Il Pregiudizio di Darwin, i Nostri Pregiudizi
11 ottobre, 2011 di bijuu
Archiviato in Accademia DFC
Quando si tenta di inquadrare una teoria scientifica, anche tra le più note al pubblico non specialistico, si è spesso in difficoltà nel ricondurla al periodo storico di appartenenza, tanto più se l’esercizio appare come una sterile domanda epistemologica. Nonostante sia fondamento di tutte le scienze naturalistiche, la teoria della selezione naturale descritta da Charles Darwin non fa in questo senso eccezione. Quanti saprebbero dire quanti anni fa è stata elaborata?
Morire da Stronzi
22 settembre, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cuore di Tenebra
Quando sarà finita questa storia, quando tutte le carte di questi magistrati che agiscono fuori dalla legge saranno sul tavolo allora si saprà chi ha avuto torto e ragione, allora sarà il momento di dire la verità al Paese e alla stampa internazionale, farò una serie di comunicazioni e mi sto preparando
Per quelli che amano un certo tipo di storia, questi giorni hanno il sapore amaro di un deja vu. Da una parte i russi che ormai sono entrati a Berlino e la saccheggiano, (banche declassate, che i tecnici associano al fallimento di fatto di una nazione, ), dall’altra un leader decaduto e decadente, ancora che rinchiuso nel bunker sotterraneo della cancelleria, in grado di mutare l’epilogo della guerra che, ai più, appare inevitabilmente segnato.
Il declino di un popolo o di una nazione può pervenire secondo le più differenti modalità. Si può cedere alla mollezza, abbandonarsi al godere della ricchezza e perdere la spina dorsale, come successe a Roma. Si può uscire dalla storia sommessamente, per pura consunzione, come accadde all’Unione Sovietica. Si può perire sotto il maglio di potenti nemici, perdendo milioni di vite, come accadde a Prussia e Austria nella prima guerra mondiale. Oppure, si può lentamente affogare nel ridicolo, perdere non solo i beni, ma anche la dignità, che in certi casi confina largamente con l’onore e la vita. Si può morire, insomma, da stronzi.
Default Italia, 95 Giorni al Fallimento: Le Agenzie di Rating Governano il Mondo
7 agosto, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane, Cuore di Tenebra, latest
Oggi è una bella domenica di sole in gran parte dell’Italia. E’ agosto, le temperature sono alte, la gente è al mare. Bambini che giocano con la sabbia, uomini che sbirciano le tette della vicina di ombrellone cercando di non farsi beccare dalla moglie, donne che si abbrustoliscono al sole per far schiattare le amiche rimaste in città, ragazzi che si baciano per la prima volta scoprendo il tepore delle labbra sapide di mare. Un’estate come tante. Nel frattempo l’orologio non si ferma, continua a ticchettare. Il mondo, così come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi, sta per finire.
Ieri Standard & Poor’s, fra le prime tre agenzie di rating al mondo insieme a Moody’s e Fitch Ratings, ha declassato il debito degli Stati Uniti con un outlook negativo. Il che, in parole povere, vuol dire che i debiti degli Stati Uniti non sono più garantiti allo stesso livello di prima e che, sempre secondo Standard & Poor’s, le cose tendono a peggiorare. Per chi ha voglia di leggere le otto pagine che cambiano il mondo, il documento (in inglese) .
Bocchino e Carfagna
28 marzo, 2011 di Comandante Nebbia
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Finalmente è possibile mettere vicino queste due parole senza correre il rischio di beccarsi una querela. Qualche anno fa, se pur indirettamente, siamo stati testimoni di una triste vicenda di stupidità, ignoranza e malignità efferata che ha colpito un giovane autore di grande intelligenza ed eccezionale talento. Leggiamo un estratto di una sua intervista:
A luglio del 2008 pubblicai sul blog una falsa trascrizione satirica di un’intercettazione in cui raccoglievo tutte le illazioni e indiscrezioni apparse in quel periodo sui giornali su come il ministro delle pari opportunità fosse entrata a far parte del governo(1).
Il giorno dopo il post era su tutto l’internet italiano, fino a quando Dagospia non rilanciò il pezzo (senza linkarlo) sul suo aborto di sito gossipparo, quasi innescando l’emergenza democratica. Passai tutto il pomeriggio a rispondere alle telefonate di giornalisti che mi chiedevano dove avessi preso il documento giudiziario e se facessi parte del Sismi o di ambienti berlusconiani.
Ricevetti anche una telefonata dalla questura di Roma in cui, oltre a rassicurarmi sul fatto che non sarei andato in galera, mi si chiedeva di andare nella capitale per essere interrogato. Non potendo muovermi, si organizzò l’incontro a Verona. Dopo ore di domande, verbali e sequestri di hard disk, la Polpost e la Digos effettuarono una perquisizione a casa mia a Padova per cercare l’intercettazione, che naturalmente non esisteva. Le querele erano state sporte dalla Carfagna e da Confalonieri, e la procura di Roma iscrisse d’ufficio il reato previsto dall’articolo 617-ter (“Falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche”), di cui ignoravo completamente l’esistenza. La cosa fortunatamente non ebbe pesanti ripercussioni giudiziarie, ma la stampa italiana diede il peggio di sé. In un articolo in prima pagina su Libero (“Falsa intercettazione per uccidere il Cavaliere”, o qualcosa del genere) Paragone mi diede dello stalinista, giacobino, corsaro, giustizialista e altri epiteti piuttosto lusinghieri.
L’agenzia Adnkronos scrisse che il sito era nelle Antille, quando in realtà il mio host era l’italiano Aruba.it (purtroppo), incidentalmente anche il nome di un’isola caraibica. Una giornalista del Corriere della sera edizione Veneto, che evidentemente aveva preso a cuore il mio caso, mise per tre articoli di seguito una foto in cui, piccolo particolare, non ero io: l’aveva presa a caso da Google, cercando il mio nome.
L’ultimo a parlarne è stato Filippo Ceccarelli di Repubblica nel suo ultimo libro, “La suburra”, devo dire in maniera abbastanza equilibrata e veritiera, senza darmi contro o farmi passare per un coglione.
È stato un bel tuffo nell’Unione Sovietica degli anni ’50, non c’è che dire. fonte

Ora, , apprendiamo che l’errore di quello che conoscevamo come Johnpaul/Harlot (oggi passato al lato oscuro della forza come . Un’impercettibile quanto determinate inversione di termini.
C’è da dire che nemmeno la potente vis creativa di Harlot/JohnPaul, (mi perdoni se preferisco continuare a chiamarlo così, almeno non lo immagino fare la pubblicità ai casino on line) era stata in grado di immaginare l’orgia mediatica del bunga bunga. La realtà è la frontiera che il genio non potrà mai attraversare.
Note
- si parlò di coito orale N.d.R. [↩]
Berlusconi Come Breznev
24 febbraio, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani, latest
Penso che Berlusconi sia politicamente finito. Forse, addirittura, è morto e quella che vediamo in televisione è solo la sua mummia, spupazzata in giro dagli eredi politici, in attesa di un’equa ripartizione del legato elettorale. Qualcosa del genere, del resto, si dice, sia già accaduta in Unione Sovietica negli ultimi mesi dell’era Breznev (pace all’anima sua).
Penso che dopo Berlusconi avremo un governo (indipendentemente dal fatto che possa denominarsi centro-destra, centro-sinistra o, come più probabile, grosse- koalition) non molto dissimile da quello precedente. I costumi di una nazione non cambiano all’ora X di un giorno fatale: di certo, i nostri potenti saranno più accorti, per quanto possibile, a nascondere i vizi privati, ma, al punto in cui siamo arrivati, sembra piuttosto ingenuo immaginare una tregua della proficua pratica del dossier.
Oltre il Muro
5 novembre, 2009 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest, Oltre il Confine, Storia e Memoria
Non so molto della storia del muro di Berlino. Non ho avuto l’occasione di trovarmi da quelle parti prima che fosse abbattuto e confesso che il fatto che il 9 novembre prossimo si celebri il ventennale del suo abbattimento mi lascia del tutto indifferente.
E’ vero, la caduta del muro di Berlino è un fatto storico perché segna la fine di un epoca, ma quanto e, soprattutto, cosa è cambiato da allora?

Il Sonno della Ragione Genera Mostri (e il Potere li usa per Dividerci)
5 marzo, 2009 di Alice
Archiviato in Border Zone, latest, Meccanica delle Cose
Forse sembrerà che il significato dell’acquaforte di Goya sia qui forzato;
eppure se fossimo ben desti ci accorgeremmo che molti dei mostri che temiamo sono necessari al concetto di potere e di consenso.
Di fronte a quel fenomeno che più ci spaventa, il terrorismo, ma potrei citarne decine, invece di assopirci sull’onda dell’emotività collettiva, potremmo considerare che il potere costituito ha necessità di un universo antagonista come legittimazione del proprio essere e come strumento di controllo sociale; la nostra paura è deliberatamente creata e necessaria alla standardizzazione di comportamenti e al consolidamento di forme di potere.
E questa non è certo una novità.
Non Ci Sono Più i Russi di Una Volta, Dice
13 novembre, 2008 di Lameduck
Archiviato in Oltre il Confine, Storia e Memoria
Che cos’è quella sottile inquietudine, quel filo sottile di ansia che mi prende allorché dalla finestra aperta sento provenire quelle voci che parlano in russo nel cortile di casa mia? Non mi succede lo stesso se sento parlare inglese, arabo o senegalese. E’ un po’ l’effetto che, negli anni settanta, faceva la lingua tedesca ai nostri genitori e parenti ancora memori della guerra.

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Dinamica del Futuro Prossimo Venturo
25 settembre, 2008 di mc
Archiviato in Accademia DFC
Secondo la mia personale esperienza ci sono due sistemi essenziali che gli uomini utilizzano per interagire tra di loro.
Il primo è quello naturale per eccellenza, la sopraffazione. La competizione per la risorsa viene risolta con l’applicazione della forza bruta fino alla definizione della questione.
Il secondo è quello della mediazione dove il risultato viene raggiunto attraverso un perfezionamento evolutivo della transazione ottenuto per via di dettagliate ripartizioni della risorsa o regolamentazione fine dell’accesso alla stessa.
La Crisi Internazionale del Liberismo: Freddie, Fannie e la Favola del Libero Mercato
15 settembre, 2008 di ilBuonPeppe
Archiviato in Chiamiamola Economia
C’era una volta… le favole cominciano tutte così, per poi finire con … e vissero per sempre felici e contenti. Peccato che non ci sia nessuno felice e contento in questa storia, e se c’è se ne sta ben nascosto. Ma andiamo con ordine.
C’era una volta un villaggio in cui vivevano due giganti; non erano amici, si guardavano in cagnesco, se ne dicevano di tutti i colori, si sfidavano a chi aveva la casa più bella, , ma senza mai esagerare. In fondo ognuno si faceva gli affari propri e dava fastidio come poteva ai rispettivi vicini di casa; vicini che, volenti o nolenti, ogni tanto diventavano la scusa per una scazzottata, e di solito ne pagavano le conseguenze. Il mondo, si sa, è dei prepotenti.
Nonostante tutto c’era un certo equilibrio, forse perché ognuno dei due, per far vedere quanto era bravo, cercava di far funzionare le cose nel suo quartiere. Quartieri che, per rendere più evidente il tutto, erano stati .

L’Orso Russo ha Mai Dormito?
19 agosto, 2008 di Vortexmind
Archiviato in Oltre il Confine
Le notizie che si susseguono freneticamente in questi giorni hanno un che di allarmistico: la Russia che potrebbe dislocare , i missili e le continue nuove tensioni tra gli USA e la potenza transeuropea.
Sembra quasi che, improvvisamente, il mondo si sia accorto che la Russia c’è. A mio avviso, da quando c’è stata la , la maggior parte delle persone ha pensato che la cosa fosse finita lì. Senza gravi drammi (considerata la portata dell’evento) il gigante sovietico si è ripiegato su se stesso e se n’è uscito di scena, logorato ed eroso internamente dalle sue stesse politiche fallimentari. Molti hanno ritenuto che mai e poi mai si sarebbe potuto riprendere, men che meno in tempi così brevi. Ancora adesso se nelle conversazioni si parla di Russia lo si fa in modo quasi canzonatorio, spesso riferendosi alla “ferraglia” presente in copiose quantità nei suoi arsenali, tra Kalashnikov contrabbandati più o meno ovunque nel mondo e MiG-29 venduti su Ebay. Niente di più sbagliato.

Missili Puntati Contro la Georgia: la Minaccia Incombe su Tutti Noi
18 agosto, 2008 di mc
Archiviato in Oltre il Confine
Molti di noi avevano erroneamente pensato che la minaccia dell’apocalisse nucleare fosse definitivamente tramontata con l’abbattimento del muro di Berlino e la dissoluzione dell’Unione Sovietica. La realtà dei fatti, come dimostrano le notizie di questi giorni, è purtroppo diversa. Molte nazioni dispongono di nutriti arsenali, nel caso di grandi potenze, anche di testate nucleari e conservano la “potenzialità” di utilizzarle. Per certi versi, l’idea che una guerra termonucleare globale non sia più temuta dall’opinione pubblica, rende più possibile un conflitto nucleare locale.

In ricordo di Alexandr Solzhenitsyn
5 agosto, 2008 di Fully
Archiviato in Caffè Amaro, Storia e Memoria, Veri Uomini
Non sono in grado di scrivere nulla di che non sia già stato scritto ma credo che sia necessario ricordarlo, qui, in queste pagine: a pensarci bene, questo scrittore, Premio Nobel per la Letteratura nel 1970, potrebbe essere considerato una delle “MentiCritiche” per eccellenza.

16 marzo 1978: Per una Evidente Incompatibilità
16 marzo, 2008 di Lameduck
Archiviato in Cronache Italiane, Informazione, Storia e Memoria

“Per una evidente incompatibilità chiedo che ai miei funerali non partecipino autorità dello Stato, né uomini di partito perché non degni di accompagnarmi con la loro preghiera e il loro amore.”
(Aldo Moro, lettere dalla prigionia).
“Dobbiamo fare ogni sforzo per sopprimere quel genere di notizie [trattasi della controinformazione]. Se qualche resistenza compare, dobbiamo sottolineare con forza che essa viene da ‘isolati’ ostinati individui, mal informati o disonesti, che non sono affiliati a nessun gruppo o partito importante. [...] L’inevitabile sospetto che il colpo di Stato è opera delle macchinazioni della Compagnia [la CIA], può essere stornato attaccandolo violentemente e l’attacco sarà tanto più violento quanto più questi sospetti sono giustificati. Faremo uso di una selezione adatta e opportuna di frasi sgradevoli, [...] che restano utili come indicatori del nostro impeccabile nazionalismo”.
(Edward Luttwak, “Strategia del colpo di stato”).
Bullismo nella Scuola Italiana: L’Unione Sovietica Sapeva Tutto dal 1984
23 febbraio, 2008 di Giovanni Guariniello
Archiviato in Oltre il Confine, Storia e Memoria, Strange Days
Probabilmente il KGB aveva infiltrato da tempo i suoi uomini nella vetusta e polverosa struttura della scuola italiana. Chissà quanti grigi professori dall’aspetto austero e timide maestrine erano, in realtà, dei biechi agenti segreti al soldo dello spietato servizio segreto russo.
Chi ha Paura del Cacciatore di Aquiloni?
31 gennaio, 2008 di Vittorio Strampelli
Archiviato in Oltre il Confine, Schermo dei Sogni
Amir e Hassan. L’adolescenza e l’amicizia di due giovani, cresciuti come fratelli ma costretti a destini profondamente diversi a causa della loro appartenenza etnica, sullo sfondo di un Afghanistan che si appresta a vivere l’invasione sovietica e il crollo della monarchia, e in cui essere nati o può segnare la differenza. Tra l’essere ricchi e l’essere poveri, colti o analfabeti, padroni o servitori. Tra l’essere rispettati e l’essere considerati alla stregua di una specie subumana.

La Domenica di Sangue *
22 gennaio, 2008 di arouetvoltaire
Archiviato in Storia e Memoria

La situazione interna precipitò nel dicembre dello stesso anno nel Capoluogo.. Una gran numero di soci e operai ormai stanchi si autoconvocò spontaneamente in una delle sedi per esaminare la gravità della situazione. Malgrado la dimostrazione fosse pacifica e composta da fedeli associati l’Autorità fece schierare gli accoliti più duri per controllare e reprimere quelli che chiedevano, in fondo, solo chiarezza e giustizia. Ma la decisione era presa: «reprimere e metter sotto controllo magari sostituendo i capipopolo con personaggi di più sicura fede realista».
