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Ci sta venendo uno spread così

10 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane

OK, abbiamo scherzato. Eravate sulla Candid Camera del Truman Show. Vi abbiamo presentato una bella commissione di professori, come quella di quando vi siete laureati; con il presidente tanto autorevole che, alla fine della discussione, vi ha stretto la mano comunicandovi il trenta e lode con voce metallica e la Prof. al suo fianco che si è commossa. Siete usciti dall’aula con il vostro bel diploma, orgogliosi del risultato e pronti ad indossare la corona d’alloro d’ordinanza per andare a festeggiare con i compagni di università.
Tempo una settimana e vi state già accorgendo che la vostra laurea non conta una mazza, con in più quella leggera ma dolorosissima sensazione di essere stati presi per i proverbiali fondelli per aver studiato tanto, per averci creduto, forse per niente.
Insomma, vuoi vedere che la Grande Manovra è solo un bluff e che, spulciando spulciando, c’è solo da restarne delusi, a meno di non essere banchieri con l’acqua alla gola?
Avevano parlato tanto di equità ma, leggendo i commenti più autorevoli sulla manovra, le sue varie esegesi sui giornali, sembra di ritrovare descritti i soliti vecchi papocchi all’italiana che finiscono per creare ulteriori iniquità e mantenere tutte le precedenti incrostazioni di privilegio se non aggiungerne addirittura altre. Queste, si, di dimensioni veramente impressionanti.
Si fa più notare ciò che non c’è di buono, rispetto a quello che c’è. Ripensandoci e riflettendo, con il cervello tenuto bene al fresco grazie alle rigide temperature di questi giorni, ci accorgiamo che mancano cose fondamentali, proprio quelle che avrebbero potuto confermare l’avvenuto cambio di direzione del governo.
Inoltre, ciò che fa tucca’ e nierv, come dicono a Napoli, è la formula della scusa magra, che viene addotta a giustificazione del mancato provvedimento sulle cose che avrebbero fatto equità.
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MenteCritica Dichiara Guerra a Monti

3 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti

Diciamoci la verità, ci eravamo cascati tutti. Compresi quelli come me che dicevano di aver dichiarato guerra all’Italia. Grandi presentazioni, un parterre de roi di lauree, master, incarichi prestigiosi in grandi organizzazioni internazionali, l’eloquio garbato, il loden, le attese ansiose delle persone oneste, le macchine italiane al posto delle tedesche. Poi quasi tre settimane in puro stile democristiano. Incontri con i partititi, i partitini, i gruppuscoli, le scolaresche, le parti sociali, il Papa, la Merkel, Sarkozy, due strani tizi al caffè, mentre tutti aspettavano le “misure impressionanti” tra un misto di timore e di ansia di vedere, finalmente, inculati a sangue quelli che fino ad oggi hanno mangiato, bevuto, ruttato e chiavato alle spalle di un’intera nazione di senza palle.

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Default Italia? Se Soffri d’Ansia non Leggere Questo Post

Molti di noi pensano di cavarsela con l’ICI, l’aumento dell’IVA e chi ha la fortuna di dichiarare più di 300.000, con una patrimoniale leggera che detta così sembra una specie di piatto vegetariano che si digerisce in fretta e fa pure andare di corpo. In realtà, le ipotesi che circolano negli gli ambienti specializzati sono ben altre.

I problemi sono piazzare il debito italiano e, soprattutto, internalizzarlo, cioè spostarne l’asse sul territorio nazionale invece che sugli investitori esteri.

Cerchiamo di capire prima di tutto perché conviene nazionalizzare il debito. Un primo motivo è l’eventuale uscita dall’euro o il ritorno generalizzato alle valute nazionali. Che sia un’opzione possibile non lo dicono i complottisti o Alessio Rastani, ma le maggiori banche internazionali che, secondo il New York Times, stanno già effettuando esercitazioni in proposito.

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Spread Europei, Cambi e Indici di Borsa

23 novembre, 2011 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia

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Unica sul web italiano, questa pagina offre in un unico colpo d’occhio una serie di indicatori fondamentali per valutare lo stato reale della crisi economica finanziaria europea. Con un ritardo massimo di 30 minuti vi offriamo:

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L’indice della borsa di Milano, l’indice della borsa di Londra,l’indice della borsa di Francoforte, l’indice della borsa di Parigi, l’indice della borsa di New York.
Il cambio euro/franco svizzero, il cambio euro/dollaro.
Lo spread Italia Germania (BTP/Bund), lo spread Spagna Germania (spread Bonos/Bund), lo spread Francia Germania (spread OAT/Bund), lo spread Grecia Germania (spread Hellenic Republic bonds/Bund), lo spread Belgio Germania(spread BTB/Bund), lo spread Irlanda Germania (spread Ireland Government Bond/Bund)

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Indici di Borsa

Milano
 Londra
 Francoforte
Parigi
New York
     

Cambio Euro/Franco Svizzero Cambio Euro/Dollaro

EUR/CHF EUR/USD
Ultimo: 1,2114  Ultimo: 1,3286
 Variazione: 1,2064  Variazione: 1,3185
 Ore: 1,2109  Ore: 1,3275

fonte Yahoo Finanza

Spread rendimento su Obbligazioni di Stato decennali rispetto ai Bund tedeschi
spread Italia Germania (BTP/Bund), spread Spagna Germania (spread Bonos/Bund), spread Francia Germania (spread OAT/Bund), spread Grecia Germania (spread Hellenic Republic bonds/Bund), spread Belgio Germania(spread BTB/Bund), spread Irlanda Germania (spread Ireland Government Bond/Bund)

Italia

Spagna

Francia

VALUE: 3.704   VALUE: 339.745    VALUE: 1.010
  6.860% 7.459%   15.324%
Grecia

Belgio

Irlanda

VALUE: 31.000 VALUE: 1.671 VALUE: 630.165
1.291% 8.488% 1.791%

Fonte Bloomberg

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R per realismo

19 novembre, 2011 di  
Archiviato in Caffè Amaro

A vent’anni si scende in piazza per protestare contro i banchieri cattivi, forti di quell’entusiasmo che ti illude di poter cambiare il mondo solo cacciando un urlo un po’ più forte.
A cinquanta invece ci si domanda se, per evitare di ritrovarsi con i risparmi di una vita tramutati in carta straccia, con la prospettiva di dover rinunciare ad una vecchiaia serena e magari dover ricorrere in extremis alla cartuccia da cinghiale per porre fine alle proprie sofferenze, non sia il caso di lasciar fare ai banchieri. Che anche loro, in fondo, se perdono i clienti rimangono fregati.
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Monti è alle Porte

11 novembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti

Per fare della buona Politica non basta rispettare le regole della Democrazia, allora sarebbero buoni tutti, perfino Bondi, Gasparri e La Russa. La Politica si misura da come amministra le risorse comuni, da come le distribuisce tra i cittadini, tra l’immediato e il futuro.
Detta così sembra facile. Non si tratta alla fine, detratte le spese per il funzionamento della macchina dello stato, corruzione compresa, che di ripartire i soldi delle tasse tra presente e futuro, tra consumo e investimento. Una parte per l’immediato, sotto forma di diritti, di servizi e di benefit, per migliorare la qualità della vita dei cittadini (un po’ di più per la propria parte, abbastanza per alimentare il consenso necessario a conservare il potere); quel che resta, da investire in progetti di lungo periodo, per migliorare il paese, a vantaggio delle generazioni future.
Sono proprio quel po’ di più per la propria parte e quell’abbastanza per alimentare il consenso, le cose che fanno la differenza tra una Politica buona e una cattiva.

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Default Italia: Portare i Risparmi all’Estero (subito e legalmente)!

9 novembre, 2011 di  
Archiviato in Accademia DFC

Il timer dell’apocalisse
Sui conti dello Stato un fardello di 8 miliardi in più. L’Italia a tre settimane dal baratro. Così il volo dello spread ci affossa. Gli investitori scaricano i titoli di Stato perché costano il 15% in più
IL TIMER è partito. Se si segue la logica e l’esperienza degli ultimi due anni sui mercati, l’Italia non ha più di tre settimane per ricondurre il costo del suo debito a livelli più sostenibili. Si deve far scendere il tasso sui Btp decennali sotto il 6,50%.
Oppure, esattamente fra 15 giorni di contrattazioni, a partire da ieri, cioè il 25 novembre, l’Italia e l’Europa si troveranno di fronte alla scelta fra un piano di salvataggio di dimensioni gigantesche e la bancarotta del debito italiano, con l’apocalisse dell’euro. Ma il timer potrebbe essere anche più veloce: la spirale finale potrebbe cominciare ad avvitarsi già da venerdì prossimo, fra soli quattro giorni, quando le autorità che regolano i mercati potrebbero decidere un ulteriore rincaro del debito italiano, perché ritenuto troppo rischioso.
Né l’una né l’altra sono predizioni. Sono i calcoli ad occhio che fanno operatori ed analisti, sulla base di quanto è sinora avvenuto in questa crisi europea. In particolare, in Grecia, Irlanda e Portogallo, i tre paesi per cui è stato necessario un salvataggio europeo. In media, nei tre paesi, i titoli decennali sono stati trattati ad un tasso superiore al 5,5% per 43 giorni, prima di superare stabilmente la soglia del 6%. Poi, sono rimasti per altri 24 giorni sopra quota 6, prima di scavalcare, in modo continuativo, il 6,50%. Da qui, sono bastati 15 giorni di mercato per sfondare il 7%, largamente ritenuto un livello insostenibile.

Sembra di leggere MC vero? L’Apocalisse, lo Spread, il Timer. No, a dire il vero è Repubblica di ieri. Se vi interessa potete continuare a leggere l’articolo qui. Secondo me, però, non serve a un beneamato cazzo perché oramai sono tre mesi che ravano i coglioni ai lettori di MC con l’apocalisse, lo spread e il timer solo che io, a differenza di Maurizio Ricci, non becco quattrini da nessuno, posso dire quello che voglio, quando voglio e, soprattutto, non conto un cazzo.
Repubblica si è accorta del default quando è già avvenuto. benissimo. Come si dice, meglio tardi che mai.
Cari lettori disorientati che, magari per caso, vi ritrovate su questa pagina delirante, sappiate che avete avuto una botta di culo perché avete beccato un profeta che funziona, non quelle patacche col turbante che vi spacciano in tv. Io sono un profeta di sventura e, proprio per questo motivo, ho spesso ragione. A pensare che le cose possano andar male è più facile avere ragione. Capito il trucchetto? Bene. Provateci anche voi.

Ora, mentre a Roma fanno il balletto intorno al cadavere puzzolente gonfiandoci di chiacchiere, mentre loro mettono al riparo la roba, noi pensiamo ai cazzi nostri. Per chi vuole intendere, ho già scritto un’introduzione, dei consigli pratici dal punto di vista economico e un consiglione speciale.

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Dimissioni Berlusconi, Sussulti e Rantoli della Democrazia

D’accordo, stanno per mandar via Berlusconi, molto probabilmente per sempre. No, non l’opposizione, come avviene in tutti i Paesi normali, ma una indistinta fragaglia parlamentare, una miscellanea di piccoli e piccolissimi pesci senza nome, il cui destino più nobile e naturale sarebbe quello di finire fritti in padella. Ma forse la metafora non è azzeccata, perché più che di pesciolini si tratta di paguri (tanto per rimanere in ambiente ittico), molluschi che hanno sin qui usato  una miserabile conchiglia vuota per arraffare tutti i vantaggi personali possibili, serenamente insensibili alla decomposizione morale ed economica del Paese. Fanno parte di quelli che hanno trasformato il Parlamento in una sorta di holding dei molteplici e variegati interessi della conchiglia, prezzando con disinvoltura scrupoli e pudore. Si sono proclamati pensosi (e responsabili) dei destini dell’Italia ed hanno sostenuto ed argomentato con grande fervore che Ruby era la nipote di Mubarak, senza lasciar trapelare  un’ombra di riso sui loro volti mirabilmente atteggiati a novelli padri della Patria.

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La Politica, l’Economia e la Finanza, per non parlare dell’Etica.

7 novembre, 2011 di  
Archiviato in Accademia DFC, Meccanica delle Cose

Politica, Economia e Finanza non sono la stessa cosa, ma questo non vuol dire che non stiano bene insieme, o che si possa fare a meno dell’una o dell’altra. Un po’ come per cuore, fegato e polmoni, che fanno ciascuno un lavoro diverso, ma tutti ugualmente necessari al benessere e alla sopravvivenza dell’organismo.
Parlando dell’organismo fisico a nessuno viene in mente di sostenere la primazia di un organo su un altro. Ma non è sempre stato così, una volta si pensava che il cuore fosse la sede dell’anima e il cervello un semplice radiatore per raffreddare il sangue. La metafisica aiuta a dare un senso alla vita, ma può portare fuori strada. Così, trattando delle varie componenti dell’organismo sociale, molti continuano a parlare del primato di questa su quella. Mentre anche qui, forse, si tratta soltanto di una questione di ruoli.

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Default Italia, 42 Giorni al Fallimento: La Lettera Segreta della BCE

29 settembre, 2011 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane

Se non fosse un disastro ci sarebbe quasi da ridere. Stamattina il Corriere pubblica la “lettera segreta” che la BCE avrebbe inviato al nostro governo il 5 agosto scorso.
Leggerla è uno spasso. Da una parte si capisce che, a parte le cosette gentili dette ufficialmente, la BCE sa bene che la situazione italiana è disperata non per motivi contingenti, ma per motivi strutturali. Le misure “suggerite” nella lettera sono una vera e propria rivoluzione. Se se ne applicasse la metà, questo sarebbe un paese completamente differente da quello che è oggi: libertà nei licenziamenti, ma misure di sostegno sociale per aumentare la mobilità dei lavoratori; maggiore concorrenza, quindi abolizione degli ordini professionali, delle licenze a numero chiuso (taxi compresi) o di figure inutili e sorpassate come i notai. Insomma, la Svezia.
E’ evidente che l’Italia non è pronta ad una rivoluzione culturale di questo tipo e che, per esclusiva colpa degli italiani e della loro classe dirigente, è destinata a soccombere in tempi brevissimi.

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Italiani Pizza e Spaghi, toglietevi dalle balle

26 settembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Cuore di Tenebra

Riceviamo e, con un certo divertimento pubblichiamo(1)

L’Italia certo è un bellissimo paese. Pieno di storia, di cultura, di paesi e città meravigliosi, paesaggi naturali splendidi, dai mari ai monti, passando per laghi e colline. Ha un clima principalmente mediterraneo e tutto sommato invidiabile (pensiamo al gelo russo o all’afa dei paesi equatoriali). C’è il sole e il caldo, e c’è la neve e il freddo.

Insomma, ammettiamolo, vivere in Italia non è male. Certo, problemi ce ne sono tanti, ma avendo basi storico/culturali/naturali così buone, gli altri problemi, nelle giuste mani si possono, non dico risolvere tutti, ma una buona parte si.

Sono convinto che a tanti tedeschi, scandinavi, olandesi, belgi piacerebbe vivere in Italia.

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Note
  1. N.d.R L’appello del lettore è stato da noi raccolto addirittura in anticipo quando 3 anni fa abbiamo lanciato la campagna Invadeteci. Stiamo ancora aspettando. Evidentemente i Nord Europei non hanno interesse ad un’operazione di questo tipo. []
Fine delle Note

Anatomia del Disastro. Default, The Day After

21 settembre, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, Leggere

Nonostante la censura, le notizie che arrivano dalla Grecia sono così allarmanti che è ormai impossibile nasconderle. I fatti parlavano già da settimane. Un paese che per ottenere prestiti è costretto a promettere interessi annuali superiori al 100% (in questo momento 130%) è già fallito.  Il silenzio stampa che ha coperto la vicenda ha evidenti fini anti panico.  Mentecritica ritiene che la piena consapevolezza delle persone sia più utile alla comprensionde dei fatti ed alla loro valutazione. Quindi, dopo aver descritto genericamente cosa vuol dire fare default per una Nazione, provo ad ipotizzare un calendario degli eventi nei 100 giorni successivi alla dichiarazione di default italiano che, secondo stime statistiche, può giungere nel giro di poche settimane. Il giorno di dichiarazione del default verrà genericamente indicato come D-Day.

 §

Circa 4 settimane prima del D-Day

La fuga di capitali dall’Italia, già iniziata nei mesi precedenti, diventa un vero e proprio fiume in piena. Chi ha titoli di stato (di seguito denominati Pizza Bond) li liquida a qualsiasi prezzo e trasferisce il contante su banche estere, possibilmente fuori dalla zona euro. L’area privilegiata ed immediatamente raggiungibile rimane la Svizzera (anche grazie alla mancata adesioni Italiana al piano Rubik) in previsione di una robusta tenuta del Franco rispetto ad una forte svalutazione dell’Euro a seguito del default italiano.

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Terza guerra mondiale: i nodi vengono al pettine

8 settembre, 2011 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia

Ci provo. Voglio tentare di fare un po’ d’ordine, che in mezzo a questo casino non ci si capisce più niente. E sì che l’Italia ne ha passati di momenti duri, ma ho l’impressione che il senso di smarrimento e la paura del futuro non siano mai stati tanto forti.
Dunque, come ogni azienda grande o piccola che sia, ma anche come tante famiglie, ogni anno lo Stato fa il bilancio preventivo: stabilisce quello che andrà ad incassare l’anno successivo e decide come utilizzare quei soldi. Il tutto si traduce nella legge di bilancio, la cosiddetta “finanziaria”. Quella di quest’anno era la legge 220 del 13/12/2010.
Poi a luglio, quindi dopo soli sette mesi, si è resa necessaria una manovra correttiva di circa 30.000 euro che poi, nel corso di un paio di settimane, sono progressivamente cresciuti fino a diventare quasi 70.000. Questo significa una cosa piuttosto semplice: a dicembre avevano sbagliato tutti i conti. Ma c’è la crisi. Certo, ma la crisi c’è da tre anni, quindi dov’è la novità? C’è un debito enorme che pesa. Ma va? Quello invece è lì da molto più di tre anni. La verità (ad essere buoni e non voler fare dietrologia) è che non hanno capito un tubo e hanno toppato alla grande. E, a giudicare da come l’importo della manovra di luglio è variato in pochi giorni, hanno continuato a non capire niente dei propri conti. E’ rassicurante…

 

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La Germania si Prepara al Test Elettorale di Berlino

7 settembre, 2011 di  
Archiviato in Oltre il Confine

Nelle elezioni in Meclemburgo la CDU subisce la sesta sconfitta dell’anno e sparisce nel nulla il suo alleato liberale. Grünen e SPD continuano a vincere. Il 18 settembre si vota a Berlino


Quella delle elezioni regionali nel Mecleburgo-Pomeriania per il partito cristiano-democratico è la sesta sconfitta consecutiva dell’anno, dopo quelle subite nelle regionali di Amburgo, Sassonia-Anhalt, Baden-Wuerttemberg, Renania-Palatinato e Brema. Dal 28,8 al 23,1% in 5 anni mentre i socialdemocratici salgono di quasi 6 punti al 35,7%. Risultato aggravato dalla scomparsa degli alleati di governo liberali che crollano dal 6,8 al 2,8% e quindi non entrano nel parlamentino regionale. Ottimo successo invece per i Grünen: gli ecologisti salgono dal 3,4 all’8,4% ed entrano alla grande per la prima volta anche in questa regione dell’Est, l’ultima di 16 in cui non erano presenti; dove ancora forte è il peso della Linke, in particolare della sua componente ex-comunista, che arriva al 18,3%. Resta nel parlamentino locale (uno dei due in cui è presente) anche l’estrema destra dell’NPD che pur diminuendo i voti sul 2006 arriva al 6% superando il quorum. La regione era governata da una grande coalizione guidata dai socialdemocratici della SPD, nella quale i cristiano-democratici erano partner di minoranza. L’attuale governatore socialdemocratico, Erwin Sellering, potrebbe a questo punto scegliere di governare per i prossimi cinque anni con ecologisti e sinistra radicale. Per quanto questa regione dell’estremo nordest del Paese sia piccola (1,2 milioni di abitanti) e considerata la piu’ povera della Germania il test è importante. In Meclemburgo-Pomerania Anteriore la disoccupazione é ancora nettamente sopra la media nazionale all’11,5%, l’emorragia di giovani verso l’ovest sembra inarrestabile ed il territorio è sempre meno popolato; crollata anche la partecipazione al voto, scesa in 10 anni dal 70 al 52%.


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Trichet Scrive la Manovra Bis: Irresponsabilità Nazionale o Interessi Privati?

Allora, vediamo di capirci. Se è la BCE che impone di tagliare la spesa pubblica, aumentare le tasse, dilazionare le pensioni, privatizzare le aziende pubbliche e via discorrendo, allora che lo faccia la BCE. Trichet viene in Italia, si organizza una conferenza stampa in cui presenta il suo piano, firma il decreto, va da Napolitano e se lo fa controfirmare, lo fa pubblicare, poi avvia l’iter parlamentare di conversione.
Ecco, si fa così. Se veramente questo bagno di lacrime e sangue che ci aspetta è voluto dal signor Trichet, e se è una persona appena appena seria, si prende le sue responsabilità e ci mette la faccia. Altrimenti è un buffone.
Oppure non è vero che il diktat arriva dalla BCE, e allora il buffone è un altro ed è molto più vicino a noi. Ed è meglio che non se la meni tanto con “il cuore che gronda sangue” che tanto non è sangue suo, e a qualcuno potrebbero anche venire in mente strane idee: così, tanto per dare un senso di concretezza alle parole.

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Default Italia 93 Giorni al Fallimento: Non Paghiamo Nessuno. Prendetevi il Colosseo

Bisogna ammettere che questa storia d’intervenire “a mercati chiusi” è una marchetta pubblicitaria geniale: il Paese si ferma, trattiene il respiro, presagendo imminenti catastrofi e si predispone inconsciamente ad elaborare il lutto. Ovviamente, la magia pubblicitaria consiste, a seconda delle circostanze, nel non dire nulla di doloroso (se del caso, anche nulla di nulla) o di dire cose dolorosissime, ma con formulazioni sufficientemente fumose, in modo che la gente comune non capisca quali misure siano state effettivamente adottate. L’effetto positivo è scontato. A questo punto i cittadini, sempre più confusi, si rituffano nelle faccende quotidiane, aggrappandosi volentieri all’idea che in fondo poteva andar peggio. Fatto!

Non è dato sapere se l’ex pifferaio magico e l’ex incantatore di serpenti, suo ineffabile tesoriere, debbano, di volta in volta, superare reali divergenze o semplicemente recitino parti in commedia. Ma non ha troppa importanza, giacché topolini e serpenti si sono acconciati da tempo a concentrarsi sulla melodia, senza prestare particolare attenzione al testo della canzone. Accade così che Chichì e Cocò possano canticchiare allegramente “e la vita l’è bela, basta avere l’ombrela” ed a distanza di soli due giorni intonare il “De profundis”.

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Manovra Finanziaria 2011, BTP, Bund Tedeschi, TAV, Rifiuti. Di questo passo dove andremo a finire?

11 luglio, 2011 di  
Archiviato in Chiamiamola Economia, Informazione, latest

Il popolo chiede più informazioni, cosa encomiabile, ma se i media gli rispondono proponendogli emozioni e gossip lui li accetta e non fa una piega. Non si dice che dovrebbe fare la rivoluzione, ma premiare i mezzi di informazione più sobri a scapito dei più cialtroni, questo almeno potrebbe farlo. No. Se mai il contrario.

E allora viene il dubbio che si chiedano più informazioni sull’onda dell’antico slogan “più informazioni più potere”, ma in realtà si cerchino emozioni e conforti. Che i media si comportino come si comportano non per protervia ma per diretta conoscenza dei propri fruitori finali, dei quali fino a prova contraria sono l’espressione.

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