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Default Italia: 98 Giorni al Fallimento – Quello che Berlusconi non ha Avuto il Coraggio di Dire

Stanotte dormirò poco e male. Sono sicuro che non riuscirò a prendere sonno, poi, appena appisolato, mi sveglierò all’improvviso. Immagino che non funzionerà nemmeno la solita dose di 20 goccette di Songar che, in situazioni normali, mi mandano in una sorta di anestesia profonda che dura fino alla tarda mattinata.
Penso a Silvio Berlusconi, alle sue tre aziende quotate in borsa che lo portano a “essere in trincea” insieme a noi in questa terribile crisi.  Poareto, direbbe il mio collega bellunese.

Povero Silvio, quanti pensieri devono tormentarlo con tre aziende quotate in borsa. Se le cose continuano così finisce che, per risparmiare, dovrà rinunciare alle zoccole e tornare alle pugnette. A una certa età certe cose possono essere imbarazzanti. Non è che c’è qualche volontaria tra le lettrici disposta a lavorare un po’ con la pompetta? O magari qualche volontario? Silvio ha la faccia di quello che non si pone certi problemi. Alla fine un buco rimane un buco. Una cosa che è definibile solo in termini di assenza, dicono gli studiosi del fenomeno dell’emergenza.

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Libero, il Primo Quotidiano Pornografico del Mondo

Secondo me, sarà anche per l’età, l’aspetto più interessante della pornografia estrema non sono i registi e gli attori, ma i fruitori. E’ da sempre che la gente fa di tutto per soldi. L’integrità morale è un concetto astratto come tutti gli assolutismi, il che sarebbe una forma un po’ criptica per dire che tutti hanno il loro prezzo.

Per questo, che qualcuno o qualcuna per soldi sia disposto o disposta a farsi orinare in bocca o a mettere alla prova l’elasticità del proprio sfintere facendoci entrare una mano chiusa a pugno mi intristisce, ma non mi inquieta. Mi inquieta chi, pagando, gode nel guardare certe cose. Non giudico, non sta a me, ma certi aspetti della psiche che attingono a connotazioni così profonde dell’animo mi fanno paura. Se ti trovi difronte uno che ti punta una pistola addosso hai pochi dubbi, se ha una divisa del colore diverso dalla tua, ancora meno. Hai davanti un problema, per certi versi, confinato, prevedibile. Ma cosa attendersi dal signor Giancarlo, quello che lavora al catasto, ha la forfora, veste quelle camicie a scacchi fuori moda, è sempre così gentile e poi, sul pc di casa, ha gigabyte e gigabyte di film dove donne si incrociano con equini, altre mangiano la cacca e si vomitano in bocca(1)? Io non lo so e, questo, mi inquieta.

Libero, il quotidiano diretto dal Signor Maurizio Belpietro e dal Signor Vittorio Feltri è, aldilà di ogni dubbio, un giornale pornografico estremo pubblicato con cadenza quotidiana.
Nell’impossibilità materiale di aggirare il sequestro pubblicando alani superdotati che montano giovani olandesi dal sedere brufoloso, Libero si dedica ad una pornografia semantica che titilla il lato oscuro del lettore che, piacevolmente, viene condotto in una sorta di devianza intellettuale dove lo scatting, il bukkake e il fisting si esplicitano nella violenza dei concetti e dei titoli in una semiotica la cui meccanica è del tutto equivalente a quella dell’alano. Per averne un’idea di massima, basta recarsi a questa pagina dove si possono leggere i titoli di prima pagina di Libero delle ultime settimane. Qualche esempio:

  • L’Europa vada all’inferno
  • Porno prefetto anti Silvio
  • Bollito o no, viva Silvio

Quello di oggi “Ucciso a Gaza, lasciatelo là” in riferimento al cadavere di Arrigoni, è nella linea di quel “vacanze intelligenti“, scritto per prendere per il sedere Enzo Baldoni proprio mentre veniva ucciso.

Perché il Signor Maurizio Belpietro e il Signor Vittorio Feltri facciano certe cose mi è chiaro come mi è chiaro perché un efebico giovanotto di Los Angeles partecipi ad un film dove gli tocca di beccare tre falli di ragazzi di colore contemporaneamente nello stesso orifizio. Per soldi, per vantaggio personale, e qui ci siamo. Tutto secondo copione.

Ma chi è il signor Giancarlo della situazione che gode nel leggere il titolo sul cadavere di Arrigoni e compra Libero per gustarlo? Chi sono questi miei connazionali con la camicia fuori moda che godono intellettualmente di questa oscura forma di pornografia? Non lo so e mi fanno paura.

Per la cronaca, la pubblicazione del quotidiano pornografico è possibile anche grazie ai contributi che noi tutti versiamo. Si tratta di cifre importanti, leggere qui.
Ah, per quelli che stanno proprio oltre, Libero ha anche tentato la strada della pedo pornografia pubblicando sette foto esplicite con la scusa della cronaca(2). Quel numero andò esaurito in poche ore.


Note
  1. 2 girls, 1 cup: s the unofficial nickname of the trailer for Hungry Bitches, a 2007 Brazilian scat-fetish pornographic film produced by MFX Media.[1] The trailer features two women conducting themselves in fetishistic intimate relations, including defecating into a cup, taking turns ostensibly consuming the excrement, and vomiting it into each other’s mouths. “Lovers Theme” by Hervé Roy, from the movie Delusions of Grandeur, plays throughout. []
  2. Il 21 novembre 2000Feltri viene radiato dall’albo dei giornalisti con delibera del Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia presa (all’unanimità). Il fatto contestato è la «pubblicazione alla pagina 3 dell’edizione del 29 settembre 2000 del quotidiano di sette fotografie impressionanti e raccapriccianti di bambini ricavate da un sito pornografico reso disponibile dai pedofili russi e di una Deontologia – Minori e soggetti deboli 519 ottava fotografia a pagina 4 (raffigurante una scena di violenza tratta dai video di pedofilia sequestrati dalla magistratura), fotografie che appaiono tutte contrarie al buon costume e tali, illustrando particolari raccapriccianti e impressionanti, da poter turbare il comune sentimento della morale e l’ordine familiare».Nel febbraio del 2003 l’Ordine Nazionale dei giornalisti di Roma annulla il provvedimento di radiazione che era stato preso a Milano e lo converte in censura fonte []
Fine delle Note

Forze dell’Ordine e Forze del Disordine

14 agosto, 2008 di  
Archiviato in Border Zone, Oltre il Confine

Ho finito i miei venticinque giorni di ferie.

Sono di nuovo al lavoro e per tutto il mese di agosto, come in tutti gli ultimi quindici anni mi è accaduto, lavorerò in un deserto più o meno popolato da sudaticci commenti sul come eravamo e come diventeremo (governo ladro).
Ora si da il caso che i miei giorni di vacanza li abbia trascorsi tra la Francia e la Spagna. Ovviamente non ve li racconto. Per quello ci sono amici pazienti che in cambio di una cena si sorbiranno il filmino e i commenti. Ma voglio dirvi alcune città che ho (ri)visitato. Nizza, Tolone, Marsiglia, Avignone, Nimes, Montpellier, Beaucaire, Tarascone, Carcassonne, Perpignan, Girona, Leida, Barcellona, Valencia. Passando per alcuni centri minori e ficcanasando in luoghi piacevolmente tranquilli tra borghi e territori “percettibilmente” sani e accoglienti.

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I Mercoledì dal Parrucchiere (riflessioni in forma di dialogo) – Le Ferie

6 agosto, 2008 di  
Archiviato in Leggere

-          Ciao Ci’
-          Ciao Le’, come stai?
-          Stremata! Siamo tornati ieri mattina, c’ho valigie dappertutto, una collina di panni sporchi. Quanto mi stancano le ferie! Fosse per me non uscirei mai dal quartiere.
-          Ma almeno vi siete divertiti?
-          Come a Kabul! 6 ore di fila a Civitavecchia….un traghetto sporco che non ti dico…siamo arrivati al villaggio e m’è venuta una depressione….
-          Perché?

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