L’Imbroglio di Mezza Estate dei Referendum Elettorali
30 agosto, 2011 di Massimo Marino
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica
Mentre gli italiani leggono con apprensione crescente i contenuti delle manovre di bilancio del governo e le eventuali mosse della cosiddetta opposizione parlamentare, per scoprire quanto e in che forme dovranno pagare il deficit accumulato dagli Attila che hanno governato il paese negli ultimi 15 anni, un ciclone silenzioso, ma altrettanto preoccupante, si sta abbattendo sul paese attraverso diversi tentativi di demolire ulteriormente quel poco che resta di sistema democratico e di rappresentanza attraverso la presentazione di modifiche del sistema elettorale parlamentare per via referendaria.
La crisi del bipolarismo, che si tenta di imporre dalla metà degli anni ’90 attraverso le modifiche di tutti i sistemi elettorali vigenti, è ormai evidente: i due principali partiti che dovrebbero contendersi l’egemonia politica sono talmente disastrati che, a seconda del livello elettorale non raccolgono più del 35-40% del voto degli elettori ed arrivano poco sopra il 50% con gli alleati-satelliti o più gentilmente con quelli che non hanno chance o il coraggio di avere “autonomia politica” come direbbe Giovanni Sartori: Lega, Destra e autonomisti del nord e del sud verso il PDL, Vendoliani, IdV e residui del vecchio ambientalismo verde verso il PD. Preoccupati tutti dall’ipotesi che alla prossima puntata Grillo o qualcun altro possa mandare qualche decina di guastatori-risanatori nei due rami del parlamento, e stufi di fare i conti con le imprevedibili mosse di quell’area di centro ( Casini, Fini, Rutelli e possibili transfughi dai due fronti ) che per quanto non esista in modo consolidato se non nelle tabelle dei sondaggisti è pur sempre un elemento permanente di ricatto su posti e poltrone che sono sempre più piccole e precarie per tutti.
Saviano, la Dolce Euchessina
16 dicembre, 2010 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest
Negli ultimi anni, ogni evento della storia della italiana non può definirsi tale se non viene battezzato da una “riflessione”, da un precone o da una lettera agli apostoli di Roberto Saviano.
Il meccanismo è sempre lo stesso. Si verifica il fenomeno x. La Repubblica on Line allestisce lo spazio y, Saviano vi giustappone l’oggetto z, con z che assume valori nell’insieme discreto “articolo, lettera agli apostoli, riflessione, precone, raccolta di firme”.
Dopo gli incidenti di Roma, si scatena immediatamente il meccanismo testé descritto cosicché oggi chi si collega al sito repubblica.it può leggere, con moderata sorpresa, una lettera agli apostoli di Saviano: ““.
Umberto Eco da grande scrittore e emerito semiologo, in uno dei suoi innumerevoli saggi, fornisce una regola aurea per titolare un racconto, un romanzo, uno scritto qualsiasi. Secondo Eco, il titolo non deve mai anticipare il contenuto. Anzi, deve disorientare, spiazzare il lettore che si deve avvicinare allo scritto con un’idea che deve essere stravolta dalla lettura. Ecco quindi che chi si accinge a leggere “Il Nome della Rosa” come se si trattasse di un saggio di botanica, si trova catapultato in un oscuro romanzo medievale saturo di citazioni latine e greche.
Io sto con Sabina Guzzanti
10 luglio, 2008 di finazio
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica, Informazione
Cos’è stato il No Cav? E soprattutto, com’è stato raccontato? Può un evento che ha raccolto decine di migliaia di persone essere ridotto, dalla stampa, ad un meeting di guitti?
Tutti coloro che si riconoscono, in questo triste momento storico, non nella maggioranza di telespettatori che ha espresso un governo popolaresco più che popolare, bensì in una minoranza che stenta a specchiarsi anche in questa blanda opposizione parlamentare, hanno diritto di manifestare, esprimere il loro dissenso? Esiste ancora questo diritto riconosciuto dalla Costituzione o anche la carta repubblicana è stata interamente ridotta a palinsesto televisivo?
Leggi il resto
