Il Governo di Monti Contro l’Utopia
17 novembre, 2011 di fma
Archiviato in Accademia DFC, Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica
Tutto nasce quando l’uomo, per trovare una risposta soddisfacente all’apparente mancanza di significato della propria esistenza, si convince d’essere fatto di corpo e di anima; che la seconda faccia aggio sul primo e che dunque, dovendo perorare la causa di questo, sia doveroso ascriverlo a un’esigenza di quella; in attesa di portare a sintesi la contrapposizione dialettica che s’è inventato e di cui è rimasto prigioniero.
Vengono da qui le questioni di principio, le dispute religiose, i conflitti ideologici e molti dei misunderstanding che impreziosiscono la nostra esistenza quotidiana,
“Poiché dai molti sogni provengono molte delusioni e molte parole.”, come dice Qoèlet.
D’altro canto come si fa a negare la funzione fondamentale dell’utopia nelle vicende della Storia? Senza di essa, probabilmente, saremmo ancora qui a disputarci le banane con i nostri cugini scimpanzé.
I Love Berlusconi
29 settembre, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Cronache Italiane
E’ un amore recente, lo ammetto, perché ho passato gli ultimi diciassette anni a dirne peste e corna, voluttuosamente trascinato dal gorgo di un’opposizione, anzi un’avversione diventata nel tempo un’alta marea (ebb tide, Santo & Johnny, 1964)
Ovviamente, gli amori senili disdegnano l’effimera infatuazione tipica delle pulsioni giovanili (lo sturm und drang dell’onanismo), ma si nutrono pazienza (la radice è sempre pathos) e di tempo (inteso nell’accezione di Agostino), finché ad un certo punto ti chiedi: ma cosa ha fatto veramente di male?
Parlo dell’uomo, non del politico, giacché non ho alcun interesse per questa materia (del resto, ad essere onesti fino in fondo e scevri di insopportabili pregiudizi, si potrebbe oggettivamente convenire che anche in questo campo non ha fatto nulla di male, essendo pacificamente accettato da tutti che il nulla non è un bene, ma neanche un male).
Ma allora quali sono le malefatte di quest’uomo? Induzione alla prostituzione, che, com’è noto, è anche la definizione di un reato. Se lasciamo il diritto ai legulei e chiediamo ausilio agli accademici della Crusca, ci confermeranno unanimemente che stiamo parlando di un’attività (fisica e/o psichica) con la quale si spinge qualcuno (quasi sempre, qualcuna) ad effettuare in una circostanza (quasi sempre però, in via continuativa) prestazioni sessuali in cambio di danaro (o altri vantaggi, in qualche modo riconducibili a valori economici). Come dire che chi compra del prosciutto in una salsamenteria induce il salumiere al mestiere di salumiere.
Un Vescovo-Madre
10 settembre, 2011 di Daniela Tuscano
Archiviato in Cronache Italiane, Veri Uomini
Dopo nove anni di episcopato, il card. Tettamanzi lascia la Cattedra ambrosiana
A Bresso, dietro il Parco Rivolta, al confine con la strada, si trova uno spazio vuoto, in marmo bianco, circondato da un cancelletto. Un rettangolo dalle linee severe eppur addolcite dalle dimensioni domestiche, dal colore stesso, candido, certo, ma tenue, e leggermente venato di rosa. È un limite sospeso, che presto sarà occupato da un monumento. Ai caduti? alle donne del Risorgimento? Ancora lo ignoriamo.
Perché Tremonti Vuole Cambiare l’Articolo 41?
11 agosto, 2011 di redazione
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti
Su MenteCritica ne abbiamo parlato in tempi non sospetti. Esattamente il 9 febbraio del 2011. Sette mesi fa, prima che la crisi entrasse nel vortice del default. Evidentemente il disegno è di lunghissima data.
Così inizia l’articolo di Eduardo Quercia:
Lentamente, quasi inavvertitamente, il governo e i mezzi di comunicazione stanno veicolando all’attenzione dell’opinione pubblica la necessità di un intervento sull’art. 41 della Costituzione. E ciò sulla base della proclamata necessità di abbattere tutti i controlli o impacci burocratici che impedirebbero l’insediarsi o l’ampliarsi di nuove aziende.
Invero, come dice il segretario del PD, non si ha memoria di lamentazioni da parte di chicchessia sulla nefasta influenza che tale norma avrebbe avuto nel ritardare lo sviluppo dell’economia o nell’aggravare i momenti di crisi.
Come al solito, però, è probabile che un’accorta strategia mediatica finirà per creare nell’opinione pubblica il convincimento (fasullo e strumentale) che sia assolutamente necessario rimuovere questo ostacolo al benessere di tutti i cittadini.
Perché ci si accanisce contro questo art. 41, il cui primo comma recita: “L’iniziativa privata è libera” ?
Siamo in presenza di una questione ideologica e valoriale, il cui obiettivo non dichiarato è lo svilimento dei successivi secondo e terzo comma:
2° Non può svolgersi (l’iniziativa privata) in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà ed alla dignità umana.
3° la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
Lo snodo è cruciale, non solo per gli assetti economici, ma per gli orizzonti di senso in cui gli italiani debbono collocarsi, perché l’art. 41 delinea, sia pure in via di principio, uno scenario di subordinazione del mercato alle ragioni della politica e dell’umanità, percepiti dalle forze dominanti come oramai intollerabili.
L’obiettivo vero è completare il lavoro già iniziato (dal centro-sinistra alla fine degli anni ‘90 con la legge Treu e continuato dal centrodestra con la legge Biagi) di precarizzazione di ogni forma di vita e di ogni rapporto di lavoro, allo scopo di ribadire il comando capitalistico sulla merce lavoro (come insegna la vicenda FIAT).
Vi preghiamo di continuare la lettura dell’articolo di Eduardo Quercia a questo link perché è giusto ragionare su tutti gli aspetti delle manovre oggi proposte.
L’Articolo 41 della Costituzione
9 febbraio, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani, latest
Lentamente, quasi inavvertitamente, il governo e i mezzi di comunicazione stanno veicolando all’attenzione dell’opinione pubblica la necessità di un intervento sull’art. 41 della Costituzione. E ciò sulla base della proclamata necessità di abbattere tutti i controlli o impacci burocratici che impedirebbero l’insediarsi o l’ampliarsi di nuove aziende.
Invero, come dice il segretario del PD, non si ha memoria di lamentazioni da parte di chicchessia sulla nefasta influenza che tale norma avrebbe avuto nel ritardare lo sviluppo dell’economia o nell’aggravare i momenti di crisi.
Come al solito, però, è probabile che un’accorta strategia mediatica finirà per creare nell’opinione pubblica il convincimento (fasullo e strumentale) che sia assolutamente necessario rimuovere questo ostacolo al benessere di tutti i cittadini.
Perché ci si accanisce contro questo art. 41, il cui primo comma recita: “L’iniziativa privata è libera” ?
Piccolo Dio
5 gennaio, 2011 di Daniela Tuscano
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest, Oltre il Confine
Ma quant’era bella, Maryam Fekry detta Mariouma (Marietta), anni 22, di Alessandria d’Egitto. Il e ce la mostra raggiante, esplosiva, multiforme, nutrita di sé. Mille Mariouma in una: i capelli trionfanti da Medusa sulle spalle nude, oppure raccolti in un candido velo, attorniata da oggetti in alabastro, giada, colonnine tortili, un artigianato che profuma di prezioso, di lindo e di misterico. Felice; con quel suo incarnato più bello del mondo, schiettamente mediterraneo. Fiera con toga e tocco, il giorno della laurea; e trasognata con amici e amiche, sulla passeggiata a mare della cocente estate egiziana. Vapori aurei; gioventù straziate ma tenaci nel sorriso; la guardo e immagino le descrizioni di Cortile a Cleopatra di Fausta Cialente. E, anche, Il giardino dei Finzi-Contini di Bassani. La vedo giocare a tennis, in abiti bianchi, ridere e scherzare con amici sbilenchi e allampanati, gentile con tutti, inafferrabile al fondo. La vedo benestante, in una casa di pietra chiara, cosciente della sua appartenenza a una terra e a una storia. Mariouma è diventata il simbolo dello . Cristiani . Ancora una donna che s’incarna nella persecuzione dell’umanità nuova.
WikiLeaks: Il Potere Miserrimo
29 novembre, 2010 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cuore di Tenebra
Sono ormai ore che Wikileaks rilascia con studiata lentezza le copie dei dispacci americani di cui è entrata in possesso. Difficile comprendere il disegno di Assange, a meno che non si voglia dare credito alla misurata opinione del nostro ministro degli esteri che accusa l’australiano di “voler distruggere il mondo”(1).
Comunque, con buona pace di tutti i complottisti che vedono il pianeta dominato da una setta di incappucciati che briga in funzione di un disegno imperscrutabile, il quadro che emerge dalle prime “rivelazioni” è quello di un potere miserrimo. I “grandi uomini”, più che votarsi a progetti di dominio, pensano alla figa, si ingozzano, si fanno il botulino per sembrare più giovani, sistemano i parenti e vivono con il terrore perenne della morte. Niente di diverso da tutto il resto del genere umano.
Alcuni, per sorte o per dinastia, si trovano in condizione di accedere ad uno stato intermedio tra l’umanità e la divinità. Il potere di fare la storia, di decidere le sorti di intere popolazioni, di cambiare, nel bene o nel male, il corso dell’intera specie, non alterano il carattere degli uomini, non li trasfigura in tiranni sanguinari o illuminati mecenati. Gli uomini rimangono uomini, nella miseria delle loro meschine necessità corporali e nel solitario cammino verso la consunzione.
Il potere, in passato come oggi, ama ammantarsi di un’aura di trasfigurazione dove il ruolo eleva il capo nella consapevolezza dei sudditi. Il vero messaggio rivoluzionario di Wikileaks, almeno fin’ora, è che i re devono la loro posizione al caso e non a Dio.
Per questo, il sottile equilibrio che regola l’ordine del mondo è appeso al filo dell’acquiescenza di ciascuno. In bilico fra anarchia e caos, la storia della nostra specie appare fragile, fuggevole e totalmente remota all’universo.
Note
- [↩]
La Prima Volta della Camusso: Una Bella Giornata di Sole e di CGIL
28 novembre, 2010 di Zag c
Archiviato in Cronache Italiane, Il Lavoro degli Italiani, latest
Eh si! Mi corre l’obbligo, la mia solita d’obbligo! Ma questa volta l’ora di inizio mi ha impedito di arrivare in orario.
Dove vado? Al corteo di Piazza dei Partigiani o quella di Piazza della Repubblica? Scelgo la seconda e mai scelta fu meno azzeccata. Le vie sono già bloccate e accedere a Piazza della Repubblica è pressoché impossibile. Quindi decido di andare direttamente a Piazza San Giovanni, luogo di confluenza dei cortei.
La giornata è bella, ma il freddo si sente. Piazza San Giovanni ha già acceso gli altoparlanti e una musica rimbombante con i decibel che arrivano allo stomaco. Prendo la testa del primo corteo e lo seguo a ritroso. Non c’è che dire! La CGIL quando scende in piazza non si smentisce mai.
Italiani e Immigrati: Realtà tra le Righe
12 novembre, 2010 di Marechiaro
Archiviato in latest, Storie Italiane
Mentre leggo il giornale spesso mi capita di rivedere tra le righe storie vissute da vicino, di sentire parole che se non sono proprio del caso specifico almeno ne possono spiegare il contesto. E’ stato così in questi giorni per gli operai sulla gru. Anche qui è successo una cosa del genere tra l’indifferenza e la mancata risoluzione del problema drammatico dei lavoratori senza stipendio. A dire il vero, non l’avrei notato nemmeno io, presa come sono dalle mie difficoltà, se la sera prima che uscisse l’articolo nel giornale locale in quinta pagina non me ne avesse parlato un giovane lavoratore italiano che, oltre a non poter mandare i soldi alla famiglia a Cuneo, deve pagare insieme agli altri l’affitto qua.

Noi Stessi
17 maggio, 2009 di Pazzeggiando
Archiviato in Border Zone, latest, Leggere
Un 30 di Febbraio di un anno XY ci svegliamo, ci affacciamo alla finestra e ci lasciamo accarezzare dai seducenti raggi del sole; ci laviamo, ci pettiniamo, ci vestiamo e non mettiamo nemmeno un filo di trucco perché quelle ore di sonno anche se poche sono state così pienamente godute che non hanno lasciato sul nostro viso nemmeno un piccolo segno di stanchezza. Camminiamo per le affollate strade della città e ci sentiamo forti e invincibili, orgogliose di quella giornata come di tutto il resto della nostra vita, pronte a calciar via qualsiasi dolore ci attanagli trasformando i problemi in sorrisi con un semplice tocco del nostro coraggio.
