ben presto, si capì, però, che forse le cose erano andate diversamente.
Un primo esame mise in evidenza lesioni agli organi interni, presenza di sangue in addome e pelvi, lacerazione epatica, lesioni all’encefalo, a fronte di un aspetto esterno indenne da segni di traumi. Una seconda autopsia, del novembre 2007, accreditò la tesi della rottura di un aneurisma cerebrale. Pur accettando l’ipotesi del medico legale, si affermò che l’emorragia cerebrale potesse essere stata causata da un forte stress di tipo fisico con improvviso rialzo della pressione.
Il Bene del Mondo
3 dicembre, 2009 di Comandante Nebbia
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“Secondo le accuse le due donne maltrattavano i bambini, sotto i quattro anni a loro affidati, in particolare – ha spiega la Mobile – «costringevano i bambini a mangiare stringendo loro la mandibola per fargli aprire la bocca e a volte, quando avevano fretta, porgevano loro la minestra ancora calda, in particolare in un’occasione avevano preteso che un bambino rimangiasse quello che aveva vomitato»; e ancora «lasciavano i piccoli soli nella stanza dove dormivano, senza vigilanza, e per non sentire il loro pianto alzavano il volume della radio». Oppure «punivano i bambini chiudendoli nel bagno da soli e lasciandoli al buio per lungo tempo». «Le due operatrici di abitudine – proseguono gli investigatori – strattonavano violentemente i bambini, tirandoli per un braccio, per farsi ubbidire, tanto che in un caso hanno provocato la lussatura alla spalla di un bambino. Picchiavano i piccoli in modo violento – sottolineano gli agenti – quasi sempre in faccia o in testa, e quando li spostavano li tiravano per un braccio e, in alcuni casi, li alzavano e poi li sbattevano a sedere a terra. E ancora costringevano i bambini a stare fermi e in silenzio per lungo tempo, non prevedendo per loro nessun tipo di gioco». L’aggressività delle maestre – spiegano gli investigatori – ha provocato nei bambini rifiuto per il cibo, regressione nella parola, atteggiamenti aggressivi ed insonnia.”
fonte

Alcuni pensano che i bambini siano degli adulti in miniatura, specie di uomini e donne più bassi e con la vocina sottile, ma per il resto uguali a tutte le altre persone che incrociamo per strada, con le quali litighiamo quando siamo alla guida o dalle quali subiamo angherie e vessazioni.
In realtà, e ormai posso dirlo per esperienza diretta, i bambini, almeno nei loro primissimi anni di vita, sono una specie diversa. Non sono esserei umani come noi. Sono qualcosa di indefinibile sospeso tra la dolcezza, l’innocenza, lo stupore, la grazia, il profumo e la magia.
Chi ha la fortuna di dividere questi giorni con un bambino sa di cosa sto parlando. Guardandolo, non si vede la persona che sarà, ma una sorta di piccolo miracolo che bisogna godersi per quello che è in quel momento, senza farsi domande e ripetendo intimamente un grazie al destino per aver avuto la fortuna di rivedere quella parte cristallina e pura della vita che, dopo averla lasciata, abbiamo dimenticato fino al punto di non sapere nemmeno più cosa fosse. I bambini sono il Bene del mondo.
Lettera di un Basiji allo Scrittore Roberto S.
18 novembre, 2009 di Laura Costantini
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So che hai parlato di me.
Lo hai fatto in televisione e adesso le tue parole sono ovunque sulla Rete. Hai parlato di me, senza conoscermi. Hai detto delle menzogne. Ho guardato la tua faccia, ho guardato i tuoi occhi, ho ascoltato la tua voce. Le parole no, non le ho capite. Ma me le hanno tradotte. Io ora so chi sei, ma tu non sai niente di me.
Sono quello che ha sparato a Neda.
Hai mostrato la foto di quella donna, l’hai chiamata per nome, ne hai esaltato la bellezza e ne hai detto, come se la conoscessi da sempre. Da quel 20 di giugno tutto il mondo chiama per nome Neda Agha-Soltani e ne parla. Io non sapevo neanche come si chiamasse, né mi interessava saperlo.
Non era mio compito.
Il Paese dei Teletubbies
18 maggio, 2009 di Comandante Nebbia
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Il sole tramonta, gioca a nascondino,
ciao ciao Teletubbies è l’ora del lettino
Sul paese dei teletubbies brilla un sole splendente con il viso di un bambino biondo sorridente con gli occhi azzurri.
L’erba è verde e morbida, il cielo è blu, i fiori sono grandi e colorati e sul prato saltellano tanti coniglietti.
I teletubbies sono quattro. Maschietti, femminucce, bianchi, neri, grandi e piccoli. Parlano una lingua elementare. Nella pancia hanno una specie di monitor nel quale, di tanto in tanto, fanno vedere qualche filmato su bambini che non fanno altro che dire “ciao ciao”.
La Guerra Etica
6 aprile, 2009 di Comandante Nebbia
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L’esistenza di migliaia di armi nucleari è l’eredità più pericolosa della guerra fredda. Intere generazioni hanno vissuto con la consapevolezza che il mondo potesse essere distrutto in pochi istanti. Città come Praga avrebbero potuto cessare di esistere in un attimo. La guerra fredda è finita, ma le armi ci sono ancora. Il rischio di attacchi nucleari, anzi, è aumentato: più Paesi si sono dotati di armi atomiche, c’è il mercato nero, i terroristi sono orientati a comprare e rubare armi nucleari. Ci sono ancora nazioni e popoli che violano leggi contro la proliferazione. E si potrebbe arrivare al punto in cui non ci si potrà più difendere da loro [...] Dobbiamo agire per vivere liberi dalla paura nel 21esimo secolo – ha esortato il capo della Casa Bianca -. Gli Stati Uniti sanno di avere una responsabilità nel guidare questo processo. Lo faremo e chiederemo agli altri di fare altrettanto. Guideremo il mondo verso una pace senza armi nucleari. Fino a che queste armi ci saranno, gli Usa manterranno un proprio arsenale necessario per garantire la difesa di tutti gli alleati. Ma con la Russia negozieremo un nuovo trattato di riduzione delle armi già a partire quest’anno
Barack Obama – Praga 5 aprile 2009 (fonte)
Queste le parole di Barack Obama con le quali presidente in carica degli Stati Uniti descrive l’impegno della prima potenza militare mondiale alla costruzione di una pace planetaria non minacciata dalle armi nucleari.
Le parole di Obama, persona che è riuscita a raggiungere la posizione di uomo più potente del mondo, non possono essere liquidate velocemente e meritano un’analisi meno superficiale.
Armis bella non venenis geri debere
Valerio Massimo – Lib. 3, cap.4
8 Marzo: una Bambina, una Donna, senza Chiesa
8 marzo, 2009 di Daniela Tuscano
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Pervenuta per mezzo dell’autrice
Carissimi,
“Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna” (Mt 5, 20-22).
Parole severe quelle di Gesù. Non dissimili da quelle di alcuni maestri del suo tempo, che ricordavano: il comandamento è di non spargere il sangue, ora, chiunque umilia il suo prossimo, chiunque lo fa arrossire di vergogna, è come se ne spargesse il sangue, è perciò lui stesso omicida. La mattina, alla preghiera, noi non siamo molti, sei, sette, otto persone al massimo. Che oggi, quando, in apertura, si è fatta la memoria della vita, erano tutte, tra lo smarrito e l’indignato. Perché noi non siamo abituati a pastori così. Come quello che è entrato, alla stregua di un carro armato, in una storia, già di per sé fin troppo dolorosa, triste e drammatica.
Dopo i Dialoghi della Vagina… I Discorsi del Cazzo!
7 marzo, 2009 di buscialacroce
Archiviato in Oltre le Righe, latest
Pisello, pisellino, pistolino, pipino, poi quando si cresce il randello, la banana, asta, verga, mazza, il cetriolo, o pesce, uccello, lo sventra papere, ma per convenzione littizzettiana lo chiamerò il walter e la parte femminile la chiamerò la iolanda.
Dopo aver visto lo spettacolo “i dialoghi della vagina” e dopo un acceso dibattito il walter preso dalla gelosia mi ha detto: “visto che sei così bravo, perché non scrivi un bel discorso del cazzo?” (scusatelo ma a volte sa essere molto volgare).
Dei Delitti e del(le) Pene
28 gennaio, 2009 di tenebra
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Ogni tanto ci si accorge, nel nostro paese, che le donne vengono stuprate.
Ogni giorno centinaia di donne subiscono violenza per le strade ma soprattutto tra le tranquille mura domestiche delle Famiglie, con la effe maiuscola, beatificate e santificate di qua e di là del Tevere.
Ogni ora ci vengono proposte immagini e idee che ci dicono che le donne sono oggetti e, come tali, possono essere usate.

Criminalità, Immigrazione e Lorazepam
26 gennaio, 2009 di Gianalessio Ridolfi Pacifici
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Prima di tutto voglio ringraziare per l’ospitalità che mi viene concessa su MenteCritica. Spero che il mio lavoro possa tornare utile a tutti.
I recenti fatti di cronaca nera hanno riaperto il dibattito sull’immigrazione, la sicurezza ed i metodi necessari per contrastare la dilagante criminalità.
La dilagante criminalità
La criminalità è veramente aumentata? O meglio: è veramente aumentata di tanto da giustificare misure così drastiche come lo schieramento di 30.000 militari sul territorio?
A leggere i rapporti del ministero dell’interno e i dati statistici della prefettura di Milano il quadro che emerge non è così chiaro. Alcuni parametri sembrerebbero confermare l’impressione che stampa e classe politica vogliono lasciare passare, altri sono in decisa controtendenza.
Se la criminalità ha raggiunto livelli così preoccupanti, questo non deriva chiaramente dai dati statistici e sembra essere più il frutto di una percezione probabilmente indotta.
Quando Difendersi è una Colpa
30 dicembre, 2008 di ilBuonPeppe
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Ricordate Giovanna Reggiani? Probabilmente no; del resto la memoria in Italia è un lusso che pochi si possono (o si vogliono) permettere. Ma questo è un altro discorso.
Giovanna Reggiani fu stuprata ed uccisa il 30 ottobre 2007 da Romulus Mailat; così ha stabilito il tribunale competente (in primo grado), ed io non ho alcun motivo per dubitare di questa conclusione. Quello che invece mi lascia qualche dubbio è la motivazione per cui al colpevole è stata inflitta una pena di 29 anni. Non sono competente per dire se 29 anni siano giusti, pochi o troppi, e mi astengo quindi dal sostenere, come fanno certi idioti travestiti da politici, che ci voleva l’ergastolo e altre simili amenità.
Voglio Riprendermi la Notte *
23 novembre, 2008 di redazione
Archiviato in Democrazia e Diritti, Vere Donne
In occasione della giornata mondiale per l‘eliminazione della violenza contro le donne, vi riproponiamo un pezzo di Luna già apparso su MC e che riteniamo particolarmente adatto. In coda al contributo è possibile scaricare lo speciale PDF che MC ha dedicato alle ragazze.
Buona lettura.

Ho Paura
20 novembre, 2008 di Marechiaro
Archiviato in Oltre le Righe
Ho paura.
Sono una donna sola nella notte buia e ho paura mentre due mi gridano “bastarda dacci tutti i soldi”.
L’Ultimo Tabù
17 novembre, 2008 di Daniela Tuscano
Archiviato in Border Zone, Democrazia e Diritti
L’immagine della ragazza crocifissa sul letto, che Telefono Donna ha lanciato per la ricorrenza del 25 novembre, ha scosso i nervi all’assessore Cadeo (Maurizio, non Cesare), di Alleanza nazionale. Secondo quest’ultimo, il ritratto offenderebbe la tradizione cristiana.

Scuola. Cossiga Profeta della Repressione.
3 novembre, 2008 di zadig
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti
Devo ricredermi, il metodo messo in atto dal governo per stroncare la protesta degli studenti non ha niente a che vedere con quello sperimentato nella famigerata scuola Diaz di Genova. Le notizie che arrivano da Roma fanno invece pensare ad una riproposizione, opportunamente aggiornata, del metodo “Kossiga”. Ma c’è qualcosa che non mi convince. Maroni, come noto, è duro di comprendonio, non è mica uno che impara in fretta. Mi risulta difficile pensare che abbia già assimilato – e messo in atto – i consigli generosamente elargiti da Francesco Cossiga.
















