Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/">Widget</a>

 

I sindaci con i botti in testa

1 gennaio, 2012 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra

Ispirati dall’appello di una piccola associazione per la difesa degli animali, numerosi sindaci hanno vietato i fuochi d’artificio a capodanno. Un provvedimento che desta molte perplessità,  a partire proprio dalla pretesa dell’associazione animalista, preoccupata del benessere degli animali domestici.

Animali che prima di qualsiasi altra considerazione non dovrebbero passare la vita rinchiusi in appartamenti, pratica che invece non raccoglie alcuna critica o stigmatizzazione da parte della stessa associazione promotrice o di altre, piuttosto inclini invece a celebrare “l’amore per gli animali” che condanna milioni di esemplari a una vita da reclusi tra quattro mura o in una gabbia.

Leggi il resto

Forza Nuora

3 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Vere Donne, Veri Uomini

Mi piace quest’idea di fare l’autopsia agli articoli altrui, mi piace assai. Così, rubo l’idea a Paolo Barnard e mi occupo subito di colui che giace sul mio tavolo autoptico, massacrato da orde di facebookiani, twitteroli, bloggers ma soprattutto donne e uomini di buona volontà, indignati per il concetto da lui espresso ieri su “Libero”, nell’articolo “Togliete i libri alle donne e torneranno a fare figli”. Uno di quei titoli da perfetta suocera fascista vs. nuora troppo emancipata che si pensava fossero ormai scomparsi da tempo immemorabile nelle nebbie della storia e che invece ogni tanto riemergono dall’ombra in pochissimi e preziosi esemplari. Volantini di Forza Nuova inclusi.
In soldoni, il fatal concetto è quello che, per evitare il sorpasso demografico delle femmine islamiche e straniere in generale, sempre con la pagnotta nel forno e presumibilmente ignoranti come capre, è necessario che le donne italiane non si dedichino più a studi superiori (lui parla di Università, speriamo che almeno possiamo continuare a frequentare le elementari così da imparare a leggere e far di conto). Private delle distrazioni culturali e ripiombate nei secoli bui dell’analfabetismo, le italiane ricominceranno così in automatico a fare figli, a scodellare marmocchi fino a farsi scoppiare i lombi.
Leggi il resto

I Love Berlusconi

29 settembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane

E’ un amore recente, lo ammetto, perché ho passato gli ultimi diciassette anni a dirne peste e corna, voluttuosamente trascinato dal gorgo di un’opposizione, anzi un’avversione diventata nel tempo un’alta marea (ebb tide, Santo & Johnny, 1964)
Ovviamente, gli amori senili disdegnano l’effimera infatuazione tipica delle pulsioni giovanili (lo sturm und drang dell’onanismo), ma si nutrono pazienza (la radice è sempre pathos) e di tempo (inteso nell’accezione di Agostino), finché ad un certo punto ti chiedi: ma cosa ha fatto veramente di male?

Parlo dell’uomo, non del politico, giacché non ho alcun interesse per questa materia (del resto, ad essere onesti fino in fondo e scevri di insopportabili pregiudizi, si potrebbe oggettivamente convenire che anche in questo campo non ha fatto nulla di male, essendo pacificamente accettato da tutti che il nulla non è un bene, ma neanche un male).
Ma allora quali sono le malefatte di quest’uomo? Induzione alla prostituzione, che, com’è noto, è anche la definizione di un reato. Se lasciamo il diritto ai legulei e chiediamo ausilio agli accademici della Crusca, ci confermeranno unanimemente che stiamo parlando di un’attività (fisica e/o psichica) con la quale si spinge qualcuno (quasi sempre, qualcuna) ad effettuare in una circostanza (quasi sempre però, in via continuativa) prestazioni sessuali in cambio di danaro (o altri vantaggi, in qualche modo riconducibili a valori economici). Come dire che chi compra del prosciutto in una salsamenteria induce il salumiere al mestiere di salumiere.

Leggi il resto

Apologo dei Conti di Rampogna

23 agosto, 2011 di  
Archiviato in Cazzotti, Storia e Memoria

Il conte Peppino viveva con la vecchia balia in quattro povere stanze, le uniche dotate di tetto, a ridosso del mastio duecentesco che da una modesta altura dominava il corso delle risorgive. Il suo antenato Giovannino, uomo d’arme, cadetto dei conti di Rampogna, intorno alla metà del tredicesimo secolo, passando dai Duchi d’Austria al servizio del Patriarca di Aquileia, aveva ottenuto in feudo per sé e per i propri discendenti i paesi di Torre e di Brugnato.

Peppino sulla carta era ancora il signore di Torre e di Brugnato, ma siccome gli abitanti dei due paesi avevano cessato da tempo immemorabile di corrispondergli canoni, tassi, gabelle, decime, censi e pascolatici, s’era ridotto a vivere col crescione che la balia traeva dalle acque, peraltro limpidissime, del fiume, accompagnandolo con qualche uovo che veniva dal pollaio. Quel pezzetto di fiume e quel pollaio, sistemato sulla sommità del muro di scarpa per tenerlo fuori dalla portata dei malintenzionati, era ciò che restava, quando io ero ragazzo, del feudo dei Rampogna.

Leggi il resto

300 euro e passa la paura

20 agosto, 2011 di  
Archiviato in Border Zone, Oltre le Righe, Vere Donne

Visto che parlare di crisi economica deprime e fa diventare sempre più apocalittici e sempre meno integrati, facciamo come nel Decameron: mentre attorno a noi c’è la pestilenza e i cadaveri si accumulano, dedichiamoci ad un argomento sempre interessante, il sesso. Eros come antidoto a Thanatos. Funziona da millenni.
Mi stavo giusto rileggendo i post (1 -2- 3) che, due anni, fa avevo dedicato alla diatriba sul sesso ludico accesa in rete da alcuni articoli di Paolo Barnard, primo fra tutti l’ormai mitico “Sono andato a puttane”. La visione di Barnard, la riassumo in un flash per comodità, invitandovi ugualmente ad approfondire sul link, auspicava un approccio più disinibito delle donne nei confronti del sesso, da viversi appunto come un gioco e non necessariamente come qualcosa di sentimentale. Tutto questo a costo zero, senza scambi di denaro come contropartita, perché secondo lui era proprio il denaro ad aver rovinato i rapporti uomo-donna. La famigerata mercificazione del sesso. Un inno, quello di Barnard, al sesso gratis, al libero scambio di secrezioni secondo il principio del baratto. Io do’ una cosa a te e tu dai una cosa a me. Come i mercatini argentini dei tempi della crisi del 2001 dove le signore cuocevano le torte e le scambiavano con  benzina o detersivi.
Leggi il resto

Storie di Re e di Anarchia: La Suscettibilità della Real Casa

La Real casa Savoia con un comunicato ha mostrato il suo disappunto per l’uscita del film su Passanante, l’anarchico lucano che ferì Umberto 1 nel 1878 e per questo venne seppellito in carcere in condizioni disumane fino alla sua morte avvenuta nel 1910(1); eccone uno stralcio:

“Com’è possibile presentare in quel modo chi desidera uccidere un essere umano? Quale messaggio si vuole far passare? E’ stato giusto, per carità cristiana, agire affinché ai resti del criminale venisse data adeguata sepoltura. E le condizioni di reclusione del Passanante non furono certamente umane, anche se in linea con gli standard europei del tempo per un reato così grave. Ma è aberrante definire “idealista” o “eroe” un aspirante assassino. Nessun ideale giustifica un tentativo d’omicidio ed ogni idea che ammette l’omicidio è criminale.”
Leggi il resto


Note
  1. se ne legga la terribile storia su wikipedia []
Fine delle Note

Fenomenologia del Bene, del Male e dei Numeri al Lotto

27 giugno, 2011 di  
Archiviato in Accademia DFC, Cuore di Tenebra, latest

Giudicare un uomo è opera complessa al punto che vi è delegato un essere divino o un magistrato il che, almeno dal punto di vista dello stipendio, è più o meno lo stesso.
Alcuni sono generosi, ma inaffidabili. Altri sono precisi come orologi svizzeri, ma opachi di mente e di cuore. Altri, a seconda delle contingenze, dell’umore e dell’intossicazione chimica possono essere di volta in volta ombrosi, spumeggianti, freddi, sorprendenti, noiosi, brillanti.

E’ per questo motivo che più che gli uomini, si cerca di giudicare le loro azioni, le scelte. Anche queste, però, sono di difficile valutazione. Aveva tutte le informazioni per fare quella scelta? Era lucido? Ci ha pensato abbastanza?
Alla fine, la montagna partorisce il topolino e ci si riduce all’elementare interpretazione della fenomenologia, in questo caso l’effetto delle azioni degli uomini. Se un uomo fa cose il cui effetto ci garba lo giudichiamo bene (è in gamba, si applica, è generoso, è competente, è onesto). Se, invece, il suo lavoro ci danneggia, egli diventa un pessimo soggetto (cazzeggia, è maligno, è ottuso, le puttane gli hanno succhiato il cervello).
Leggi il resto

I Bambini Sono di Tutti, i Cani del Padrone

Ho letto con un certo disappunto delle polemiche che si sono sviluppate intorno all‘articolo di Maria Volpe dove si descrive, con una certa efficacia, il fatto che in alcuni locali e, più in generale, il alcuni ambienti, gli animali (cani e gatti) siano meglio accolti dei bambini in carrozzella (o a piedi, aggiungerei).

La genitorialità non è necessariamente un valore, nel senso che se uno vuole i figli li fa, se invece non li vuole non è tenuto a farli. Se poi gli piacciono i cani e ne prende uno, due, tre, dieci, ci dorme insieme, gli da i bacini sul musetto e gli prepara la pappa, liberissimo. Ognuno, nei limiti della convivenza civile, fa un po’ quello che vuole.
Leggi il resto

A 19 Anni con la Paura per il Futuro: Aereoporto di Bologna, 23-03-11

29 marzo, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest

Premessa: questo scritto non porta a nessuna conclusione concreta, è solo una riflessione per sfogare un disagio che altrimenti non se ne sarebbe andato. Poteva esser scritto cento volte meglio ed esprimere cento concetti di più, ma l’unica cosa che mi è sembrato importante comunicare al momento della stesura è la confusione e un po’ d’irrazionalità.

Leggi il resto

L’Insostenibile Leggerezza dell’Avere

25 marzo, 2011 di  
Archiviato in Cazzotti, Cuore di Tenebra, latest

Oggi Kundera avrebbe intitolato il suo libro così. L’avere è sinonimo dell’essere, la leggerezza dell’avere corrisponde al non essere, all’essere fluttuante, emarginato, sconosciuto,senza coordinate, privo di punti di riferimento. La società attuale considera l’avere come requisito fondamentale del poter essere. Avere prima di tutto denaro, molto denaro. Avere successo, sapersi imporre, saper gestire la maggioranza, usarla per i propri scopi. Avere beni di consumo primari, ma soprattutto secondari, icone dello status, avere donne/uomini. La società del possedere non lascia spazio agli ultimi. Non lascia spazio alla sensibilità, alla poesia del quotidiano, alla famiglia intesa non come monade ma come gruppo aperto sul mondo.

Leggi il resto

Non Mi Posso Riconciliare

10 marzo, 2011 di  
Archiviato in Cazzotti, latest

Dopo la Coca Cola, il Pop Korn e Facebook ecco apparire inevitabile la ”Alternative Dispute Resolution” o conciliazione, mediazione come si dice in italiano.
Anche io sono uno che predilige i discorsi cortesi e le soluzioni ragionevoli lontani dal tifo da stadio, dalle ragioni urlate, ma nonostante ciò rifiuto quello che sta cercando in qualche modo di passare come moderno, aggiornato, di moda e trendy.

Leggi il resto

Donne:Mutazioni Genetiche XYZ

26 febbraio, 2011 di  
Archiviato in latest, Vere Donne

Forse il cromosoma xx del sesso femminile ha subito e  continua a subire mutazioni genetiche.
La seconda x, quella determinante per le differenze tra le ” femminucce” e i maschiacci ha perso o ha dovuto perdere nel tempo quelle doti di sensibilità, d’intuizione e di grazia che la contraddistinguono. Ci ritroviamo muscolose per lavori maschili o per allenamenti in palestra che dobbiamo/vogliamo sobbarcarci, a dover fare anche da padri perché i nostri partner latitano e a ricorrere a quei metodi di lotta feroce per la dura sopravvivenza che dalla foresta si è spostata nella vita cittadina e politica e poco importa se al posto di sangue scorrono tracolli economici o scorrette campagne elettorali, il fine è sempre quello: scannare il rivale senza nessuna regola morale.

Leggi il resto

Il Vero Bunga Bunga lo Fanno nei Call Center

23 febbraio, 2011 di  
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani, latest

Nei giorni di venerdì e sabato 18 e 19/2 si è tenuto a Roma la conferenza Nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori dei call center organizzata da SLC CGIL, il principale sindacato del settore, dal titolo ‘Salario, diritti, futuro. Quadriamo i conti’.

Ho ascoltato da osservatore estraneo quel mondo di cui tanto si parla, ma di cui poco si sa. Un mondo del lavoro che ha subito una profonda trasformazione.
Da occasione per giovani studenti universitari che cercavano di occupare con profittoi ritagli di tempo, è diventato sempre più una occasione di lavoro per chi non ha più venticinque, trent’anni, che ha famiglia, che in precedenza ha perso un altro lavoro e che trova in questo settore un modo per tirare avanti.

Leggi il resto

Un’Altra Idea di Giustizia

18 febbraio, 2011 di  
Archiviato in Cazzotti, latest, Oltre le Righe

Mi capita spesso di inciampare nelle manifestazioni di sdegno, le più disparate, con cui i bravi cittadini cercano di distinguersi dai loro concittadini cattivi.

Talvolta a ragione:

Ma come, puzzone, io pago le tasse e tu no?”

È implicito nella comune accezione di giustizia che i cittadini siano tutti uguali davanti al fisco e che nessuno si comporti come se lo fosse un po’ di più.

Altre volte sulla base di semplici aspettative deluse:

“Avevo riposto in te tante aspettative e tu così mi ripaghi?”

Leggi il resto

Sanremo e Isola dei famosi: Finalmente! E’ Questa la tv Pubblica che Vogliamo!

Ieri dalla Venturi ha telefonato il dg della Rai pubblica. Ma ha subito messo le mani avanti! Io non mi dissocio ne’ dal modo con cui stai conducendo il programma, ne’ dai contenuti . Questa è la tv che voglio!. Non virgoletto perché questo più o meno il succo del discorso. La tv pubblica che vogliamo è L’Isola dei Famosi. La tv che vogliamo è quella in cui ogni argomento politico o di cronaca lo si può commentare o approfondire solo ogni otto giorni, come il pagamento delle pizza fritte a Napoli: “mangi oggi e paghi fra otto giorni”. E non basta! La tv che vogliamo è quella in cui per ogni argomento devono esserci le due tesi contrapposte (e poi perché solo due? e se ve ne sono più di due di tesi quale fra le tante scegliere? Non si capisce!) e addirittura per alcune trasmissioni vi devono essere due conduttori che per cultura (uno studi classici ed uno tecnici…) devono essere diversi e contrapposti.

Anche qui vale l’obiezione della dualità come unicità del contraddittorio. E qualcuno ha obiettato “ma perché tanto casino! Non è meglio dire, e facciamo prima, che trasmissioni di approfondimento e di cronaca politica in una televisione pubblica non ci devono essere?” Gad Lerner si frega le mani. Più va avanti in Rai questa cultura più il mio programma raccoglie ascoltatori! Fanno miglior figura coloro che si arzigogolano in argomentazioni e intrecci dialettici ed ingarbugliati e facciamo prima.
Presto e subito.
Togliamo ogni velo e diciamola la verità Ma dov’è il problema? Perché non dire apertamente, francamente che il modello di tv pubblica è quella rappresentata dal Grande Fratello, da L’isola dei Famosi e sopratutto dall’ evento degli eventi il “Festival di Sanremo!” In fondo la tesi non è “è questo che vuole il pubblico”?
E allora dov’è il problema! Quest’anno poi è al passo con i tempi! Conduce Gianni Morandi che voleva come sigla Faccetta Nera, ma accanto a Bella Ciao! Vi sono poi le veline Belen che alla conferenza stampa non sapeva che milioni di donne e uomini in Italia e in vari paesi del mondo avevano manifestato per la dignità della donna (mentre Luca e Paolo suggerivano sottovoce) accompagnata dalla Canalis (non eccezionale come attrice, conduttrice, come testimonial di spot, ecc ecc ) la quale ha candidamente detto che lei non aveva partecipato e non condivideva la manifestazione. Per lei è giusto che le donne siano trattate e considerate solo come corpo e sopratutto se lo mettono in vendita. Il talento, le capacità intellettive è meglio non averle.

Lei è un esempio su misura! D’altro canto si sa. le donne belle non hanno e non devono avere cervello! Di Paolo e Luca sorvolo. Mercenari nel mondo dello spettacolo, ma bravi perché appunto sanno interpretare con piena convinzione tutti i ruoli da quelli più impegnati dal punto di vista culturale a quelli più impegnativi del culturame nazional-popolare. Alcuni si sono ribellati a questo ciarpame (http://sanremochiuso.com). ma è poca cosa! La tv che noi vogliamo è questa. E poi ci stupiamo del degrado civile, morale, politico in cui ci troviamo! Diciamo che i politici sono altro rispetto alla maggioranza degli italiani?
O ne sono lo specchio, il riflesso del paese?

Dal Corriere, il botta e risposta di Masi e Aldo Grasso sulla telefonata all’Isola dei Famosi

Masi
Ho già espresso in più occasioni la stima e il rispetto che nutro nei confronti di Aldo Grasso, ma questa volta sono in totale disaccordo con il suo commento sull’Isola dei famosi. Non perché mi riguarda personalmente, ma perché – a mio avviso – è ingiustificatamente miope. La telefonata che ho fatto in diretta a Simona Ventura, peraltro durata meno di un minuto, è stata dettata da due motivi:
1) da una ovvia cortesia aziendale sollecitata in questo caso, nella mia visione, da una serie di attacchi ingiusti e faziosi ricevuti a priori dalla conduttrice del programma per le scelte fatte,
2) per evidenziare le procedure della Rai in tema di trasparenza del televoto; tema particolarmente delicato, in quanto al centro di polemiche anche per quanto riguarda il Festival di Sanremo; il mio intervento si era reso infatti obbligatorio – e sottolineo obbligatorio – da un provvedimento dell’Autorità Antitrust comunicatoci formalmente pochi minuti prima dell’inizio della trasmissione e chiaramente evidenziato dalle agenzie di stampa nella stessa serata e il giorno successivo.

Mi consenta poi due considerazioni finali. La prima è che non credo che l’episodio in sé meriti particolare attenzione, ma se lo si fa forse sarebbe stato meglio vedere la questione nella sua interezza. La seconda è che le mie letture giovanili (cito solo per esempio e per pura passione personale il Conrad di «Lord Jim», il Mishima di «Confessioni di una maschera» e un pò tutto Dostoevskij) mi hanno insegnato, quando si è convinti e in buona fede, a metterci la faccia anche per sostenere qualcosa molto lontano dalle proprie radici culturali e professionali. Anzi forse proprio per questo. So che non è molto politically correct ma tant’è…

Mauro Masi (direttore generale Rai)

La risposta di Aldo Grasso
Gentile dottor Masi, spero che lei si renda conto che, grazie alla sua telefonata, L’isola dei famosi è la prima trasmissione a ricevere in diretta la benedizione della direzione generale. Il servizio pubblico non aveva altri programmi da indicare come modello virtuoso? (a.g.)

Novembre

16 febbraio, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest

Quando accadde era un giorno di novembre. Io ero seduto solo, proprio sugli scogli del molo di levante, quelli che si raggiungono con due chilometri di cammino sul sottile braccio di ferro e cemento che non è terra e non è cielo, ma un mondo a se stante sospeso tra il silenzio della solitudine ed il rombo sordo del mare e del vento.
Il cielo era scuro, perché era mattina presto e dai radi squarci di luce non si poteva capire se sarebbe stata una giornata di sole o di pioggia, ma lì non valeva nemmeno la pena di pensarci perché qualunque sarebbe stato il tempo a terra, in quel punto esatto sarebbe stata comunque una fredda giornata di mare.
Ero lì perché quando era cominciata la guerra ero scappato lontano di casa per proteggere la mia famiglia, ma poi ero tornato, perché quando c’è la guerra c’è guerra ovunque e se si deve morire, il posto più giusto ti sembra sempre casa tua.

Leggi il resto

Il 13 Febbraio e le Donne

14 febbraio, 2011 di  
Archiviato in Appunti Italiani, latest, Vere Donne

Post-esame universitario in un raro pomeriggio di sole invernale. Mentre finalmente passeggio senza troppi pensieri per la testa, incontro in una delle aule studio la mia amica C. . E’ raggiante, e come ho modo di scoprire di lì a poco, ha appena finito il suo appello brillantemente. Mi offre un caffè e qualche secondo dopo ecco che spuntano altri due sorrisi nascosti dietro di noi: S. e V. hanno finito e ci raggiungono. Ci si racconta inevitabilmente delle domande sostenute ma, soprattutto, di quanti esami manchino alla laurea! Argomento a dir poco a senso unico poiché si finisce sempre con il porsi la stessa domanda: e dopo? Non che le opzioni siano poche, ma l’aria che tira nel nostro campo è terribile; ognuna di loro svela piano il proprio piccolo sogno nel cassetto, quasi come per ricordarlo a sé stessa, e mentre raccontano la mia mente disegna l’immagine di luoghi esotici lontani o luminosi ed affascinanti.

Leggi il resto

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Pagina successiva »