Susanna e Vecchioni
7 novembre, 2011 di Lameduck
Archiviato in Cronache Italiane, Il Bello della Politica
Default Italia 89 Giorni al Fallimento: Etica e Manovra Bis
13 agosto, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti
La cicala e la formica.
La manovra c’è. O quasi: nel senso che a giudicare dalla conferenza stampa di Tremonti e Berlusconi sembrerebbe di capire che alcune poste, pur valorizzate nel loro ammontare finale, debbano essere ancora definite nella composizione e, forse anche determinazione dei loro addenti, probabilmente questa notte stessa dai funzionari del Ministero dell’Economia, guidati dallo stesso Ministro e dai suoi più stretti collaboratori. (Con ogni probabilità mancherà il prezioso contributo dell’on. Milanese, ma, insomma, si farà di necessità, virtù).
La manovra c’è, anche se una manovra c’era già, varata da appena qualche giorno e già scaduta, manco fosse una confezione di latte fresco. La manovra c’è, ma non è detto che non sia semplicemente di passaggio, nel senso che fra qualche giorno o qualche mese ve ne potrebbe essere un’altra ancora più robusta e, soprattutto, più capiente, in grado cioè di recepire altre misure, non alternative a quelle precedenti, ma aggiuntive. Il cliente ha sempre ragione: se ordina del prosciutto e non ne specifica la quantità, il povero pizzicagnolo non può fare altro che affettare e aggiungere, almeno finché il cliente non gli dirà che va bene così.
Elezioni: La Vittoria di Silvio Berlusconi
31 maggio, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cuore di Tenebra
Per qualche strano motivo, alcuni lettori di MenteCritica hanno ritenuto necessario farmi sapere che avrebbero gradito qualche mia parola di commento sugli esiti delle elezioni amministrative quasi fosse necessario porre una sorta di suggello a quella che, almeno apparentemente, si configura come una disfatta personale di Silvio Berlusconi.
Per una sorta di deformazione genetica, ho la tendenza ad assumere posizioni isolate, sovente distoniche rispetto al pensiero comune. Nemmeno stavolta farò eccezione.
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Le Mutande di Ferrara: Intimo Italiano
16 febbraio, 2011 di Marina Garaventa
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Ammetto, che l’idea di scrivere questo discutibile pezzo, mi è venuta vedendo Giuliano Ferrara circondato da mutande, opportunamente stese alle sue poderose spalle, durante la manifestazione pro Cavaliere, voluta e tenuta da Ferrara , a Milano, sabato 12 Febbraio.
La Manifestazione delle Donne nei Commenti dei Lettori de il Giornale: Leggere per Credere
13 febbraio, 2011 di redazione
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Repubblica e Corriere parlano di un milione di donne in piazza(1), Il Giornale ha una matematica diversa e ne conta un centinaio di migliaia, comunque qualcuna in più delle persone convenute “spontaneamente” per sostenere Berlusconi qualche giorno fa.
La cosa più interessante sono i commenti . Ci raccontano un’Italia che vogliamo ignorare, ma che nel bene o nel male è al governo del paese. Di seguito una piccola antologia.

vincenzoaliasilcontadino
Se domani il Cav mettesse annuncio. Cercasi…ci sarebbe una fila da Palazzo Chigi ad Arcore o da Villa San Martino ai Caraibi, queste donnine e vip, molte le ho conosciute personalmente, devo dire che, il bue chiama cornuto l’asino, c’azzecca! Alcuni: una tizia lascia la famiglia e un figli adottiva per fare carriera nel Sindacato, favorita dalla quote rose, ma cchiste songono Rosse! Altri/e, quante cornificati/e? Altra che la dava tutti i politici, la vidi il giorno al funerale di Bettino Craxi in una bar del cento de Roma a schizzazzare hot e tracannare! Ovvio, assoldata da altro partito restando sempre una Mer**na!
bracco
Girava voce che alla manifestazione delle femmine moraliste girasse pure Rocco Siffredi……………..
eglanthyne
Se passava il carretto del bruttaio le caricava tutte.
Mario Galaverna
La Buongiorno? E già, MIKE l’ha sposata (Confonde Giulia Bongiorno presidente della Commissione Giustizia della Camera con Daniela Zuccoli, vedova di Mike Bongiorno N.d.R.) mica per la sua avvenenza ma per la sua intelligenza anche se la differenza d’età era quasi trentennale. Mentre lei, ovviamente, non ha sposato MIKE per i suoi soldi ma per la sua prestanza fisica da riproduttore. Strano come mai le belle donne di spettacolo (e non) sposino gente ricca e mai un operaio di un altoforno. Che sia una nuova trovata egalitaria delle cozze che vogliono le stesse opportunità delle dee imposte per legge?
gianni1950
Trovo scandaloso il comportamento di queste cosi dette donne, indotte dai partiti di sinistra a difendere che cosa? la caduta di Berlusconi. Strano che non hanno invitato le donne gay e gli uomini gay ecc, almeno sarebbe stato più colorita e divertente vedere la grande ammucchiata di valori sinistrorsi..Se Berlusconi vuole organizzare una manifestazione potrà contare con 2 milioni di persone, come la manifestazione di Roma. Queste sinistre non sanno più cosa inventare per uccidere Berlusconi. Fossi in lui mi guarderei bene, assoldare qualche assassino in questo clima è facile.
killkoms
ma andassero amargherite!queste sono quelle che ammiravano l’antonia di”porci con le ali”,e ora fanno le moraliste!è proprio vero che ogni mucca si scorda di quando è stata vitella!
sonia parisi
Queste Donne, Da Donna, Mi Fanno Tristezza E Anche Un Po’ Schifo. Sono Le Stesse Che Insegnano Ai Figli E Agli Alunni Ad Odiare Unuomo Che Non Conoscono. Sono Le Stesse Che Affidano La Loro Prole A Nonni E Baby Sitter Facendola Crescere Senza Fargli Mancare Niente Di Materiale Ma Senza Nessun Principio O Morale. Proprio Come Le Loro Auguste Madri Che Oggi Sono Scese In Piazza Per Difendere Ipocritamente “la Dignità’ Di Signorine” (quelle Belve Dell’olgettina), Mentre L’intento Era Dichiaratamente Altro, Non Sono Mai Scese In Piazza Per Difendere Le Donne Dalla Lapidazione (iran), Infibulazione (africa), Le Donne Mussulmane Che Non Hanno Diritti Di Essere Umano . Ipocrite………. E Soprattutto False Moraliste Perche’ Tutta Italia Conosce La Loro Carriera Di Letto Soprattuto Di Alcune Di Quelle “signore” Partecipanti , Sicuramente A Ruby E Alle Sue Colleghe Potrebbero Insegnare Qualcosa.
michele73
Io credo che la manifestazione di oggi, svoltasi in 213 città italiane, abbia sancito solo una cosa: il prossimo leader dell’opposizine sarà una donna. Ebbene sì, sarà una donna che, per la legge del contrappasso, spodesterà il bruto Cavaliere. Una donna concettualmente radical, ma anche devota Mariana; una donna che abbia piena dignità del suo corpo, proibizionista per antonomasia, ma che strizza l’occhio al botulino. Quindi, da oggi, si apre una nuova fase politica italiana, che porterà attraverso le democratiche primarie, all’elezione del nuovo leader delle opposizioni, finalmente donna. Naturalmente vincerà VENDOLA!!! Auguri a tutte!!
coruncanio
Fra gli indignati dalle cene con belle ragazze del presidente Berlusconi, ci sono molti pederasti, prostitute potenziali che non esercitano per mancanza di attributi, onanisti da computer, palpeggiatori di bambini ed altre categorie del settore. Per costoro è un’ onta che ci sia qualcuno che ami le belle donne, non gli va giù.
Chi vuole mettere alla prova il suo stomaco, come abbiamo fatto noi, i commenti in versione integrale .
Note
- articoli e [↩]
Emiliano: Viaggio fra gli Epigoni del Berlusconismo Oltre i Confini di Partito
23 gennaio, 2011 di Zag c
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Emiliano, non Zapata, ma Emiliano di cognome e Michele di nome, ha incominciato da tempo la sua campagna elettorale per diventare il sostituto di Vendola in Puglia. E’ il simbolo del berlusconismo che dilaga oltre i confini partitici per impersonare la perfetta sintonia con la “società civile” . Da perfetto servitore dalemiano, prima magistrato poi datosi alla politica per merito proprio del mentore pugliese a Roma, si era prestato a fare da contraltare al poeta pasoliniano Vendola. La realpolitik contro il sognatore dalla erre moscia e arrotondata. Tonfo clamoroso!. Resosi conto che la barca, quella barca aveva la falla, da perfetto uomo politico dalle mille sfaccettature e dai mille volti, ha preso come suo riferimento il “popolo” , vestendo i panni dell’antipolitico e contro i vertici del suo partito.
Il Crepuscolo del Bunga Bunga
13 novembre, 2010 di Comandante Nebbia
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Il Ventennio e gli Anni del Bunga Bunga
Gli anni del Bunga Bunga stanno per finire. E’ vero, Berlusconi è ancora lì, ma il belrusconismo è morto. Lo si capisce non dall’avanzata degli avversari, ameboidi ed inerti anche nel momento di massima debolezza del loro antagonista, ma dalla fuga disperata ed irriverente dei tanti topi che stanno abbandonando la nave. Per farsene un’idea basta leggere a “Il Fatto Quotidiano” dove il caro Vittorio, in poche righe, non si limita a rinnegare tre volte prima che il gallo canti, ma si offre già candidamente al nuovo padrone di domani, quella Lega Nord con la quale da tempo condivide l’approccio culturale alla vita e l’elegante, misurata dialettica.
E’ probabile che di qui a qualche settimana si assisterà ad una successione di abiure che ricorderà quella che seguì la caduta del fascismo, quando per strada si camminava calpestando “cimici”, il distintivo del PNF che si portava appuntato sul bavero della giacca.
Gli anni del Bunga Bunga non ci lasciano nemmeno un distintivo. Magari si correrà il rischio di sporcarsi le suole con un preservativo usato o con della polvere bianca di incerta natura, ma certamente non ci saranno lasciti culturali da rinnovare con una nuova visione della vita o ambizioni nazionali da sostituire con un rinascimento filosofico e morale. Gli anni del Bunga Bunga sono stati un periodo di vacanza del cuore e della mente che ci lasceremo alle spalle ritrovandoci di colpo più vecchi, più stanchi, con le tasche vuote e con la sensazione di essere stati ingannati ed illusi come dei bambini. Gli anni del Bunga Bunga sono un pezzo della nostra vita, un tributo pesantissimo che abbiamo voluto pagare all’ambizione di un uomo mediocre che, invece di migliorare se stesso, ci ha convinto a diventare come lui, se non peggio.

La colpa è stata e rimane nostra. Non essere stati capaci di espellere il virus dall’organismo del nostro paese è la prova che la nostra democrazia è seriamente ammalata di immunodeficienza e che questa mancanza di anticorpi ci espone a rischi ancora più gravi nel futuro quando la nazione, fortemente debilitata, all’uscita dal lungo sogno ad occhi aperti dovrà affrontare la terribile realtà di un’economia in recessione e di un paese che non sa più creare valore industriale o culturale.
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Realtà sociale, Porta Palazzo (Torino): Lega e Sinistra, Visioni Diverse
3 maggio, 2010 di eppursimuove
Archiviato in Appunti Italiani, latest, Meccanica delle Cose
Ieri sera ho fatto per un attimo zapping e sono finita su La7 mentre a Tetris mostravano un servizio sul rapporto Lega-Piemonte. Scorrevano le immagini di un leghista che accompagnava alle urne due anziani e di Borghezio a Porta Palazzo. Finito il servizio, in studio la parola è andata a Niki Vendola che ha manifestato la sua angoscia rispetto a ciò che aveva visto e sentito. Io, invece, seppure non angosciata ho ripreso atto nuovamente della distanza abissale tra politici di sinistra e realtà del paese. Evidentemente, è una realtà che non interessa e/o della quale in troppi, in quella fantomatica zona politica, non sono in grado di comprendere.
Infatti, vi sono politici di sinistra – e Vendola mi pare storicamente e ideologicamente uno di questi – che vedono la vita quotidiana, la realtà di quartieri, case, scuole, in modo completamente diverso da come la vede una parte della gente che ci vive. La domanda è: Vendola, dove e come vive? E’ mai stato a Porta Palazzo? Trova che abbia una conformazione civile, gradevole. Che sia a misura d’uomo?

L’errore sarebbe quello di ridurre la questione agli immigrati. L’errore è quello di non capire come sono visti gli immigrati. Come gran parte della gente che vive in zone popolari li percepisca come quelli a cui “spetta tutto al posto di noi italiani”.
Porta Palazzo non è certo mai stata una zona gradevole e civile, ma, rispetto ad anni fa, l’ho rivista (non in tv) e l’ho trovata “inquietante”. Non che Milano sia priva di zone di questo tipo. Certo. Perché il punto della questione, impossibile da comprendere a certa sinistra, è che sia Milano sia Torino hanno zone abbandonate al senso del vivere insieme nella diversità, a misura d’uomo. Il quartiere, una parte del quartiere, nasce e cresce brutto. Contro la persona. Poi arrivano gli immigrati che, piaccia o no a Vendola ed altri di sinistra, l’abbruttiscono ulteriormente. Perché non sono particolarmente “attratti”, giusto per fare un esempio, dall’”idea” del senso della pulizia. Ovviamente, non bisogna generalizzare. E gli italiani, del resto, sono un esempio di inciviltà planetaria. Cresce sempre più, quel che è peggio nei giovani e non certo per loro totale responsabilità, la mancanza di senso civico, di rispetto per il bene collettivo.
Gli immigrati si sono “inseriti” in questo contesto e hanno dato il loro contributo. Per peggiorare ulteriormente le condizioni ambientali. Intendiamoci: non è una regola. Ma una realtà facilmente rilevabile soprattutto nei grandi centri urbani. A Bari non sarà così. Manco a Lecce o Gallipoli. Ma a Milano e Torino è così.
Io non sono rimasta inquietata o angosciata nel vedere un’anziana grata ad un leghista che l’accompagnava al seggio a votare. E non mi sono neppure irritata per quella donna che si è rivolta a Borghezio dicendo: questo devo vedere quando apro la finestra.
Non so se a Porta Palazzo si commettano reati in pieno giorno, oppure la signora fosse solo infastidita dall’insieme, dai colori, dagli odori, dalla confusione. Se anche fosse solo. Se proprio fosse così…
Bisognerebbe cercare di capire e spiegare alla signora e a tutti coloro che la “pensano” come lei che ci sono persone che hanno mentalità e abitudini diverse. Ma bisognerebbe che qualcuno spiegasse agli immigrati che una via, un quartiere non è un perenne bazar né, tanto meno, una discarica.
Vi sembra razzismo questo?
Detto questo. Mesi fa sono stata alla Fiera dell’Artigianato che da qualche anno di svolge a Milano. Ci sono andata sia in un giorno festivo sia in un giorno feriale. Sapete quali erano gli stand più affollati? Quelli dei paesi africani e anche di alcuni paesi asiatici. Capito?
L’odore che c’era in quei padiglioni non era quello di certe vie di Milano e immagino, anche, Torino. Ma non c’era certo profumo di violetta. Eppure, erano stracolmi. Anche nei giorni feriali. Tutti a guardare, cercare, i loro prodotti. Di qualsiasi tipo. Per due motivi: più originali rispetto a certo artigianato italiano e, soprattutto, a costi inferiori.

E’ semplice. Le città, le strade, le case dovrebbero essere questo: un padiglione di una fiera dove si incontrano persone con teste, modi di porsi, abitudini diverse, ma con una sensibilità comune: conoscere le rispettive differenze, apprezzarle, valorizzarle. Nel rispetto della legalità ma, anche, nel rispetto delle idee, degli usi altrui. Cosicché, quando una persona si affaccia alla finestra, possa vedere un universo legale, colorato, armonioso, rispettoso e si senta a suo agio.
Tutto ciò non si realizza in un giorno. Ma in anni. Solo che, se non si inizia, non si arriverà mai a realizzare un insieme comune. Né, ci si arriverà se l’unico sentimento di alcuni politici è il rigetto all’immagini e all’ascolto di gente che, in prevalenza, non è razzista. E’ che non ha la visione di Vendola. Non vive, in senso fisico, come Vendola. E la sinistra non è stata capace e continua a non essere in grado di capire, se si tratti esclusivamente di ignoranza, pregiudizio o, forse, peggio ancora. Credo che sia solo una questione di questo tipo e non anche un reale disagio, una rabbia, una delusione motivata. Perché una grandissima parte di italiani non è razzista. E’ che non ha la visione di Vendola. Non vive come Vendola.
La Lega non è la risposta a quella signora che apre la finestra su Porta Palazzo o agli anziani che devono andare al seggio. Questo è il nostro principale problema: che non può essere una certa concezione leghista ma neppure la sinistra astratta e immersa in un’ideologia fiabesca che si limita a dire: ci vuole integrazione.
Come, dove, quando e in che modo?
Se Fossi Berlusconi
23 aprile, 2010 di dellefragilicose
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Se fossi Berlusconi andrei dal presidente della Repubblica Napolitano, gli scuoterei un po’ la spalla per svegliarlo e gli consegnerei le mie dimissioni.
Poi, tomo tomo chiatto chiatto, dopo aver rifiutato il mandato esplorativo, mi siederei al mio posto in parlamento (o al senato, mo non mi ricordo) e mi farei due risate a vedere se quei quattro stronzi sono in grado di fare un mezzo governo.
Subito dopo, appena sciolte le camere e indette le nuove elezioni, incomincerei una di quelle campagne elettorali alla Armaggedon: “io, l’innovatore, l’imprenditore, il benefattore, osteggiato dai comunisti, picchiato a sangue, colpito alle spalle e tradito dai rappresentanti della vecchia partitocrazia che mi hanno impedito in quindici anni (no, i quindici anni no. Tagliare, tagliare) di portare a termine le riforme istituzionali, il federalismo, la riduzione delle tasse e il progetto segreto “figa depilata just turned eighteen per tutti”, ora vi chiedo di scegliere tra me e la vecchia politica dei Fini e dei Bersani, una scelta definitiva, totale e senza compromessi”.
E l’Italia sceglierebbe, sceglierebbe. Al Nord sceglierebbe la Lega, perché sono tempi di crisi, si prospetta un futuro greco e nessuno vuole avere un paio di napoletani sulle spalle da dare a mangiare anche perché i napoletani magnano, magnano molto e fanno casino. Al Sud sceglierebbero Berlusconi perché fa pena, poveretto, e soprattutto perché si è saputo fare gli amici giusti dalle parti di Casal di Principe e di Palermo. Gente che sa riconoscere i perdenti, specialmente se hanno la faccia lunga da cavallo, e li molla subito.
Al centro, quei quattro fessi che sono rimasti si dividerebbero tra i nostalgici pippamentali della sinistra antagonista, i sostenitori della biowashball a cinque stelle, quelli che “Vendola è il futuro” e quelli che votano PD perché il padre era iscritto alla sezione del partito comunista sotto casa dove già da vent’anni hanno aperto una lavanderia a gettone.
Se fossi Berlusconi vincerei le elezioni, ma le vincerei a sangue, senza remissione e insieme al papà della trota mi tromberei l’Italia fino alla gola, una volta e per sempre.
Federalismo, secessione, presidenzialismo, abolizioni dell’articolo 18 e pure del 17 e del 19, se ci sono. Senza pietà.
Se fossi Berlusconi darei una mazziata a questo paese che Mussolini con le sue leggi razziali e una guerra mondiale persa sembrerebbe un dilettante del cazzo. Scaraventerei l’Italia e gli italiani un un cesso profondissimo e puzzolente e passerei finalmente alla storia, in un modo o nell’altro.
Se fossi Berlusconi morirei non prima dei 97 anni, di overdose di Viagra/Cialis e iniezioni di ormoni africani nei testicoli. Felice, soddisfatto e consapevole di aver dato a un gregge di pecoroni la lisciata di pelo che meritava.

Invece non sono Berlusconi. Stanotte ho fatto una lunga telefonata a Katy Perry. Io le parlavo in inglese e facevo un sacco di battute spiritose. Lei cercava di rispondermi in un italiano stentato che faceva ridere entrambi. Ci siamo messi d’accordo che l’avrei raggiunta oggi, vulcano permettendo, per fare colazione insieme a Los Angeles.
Alle sei mi sono svegliato. Pioveva e avevo la pressione bassa. Mi sono pentito di aver smesso di fumare, perché prima di iniziare questa cazzo di giornata, una sigaretta ci sarebbe stata benissimo.
Amen.
Vendola: l’Alternativa è Possibile?
9 febbraio, 2010 di doxaliber
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Puglia, elezioni regionali del 2005. Gennaio. vince a sorpresa le primarie del PD contro il suo rivale . Il risultato doveva essere scontato, Francesco Boccia, candidato “moderato” sostenuto da Margherita e DS, secondo gli “esperti” avrebbe vinto a mani basse contro il comunista estremista Vendola. Ma le urne diedero un esito diverso: le primarie furono vinte dal comunista. I moderati di DS e Margherita rimasero interdetti dal risultato, dissero che avrebbero sostenuto Vendola ma tra i denti dicevano che non c’era alcuna speranza di vincere le elezioni con un comunista che porta l’orecchino e si dichiara orgogliosamente gay perché la Puglia era una regione conservatrice e gli elettori non l’avrebbero sostenuto. Al tempo in Puglia girava questa voce: quelli del centro-destra, su mandato dei maggiorenti della coalizione, erano andati a votare in massa per Vendola perché in questo modo sarebbero stati sicuri della rielezione di Fitto, che mai avrebbe potuto perdere per un candidato così “estremista” in una regione come la Puglia.
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Il Pericolo della Democrazia
25 gennaio, 2010 di Comandante Nebbia
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In Puglia, , Niki Vendola vince le primarie per la candidatura a presidente della regione. Il fatto in sé ha un interesse relativo trattandosi di questioni locali, ma è interessante ragionare su un meccanismo che mette continuamente in crisi se stesso.
A quanto pare, l’unico a non aver capito il vero senso delle primarie è il Partito Democratico. Le cose sono due:
- Il partito individua un candidato indifferente alla volontà popolare. Non indice primarie, lo candida, lo sostiene e si assume la completa responsabilità del risultato.
- Il partito si rimette alla volontà dell’elettorato. Si rende terzo rispetto ai candidati limitandosi ad organizzare operativamente le primarie e sostiene con tutti gli strumenti necessari la persona più gradita al suo elettorato.
La prima è la vecchia strada centralista. Quella che, in epoca di preferenze e di collegi conquistati a colpi di raccomandazioni, pensioni concesse allegramente e visite porta a porta agli elettori, consentiva al P.C.I. di redigere un listone, rigorosamente in ordine alfabetico, dove chi doveva essere eletto non aveva nemmeno bisogno di farsi propaganda personale.
La seconda dovrebbe essere quella del futuro dove è la base a fare il programma e a trovare la persona che lo sostiene.
Vendola ha Fatto Qualcosa di Sinistra. Finalmente
25 novembre, 2008 di marco il buono
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Il Presidente della Regione Puglia, uscendo dal torpore che l’ha contraddistinto nei primi anni di mandato, si è finalmente reso conto che il più grande stabilimento siderurgico d’Europa, l’ILVA di Taranto, ammazza molta gente, in ed in maniera indiretta come ben si evince dal , a quanto vedo un nostro supporter.
Ma siccome l’ILVA negli ultimi quattro anni ha prodotto utili per 2,5 miliardi, e ci sono circa 13.500 occupati da tutelare, tutti, Vendola compreso, si muovono coi piedi di piombo. Che poi se uno ci pensa: perché questi sono da tutelare e i precari della scuola no? Già sentito vero? Che noia rimuginare sempre sulle stesse cose, anche se non ci sono risposte convincenti e c’è chi sostiene che non sia il caso di porsi queste domande. Mah.

Stabilimento Ilva di Taranto
Il Poeta e il Presidente: Vendola a Cormano Commenta i “Promessi Sposi”
4 ottobre, 2008 di Daniela Tuscano
Archiviato in Cronache Italiane, i Classici, Informazione, Leggere, Media Mente Critica
Dopo Lella Costa è toccato a un altro illustre ospite presentare il suo percorso umano e artistico a fianco di Alessandro Manzoni: stiamo parlando di Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia e fra i protagonisti dell’, quest’anno dedicato al tema della giustizia.

Rifondazione: MaddeChe?
27 luglio, 2008 di Fully
Archiviato in Caffè Amaro, Il Bello della Politica, La diversa Opinione, Storia e Memoria
Radio Radicale sta dando in diretta il congresso di Rifondazione Comunista a Chianciano. In questi giorni mi capita di stare spesso e a lungo in auto e dunque me ne sono sentito un bel po’.
La faccio facile: ci sono cinque mozioni, le principali sono quella di Nichi Vendola (47% del consenso dei delegati, tra cui Bertinotti e Giordano) e di Maurizio Acerbo (40%, firmata anche dall’ex ministro Paolo Ferrero, il più accreditato contendente di Vendola per la segreteria).

