truffe

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La notizia di cui vi parlerò oggi è molto vecchia. Ha goduto di un minimo di stampa solo nel mese di aprile del 2008, poi è scomparsa. Probabilmente molti di quelli che leggono non la conoscono.
Se un fatto del genere fosse accaduto altrove, avrebbe fatto un po’ più di rumore, ma la cosa è accaduta a Treviso, nel cuore di quella Padania, che in nome di una politica nuova e rivoluzionaria rispetto al faccendismo romano, vuole la separazione dei suoi destini da quelli del resto del paese.

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Di tutte le emergenze prese in considerazione da questo sito, manca solo l’emergenza idrica. Forse non è ancora stata presa in considerazione dei telegiornali. Ancora. Ma vedrete che tra qualche settimana inizierà il martellamento.

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Berlusconi un giorno parla di Del Turco e dei magistrati, un altro ricorda il federalismo fiscale. Bossi un giorno ribadisce il federalismo fiscale con la riforma della giustizia, ed un altro giorno apre a Veltroni per il dialogo sul federalismo. Veltroni un giorno chiude con Di Pietro ed un altro strizza un occhio a Casini. Di Pietro un giorno chiede a Veltroni di scendere in piazza, ed un altro saluta con la mano sinistra Travaglio e Beppe Grillo.

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Giusto per fare dispetto a Fully, stamattina leggendo il Corriere on line, ho accuratamente evitato le notizie più lette, anche perché sono uno snob asociale. Ho scoperto che i francesi hanno dichiarato guerra al cibo spazzatura, il che considerando che la loro cucina familiare non ha niente a che fare con quella della loro famosissima ristorazione, li mette contro il 90% di quello che mangiano.

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Come si chiamava quello che ha condotto le trattative per l’acquisizione di Alitalia? … Aspetta, aveva un nome italiano … una specie di strumento musicale se non ricordo male … ah si: Spinetta, no Spinettà con l’accento sulla “a”.
Bene, ora se io fossi il padrone dell’Air France, stamattina lo chiamerei nel mio ufficio e dopo averlo fatto sedere su una poltrona alla Fantozzi gli direi: Spinettà, vai a cogliere le pummarole che è stagione. Sei licenziato con effetto immediato!

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La biometria è la scienza che studia l’utilizzo di caratteristiche fisiche per l’identificazione di una persona.

Le impronte digitali come metodo per l’identificazione di una persona sono state a lungo studiate.

Recentemente il governo ha affermato che entro il 2010 le nostre carte d’identità conterranno le nostre impronte digitali per poter meglio identificare le persone e dare maggiore sicurezza.

Purtroppo ciò non è assolutamente vero e nel resto dell’articolo vedremo perché, prima però diamo una breve introduzione ai metodi oggi usati per l’archiviazione e il confronto delle impronte digitali

Qui sopra potete osservare una tipica impronta digitale con i nomi di diverse minuzie ossia i particolari che vengono usati per il suo riconoscimento.

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Prima la norma sulle vertenze dei precari e l’abolizione degli assegni sociali a meno di specifiche condizioni, poi il dietrofront. Modifica del provvedimento sugli assegni e variazione nella norma relativa ai precari. Sarebbe troppo chiedere a dei professionisti di essere, anche per poche ore, coerenti con se stessi?

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Stamattina, come tutte le mattine, recandomi al lavoro in auto, mi sparavo la consueta dose di informazioni radiofoniche perché è importante iniziare la giornata con tonicità e ottimismo. Notizie calde calde, appena sfornate. Berlusconi che fa visita alla monnezza napoletana, la sanità privata che lucra sulla salute della gente a sua volta pericolosamente minacciata dall’abuso di intercettazioni e via così insomma. La solita ventata di allegra quotidianità italica,gli spunti per scrivere qualcosa di profondo e impegnato ci sarebbero e numerosi, ma oggi voglio tentare un esperimento, ovvero provare ad essere meno “pesante” del solito,più leggero e scanzonato,concentrerò quindi i miei sforzi sulla più ilare delle news ascoltate: il flagello dei pianisti in Parlamento e conseguenti soluzioni avanzate dagli addetti ai “lavori”.

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Quel che è giusto è giusto: bisogna saper riconoscere la verità, anche quando questa arriva dall’avversario. Silvio ce l’aveva detto che alle elezioni ci sarebbero stati i brogli, ma non gli abbiamo voluto credere, lo abbiamo preso in giro, ci siamo fatti quattro risate delle sue paure.
Roma, 27 marzo 2008: “ho un solo incubo, quello dei brogli“.
Taormina, 29 marzo 2008: “stiamo mettendo in campo un esercito di 120 mila persone contro gli imbrogli della sinistra“.
Chieti, 9 aprile 2008: “sono sicuro che vinceremo che ce la faremo anche se la sinistra metterà in campo la sua abilità nel fare brogli“.
E invece aveva ragione lui: ci sono stati i brogli!

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L’informazione di regime italiana, quella che ha il compito di produrre la morbida ovatta nella quale avvolgere il nostro povero cervello affinché non corra il rischio di rompersi per il troppo stress, ha i suoi grandi cavalli di battaglia.

A Natale i regali, ad agosto l’esodo, in primavera i saldi, in questo periodo l’esame di stato.
Diciamo la verità, sentire ogni anno sempre le stesse cose annoia a morte, ma la faccenda degli esami di stato, in particolare, ha francamente e civilmente rotto le balle.

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