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Italianate

5 febbraio, 2012 di  
Archiviato in Vere Donne

Io non mi meraviglio affatto che la giustizia italiana sia così tenera nei confronti degli stupratori di gruppo.
Si, lo so che scostando il velo pietoso che copre la decisione della Cassazione c’è un delicatissimo pizzo a tombolo ricamato sul concetto di costituzionalità di una sentenza pregressa ma alla fine il risultato è comunque sgradevole. Si ha la sensazione che la giustizia, in questi casi, si comporti come una mamma e la mamma dello stupratore di solito crede al figlio e non alla puttana che lo ha inguaiato.

MEDICO Dica, signorina, o signora, durante l’aggressione lei ha provato solo disgusto o anche un certo piacere… una inconscia soddisfazione?
POLIZIOTTO Non s’è sentita lusingata che tanti uomini, quattro mi pare, tutti insieme, la desiderassero tanto, con così dura passione?
GIUDICE È rimasta sempre passiva o ad un certo punto ha partecipato?
MEDICO Si è sentita eccitata? Coinvolta?
AVVOCATO DIFENSORE DEGLI STUPRATORI Si è sentita umida?
GIUDICE Non ha pensato che i suoi gemiti, dovuti certo alla sofferenza, potessero essere fraintesi come espressioni di godimento?
POLIZIOTTO Lei ha goduto?
MEDICO Ha raggiunto l’orgasmo?
AVVOCATO Se sì, quante volte?

(dal blog di Franca Rame)

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MenteCritica Dichiara Guerra a Monti

3 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti

Diciamoci la verità, ci eravamo cascati tutti. Compresi quelli come me che dicevano di aver dichiarato guerra all’Italia. Grandi presentazioni, un parterre de roi di lauree, master, incarichi prestigiosi in grandi organizzazioni internazionali, l’eloquio garbato, il loden, le attese ansiose delle persone oneste, le macchine italiane al posto delle tedesche. Poi quasi tre settimane in puro stile democristiano. Incontri con i partititi, i partitini, i gruppuscoli, le scolaresche, le parti sociali, il Papa, la Merkel, Sarkozy, due strani tizi al caffè, mentre tutti aspettavano le “misure impressionanti” tra un misto di timore e di ansia di vedere, finalmente, inculati a sangue quelli che fino ad oggi hanno mangiato, bevuto, ruttato e chiavato alle spalle di un’intera nazione di senza palle.

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Default Italia, la Propaganda di Guerra

5 novembre, 2011 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione

Ho provato a leggere l’articolo “La bimba con la felpa Hello Kitty intrappolata nell’acqua” che parla dell’alluvione di Genova di Marco Imarisio e, subito dopo,  “Acquista una pagina sul Corriere: «Italiani, compriamoci il debito!»” di Paola Pica sul signore che invita a comprare BTP per salvare l’Italia.  Entrambi i pezzi sono sul Corriere di oggi.

Sinceramente, ho provato una certa inquietudine, non tanto per la cattiva letteratura, ché tutti abbiamo tanto da imparare, non tanto per il tono enfatico che alla narrazione dei fatti sostituisce il romanzo come se la realtà non fosse sufficientemente vivida da comunicare di per sé un emozione, ma per un evidente parallelo storico.
Se si prova a sostituire la pioggia con i bombardieri britannici e l’acquisto dei BTP con il versamento dell’oro alla patria, di colpo ci ritroviamo nel 1943, in piena seconda guerra mondiale.

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Default Italia, 67 Giorni al Fallimento. Una Nuova Norimberga

4 settembre, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra

Sono passate da poco le 18 e qui, nel profondo Nord Est italiano, piove e c’è la nebbia. E’ un pomeriggio che sa già di autunno. Sole, caldo e vita distano migliaia di giorni e migliaia di chilometri.

Leggo, più per masochismo che per necessità, la pagina del corriere on line dove, per l’ennesima volta, si riassumono i punti salienti della manovra 3.0 o 4.0 (cit.), non ricordo più.
Più o meno a metà, non mi sembra più di leggere, ma di assistere ad una puzzolente e nauseabonda evacuazione corporale. Come pezzi di merda che cascano nel cesso, la deiezione fecale travestita da manovra finanziaria si compone di stronzi grandi e piccoli. Carnosi, morbidi, pesanti. Si vede che chi li sta cacando sono anni che mangia bello grasso.

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Berlusconi: Italia Paese di Merda, Vado Via. No, Silvio. Tu Resti Qui …

1 settembre, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra

“…Anche di questo – dice Berlusconi, a proposito di alcuni aspetti della vicenda P4 – non me ne può importare di meno… perchè io… sono così trasparente… così pulito nelle mie cose… che non c’è nulla che mi possa dare fastidio… capito?… io sono uno… che non fa niente che possa essere assunto come notizia di reato… quindi… io sono assolutamente tranquillo… a me possono dire che scopo… è l’unica cosa che possono dire di me… è chiaro?… quindi io… mi mettono le spie dove vogliono… mi controllano le telefonate… non me ne fotte niente… io… tra qualche mese me ne vado per i cazzi miei… da un’altra parte e quindi… vado via da questo paese di merda… di cui… sono nauseato… punto e basta…”. fonte

Troppo comodo Silvio. Sono trent’anni che fai i cazzi tuoi e magari ti illudi di arrivare in qualche isoletta remota e passare le giornate molestando minorenni asiatiche.
Non va Silvio. Non va. Se in questo paese resta un grammo di palle tu rimarrai qui. Sopra o sotto terra non importa, ma qui. Hai un grande debito con noi e lo devi pagare. E se ti lasciano scappare, il debito lo pagheranno i tuoi figli, i tuoi nipoti, i tuoi amici, quelli a cui, magari per caso, hai stretto la mano.

Ti conviene di morire di vecchiaia Silvio. Il prima possibile. Le cose si sono messe male e quei cretini di italiani che hai contribuito a rincitrullire potrebbero decidere di chiedere il conto secondo giustizia. L’isoletta remota e la fighetta asiatica te le devi dimenticare Silvio.

Quel che è fatto è reso. In nome del popolo italiano, ovviamente.

Default Italia 92 Giorni al Fallimento: Feroci o Coglioni?

10 agosto, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra

Come ho scritto diverse volte su queste pagine, non sono uomo di progetto. Un teorico ed idealista come me non è adatto a formulare proposte concrete al di fuori dei propri ambiti di competenza (che sono diversi, alcuni dei quali non auspicabili in queste contingenze). Al massimo posso raccontare qualche sogno, più spesso qualche incubo.
E’ per questo che mi sono astenuto dal formulare proposte concrete sulla soluzione del problema default.  C’è gente più preparata e volenterosa di me in giro. Non parlo solo dei soliti soloni strapagati per scrivere quello che decide il governo, confindustria o i sindacati, ma anche di “semplici” tecnici (si legga ad esempio questo interessante articolo) o uomini di buona volontà che hanno generosamente provato a dare il loro contributo anche su queste modestissime pagine (vedi, ad esempio,  qui, qui e anche qui).

Comunque, non voglio astenermi dal prendere una posizione. Quella che esporrò non può definirsi una proposta. Più propriamente rientra in un quadro onirico. Sogno o incubo, lo lascio decidere a chi leggerà.

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Delle Cose Fragili e Delle Cose Oscure

27 luglio, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest

Stamattina, ignorando consapevolmente l’ennesimo bollettino finanziario che oggi volge alla tregenda invocando scenari d’Apocalisse, mi divertivo a leggere le didascalie che illustrano le foto della prigione che, probabilmente, ospiterà il signor Breivik, “il mostro di Utoya”.
Per Breivik un carcere a 5 stelle, titola il Corriere. “Immerso in 30 ettari di foresta, dotato di tv a schermo piatto, mobili moderni, stanza per la musica e percorso per il jogging. Ogni detenuto ha la propria cella con Internet e lettore dvd, È il carcere di Halden, a una manciata di chilometri da Oslo, dove quasi certamente sarà rinchiuso Anders Breivik” ci informa il precario che redige la didascalia e subito si inizia a percepire una sorta di invidia che prevale sulla nota demagogica sulla quale, probabilmente, il capo redattore aveva imposto di accordarsi. Non si può fare a meno di sospettare che il redattore abbia una vecchia tv da 14″, usi un frigorifero in condivisione con i suoi coinquilini, viva in una stanzetta di sei metri quadrati, non sia mai stato in una foresta norvegese, vada al lavoro in tram e non faccia jogging perché rischia di beccarsi un tumore ai polmoni.

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Giuseppe Verdi 1813/1901: Un Secolo di Storia d’Italia

29 novembre, 2010 di  
Archiviato in latest, Storia e Memoria

Non si può parlare della storia politica e culturale d’Italia senza evocare il volto altero del grande vecchio: con  la sua barba bianca. serio, ma con gli occhi brillanti ed ammiccanti, già vecchio, sembra osservare con attenzione i mutamenti  della  sua amata  Italia.  Quella  patria  che,  appena  nata,  1o  fece  senatore  a vita  e che non dovrebbe mai  scordare ciò che Verdi  ha fatto  per lei.

Già dal 1842, da quando le note del Nabucco erano risuonate alla Scala di Milano. l’Italia, quella dei carbonari. quella che aspettava di allontanare gli usurpatori, aveva capito di  avere  in  Verdi  un  grande  alleato e,  da  quel  giorno,  il   musicista  era  diventato  la bandiera della rivoluzione, entrando pian  piano nel cuore di tutti: cosi, nelle piazze si cantava  il  ”Va pensiero”  e  sui  muri  si  scriveva  “Viva  V.E.R.D.I.” per  significare  “Viva Vittorio Emanuele Re D’Italia”. D’altra parte, Verdi. uomo pragmatico e sanguigno. musicista e contadino, non poteva non appassionarsi alla vita politica del  suo tempo cosi animata e vitale. Eccolo quindi partire “con l’elmo in testa”, come diranno molti suoi detrattori, e dedicarsi anima e corpo a storie guerresche ove, tra i clamori della lotta, s’odono i lamenti degli oppressi: ecco,  dopo Nabucco, I Lombardi, Emani, Giovanna D’Arco, Attila

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Resistere e Sopravvivere

31 marzo, 2010 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest

30 marzo 2010

Oggi è una di quelle giornate nelle quali più forte sento di appartenere ad una città di mare. Il cielo è scuro. Solo a tratti si squarcia in rapide schiarite dove la luce calda si riflette sull’asfalto ancora lucido di pioggia. Il vento è fresco, teso, odoroso di paesi remoti ed invisibili. Il mare è livido, spumeggiante, infinito. Come sempre, severo ed indifferente.
Ho passato la mattinata seduto in un ufficio scalcinato. Le sedie sono quelle di formica dove non è possibile poggiarsi senza scivolare. Sull’atrio semivuoto affaccia uno sportello dove un impiegato annoiato fuma pigramente una sigaretta ignaro o inconsapevole di ogni forma di legge e di rispetto.
Fra le mani ho una cartellina piena di certificati dove si dice che mi sono fatto male, che non posso tornare al lavoro “fino a” e che sono in “inabilità con prognosi giustificata”.

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Immigrazione e Statistiche

L’equazione è di quelle semplici, di quelle che tutti possono capire: meno immigrati, meno criminalità.
In effetti, volendo ragionare alla grossa così come è ormai d’uso nel nostro paese, dal punto di vista matematico l’equazione è senz’altro corretta.
Secondo un rapporto presentato in giugno dal ministro dell’Interno Giuliano Amato sulla criminalità nel 2006, gli immigrati costituiscono il cinquantuno per cento dei denunciati per rapina o furto in abitazione, il quarantacinque per cento per rapina, il trentanove per cento per violenze sessuali, il trentasei per cento per gli omicidi consumati e il trentuno per cento per quelli tentati, il ventisette per cento per lesioni colpose. Se si considerano i soli immigrati senza permesso di soggiorno, si sale al settantaquattro per cento per omicidio, al settantadue per cento per tentato omicidio, al sessantadue per cento per violenza carnale e al sessantatré per cento per sfruttamento della prostituzione.

A questo va aggiunto che gli stranieri residenti permanentemente in Italia rappresentano circa il sette per cento della popolazione totale mentre sono il trentotto per cento di quella in stato di detenzione.

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Siamo Veramente Migliori dei Rosarnesi?

Stamattina ha fatto una certa impressione leggere l’articolo di Giuseppe Salvaggiulo su “La Stampa” on line a questo link.

“Riconsegnata ai bianchi, Rosarno è una città dissociata. Per il primo giorno dopo vent’anni, neanche un nero si vede per le strade.”

E’, infatti, la prima volta che vedo “ufficializzato” un contrasto sociale in termini razziali così espliciti. Mi viene da pensare che sia facile rimanere indignati da quanto accaduto a Rosarno come è facile essere favorevoli alla costruzione delle centrali nucleari. Più difficile dare giudizi quando si vive di fronte ad un accampamento clandestino o a un paio di chilometri dal cantiere di una nuova centrale nucleare.

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Lotto a Marzo

29 marzo, 2009 di  
Archiviato in latest, Leggere, Meccanica delle Cose

Per sbarcare il lunario faccio la guardia del corpo. Lo so, è una lavoro da schifo, e il giorno in cui me lo ricordo meglio è l’otto marzo. Dato che di solito preferisco tutelare l’incolumità di fustacchioni per approfittare delle fighette che gli ronzano intorno – e che di solito, dato il loro QI medio, in questo sfarfallare sconocchiano l’una contro l’altra e si stordiscono, permettendomi di approfittare fisicamente di loro – stasera è una di quelle sere in cui rischio seriamente la vita.

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Criminalità, Immigrazione e Lorazepam

Prima di tutto voglio ringraziare per l’ospitalità che mi viene concessa su MenteCritica. Spero che il mio lavoro possa tornare utile a tutti.

I recenti fatti di cronaca nera hanno riaperto il dibattito sull’immigrazione, la sicurezza ed i metodi necessari per contrastare la dilagante criminalità.

La dilagante criminalità

La criminalità è veramente aumentata? O meglio: è veramente aumentata di tanto da giustificare misure così drastiche come lo schieramento di 30.000 militari sul territorio?

A leggere i rapporti del ministero dell’interno e i dati statistici della prefettura di Milano il quadro che emerge non è così chiaro. Alcuni parametri sembrerebbero confermare l’impressione che stampa e classe politica vogliono lasciare passare, altri sono in decisa controtendenza.

Se la criminalità ha raggiunto livelli così preoccupanti, questo non deriva chiaramente dai dati statistici e sembra essere più il frutto di una percezione probabilmente indotta.

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Tales of Vengeance

20 aprile, 2008 di  
Archiviato in No One

Questa mattina ha smesso di prendere le medicine. Ha aperto la confezione di capsule ed una ad una le ha tirate fuori dal blister. Ne ha fatto un mucchietto giallo ed appiccicoso e le ha seppellite nel fiume turbolento che scorre nel suo cesso quando preme lo scarico. Poi è stata la volta delle gocce. Prima ha cercato di versarle dal beccuccio poi si è reso conto che ci sarebbe voluta un’ora e ha cercato una forbicina. Con quella ha tolto la capsula e ha svuotato il flacone nel lavandino. Nel bagno si è diffuso un odore dolce e sottile, come quello di una caramella ricoperta di zucchero. Poi si è guardato nello specchio. Ha visto i suoi occhi e le piccole pieghe di pelle che ci sono intorno, ha visto le labbra carnose piegate in giù, ha visto la barba bianca e i capelli cortissimi. Ha visto la fronte alta e le ciglia folte. Ha chiuso gli occhi e ha respirato piano e a lungo.
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