Disintossicarsi con l’LSD (Link Siti Disperati)
21 giugno, 2011 di Marechiaro
Archiviato in latest, Storie Italiane
Le religioni sono l’oppio dei poveri
Sperando in una giustizia divina, terrorizzati dalle pene dell’inferno, credenti hanno vissuto la loro vita giorno dopo giorno permettendo le ingiustizie dei potenti e sopportando le noie quotidiane, con l’unico vantaggio di salvare la famiglia e la credibilità dei paesani spesso solo di facciata, ma qualche volta realmente come se la fortuna avesse voluto favorirli in modo ben più benevolo che con una stupida vincita.
Fenomenologia di Silvio Berlusconi
22 maggio, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Accademia DFC, Cuore di Tenebra
Silvio Berlusconi è pura materia. Come tutti, d’altra parte, ma gli spazi interatomici che, insieme alle particelle compongono il suo corpo nel ricamo sottile di presenza/assenza che tesse lo spazio, sono indubitabilmente vuoti.
Nessun dubbio, nessun anelito, nessuna speranza, nessuno scrupolo. Quando Berlusconi parla di amore trasmette l’immagine di un sesso tumido semischiuso. Quando parla di sinistra si avverte lezzo di corpi sudati emananti fetidi feromoni. Quando dalla sua bocca esce la parola libertà, nell’aria si diffonde il suono metallico di monete tintinnanti. I suoi obiettivi politici schivano il cuore e arrivano allo stomaco e all’intestino fra gorgoglii di succhi gastrici e scoppiettio dei gas.
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Gilles
“E qualcosa rimane, fra le pagine chiare e le pagine scure”(1)
Potrebbe in effetti iniziare così la storia odierna di Gilles e dei suoi ricordi lungo quella strada che stancamente intraprese in una giornata al calar d’estate.
Per le strade, quelle vere, della sua fumosa città in degrado, pozzanghere ridisegnavano la geografia di quella periferia in odor di salsedine.
Cosa rimane, si chiedeva, mentre come un vecchio Pierrot si trascinava triste e s’inzuppava distrattamente i piedi negli acquitrini distribuiti come frattali lungo la via del porto.
La sua risposta era sempre quella, la solita di ogni post-sbronza, amari ricordi che tormentano come mosche, rimorsi per le scelte sbagliate, rimpianti per il fato che toglie e che da, come se qualcuno giocasse a dadi.
Note
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Novantatre Primavere
10 aprile, 2011 di Emanuele
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest, Leggere, Oltre le Righe, Storia e Memoria
Oggi mi ritrovo di nuovo in questa casa di riposo, da anni il solito odore pungente di minestrone e pasta scotta, saluto le infermiere che mi squadrano come fossi un divo del cinema e salgo con mio padre al secondo solito piano, anzi no, primo piano, da ieri l’altro.
Da qualche mese non vedevo la nonna, di solito fa tutto papà, poi ormai non mi riconosce più, 93 primavere e un alzheimer che domina la mente trasformano un Caro Manu in un freddo buongiorno.
Noemi Letizia: I Bonifici di Berlusconi sul Conto della Mamma. Un Modo per Valorizzare i Figli
2 febbraio, 2011 di Giovanni Grobo
Archiviato in Cronache Italiane, Il Futuro è nei Giovani
“Follow the money”, segui i soldi e troverai anche quello che non ti saresti mai aspettato. Il nome che sorprende. Ed è: Noemi Letizia. I soldi di Silvio Berlusconi, per la verità, arrivano attraverso bonifici, per varie decine di migliaia di euro, a sua mamma, Anna Palumbo, la donna che della bionda Noemi diceva: “È cresciuta nei valori del Vangelo e del mito di Silvio Berlusconi”.
[...]
Come mai proprio quest’anno viene foraggiata la famiglia di Noemi, si chiedevano ieri a Roma, alleati e avversari del premier? Difficile trovare oggi una risposta, ma un fatto è certo. C’è una domanda: da quale conto bancario partono? Risposta: dal solito, quello di cui Repubblica parlava ieri. Quel conto acceso presso “lo sportello 20600, centro direzionale Va”. Vale a dire, la filiale “presso il Centro Direzionale Palazzo Vasari – Milano 2 – Segrate (cab 206003)”: è il conto del “bunga bunga”. E la notizia dei bonifici alla famiglia Letizia comincia a circolare insistentemente intorno alle 18, i politici chiedono notizie ai giornalisti, i giornalisti ai politici.
Solletica l’immaginazione – e non è solo un argomento dell’inchiesta dei pm – questo copioso, fluido, generoso conto bancario del premier nella filiale di Milano due. È il conto dal quale partono 21 mila euro in due tranche per Nicole Minetti, consigliere regionale e igienista dentale. Partono di qua anche un bel po’ dei soldi per la bella cagliaritana Alessandra Sorcinelli, una show girl che ha ricevuto in tutto 160mila euro dal premier, sotto la voce (che sfiora il patetico) di “aiuto per gli studi”, degni di Einstein, evidentemente. Sempre da questa banca, non lontana dalla società Dolcedrago (guarda che combinazione, a volte, i nomi) che i deputati hanno vietato alla procura di perquisire, erano volati a suo tempo – aprile 2008 – euro per un milione e mezzo a favore di Marcello Dell’Utri, sui suoi conti nella banca di Denis Verdini. E un milione e 450 mila euro in assegni circolari viene emesso da questo conto proprio nei giorni in cui Emilio Fede e Lele Mora – siamo alla fine della scorsa estate – parlano di una somma da parte del premier di “uno e mezzo”. Ora, sempre attraverso questo conto, si scopre che il destino di Noemi e della sua famiglia continua ad essere intrecciato con le risorse finanziarie del premier. È ragionevole credere che questi bonifici, più che alla signora, siano destinati alla prima delle tre minorenni che il Cavaliere abitualmente ha frequentato negli ultimi anni (le altre due sono Iris Berardi e Karima El Marough, Ruby, la marocchina diventata egiziana e nipote di Mubarak).
Se fosse possibile fare una classifica dell’orrore nella squallida vicenda del bunga bunga, quella delle figlie offerte in pasto al vecchio dal culo flaccido sarebbe, almeno secondo me, in prima posizione.
Papà e mamma di Noemi mandano la figlia minorenne a Roma da Berlusconi, poi in Sardegna, a quelle feste che, secondo versioni oggettivamente ancora da provare, si sarebbero rivelate dei veri e propri puttanai. Poi, dopo la storia della festa di compleanno, fanno la difesa pubblica di papi-Silvio e, infine, passano all’incasso.
La Presa per il Sedere dell’Unità d’Italia
7 gennaio, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Cronache Italiane, Cuore di Tenebra, latest
Napolitano che parla dell’unità d’Italia fa lo stesso effetto di Ratzinger che parla del sesso prima del matrimonio. Magari sarà pure vero che se una persona è cattolica deve aspettare il fatidico “sì” per inzuppare il biscotto, ma mi piacerebbe contare, percentualmente, quanti rispettano la consegna.
Il valore dell’unità d’Italia, come il divieto di pugnetta, suona anacronistico in un paese dove ad essersi sfasciato non è solo lo spirito nazionale, ma il sistema politico, la certezza del diritto, la libertà di voto, il rapporto paritetico tra imprenditoria e forza lavoro e la fiducia in una vecchiaia serena per quello che una pensione e l’assistenza sanitaria pubblica possono donare.
Suca e Melon a la so Stagion
27 dicembre, 2010 di fma
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Dice Aristotele in Etica Nicomachea : “I giovani devono essere pudichi, perché vivendo sotto il dominio della passione sono portati a commettere molti errori e il pudore gli può servire da freno. Per questo si lodano i giovani quando lo sono, mentre nessuno loda un vecchio, perché si pensa che il vecchio non possa compiere cose delle quali si debba in seguito vergognare.”
Quasi che la vecchiaia fosse fisiologicamente vocata al pudore e dunque i vecchi potessero insegnarlo ai giovani. Un’idea non priva di fondamento biologico. Si sa che il testosterone, la vasopressina, la feniletilamina, l’ossitocina e gli altri ormoni non circolano nelle vene della vecchiaia come in quelle della gioventù.
Allora non si sapeva, ma forse Aristotele aveva intuito in anticipo anche questo. O forse la notazione scaturiva dalla semplice osservazione quotidiana. Forse ai suoi tempi i vecchi erano davvero così.
Una Pensione per il Califfo
9 novembre, 2010 di Comandante Nebbia
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Negli ultimi giorni, giornali, radio e televisioni hanno ricamato con malcelata goduria sulla storia di Franco Califano e della sua richiesta di ricorso alla legge Bacchelli, un provvedimento che offre un sostegno economico agli artisti che hanno dato lustro alla cultura nazionale e che, giunti alla vecchiaia, vivono in condizione d’indigenza.
L’indignazione a telecomando è scattata sulla base di vecchie dichiarazioni dello stesso Califano che ebbe occasione di vantarsi ripetutamente della sua vita di stravizi, del danaro sperperato in alberghi di lusso, macchine sportive e in regalie e prebende per migliaia di donne possedute al ritmo di tre al giorno.
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Una Donna Normale
7 giugno, 2010 di Daniela Tuscano
Archiviato in latest, Schermo dei Sogni, Storie Italiane
Il ricordo è nitido e fulminante. Anno 1973, su tutte le locandine svetta Malizia, con una procace ragazza su una scala a pioli, sorpresa nell’attimo in cui scopre un reggicalze nero e, più sotto o più oltre…
Era lei, Laura Antonelli. E lui era Alessandro Momo: il giovanotto sedotto che avrebbe girato con la sensuale attrice istriana un altro film dal titolo ammiccante: Peccato veniale. Laura Antonelli era una bella pesca dagli occhi rinascimentali. Avrebbe fatto la gioia dei pittori pompieri di fine secolo.

Nulla di complicato e di decadente in lei. Era nata a Pola, ma restava così floreale, squisita, italiana fin nelle rotondità del seno generoso e florido. Succosa, la classica figlia-madre-amante. Anche di Alessandro Momo, suo partner nel film che la lanciò, ho un ricordo abbacinato: come la sua carriera.
Vecchi Stizzosi: DelleFragiliCose vs. Comandante Nebbia
21 marzo, 2010 di dellefragilicose
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Dellefragilicose
Che vecchiaia d’inferno
Che vecchiaia d’inferno. Nonostante i milioni, le trombate, i viaggi, gli orologi da centomila euro, le ville in Sardegna, gli aerei privati e la torma di leccaculo che ti circondano a me dai l’impressione di essere un vecchio solo, stizzoso ed infelice. Spero di sbagliarmi.
Mi ti immagino attaccato a quel telefono mentre chiami uno per raccomandare un paio di zoccole, quelli dell’Agcom per lamentarti di Santoro, il comandante dell’Arma dei Carabinieri per chiedergli di denunciare Santoro, di nuovo quelli dell’Agcom per parlar male della Dandini e poi il direttorissimo per suggerigli cosa dire al TG1. Ore e ore al telefono, a lamentarti, chiedere, convincere.
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Carneade non Vuole Fare i Conti con gli Anni che Passano…
28 febbraio, 2009 di lupoalburnino
Archiviato in latest, Meccanica delle Cose
Carneade non è stato bene in questi ultimi tempi. Da prima di Natale. L’ho visto quasi improvvisamente perdere la sua vivacità, il suo spirito critico, la sua lucidità. Si rintanava nella sua cuccia e vi rimaneva in silenzio, quasi non esistesse. Le mie discese in giardino che avevano lo scopo di informarmi sulla sua salute erano del tutto inutili: Carneade non mi rispondeva, raggomitolato nella sua cuccia. Mi sono davvero preoccupato e l’ho fatto visitare più volte dal veterinario, il quale ogni volta mi diceva, pensando di non essere capito da Carneade:
“Perché si preoccupa tanto, professore (ancora mi chiamano prof. invece di signore o di maestro). Essendo avanzato negli anni com’è, è naturale che le sue difese immunitarie si siano abbassate e basta un po’ di cimurro a procurargli “acciacchi” di un certo peso. E’ giù di forma. Piano piano si riprenderà. Adesso gli diamo una bella cura e ritornerà attivo e pimpante (!?) come prima”.
Mia Nonna è un’Astronave
26 luglio, 2008 di la Donna Cannone
Archiviato in Border Zone, Meccanica delle Cose
Paura.
Mi fa molta paura l’idea di ridurmi così. Appoggiata come un vecchio straccio su una sedia a rotelle, guardando il mondo da un vetro. Undici anni di albe e di tramonti sottovuoto. Mani nodose, anche accartocciate.
Anche oggi l’impresa è attraversare lo stuoino, prima un piede e dopo l’altro, per approdare, sfiancata e tremolante, alla sedia di cucina.

