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Week-end con il morto

Quando esce dal lato B del Quirinale, il piccolo Papi ha l’espressione terrea da vampiro svegliato anzitempo dalla scampanellata in pieno giorno del postino con la raccomandata, che gli ha fatto prendere l’odiata luce.
Si è beccato anche la sua fischiata d’ordinanza e la reazione di pancia del popolaccio alla sua dipartita  - stasera nel videomessaggio ha lamentato il dolore che gli provoca la ferita narcisistica – ma non pensate a cosacce da Cannibal Holocaust tipo fine di Gheddafi; niente di tutto ciò, robetta. Avanspettacolo, rivista, mica tragedia. In linea con il personaggio.
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Dimissioni. Berlusconi e Italiani Diversamente Vigliacchi

Si inuma finalmente la salma dopo averne contemplato il verminoso disfacimento per oltre un anno. Al funerale due generi di vili. Quelli che urlavano aldilà delle transenne, cantando Bella Ciao ed esibendo cartelli che paragonano il 12 novembre al 25 aprile: Buffone, dimissioni, piduista, grazie Napolitano. eccetera. Si sono fatti vivi solo stasera, dopo che Berlusconi è andato a spasso avanti e indietro per Roma facendo i suoi porci comodi, circondato da lecchini e zoccole, per quasi vent’anni senza che nessuno osasse nemmeno incrociargli la strada.
Dall’altra lo Zombie, che appena arrivato nella piazza ha infilato la porta del Quirinale a bordo della sua berlina blindata. Senza guardare nessuno. Come un ladro.

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Amyfobia ed Altri Nazismi

29 luglio, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, latest, Oltre il Confine

Il 23 luglio è morta Amy Winehouse, ottima cantante molto soul, con uno stile personalissimo ispirato alle grandi voci femminili del passato. Una fine non certo inattesa, nonostante i ventisette anni, perché la sua tossicodipendenza da droghe ed alcool era talmente grave ed ostinato il suo rifiuto ad uscire dal gorgo dell’autodistruzione, come aveva cantato nella canzone “Rehab”, che nessun bookmaker inglese avrebbe accettato scommesse sulla sua morte. Pare che il giorno prima avesse acquistato un intero assortimento potenzialmente letale di droghe. Un suicidio, più che una morte accidentale, secondo molte evidenze che però saranno chiarite forse soltanto dagli esami tossicologici.
Nonostante la morte di chiunque, perfino dei peggiori criminali, in genere richiami atteggiamenti bonari nei confronti della salma, della serie “quando si muore si diventa tutti buoni a posteriori”, per Amy non è stato così. Ho notato una ferocia e una mancanza di pietà, nei commenti su Facebook e nei giornali, che mi ha lasciata perplessa.
Era una sfigata, tossica e alcolizzata, secondo questi commenti, quindi è stata tutta colpa sua se è morta. Come se l’essere sfuggiti al gorgo della droga non sia a volte un merito ma una pura questione di fortuna e del fatto di aver evitato per caso di incontrare le persone sbagliate nel momento sbagliato.
“Se l’è cercata”, come le ragazze che vengono stuprate perché girano vestite troppo provocanti.
E poi le battutine, le spiritosaggini sull’assonanza tra il cognome omen e il vino, provenienti perfino da persone intelligenti che normalmente non perdono l’aplomb di fronte al passaggio del morto.
In fondo Elvis, quando morì, era una farmacia vivente con annesso armadietto delle sostanze stupefacenti; Michael Jackson idem, ma nessuno che abbia avuto il coraggio di definirli dei tossici sfigati del cazzo. Con Amy invece si sono sfondati gli argini della pietas e si è sfiorato francamente il vilipendio.
Infine, come buon peso, Forza Nuova ha dedicato ad Amy uno dei suoi celebri poster moraleggianti, sottolineando come solo i deboli possano soccombere di droga. E allora ho cominciato a capire.
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Oltre la Gelmini

21 dicembre, 2010 di  
Archiviato in Cronache Italiane

Sono in sciopero della fame da 3 giorni, e oggi cinque studenti dell’Istituto italiano di studi orientali lanciano un blog, ‘Abbiamo fame di cultura’. E insieme un appello: ‘Seguiteci, scioperate con noi’. ‘Ci rivolgiamo ad artisti, intellettuali, giornalisti- spiega la 23enne Maria, iscritta al primo Magistrale -, oltre che a tutti gli studenti e i docenti delle facolta’ italiane’. ‘E chiediamo- continua – di seguire le nostre regole, fino al 22 dicembre: solo acqua e un po’ di te’ caldo’.

(fonte)

E intanto si continua a parlare di mobilitazione contro la legge Gelmini. E chi ne parla non ha capito nulla. O fa finta di non capire per spostare l’attenzione, come quando di parla del 14 dicembre come di una giornata di violenza. Il movimento è andato oltre la legge Gelmini. Non sono più in discussione quei quattro o cinque articoli dell’estensione alla legge di macelleria sociale. Il movimento è cresciuto ed oramai, anche se la legge dovesse essere bocciata (cosa impossibile), il movimento continuerebbe a manifestare, e ora , non più come ha fatto fino a prima del 14 dicembre, “pacificamente”. Oramai è pronto anche allo scontro fisico, se la situazione lo richiederà.
Come lo fu il dopo Valle Giulia.
E non per responsabilità del movimento.

Si chiede la carcerazione preventiva, il Daspo per i manifestanti, il balzello da pagare per manifestare, l’istituzione di poliziotti volanti , nascosti , mascherati che avrebbero il compito di fare agguati e prendere i manifestanti, o presunti tali,  isolati dal resto del corteo. E queste misure faciliterebbero le manifestazioni pacifiche? Blindando ed estendendo le “zone rosse” (si parla di tutto il centro storico di Roma), che è grande quanto la città, fortificando i santuari della “democrazia” si riuscirebbe a far “rappacificare gli animi “? E prima di questo e dopo tutto questo ed ancora di più vi sarà ancora qualcuno che parlerà di un ” ma chi mi ripagherà della mia macchina bruciata?” E chi ripagherà questa generazione di un non futuro, di una vita senza speranza e senza prospettive?
E appellerà ancora “stupidi” una generazione “saltata”,  chiamerà ancora “vigliacchi” chi nelle manifestazioni si copre il volto dai passamontagna per ripararsi dai gas lacrimogeni ( che non fanno solo lacrimare) , o porta il casco per autodifesa da manganellate che piovono dal cielo , come è successo a Brescia , come è successo a Milano, e ci si è ritrovati col cranio aperto come gusci di noce?

Io penso di si, sopratutto a “sinistra” per coprire l’incapacità a leggere la realtà, per non fare i conti politici con le proprie responsabilità e colpe, per l’incapacità di dare risposte politiche.

Fenomenologia di Fabio Fazio

12 maggio, 2008 di  
Archiviato in Consumo CriticaMente, Media Mente Critica

Fabio Fazio è buono e ci tiene a farlo sapere. Sorride sempre, ha il collo della camicia slacciato, porta quelle sottili cravatte anni 80 e, da come è conciato, ci si aspetterebbe che sotto la giacca abbia la camicia fuori dai pantaloni.
Tutti i suoi ospiti sono “eccezionali”. Le domande che Fazio fa sono congegnate per consentire all’ospite di mettere in mostra arguzia, bellezza, generosità, grande carriera internazionale. Ogni ospite ha un prodotto da vendere. Un libro, un film, un tour, la sua vita. E Fazio, mielosamente, ne decanta le virtù, ne mostra la copertina, ne incoraggia la fruizione in una profusione di glucosio puro che, per essere sostenuta senza andare in coma diabetico, richiede un’overdose di insulina.

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