Intervista a un Sottufficiale dell’Esercito Italiano
24 settembre, 2011 di la Donna Cannone
Archiviato in Cronache Italiane, Il Lavoro degli Italiani
Nasce su Mente Critica nella pubblicazione del cannonico l’incontro – scontro virtuale e ideologico con Max, Sottufficiale dell’Esercito Italiano. Gli abbiamo proposto di farsi intervistare. Ecco la prima parte dell’intervista
Presentazione
Sono Max, ho 38 anni e sono un Sottufficiale dell’Esercito. Sono nato e vivo a Salerno, ma lavoro a Napoli dal 2005. Prima di allora ho svolto servizio a Persano (SA) e a Livorno. Sono sposato in seconde nozze da circa un anno e non ho figli.
In uno dei suoi commenti, ha citato Berlusconi, tradendo l’iniziale senso del termine “disadattato”, che Lei attribuiva ai “reduci” dai teatri di guerra e non quindi ad una questione politica. Comunque, io non sono certamente vicino all’ambiente di centrodestra, come potrebbe sembrare scontato per un militare; anzi, le mie frequentazioni e l’ambiente in cui mi piace muovermi vanno decisamente in un’altra direzione.
le domande di Comandante Nebbia
CN: in che teatri è stato impegnato?
Max: Sono stato in Bosnia nel ’96, quattro volte in Kosovo tra il 2000 e il 2003 e in Iraq nel 2004.
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Default Italia, 49 Giorni al Fallimento. L’Ideologia dell’Ineluttabile
22 settembre, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Chiamiamola Economia, Meccanica delle Cose
La grande crisi va modificando in maniera sempre più sensibile molti comportamenti nella vita quotidiana della maggior parte degli Italiani, soprattutto per quanto riguarda la costante contrazione dei consumi, in quanto strettamente relazionati al reddito e, quindi, alla capacità di spesa. Ma la naturale indisponibilità dei cittadini ad abbassare il proprio tenore di vita può essere derubricata a mera ritrosia (evitando una significativa sensibile reazione contraria) solo attraverso una paziente azione di convincimento, cioè dispiegando una sorta di ideologia dell’ineluttabile, fondata su pilastri concettuali semplici e facilmente assimilabili. Mi soffermerò su due di essi particolarmente interessanti.
Siamo vissuti al di sopra delle nostre possibilità.
In genere, quest’affermazione viene argomentata facendo riferimento allo sconcio delle pensioni d’anzianità ed, in particolare, alla legge vigente per lunghi anni in Italia che consentiva di percepire una sia pur modesta pensione a fronte di un tempo di lavoro insopportabilmente contenuto (15 anni 6 mesi ed 1 giorno). Ci sono, ovviamente, altri esempi di strampalate incongruenze che hanno prodotto un qualche aggravio sui conti dello Stato, ma si preferisce concentrare l’attenzione su questo argomento, perché, oltre ad essere oggettivamente di forte impatto, richiama una straordinaria carica d’ingiustizia, avendo cura di scaricarne implicitamente vantaggi e responsabilità sui lavoratori, intesi come classe sociale.
Default Italia, 66 Giorni al Fallimento. Non ci Resta che la Dittatura dei Migliori?
5 settembre, 2011 di fma
Archiviato in Cronache Italiane
L’idea che Giustizia e Solidarietà siano ingredienti indispensabili alla convivenza sociale fa parte della cultura del mondo occidentale. Sia pure coniugate in modi diversi, perché Giustizia e Solidarietà non sono la stessa cosa. Un’azione può essere giusta e solidale, o il suo contrario, ma anche giusta e non solidale, oppure solidale ma ingiusta. Se due uomini, uno con prole e l’altro senza, fanno lo stesso lavoro e vengono retribuiti allo stesso modo è sicuramente giusto, ma non solidale. Mentre se il secondo viene retribuito meno del primo, è sicuramente solidale, ma non giusto.
La Giustizia risponde all’esigenza di avere secondo i propri meriti, la Solidarietà di avere secondo i propri bisogni.
Le due cose non sono antitetiche, aut-aut, ma neppure indifferenti, et-et; se mai, ove si debbano fare i conti con la scarsità delle risorse, che è la condizione più probabile nella realtà, complementari. Se ti allarghi con l’una ti resta meno spazio per l’altra e viceversa. Per convivere devono essere coniugate e regolate. Dev’essere stabilito quale delle due prevarrà sull’altra in caso di conflitto e fin dove e fino a quando. Un’iniziativa politica onesta deve indicare l’ordine in cui intende perseguirle e, ove s’imponga una scelta, se darà priorità alla Giustizia, oppure alla Solidarietà, e in che modo.
Apologo dei Conti di Rampogna
23 agosto, 2011 di fma
Archiviato in Cazzotti, Storia e Memoria
Il conte Peppino viveva con la vecchia balia in quattro povere stanze, le uniche dotate di tetto, a ridosso del mastio duecentesco che da una modesta altura dominava il corso delle risorgive. Il suo antenato Giovannino, uomo d’arme, cadetto dei conti di Rampogna, intorno alla metà del tredicesimo secolo, passando dai Duchi d’Austria al servizio del Patriarca di Aquileia, aveva ottenuto in feudo per sé e per i propri discendenti i paesi di Torre e di Brugnato.
Peppino sulla carta era ancora il signore di Torre e di Brugnato, ma siccome gli abitanti dei due paesi avevano cessato da tempo immemorabile di corrispondergli canoni, tassi, gabelle, decime, censi e pascolatici, s’era ridotto a vivere col crescione che la balia traeva dalle acque, peraltro limpidissime, del fiume, accompagnandolo con qualche uovo che veniva dal pollaio. Quel pezzetto di fiume e quel pollaio, sistemato sulla sommità del muro di scarpa per tenerlo fuori dalla portata dei malintenzionati, era ciò che restava, quando io ero ragazzo, del feudo dei Rampogna.
Il Default dell’Occidente, 83 Giorni all’Apocalisse
19 agosto, 2011 di grp
Archiviato in Cuore di Tenebra
Ci abbiamo provato, ma a giocare con il fuoco alla fine ci si scotta. Quando si prende una strada si deve avere lo stomaco di percorrerla fino in fondo. Il tentativo di conciliare il Capitalismo con il Cristianesimo, l’accezione Calvinista che vede la ricchezza ed il benessere come un premio che Dio attribuisce all’uomo virtuoso e laborioso, non ha funzionato.
Non si può perseguire il profitto “eticamente” se non si hanno dei valori condivisi. Un prodotto che costa di più solo perché è realizzato rispettando la natura ed i diritti di chi lo produce è destinato al mercato di nicchia delle madame dal mignolo alzato. Vende chi produce cose che funzionano a prezzi bassi. L’acquirente, la massa degli acquirenti non le madame, se ne fottono di come è fatto, dove e da chi. Guardano solo il cartellino del prezzo.
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Perché Tremonti Vuole Cambiare l’Articolo 41?
11 agosto, 2011 di redazione
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti
Su MenteCritica ne abbiamo parlato in tempi non sospetti. Esattamente il 9 febbraio del 2011. Sette mesi fa, prima che la crisi entrasse nel vortice del default. Evidentemente il disegno è di lunghissima data.
Così inizia l’articolo di Eduardo Quercia:
Lentamente, quasi inavvertitamente, il governo e i mezzi di comunicazione stanno veicolando all’attenzione dell’opinione pubblica la necessità di un intervento sull’art. 41 della Costituzione. E ciò sulla base della proclamata necessità di abbattere tutti i controlli o impacci burocratici che impedirebbero l’insediarsi o l’ampliarsi di nuove aziende.
Invero, come dice il segretario del PD, non si ha memoria di lamentazioni da parte di chicchessia sulla nefasta influenza che tale norma avrebbe avuto nel ritardare lo sviluppo dell’economia o nell’aggravare i momenti di crisi.
Come al solito, però, è probabile che un’accorta strategia mediatica finirà per creare nell’opinione pubblica il convincimento (fasullo e strumentale) che sia assolutamente necessario rimuovere questo ostacolo al benessere di tutti i cittadini.
Perché ci si accanisce contro questo art. 41, il cui primo comma recita: “L’iniziativa privata è libera” ?
Siamo in presenza di una questione ideologica e valoriale, il cui obiettivo non dichiarato è lo svilimento dei successivi secondo e terzo comma:
2° Non può svolgersi (l’iniziativa privata) in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà ed alla dignità umana.
3° la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
Lo snodo è cruciale, non solo per gli assetti economici, ma per gli orizzonti di senso in cui gli italiani debbono collocarsi, perché l’art. 41 delinea, sia pure in via di principio, uno scenario di subordinazione del mercato alle ragioni della politica e dell’umanità, percepiti dalle forze dominanti come oramai intollerabili.
L’obiettivo vero è completare il lavoro già iniziato (dal centro-sinistra alla fine degli anni ‘90 con la legge Treu e continuato dal centrodestra con la legge Biagi) di precarizzazione di ogni forma di vita e di ogni rapporto di lavoro, allo scopo di ribadire il comando capitalistico sulla merce lavoro (come insegna la vicenda FIAT).
Vi preghiamo di continuare la lettura dell’articolo di Eduardo Quercia a questo link perché è giusto ragionare su tutti gli aspetti delle manovre oggi proposte.
TAV: La Battaglia per un Paese che non c’è
4 luglio, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica, Il Lavoro degli Italiani, latest
Lo confesso: non ho un’idea chiara sulla questione della TAV in Val di Susa. E’ un’opera con impatti devastanti sull’ambiente? Sicuramente sì. L’equilibrio naturale è delicato e qualsiasi alterazione può indurre conseguenze irreversibili. Serve? Forse sì. Si tratta di un raccordo parte di un progetto a livello europeo. Difficile credere che sia stato possibile mettere su un ambaradan di queste dimensioni senza che tante entità non abbiano condiviso ipotesi di sviluppo ed utilizzo almeno plausibili. Probabilmente non è un’opera necessaria, ma solamente utile. Qualcuno è in grado di dare un giudizio definitivo ed inappellabile? No, oltre ogni dubbio. L’elevato numero di variabili in gioco, l’orizzonte temporale, la fluidità del contesto economico impediscono una risposta ineccepibile. Si può discutere all’infinito, ma non si arriverà mai ad una conclusione scientifica. E’ una cosa che va fatta o non fatta sula base di un sentiment, parola che gli specialisti del settore finanziario utilizzano per definire una sensazione solo parzialmente basata su fatti, ma integrata con una visione del futuro che rimane personale.
Un’Altra Idea di Giustizia
18 febbraio, 2011 di fma
Archiviato in Cazzotti, latest, Oltre le Righe
Mi capita spesso di inciampare nelle manifestazioni di sdegno, le più disparate, con cui i bravi cittadini cercano di distinguersi dai loro concittadini cattivi.
Talvolta a ragione:
“Ma come, puzzone, io pago le tasse e tu no?”
È implicito nella comune accezione di giustizia che i cittadini siano tutti uguali davanti al fisco e che nessuno si comporti come se lo fosse un po’ di più.
Altre volte sulla base di semplici aspettative deluse:
“Avevo riposto in te tante aspettative e tu così mi ripaghi?”
Il 13 Febbraio e le Donne
14 febbraio, 2011 di bijuu
Archiviato in Appunti Italiani, latest, Vere Donne
Post-esame universitario in un raro pomeriggio di sole invernale. Mentre finalmente passeggio senza troppi pensieri per la testa, incontro in una delle aule studio la mia amica C. . E’ raggiante, e come ho modo di scoprire di lì a poco, ha appena finito il suo appello brillantemente. Mi offre un caffè e qualche secondo dopo ecco che spuntano altri due sorrisi nascosti dietro di noi: S. e V. hanno finito e ci raggiungono. Ci si racconta inevitabilmente delle domande sostenute ma, soprattutto, di quanti esami manchino alla laurea! Argomento a dir poco a senso unico poiché si finisce sempre con il porsi la stessa domanda: e dopo? Non che le opzioni siano poche, ma l’aria che tira nel nostro campo è terribile; ognuna di loro svela piano il proprio piccolo sogno nel cassetto, quasi come per ricordarlo a sé stessa, e mentre raccontano la mia mente disegna l’immagine di luoghi esotici lontani o luminosi ed affascinanti.
La Manifestazione delle Donne nei Commenti dei Lettori de il Giornale: Leggere per Credere
13 febbraio, 2011 di redazione
Archiviato in Cronache Italiane, latest
Repubblica e Corriere parlano di un milione di donne in piazza(1), Il Giornale ha una matematica diversa e ne conta un centinaio di migliaia, comunque qualcuna in più delle persone convenute “spontaneamente” per sostenere Berlusconi qualche giorno fa.
La cosa più interessante sono i commenti . Ci raccontano un’Italia che vogliamo ignorare, ma che nel bene o nel male è al governo del paese. Di seguito una piccola antologia.

vincenzoaliasilcontadino
Se domani il Cav mettesse annuncio. Cercasi…ci sarebbe una fila da Palazzo Chigi ad Arcore o da Villa San Martino ai Caraibi, queste donnine e vip, molte le ho conosciute personalmente, devo dire che, il bue chiama cornuto l’asino, c’azzecca! Alcuni: una tizia lascia la famiglia e un figli adottiva per fare carriera nel Sindacato, favorita dalla quote rose, ma cchiste songono Rosse! Altri/e, quante cornificati/e? Altra che la dava tutti i politici, la vidi il giorno al funerale di Bettino Craxi in una bar del cento de Roma a schizzazzare hot e tracannare! Ovvio, assoldata da altro partito restando sempre una Mer**na!
bracco
Girava voce che alla manifestazione delle femmine moraliste girasse pure Rocco Siffredi……………..
eglanthyne
Se passava il carretto del bruttaio le caricava tutte.
Mario Galaverna
La Buongiorno? E già, MIKE l’ha sposata (Confonde Giulia Bongiorno presidente della Commissione Giustizia della Camera con Daniela Zuccoli, vedova di Mike Bongiorno N.d.R.) mica per la sua avvenenza ma per la sua intelligenza anche se la differenza d’età era quasi trentennale. Mentre lei, ovviamente, non ha sposato MIKE per i suoi soldi ma per la sua prestanza fisica da riproduttore. Strano come mai le belle donne di spettacolo (e non) sposino gente ricca e mai un operaio di un altoforno. Che sia una nuova trovata egalitaria delle cozze che vogliono le stesse opportunità delle dee imposte per legge?
gianni1950
Trovo scandaloso il comportamento di queste cosi dette donne, indotte dai partiti di sinistra a difendere che cosa? la caduta di Berlusconi. Strano che non hanno invitato le donne gay e gli uomini gay ecc, almeno sarebbe stato più colorita e divertente vedere la grande ammucchiata di valori sinistrorsi..Se Berlusconi vuole organizzare una manifestazione potrà contare con 2 milioni di persone, come la manifestazione di Roma. Queste sinistre non sanno più cosa inventare per uccidere Berlusconi. Fossi in lui mi guarderei bene, assoldare qualche assassino in questo clima è facile.
killkoms
ma andassero amargherite!queste sono quelle che ammiravano l’antonia di”porci con le ali”,e ora fanno le moraliste!è proprio vero che ogni mucca si scorda di quando è stata vitella!
sonia parisi
Queste Donne, Da Donna, Mi Fanno Tristezza E Anche Un Po’ Schifo. Sono Le Stesse Che Insegnano Ai Figli E Agli Alunni Ad Odiare Unuomo Che Non Conoscono. Sono Le Stesse Che Affidano La Loro Prole A Nonni E Baby Sitter Facendola Crescere Senza Fargli Mancare Niente Di Materiale Ma Senza Nessun Principio O Morale. Proprio Come Le Loro Auguste Madri Che Oggi Sono Scese In Piazza Per Difendere Ipocritamente “la Dignità’ Di Signorine” (quelle Belve Dell’olgettina), Mentre L’intento Era Dichiaratamente Altro, Non Sono Mai Scese In Piazza Per Difendere Le Donne Dalla Lapidazione (iran), Infibulazione (africa), Le Donne Mussulmane Che Non Hanno Diritti Di Essere Umano . Ipocrite………. E Soprattutto False Moraliste Perche’ Tutta Italia Conosce La Loro Carriera Di Letto Soprattuto Di Alcune Di Quelle “signore” Partecipanti , Sicuramente A Ruby E Alle Sue Colleghe Potrebbero Insegnare Qualcosa.
michele73
Io credo che la manifestazione di oggi, svoltasi in 213 città italiane, abbia sancito solo una cosa: il prossimo leader dell’opposizine sarà una donna. Ebbene sì, sarà una donna che, per la legge del contrappasso, spodesterà il bruto Cavaliere. Una donna concettualmente radical, ma anche devota Mariana; una donna che abbia piena dignità del suo corpo, proibizionista per antonomasia, ma che strizza l’occhio al botulino. Quindi, da oggi, si apre una nuova fase politica italiana, che porterà attraverso le democratiche primarie, all’elezione del nuovo leader delle opposizioni, finalmente donna. Naturalmente vincerà VENDOLA!!! Auguri a tutte!!
coruncanio
Fra gli indignati dalle cene con belle ragazze del presidente Berlusconi, ci sono molti pederasti, prostitute potenziali che non esercitano per mancanza di attributi, onanisti da computer, palpeggiatori di bambini ed altre categorie del settore. Per costoro è un’ onta che ci sia qualcuno che ami le belle donne, non gli va giù.
Chi vuole mettere alla prova il suo stomaco, come abbiamo fatto noi, i commenti in versione integrale .
Note
- articoli e [↩]
L’Articolo 41 della Costituzione
9 febbraio, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani, latest
Lentamente, quasi inavvertitamente, il governo e i mezzi di comunicazione stanno veicolando all’attenzione dell’opinione pubblica la necessità di un intervento sull’art. 41 della Costituzione. E ciò sulla base della proclamata necessità di abbattere tutti i controlli o impacci burocratici che impedirebbero l’insediarsi o l’ampliarsi di nuove aziende.
Invero, come dice il segretario del PD, non si ha memoria di lamentazioni da parte di chicchessia sulla nefasta influenza che tale norma avrebbe avuto nel ritardare lo sviluppo dell’economia o nell’aggravare i momenti di crisi.
Come al solito, però, è probabile che un’accorta strategia mediatica finirà per creare nell’opinione pubblica il convincimento (fasullo e strumentale) che sia assolutamente necessario rimuovere questo ostacolo al benessere di tutti i cittadini.
Perché ci si accanisce contro questo art. 41, il cui primo comma recita: “L’iniziativa privata è libera” ?
Berlusconismo: Apologia del Male Assoluto
28 dicembre, 2010 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cronache Italiane, Cuore di Tenebra, latest
I giorni che precedono la fine dell’anno sono spesso dedicati ai bilanci, motivo scatenante della “sindrome depressiva natalizia”. Provo anche io a dare un contributo a questa allegra fenomenologia con un breve intervento scaturito dalla lettura di questo eccellente contributo e del commento di un affezionato lettore delle nostre pagine.
Ho l’impressione che in una parte del paese, quella che non si riconosce nel governo e, più in generale, nell’attuale clima culturale italiano, prevalga la convinzione che l’enzima degenerativo del tessuto sociale italiano sia riconducibile quasi esclusivamente all’ingresso in politica di Berlusconi e all’azione devastatrice delle sue televisioni. Un po’ come credere che Berlusconi abbia inventato corruzione e puttane e che “Ok il prezzo è giusto” abbia impedito la nascita di un altro Giorgio Gaber.
LA Publicy in Pratica: i Cittadini Privati
6 settembre, 2010 di Gianmario Felicetti
Archiviato in Democrazia e Diritti
Nel post precedente abbiamo visto alcuni principi ispiratori di un ipotetico diritto alla Publicy. Ma esiste veramente questa Publicy? Che cos’è? Dove la troviamo? Perché è importante? Facciamo un esempio concreto.
In USA vige una fatidica legge chiamata “Don’t Ask Don’t Tell”: obbliga i militari a non svelare la propria omosessualità, e addirittura a non parlare di omosessualità in generale. In cambio (in cambio???) nessuno può indagare sulla vita personale delle persone sospette di essere omosessuali. Un apparentemente innocuo “Non chiedere, non dire” cela la minaccia di violazione del diritto alla privacy nel caso in cui un militare omosessuale voglia esercitare il diritto alla publicy. Non è solo una questione teorica: si tratta di minaccia del licenziamento e l’onta di essere radiati dal corpo. La tutela della propria privacy (sacrosanta) è usata come moneta di scambio e al contempo come arma di ricatto per imporre ad alcuni – una minoranza – di non esercitare un diritto altrettanto fondamentale.
Quali Valori?
30 agosto, 2010 di fma
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane
Il governo francese ha deciso in questi giorni un piano di espulsioni e di rimpatri riguardante le comunità rom illegali. Secondo il ministro dell’Immigrazione, Eric Besson, entro agosto saranno rimpatriati forzatamente 850 rom.
Sulla questione è intervenuto Benedetto XVI, sostenendo, in francese ove vi fossero dubbi sul destinatario, che:
« … tutti gli uomini sono chiamati alla salvezza. È questo anche un invito a saper accogliere le legittime diversità umane, seguendo Gesù venuto a riunire gli uomini di ogni nazione e di ogni lingua», invitando i francesi a «educare i giovani alla fraternità universale».
Negazione della Libertà, della Donna o del Maschilismo?
19 luglio, 2010 di Luna
Archiviato in Oltre il Confine
In questi giorni il parlamento francese ha approvato, in prima lettura, un progetto di legge che vieta di indossare il velo islamico integrale nei luoghi pubblici.
Nel testo si legge che “le persone saranno, non soltanto, costrette a mostrare il volto all’ingresso dei servizi pubblici, ma anche durante tutto il periodo della loro permanenza”.
Privacy e Publicy
19 luglio, 2010 di Gianmario Felicetti
Archiviato in Democrazia e Diritti
Nella società attuale la privacy viene considerata, giustamente, un diritto della persona. Rispetto ad un passato in cui non esisteva nemmeno il concetto di privato come dimensione personale di esercizio dello stato di diritto, questo è un traguardo culturale importante. A tal punto che spesso il diritto alla privacy è innalzato al di sopra di altri diritti fondamentali, se non addirittura in chiara contrapposizione ad alcuni di essi, come ad esempio il diritto all’informazione.
In effetti, si è consolidata da tempo una visione dicotomica “privato vs pubblico” che porta con sé inevitabili conflitti. Ancor più quando il diritto alla privacy è invocato da persone che rappresentano le istituzioni della res-publica oppure da chi è coinvolto in procedimenti giudiziari.
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Progetto Politico Contro le Devastanti Politiche Di Esternalizzazione
8 giugno, 2010 di Lidia Undiemi
Archiviato in Chiamiamola Economia, Il Futuro è nei Giovani, Il Lavoro degli Italiani, latest, Meccanica delle Cose
Ricevo e volentieri pubblico questa nota di Lidia Undiemi che descrive un progetto politico di contrasto alle esternalizzazioni speculative.
Come già detto in passato, non ho difficoltà a considerare la flessibilità lavorativa come un valore produttivo nazionale che va incoraggiato e tutelato.
Quello che è intollerabile, però, è l’utilizzo criminale degli strumenti che regolano la flessibilità che portano a retribuire il lavoro come “a tempo indeterminato”, ma a trattare le persone come “liberi professionisti”.
La flessibilità è un valore che il dipendente offre all’imprenditore insieme alle sue conoscenze e come tale va retribuito come si retribuiscono le competenze. Questo vuol dire che un lavoro flessibile va retribuito in maniera più rilevante di un lavoro fisso.
Questo criterio, così semplice e naturale, è già ampiamente radicato nella mentalità comune.
A nessuno sembra assurdo pagare 100 euro al giorno per affittare una vettura che, magari, ne costa solo 10.000. E’ evidente che il vantaggio di poter usare una cosa e poi restituirla va retribuito a chi si assume l’onere di acquisire il bene, manutenerlo e renderlo disponibile a richiesta.
Chi conta di dover usare a lungo una macchina e intende averla nelle proprie disponibilità senza preavviso e senza prendersi il disturbo di affittarla, andarla a prendere e riconsegnarla, spende 10.000 euro e l’acquista. Nei dieci anni medi di vita, la macchina verrà a costare 10 euro al giorno invece di 100, ma ovviamente rimarrà in garage quando non serve e nei 10 euro al giorno saranno comprese le tasse e le spese di manutenzione.
Così, un lavoratore flessibile fa l’investimento di formarsi e manutenersi(formazione, esperienze, ecc.). Investimento che, come nell’auto a noleggio, va retribuito in aggiunta al servizio.
Chi aggira questa regola naturale e insita nel funzionamento del mercato compie un’azione criminale perché non solo condiziona il presente del lavoratore, ma mina il sistema previdenziale e, di conseguenza, l’intero tessuto produttivo.
A livello microeconomico è l’utilizzo improprio dei contratti a progetto a rappresentare l’abuso criminale. A livello di grandi industrie, il meccanismo passa attraverso le esternalizzazioni che portano a rendere flessibile un rapporto di lavoro fisso senza, però, pagare l’aliquota di compensazione testé descritta.
Questo saccheggio, al momento, è come un iceberg. Quello che si vede è solo una minima parte del pericolo incombente. Le forze politiche sono colpevolmente assenti. A questo punto possono essere definite complici in quanto molti partiti e sindacati .
Spero che questa iniziativa di Lidia, , non si limiti alla proposta e si concretizzi rapidamente in fatti visibili a tutti. Tutti noi abbiamo bisogno di punti di riferimento operativi. Se Lidia e l’IDV possono diventarlo, sarò felice di sostenerne l’azione.
