Italianate
5 febbraio, 2012 di Lameduck
Archiviato in Vere Donne
MEDICO Dica, signorina, o signora, durante l’aggressione lei ha provato solo disgusto o anche un certo piacere… una inconscia soddisfazione?
POLIZIOTTO Non s’è sentita lusingata che tanti uomini, quattro mi pare, tutti insieme, la desiderassero tanto, con così dura passione?
GIUDICE È rimasta sempre passiva o ad un certo punto ha partecipato?
MEDICO Si è sentita eccitata? Coinvolta?
AVVOCATO DIFENSORE DEGLI STUPRATORI Si è sentita umida?
GIUDICE Non ha pensato che i suoi gemiti, dovuti certo alla sofferenza, potessero essere fraintesi come espressioni di godimento?
POLIZIOTTO Lei ha goduto?
MEDICO Ha raggiunto l’orgasmo?
AVVOCATO Se sì, quante volte?
(dal )
Le Cartoline di Auguri Speciali di MenteCritica: Babbo Natale è Morto
24 dicembre, 2011 di redazione
Archiviato in Caffè Amaro, Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani, Vere Donne
MC ti offre 4 occasioni di fare auguri veramente speciali. Quattro racconti brevi e divertenti da condividere con i tuoi amici come una cartolina d’auguri finalmente originale. Le storie di Fluff l’orsacchiotto, Giggino il pastore del Presepe, Slakaar l’elfo, Babbo Natale e la Befana. Personaggi veri con storie vere. Un Natale adatto alla nostra situazione. Leggi e condividi quella che preferisci.
Babbo Natale
ANSA 25-12-11 ore 02:45
Poche ore fa, sull’autostrada Firenze Bologna, all’altezza di Rioveggio, in direzione Nord, si è consumato un terribile incidente. La slitta di Babbo Natale, mentre effettuava una planata per la tradizionale consegna dei regali ai bambini del circondario, ha investito in pieno un autotreno carico di profilati d’acciaio. Babbo Natale è deceduto durante il trasporto in ospedale. Tre renne hanno perso la vita, le altre nove sono tutte ferite. Due sono in condizioni gravissime. Illeso il conducente del mezzo pesante.
Le Parole Stuprate
15 dicembre, 2011 di Daniela Tuscano
Archiviato in Cazzotti
La figlia sedicenne d’una disagiata famiglia abitante a Torino rivela d’esser stata vittima d’una violenza: “Colpa degli zingari”, vale a dire i rom ammassati nel campo della Continassa, periferia profonda, agglomerato di baracche e casermoni in cui annegano uomini e cose. La fiaccolata di solidarietà (?) organizzata dal fratello della ragazzina e dagli abitanti del quartiere si trasforma ben presto nell’edizione 2011 della Notte dei Cristalli: assalto al campo rom, bombe carta, rogo. E i bambini?, osa obiettare qualcuno. Brucino anche quelli, è la ringhiosa replica dei giustizieri di stirpe e verginità.
Di fronte all’irreparabile, la ragazzina crolla: non c’è stato nessuno stupro. Ma non è più intatta. Ha avuto un rapporto sessuale consenziente col giovane fidanzato, ma temeva la punizione dei genitori e della nonna, alla quale aveva giurato di arrivare pura al matrimonio. Per accertarsene, la famiglia la sottoponeva ogni mese a controllo ginecologico. “Siamo di Chiesa”, spiega il padre disoccupato.
Da Berlusconi a Monti (via Bava Beccaris)
22 novembre, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica, Il Lavoro degli Italiani, Meccanica delle Cose
Qualcosa è cambiato, con la fine di Berlusconi, a partire da quella che potremmo definire l’estetica della politica, intesa come l’insieme delle modalità con cui essa si rappresenta agli occhi (ed alle orecchie) dei cittadini. E’ stato sottolineato con una certa enfasi lo stile, estrinsecatosi già attraverso molteplici manifestazioni, del nuovo governo, caratterizzato da garbo e perfino da una certa eleganza, che si è manifestato attraverso un linguaggio sobrio e pacato e, soprattutto, attraverso le facce dei nuovi ministri, che narravano di una vita spesa ad acquisire competenze vere, piuttosto che nel più proficuo esercizio della manipolazione del consenso popolare.
La metamorfosi è stata colta dalla stragrande maggioranza dei cittadini come un evento straordinario e foriero di ottimi auspici, destinato ad avviare un processo irreversibile per quanto riguarda la qualità stessa dei nostri governanti anche per il futuro. Ai più ingenui è sfuggito, tuttavia, che si era di fronte semplicemente al recupero di una regola rigorosamente applicata in tutti i Paesi, una normalità che destava meraviglia al di là del suo valore intrinseco, per il degrado morale ed intellettuale dei politici italiani, di cui i cortigiani di Berlusconi avevano rappresentato senza dubbio il punto più basso e mortificante della parabola. Un degrado al quale ci eravamo lentamente assuefatti, novelli Mitridate, fino quasi a non percepirne più i disgustosi olezzi maleodoranti di cui ammorbavano l’aria.
Gl’indignati: i buoni e i cattivi
4 novembre, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Oltre le Righe
Per quanto tempo ci trascineremo il dibattito sulle violenze della manifestazione del 15 ottobre? Credo ancora per molto, come di consuetudine fra politici e media italiani ogni qual volta riescono a confezionare un polpettone para-ideologico di nessuna utilità pratica, ma capace di distrarre opportunamente i cittadini dai problemi reali per spingerli a comportarsi come orgogliose e squallide tifoserie, che, per definizione, privilegiano le emozioni rispetto ai ragionamenti. Ma chi sono veramente gl’indignati? Cosa vogliono? Cosa propongono? In che si differenziano gli uni dagli altri?
Gl’indignati, buoni.
Fascismo 2.0
19 ottobre, 2011 di ilBuonPeppe
Archiviato in Censura dell'Informazione, Democrazia e Diritti
Diciamolo senza ipocrisia: il fascismo che l’Italia ha vissuto tra le due guerre, quello degli anni 20 e 30, quello di Mussolini, era onesto. Non buono, non accettabile, ma onesto. Era violento, prevaricante, antidemocratico, spregevole; ma si presentava con la sua faccia, non si nascondeva, non aveva paura di farsi vedere per ciò che era, non era ipocrita. E lo si doveva accettare in maniera totale, senza eccezioni, facendo dell’obbedienza cieca una virtù.
Per chi si opponeva, o anche solo pretendeva di ragionare con la sua testa, erano cavoli amari, e tanti ci hanno anche sacrificato la propria vita. Ma erano consapevoli, perché sapevano esattamente cosa avevano di fronte.
Oggi no, oggi abbiamo la democrazia e tutto questo non esiste più; abbiamo le libertà costituzionali e possiamo tranquillamente pensare, dire e fare quello che vogliamo. Con qualche limitazione ovviamente, che l’esercizio della propria libertà richiede necessariamente il rispetto della libertà altrui. Così per esempio si può contestare il governo ma non il potere finanziario a cui il governo fa da cameriere, perché il governo si può cambiare senza problemi ma lo stesso non si può dire dei suoi manovratori.
La Cina è la Germania Nazista del Terzo Millennio
18 ottobre, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cuore di Tenebra, Oltre il Confine
In Cina il servizio sanitario è considerato “tra i più inefficienti e iniqui del mondo [...] offre la copertura assicurativa a solo il 40% della popolazione (e che trascina nella povertà migliaia di famiglie ogni anno a causa delle spese sanitarie out-of-pocket), che spende l’80% delle risorse nella sanità delle città, quando il 60% della popolazione vive nelle campagne.” (). In pratica, per chi non se lo può permettere,sono negate anche le cure salvavita.
In Cina, una legge dello stato, impone un’unica gravidanza per coppia. Questo comporta che “l’aborto è imposto alla donna o fortemente raccomandato quando il nascituro non abbia le caratteristiche volute dalla famiglia, prima fra tutte il sesso. Questa condizione sociale privilegia i maschi rispetto alle femmine che vengono, in alcuni stati, sistematicamente abortite. Questa situazione è oggi nota per essere endemica in ampie zone dell’India e della Cina in quest’ultima il numero degli uomini ha superato quello delle donne per oltre 40 milioni di individui” (). Mi chiedo dove siano le nostre femministe più agguerrite, pronte a scattare per uno stupido manifesto, ma del tutto indifferenti a questo abominio.
La cripta degli incappucciati
17 ottobre, 2011 di Lameduck
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica

Notate la data della vignetta. Non è di oggi.
Chi Sono i Black Bloc?
16 ottobre, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Censura dell'Informazione
Per alcuni sono degli infiltrati della polizia e dei carabinieri. Per altri si tratta del braccio armato del movimento “No Global”, italiani e stranieri che si tengono in contatto per poi darsi appuntamento alle manifestazioni come quelle del G8 di Genova o di ieri a Roma per “” come scrive il Corriere.
I Black Bloc sono come gli alieni. Tutti giurano di averli visti, ci sono pure i filmati e le fotografie, ma nessuno è in grado di mostrarne uno, vivo o morto che sia.
Ma i Black Bloc sono gente come noi? Quando si togliono il casco e la sciarpa, mangiano, bevono, giocano con i bambini, hanno un gatto o sono balck Bloc anche nella vita provata? Fanno la spesa o razziano il supermercato? Prendono i soldi al Bancomat digitando il pin o lo sfasciano? Fanno l’amore col casco? E in questo caso come la mettiamo con i baci ed il sesso orale? Anzi, ma tra di loro ci sono femmine o si riproducono per scissione?
E poi, perché si chiamano Black Bloc come un cioccolato fondente amarissimo all’80% di cacao?
La Chiesa, la crisi e l’ultracattolicesimo mascherato da volontariato
19 agosto, 2011 di redazione
Archiviato in Oltre il Confine
Fonte notizia:
Succede che, nel bel mezzo della crisi europea, la Spagna di Zapatero decida di mettere a disposizione della manifestazione cattolica della gioventù capitale pubblico. Succede che le organizzazioni laiche protestino contro tali finanziamenti con manifestazioni e succede che un cattolico pensi di organizzare un attentato alla manifestazione laica.
Ma quello che rappresenta la vera notizia, secondo me, è lo spreco di soldi – non importa se pubblici o vaticani, comunque pubblici, – per sfruttare il momento difficile che il mondo sta attraversando.
Crack Italia: Meccanica dell’Apocalisse
12 luglio, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cuore di Tenebra, latest
Il problema non è più la politica nazionale, dice il buon Peppe, poco può la nostra classe dirigente in un frangente eccezionale come questo, quando si è dimostrata incapace di gestire l’ordinaria amministrazione. Ci dobbiamo rassegnare a subire, noi umili, perché il numero fa potenza, dice Fma, in un passaggio di lucido cinismo, salvo poi auspicare soluzioni che rivelano speranze ed ideali non ancora soffocati dall’esperienza e dalla disillusione.
Io, che la crisi economica l’ho incominciata a vivere con un ricco licenziamento a 50 anni e susseguente trasferimento forzato in uno dei posti più belli ed accoglienti del mondo, ma che non è casa mia, dico che l’acqua scorre dall’altro verso il basso e se trova una pozza la riempie. Questo spiega tutto e non c’è bisogno di aggiungere altro.
La natura è rapace per istinto di conservazione e di perpetuazione. Per questo, nessuna specie dello schizofrenico campionario di vita che si è sviluppato su questo microscopico grumo di fango ha empatia sufficiente per comprendere il dolore che induce su un’altra quando la caccia, la uccide e se ne ciba. Se è mai esistito un animale che soffriva per la sorte dell’uccellino che sgranocchiava o della foglia di insalata che strappava, si è sicuramente estinto. E questo, per quel che vuol dire la parola “giustizia” nel nostro universo, è sommamente giusto. Quando si muore si soffre, quando si mangia e si fa l’amore, ci si sente bene.
Libero, il Primo Quotidiano Pornografico del Mondo
17 aprile, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cronache Italiane, Cuore di Tenebra, latest
Secondo me, sarà anche per l’età, l’aspetto più interessante della pornografia estrema non sono i registi e gli attori, ma i fruitori. E’ da sempre che la gente fa di tutto per soldi. L’integrità morale è un concetto astratto come tutti gli assolutismi, il che sarebbe una forma un po’ criptica per dire che tutti hanno il loro prezzo.
Per questo, che qualcuno o qualcuna per soldi sia disposto o disposta a farsi orinare in bocca o a mettere alla prova l’elasticità del proprio sfintere facendoci entrare una mano chiusa a pugno mi intristisce, ma non mi inquieta. Mi inquieta chi, pagando, gode nel guardare certe cose. Non giudico, non sta a me, ma certi aspetti della psiche che attingono a connotazioni così profonde dell’animo mi fanno paura. Se ti trovi difronte uno che ti punta una pistola addosso hai pochi dubbi, se ha una divisa del colore diverso dalla tua, ancora meno. Hai davanti un problema, per certi versi, confinato, prevedibile. Ma cosa attendersi dal signor Giancarlo, quello che lavora al catasto, ha la forfora, veste quelle camicie a scacchi fuori moda, è sempre così gentile e poi, sul pc di casa, ha gigabyte e gigabyte di film dove donne si incrociano con equini, altre mangiano la cacca e si vomitano in bocca(1)? Io non lo so e, questo, mi inquieta.

Libero, il quotidiano diretto dal Signor Maurizio Belpietro e dal Signor Vittorio Feltri è, aldilà di ogni dubbio, un giornale pornografico estremo pubblicato con cadenza quotidiana.
Nell’impossibilità materiale di aggirare il sequestro pubblicando alani superdotati che montano giovani olandesi dal sedere brufoloso, Libero si dedica ad una pornografia semantica che titilla il lato oscuro del lettore che, piacevolmente, viene condotto in una sorta di devianza intellettuale dove lo scatting, il bukkake e il fisting si esplicitano nella violenza dei concetti e dei titoli in una semiotica la cui meccanica è del tutto equivalente a quella dell’alano. Per averne un’idea di massima, basta recarsi dove si possono leggere i titoli di prima pagina di Libero delle ultime settimane. Qualche esempio:
- L’Europa vada all’inferno
- Porno prefetto anti Silvio
- Bollito o no, viva Silvio
Quello di oggi “Ucciso a Gaza, lasciatelo là” in riferimento al cadavere di Arrigoni, è nella linea di quel “vacanze intelligenti“, scritto per prendere per il sedere Enzo Baldoni proprio mentre veniva ucciso.
Perché il Signor Maurizio Belpietro e il Signor Vittorio Feltri facciano certe cose mi è chiaro come mi è chiaro perché un efebico giovanotto di Los Angeles partecipi ad un film dove gli tocca di beccare tre falli di ragazzi di colore contemporaneamente nello stesso orifizio. Per soldi, per vantaggio personale, e qui ci siamo. Tutto secondo copione.
Ma chi è il signor Giancarlo della situazione che gode nel leggere il titolo sul cadavere di Arrigoni e compra Libero per gustarlo? Chi sono questi miei connazionali con la camicia fuori moda che godono intellettualmente di questa oscura forma di pornografia? Non lo so e mi fanno paura.
Per la cronaca, la pubblicazione del quotidiano pornografico è possibile anche grazie ai contributi che noi tutti versiamo. Si tratta di cifre importanti, leggere qui.
Ah, per quelli che stanno proprio oltre, Libero ha anche tentato la strada della pedo pornografia pubblicando sette foto esplicite con la scusa della cronaca(2). Quel numero andò esaurito in poche ore.
Note
- : s the unofficial nickname of the trailer for Hungry Bitches, a 2007 Brazilian scat-fetish pornographic film produced by MFX Media.[1] The trailer features two women conducting themselves in fetishistic intimate relations, including defecating into a cup, taking turns ostensibly consuming the excrement, and vomiting it into each other’s mouths. “Lovers Theme” by Hervé Roy, from the movie Delusions of Grandeur, plays throughout. [↩]
- Il 21 novembre 2000Feltri viene radiato dall’albo dei giornalisti con delibera del Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia presa (all’unanimità). Il fatto contestato è la «pubblicazione alla pagina 3 dell’edizione del 29 settembre 2000 del quotidiano di sette fotografie impressionanti e raccapriccianti di bambini ricavate da un sito pornografico reso disponibile dai pedofili russi e di una Deontologia – Minori e soggetti deboli 519 ottava fotografia a pagina 4 (raffigurante una scena di violenza tratta dai video di pedofilia sequestrati dalla magistratura), fotografie che appaiono tutte contrarie al buon costume e tali, illustrando particolari raccapriccianti e impressionanti, da poter turbare il comune sentimento della morale e l’ordine familiare».Nel febbraio del 2003 l’Ordine Nazionale dei giornalisti di Roma annulla il provvedimento di radiazione che era stato preso a Milano e lo converte in censura fonte [↩]
L’Insostenibile Leggerezza dell’Avere
25 marzo, 2011 di Daniele
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Oggi Kundera avrebbe intitolato il suo libro così. L’avere è sinonimo dell’essere, la leggerezza dell’avere corrisponde al non essere, all’essere fluttuante, emarginato, sconosciuto,senza coordinate, privo di punti di riferimento. La società attuale considera l’avere come requisito fondamentale del poter essere. Avere prima di tutto denaro, molto denaro. Avere successo, sapersi imporre, saper gestire la maggioranza, usarla per i propri scopi. Avere beni di consumo primari, ma soprattutto secondari, icone dello status, avere donne/uomini. La società del possedere non lascia spazio agli ultimi. Non lascia spazio alla sensibilità, alla poesia del quotidiano, alla famiglia intesa non come monade ma come gruppo aperto sul mondo.
Il Costume e la Morale
20 gennaio, 2011 di gunnar
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Costernato da tanto esemplare cinismo ci ripenso in continuazione e alla fine raggiungo, mio malgrado, alla stessa conclusione. Non solo fatti romani.
Ma fatti nazionali.
Nella nuova Provincia di Monza e Brianza, , un giovane e rampante assessore leghista è finito sotto inchiesta della procura monzese, denunciato da suoi amici leghisti come lui, per reati sessuali.
E’ stato eletto dal popolo leghista e padano per alcuni motivi che nulla hanno a che fare con le capacità politiche, né con l’esperienza intellettuale, né la saggezza culturale. Egli è un ottico di professione, consigliere comunale a Seregno, un paesone di mobilieri brianzoli, e assessore alla sicurezza e alla protezione civile della provincia di Monza e Brianza. E’ di bell’aspetto, gradevole, faccia pulita e occhi cerulei come si conviene ad un buon leghista. Con una sintassi approssimativa e una altrettanto approssimativa capacità logico espressiva egli tuonava dai microfoni di radio padania di mandare al rogo i “neger” e i “pedofili”. Si è sgolato in campagna elettorale contro ogni bruttura che sporca l’amata Brianza e ha vantato un’inestimabile amicizia con il senatur Bossi. Ha voluto varare un programma di sicurezza che fosse in grado di contrastare la mafia dilagante tra le colline brianzole.
Leggi il resto
Oltre la Gelmini
21 dicembre, 2010 di Zag c
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Sono in sciopero della fame da 3 giorni, e oggi cinque studenti dell’Istituto italiano di studi orientali lanciano un blog, ‘Abbiamo fame di cultura’. E insieme un appello: ‘Seguiteci, scioperate con noi’. ‘Ci rivolgiamo ad artisti, intellettuali, giornalisti- spiega la 23enne Maria, iscritta al primo Magistrale -, oltre che a tutti gli studenti e i docenti delle facolta’ italiane’. ‘E chiediamo- continua – di seguire le nostre regole, fino al 22 dicembre: solo acqua e un po’ di te’ caldo’.
()
E intanto si continua a parlare di mobilitazione contro la legge Gelmini. E chi ne parla non ha capito nulla. O fa finta di non capire per spostare l’attenzione, come quando di parla del 14 dicembre come di una giornata di violenza. Il movimento è andato oltre la legge Gelmini. Non sono più in discussione quei quattro o cinque articoli dell’estensione alla legge di macelleria sociale. Il movimento è cresciuto ed oramai, anche se la legge dovesse essere bocciata (cosa impossibile), il movimento continuerebbe a manifestare, e ora , non più come ha fatto fino a prima del 14 dicembre, “pacificamente”. Oramai è pronto anche allo scontro fisico, se la situazione lo richiederà.
Come lo fu il dopo Valle Giulia.
E non per responsabilità del movimento.
Si chiede la carcerazione preventiva, il Daspo per i manifestanti, il balzello da pagare per manifestare, l’istituzione di poliziotti volanti , nascosti , mascherati che avrebbero il compito di fare agguati e prendere i manifestanti, o presunti tali, isolati dal resto del corteo. E queste misure faciliterebbero le manifestazioni pacifiche? Blindando ed estendendo le “zone rosse” (si parla di tutto il centro storico di Roma), che è grande quanto la città, fortificando i santuari della “democrazia” si riuscirebbe a far “rappacificare gli animi “? E prima di questo e dopo tutto questo ed ancora di più vi sarà ancora qualcuno che parlerà di un ” ma chi mi ripagherà della mia macchina bruciata?” E chi ripagherà questa generazione di un non futuro, di una vita senza speranza e senza prospettive?
E appellerà ancora “stupidi” una generazione “saltata”, chiamerà ancora “vigliacchi” chi nelle manifestazioni si copre il volto dai passamontagna per ripararsi dai gas lacrimogeni ( che non fanno solo lacrimare) , o porta il casco per autodifesa da manganellate che piovono dal cielo , come è successo a Brescia , come è successo a Milano, e ci si è ritrovati col cranio aperto come gusci di noce?
Io penso di si, sopratutto a “sinistra” per coprire l’incapacità a leggere la realtà, per non fare i conti politici con le proprie responsabilità e colpe, per l’incapacità di dare risposte politiche.
Poliziotto Come “Vocazione”
19 dicembre, 2010 di Zag c
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Da qualche giorno, passata la buriana degli “infiltrati”,della violenza di solo pochi “provocatori” o del “Black bloc”, ora è tutto un fiorire di racconti dalla parte dei “poliziotti”, figli del popolo. Caso a se è la sceneggiata del fascista ministro della guerra, (che non voglio commentare, perché fascista e io i fascisti li ho combattuto e li combatto. Fisicamente, personalmente, culturalmente. Fascisti di cui non parlo. Non parlo sia di loro, sia di chi, siano esse persone o istituzioni,li ha sdoganati come individui e come cultura.)
E’ la solita rigirata della frittata, cosa non rara, e da cui nessuno è immune o vaccinato. Ora la tesi, quasi subdola, è che è colpa di chi manifesta se il poliziotto è pagato 1200 euro al mese (che per chi fa ordine pubblico non è vero. Comunque da vent’anni Berlusconi è al governo. Se avevano tanto a cuore il futuro dei poliziotti, perché non hanno dato loro aumenti?). E’ colpa dei manifestanti se lavorano con armi vetuste ed avariate? Senza benzina per i loro mezzi scassati e fermi per manutenzione ecc ecc? E’ colpa dei manifestanti se nelle loro mansioni di poliziotti vi è anche il rischio di subire violenza di piazza? E’ forse colpa dei manifestanti se fra loro vi sono precari? Quelli stessi precari per cui la Generazione “P” combatte e che i poliziotti contrastano contro i loro stessi interessi a manganellate o colpi di caschi a difesa di chi ha voluto e vuole precari a vita?
Da Cogne Ad Avetrana: Sciacallaggio Mediatico o Diritto di Cronaca?
15 novembre, 2010 di Gaspare Serra
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La mala televisione, Sarah Scazzi: uccisa una volta, violentata ripetutamente dalla tv.
Eravamo convinti che il limite della decenza fosse stato già abbondantemente raggiunto col trattamento mediatico riservato all’infanticidio di Cogne e superato in occasione dei delitti di Garlasco e Perugia. Stando alle cronache che giungono da Avetrana, invece, occorre ammettere di essersi clamorosamente sbagliati.
Di fronte l’altare del voyeurismo pubblico (e la cassa privata dello share.) stiamo assistendo all’ennesima messa in scena di un orrore senza fine, ad un’informazione urlata che nega ogni forma di rispetto nei confronti del dramma di una quindicenne ammazzata.
Quando, quel caldo pomeriggio del 26 agosto, Sarah Scazzi è scomparsa nel nulla, nessuno si sarebbe immaginato che il suo caso avrebbe suscitato tanto clamore.
