Quelli che restano
5 ottobre, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Cronache Italiane, Il Futuro è nei Giovani, Il Lavoro degli Italiani
Nel corso del 2010 circa 600.000 giovani sono andati via dal Mezzogiorno verso il Nord Italia o ancora più a nord, idealmente sospinti in quella direzione dai giovani dalla pelle ben più scura arrivati via mare dall’altra sponda del Mediterraneo. Seicentomila è un numero enorme, se rapportato ad una popolazione complessiva di circa venti milioni; spaventoso, se si considera che, oltre che giovani, sono quasi tutti diplomati o laureati, per certi versi, quindi, se non necessariamente ed astrattamente la parte migliore, di sicuro una parte indispensabile per il futuro del Mezzogiorno. Una parte di per sé insufficiente a prefigurarne il riscatto, ma necessaria per mantenere almeno una linea di galleggiamento, cioè per non affondare definitivamente.
I Bambini Sono di Tutti, i Cani del Padrone
4 aprile, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cuore di Tenebra, Il Futuro è nei Giovani, latest
Ho letto con un certo disappunto delle polemiche che si sono sviluppate intorno all dove si descrive, con una certa efficacia, il fatto che in alcuni locali e, più in generale, il alcuni ambienti, gli animali (cani e gatti) siano meglio accolti dei bambini in carrozzella (o a piedi, aggiungerei).
La genitorialità non è necessariamente un valore, nel senso che se uno vuole i figli li fa, se invece non li vuole non è tenuto a farli. Se poi gli piacciono i cani e ne prende uno, due, tre, dieci, ci dorme insieme, gli da i bacini sul musetto e gli prepara la pappa, liberissimo. Ognuno, nei limiti della convivenza civile, fa un po’ quello che vuole.
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La Tristezza di Essere di Sinistra
16 marzo, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Il Bello della Politica, Il Lavoro degli Italiani, latest, Oltre il Confine, Strange Days
Sempre più spesso mi accade di leggere su facebook o su alcuni blog commenti “di sinistra” sicuri e precisi, taglienti ed efficaci, nei quali, in tutta onestà, fatico a riconoscermi completamente, per cui mi viene spontaneo chiedermi se non sono diventato un vecchio reazionario, inutilmente incline ad interrogarsi sulle ragioni degli altri e, più in generale, al dubbio, inteso come metodo critico.
Va da sé che questo interrogativo mi urta notevolmente, a causa della mia piccola storia personale, che non mi permetto qui di richiamare, consapevole dell’assoluta mancanza d’interesse per gli amici ai quali mi sto rivolgendo. Una storia modesta, ma, mi sembrava, abbastanza coerente e, quindi, degna di essere preservata con una certa benevola affezione.
In breve, sono piuttosto invidioso della sicurezza acquisita da compagni, giovani e meno giovani, e profusa a piene mani su questa bacheca collettiva. Ma, per togliersi i dubbi, non c’è altra strada che porre delle domande ed attendere le risposte chiarificatrici. Cominciamo, allora.
La Manifestazione delle Donne nei Commenti dei Lettori de il Giornale: Leggere per Credere
13 febbraio, 2011 di redazione
Archiviato in Cronache Italiane, latest
Repubblica e Corriere parlano di un milione di donne in piazza(1), Il Giornale ha una matematica diversa e ne conta un centinaio di migliaia, comunque qualcuna in più delle persone convenute “spontaneamente” per sostenere Berlusconi qualche giorno fa.
La cosa più interessante sono i commenti . Ci raccontano un’Italia che vogliamo ignorare, ma che nel bene o nel male è al governo del paese. Di seguito una piccola antologia.

vincenzoaliasilcontadino
Se domani il Cav mettesse annuncio. Cercasi…ci sarebbe una fila da Palazzo Chigi ad Arcore o da Villa San Martino ai Caraibi, queste donnine e vip, molte le ho conosciute personalmente, devo dire che, il bue chiama cornuto l’asino, c’azzecca! Alcuni: una tizia lascia la famiglia e un figli adottiva per fare carriera nel Sindacato, favorita dalla quote rose, ma cchiste songono Rosse! Altri/e, quante cornificati/e? Altra che la dava tutti i politici, la vidi il giorno al funerale di Bettino Craxi in una bar del cento de Roma a schizzazzare hot e tracannare! Ovvio, assoldata da altro partito restando sempre una Mer**na!
bracco
Girava voce che alla manifestazione delle femmine moraliste girasse pure Rocco Siffredi……………..
eglanthyne
Se passava il carretto del bruttaio le caricava tutte.
Mario Galaverna
La Buongiorno? E già, MIKE l’ha sposata (Confonde Giulia Bongiorno presidente della Commissione Giustizia della Camera con Daniela Zuccoli, vedova di Mike Bongiorno N.d.R.) mica per la sua avvenenza ma per la sua intelligenza anche se la differenza d’età era quasi trentennale. Mentre lei, ovviamente, non ha sposato MIKE per i suoi soldi ma per la sua prestanza fisica da riproduttore. Strano come mai le belle donne di spettacolo (e non) sposino gente ricca e mai un operaio di un altoforno. Che sia una nuova trovata egalitaria delle cozze che vogliono le stesse opportunità delle dee imposte per legge?
gianni1950
Trovo scandaloso il comportamento di queste cosi dette donne, indotte dai partiti di sinistra a difendere che cosa? la caduta di Berlusconi. Strano che non hanno invitato le donne gay e gli uomini gay ecc, almeno sarebbe stato più colorita e divertente vedere la grande ammucchiata di valori sinistrorsi..Se Berlusconi vuole organizzare una manifestazione potrà contare con 2 milioni di persone, come la manifestazione di Roma. Queste sinistre non sanno più cosa inventare per uccidere Berlusconi. Fossi in lui mi guarderei bene, assoldare qualche assassino in questo clima è facile.
killkoms
ma andassero amargherite!queste sono quelle che ammiravano l’antonia di”porci con le ali”,e ora fanno le moraliste!è proprio vero che ogni mucca si scorda di quando è stata vitella!
sonia parisi
Queste Donne, Da Donna, Mi Fanno Tristezza E Anche Un Po’ Schifo. Sono Le Stesse Che Insegnano Ai Figli E Agli Alunni Ad Odiare Unuomo Che Non Conoscono. Sono Le Stesse Che Affidano La Loro Prole A Nonni E Baby Sitter Facendola Crescere Senza Fargli Mancare Niente Di Materiale Ma Senza Nessun Principio O Morale. Proprio Come Le Loro Auguste Madri Che Oggi Sono Scese In Piazza Per Difendere Ipocritamente “la Dignità’ Di Signorine” (quelle Belve Dell’olgettina), Mentre L’intento Era Dichiaratamente Altro, Non Sono Mai Scese In Piazza Per Difendere Le Donne Dalla Lapidazione (iran), Infibulazione (africa), Le Donne Mussulmane Che Non Hanno Diritti Di Essere Umano . Ipocrite………. E Soprattutto False Moraliste Perche’ Tutta Italia Conosce La Loro Carriera Di Letto Soprattuto Di Alcune Di Quelle “signore” Partecipanti , Sicuramente A Ruby E Alle Sue Colleghe Potrebbero Insegnare Qualcosa.
michele73
Io credo che la manifestazione di oggi, svoltasi in 213 città italiane, abbia sancito solo una cosa: il prossimo leader dell’opposizine sarà una donna. Ebbene sì, sarà una donna che, per la legge del contrappasso, spodesterà il bruto Cavaliere. Una donna concettualmente radical, ma anche devota Mariana; una donna che abbia piena dignità del suo corpo, proibizionista per antonomasia, ma che strizza l’occhio al botulino. Quindi, da oggi, si apre una nuova fase politica italiana, che porterà attraverso le democratiche primarie, all’elezione del nuovo leader delle opposizioni, finalmente donna. Naturalmente vincerà VENDOLA!!! Auguri a tutte!!
coruncanio
Fra gli indignati dalle cene con belle ragazze del presidente Berlusconi, ci sono molti pederasti, prostitute potenziali che non esercitano per mancanza di attributi, onanisti da computer, palpeggiatori di bambini ed altre categorie del settore. Per costoro è un’ onta che ci sia qualcuno che ami le belle donne, non gli va giù.
Chi vuole mettere alla prova il suo stomaco, come abbiamo fatto noi, i commenti in versione integrale .
Note
- articoli e [↩]
Nicole Minetti non è una Vittima
1 febbraio, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Appunti Italiani, latest, Meccanica delle Cose, Vere Donne, Veri Uomini
Fra gente civile il genere sessuale, come il colore della pelle, non dovrebbe rappresentare un fattore di discriminazione. Questo nella teoria, ovviamente, perché nella pratica è tutta un’altra cosa. Il colore della pelle conta e conta molto in un paese come il nostro dove già l’accento sbagliato, in certe regioni, scatena il pregiudizio. Le donne, aldilà della presa in giro delle quote rosa, sono vittime di discriminazione in politica, sul lavoro e, in generale, tutte le volte che aspettano un bambino o fanno il loro dovere di madri.
Tutto questo, come premesso, è incivile, ma non può servire per giustificare l’utilizzo del colore della pelle o del genere sessuale come attenuante. Mi spiego: se una persona è inaffidabile, disonesta o violenta, rimane inaffidabile, disonesta o violenta anche se è di colore. Cercare attenuanti per chi si comporta male ed appartiene ad un’etnia sfortunata, è un atteggiamento di colonialismo paternalista e ipocrita.
Pellegrino dell’Assoluto
29 gennaio, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Accademia DFC, latest, Leggere
Ricevo e, dopo aver avuto il permesso dell’autore, pubblico l’intero carteggio.
Carissimo Comandante Nebbia,
mi presento. Il mio nome è Bijuu (sostituito con un nickname N.d.R.), studente, affezionato lettore di MC dal lontano 2007, nonché del che è stato l’origine del mio percorso con Dellefragilicose/CN.
Lei ovviamente non può conoscermi direttamente, seppure forse io compaia come numerino nel conteggio degli accessi al sito. Se fosse giunto fino a questo rigo, si starà altrettanto probabilmente chiedendo per quale motivo abbia deciso di scriverle; la ragione è molto semplice eppure non banale: ho finalmente trovato il coraggio e l’occasione di condividere sul suo sito qualcosa che, spero, sia degno dello stesso.
Non a caso però le invio questa piccola lettera-prefazione del pezzo(di per se’ piccolo)…
Ricordo ancora con discreta precisione, 4 anni fa al tempo della maturità, la prima volta che accedetti al suo sito originale. Cercavo qualcosa relativamente ad Einstein ed alla teoria della relatività (non ricordo invece le esatte chiavi), e finii per imbattermi nei suoi disegni con piccoli insetti sui piani curvi. Feci una saporita risata; tra tutte le cose utili per la mia seconda prova in fisica, doveva uscirmi proprio una pagina del genere? Chiusi il tutto con fretta sommaria.
Alla fine dell’atto ministeriale che avrebbe dovuto rendermi magicamente più “maturo” ero al settimo cielo, pronto ad affrontare il mio personale percorso universitario e di vita. Mi tornò in mente, non so come, non tanto il testo sulla curvatura delle spazio e del tempo quanto l’impegno che vi era stato profuso nel redigerlo: chiunque fosse stato il pazzo che si era messo veramente a disegnare insettini per spiegare la teoria relativistica meritava una ricerca su google! Rilessi con piacere l’articolo e pensai all’aforisma: “esistono una stagione ed un tempo per ogni cosa”. Forse perché con la mente libera dall’ansia degli esami, riuscii ad avvicinarmi al suo articolo come prima non mi era riuscito.. Scoprii -a seguire- tutti gli altri post dalla natura così variegata che avevano denominatore comune nell’affascinarmi terribilmente. Risalendo la fonte, arrivai ad MC la quale era(ed è) pervasa da un pluralismo di idee francamente unico. Il mio primo desiderio fu quello di unirmi alla comunità di persone sconosciute che sembravano avere un’aria così familiare fra loro, di scrivere qualcosa: ero così pieno di pensieri da condividere, ansante di rendere lustro al mio personale modo giudicare il mondo che credo mi fosse sfuggito il principale scopo del blog.
Ed infatti leggendo sempre più avidamente ogni commento e testo la voglia sparì rapidamente. Crebbe invece il monito di non fermarmi alla prima occhiata qualsiasi argomento venisse presentato, di capire veramente cosa ci fosse a monte di ogni atto, di immedesimarmi in maniera personale e critica. Più che la voglia di commentare con altri, cominciai dunque quello che a posteriori si potrebbe definire un dialogo intimo, personale. Non so se ciò di cui sopra faccia parte degli obiettivi che si fosse inizialmente prefisso, ma è quello che, ad oggi, mi spinge a scriverle. Provare ad andare oltre all’immediato che avvolge cose in cui siamo immersi, provare a darsi risposte che eludono i toni semplicistici, l’arroganza della supponenza, la questione di principio (se preferisce). Guardare il mondo con occhi non migliori, semplicemente diversi. Per questo, non posso fare a meno di ringraziarla. La ammiro e la stimo molto (e questo forse traspare dal testo che le invio), così come si potrebbe avere piacere di leggere qualcuno che non si conosce fisicamente. Condividendo pensieri, opinioni ed idee per poi tramutandoli in parole, in questi anni lei probabilmente si sarà reso conto di cosa ha creato. MC è un eccezionale sito di divulgazione, un’alternativa necessaria alle fonti di informazioni e confronto classiche. Lo è per me.
Consciamente o meno, lei ha in questi anni impresso una porzione di se considerevolmente ampia su queste pagine. Come ha avuto più volte modo di ripetere, il suo riserbo è frutto del suo carattere ed in quanto tale non voglio intromettermici. Ho appreso, tuttavia, dei suoi recenti problemi lavorativi ( che appaiono quantomeno tamponati)ed il distacco che essi le causano dalla sua famiglia ed i suoi affetti. Non ho mezzo alcuno per sanarli, mi dispiace veramente. Durante le feste mi sono chiesto quindi cosa avrei potuto fare per restituire anche solo un briciola di ciò che ho letto e ricevuto, e mi è venuto in mente un testo letto in prima liceo, così straordinariamente aderente a lei ed alla sua situazione, che non ho potuto fare a meno di condividerlo. E’ la prima volta che sento di avere “realmente ” qualcosa dire, da quando vi seguo. Il testo è dedicato anche ad MC, su cui sembra essersi perso un po’ il fermento che c’era nei primi tempi (se posso permettermi) e non ne capisco la causa. Sono certo che ritornerà.
Il testo che riporto di seguito è stato scritto da L. Bloy, scrittore francese vissuto a cavallo fra il 19° ed il 20° secolo, che in tutto il vasto universo di internet non ha ancora trovato collocazione in nessuna pagina. Lo scritto, come l’autore, è pervaso di una coscienza cristiano-cattolica che so non appartenerle. Non appartiene neppure alle mie personali convinzioni, nel caso se lo stesse chiedendo o lo trovasse importante (anche se l’aforisma sopracitato è biblico). Perché dunque chiederle di vagliarlo per MC? Per quale motivo spero che possa esserle di conforto in questo periodo? Non posso rispondere con adeguatezza a queste due domande; quel che posso dirle esattamente, è che quando mi è tornato in mente ho subito pensato fosse adatto a lei. Con onestà, più probabilmente, mi è tornato in mente per lei. Il modo in cui ha spesso menzionato la “fede” senza accostarvici il concetto di religione è uno dei è uno dei miei motivi di riflessione più ardenti sui suoi scritti.
La prego di voler considerare il seguente testo come una metafora, una osservazione spogliata e laica, del suo percorso personale e del suo blog. Con l’augurio che, alla stregua di Colombo, lei possa portare avanti il suo impegno su MC. Il mio auspicio è quello che lei sappia -a differenza del pellegrino dell’assoluto- che certi viaggi hanno compagni virtuali o reali che non mollano perché, semplicemente, non possono farlo.
I miei più sentiti auguri ed ogni bene a lei Comandante ed a chi le è vicino nei pensieri, quando si addormenta.
Di seguito il testo del pezzo.

I marinai spagnoli che accompagnavano Cristoforo Colombo si ammutinarono più volte, fino a minacciarlo di morte se egli non avesse dato l’ordine di tornare indietro, poco prima di arrivare nelle vicinanze di San Salvador. Soltanto con una meravigliosa fiducia in Dio questo uomo incomparabile riuscì a rassicurare gli increduli: “Concedetemi ancora tre giorni, vi darò un mondo” e l’America fu scoperta.
Ma l’America non era l’assoluto. Era un punto di arrivo estremamente difficile da raggiungere, ma pur sempre un punto di arrivo in cui sostare e da dove alla fine si sarebbe ritornati. L’Assoluto, al contrario, è senza ritorno. Non si ritorna perché è un viaggio senza termine.
Il mistero risiede nel fatto che l’Assoluto non è soltanto un abisso sull’Eternità, è al tempo stesso l’unico punto di partenza, il capolinea. Si parte da Dio per andare a Dio, è il solo spostamento che abbia un vago senso, un’utilità. Tutto il resto, ossia ogni altro viaggio che si crede porti in qualche luogo non vale nulla e, più si va in fretta meno ha senso. Non sono ricco, è noto, ma prometto diecimila franchi, mi avete capito bene, mi impegno a tirar fuori dalla mia tasca vuota una decina di biglietti da mille franchi e a darli alla persona che mi dimostrerà che vi è qualcosa di più cretino di correre a centocinquanta chilometri all’ora con una ridicola maschera da diavolo, in un’orribile macchina molto costosa, che appesta e schiaccia.
Ma ancora una volta l’Assoluto è un viaggio senza ritorno ed ecco perché coloro che lo intraprendono hanno così pochi compagni. Pensate, volere sempre la stessa cosa, andare sempre nella stessa direzione, camminare giorno e notte senza mai girare a destra o a sinistra, neppure per una volta o per un attimo, concepire per tutta la vita ogni pensiero, ogni sentimento, ogni atto, fino alle minime palpitazioni come una specie di successione perpetua di un iniziale decreto della volontà.
Cercate di rappresentarvi un uomo d’azione, una specie di esploratore in partenza. La forza della sua parola ha attirato qualche entusiasta che ha deciso di seguirlo. L’inizio del viaggio è un trionfo. Pioggia di fiori, acclamazioni, delirio della folla. Nelle città e nei villaggi si organizzano imbandieramenti e luminarie, si festeggiano gli audaci. Anche nelle campagne banchettano al loro passaggio.
Poi ben presto l’allegria diminuisce. Si arriva in paesi nuovi che non sanno nulla, che non comprendono nulla e che restano indifferenti. Talvolta i viaggiatori suscitano diffidenza. …. Lentamente i cibi e i vini raffinati sono rimpiazzati dalle bucce, e il contenuto dei vasi da notte prende il posto dei fiori. L’entusiasmo dei compagni si è già completamente spento.
Molti si sono allontanati con i più diversi pretesti. I rari fedeli, a loro volta, cercano il modo di fuggire senza perdere troppo l’onore. Non avevano previsto che c’era da soffrire.
Tuttavia ci si rassegna ancora per pudore e per orgoglio. Finché ci saranno delle abitazioni umane e degli uomini buoni o cattivi, ma con un po’ di coraggio, il viaggio potrà essere sopportato.
Ma ecco che gli uni e gli altri si rarefanno. Si entra nel deserto, nella solitudine. Ecco il Freddo, le Tenebre, la Fame, la Sete, la Fatica immensa, la Tristezza spaventosa, l’Agonia, il Sudore del sangue…
Il temerario cerca i suoi compagni. Capisce a questo punto che per la voluttà di Dio deve restare solo in mezzo ai tormenti e va nell’immensità nera, portando davanti a sé il cuore come una fiaccola.
Tratto da “Le Pèlerin de l’Absolut”, di
Gentile Bijuu,
ho letto immediatamente la sua lettera, ma mi sono preso qualche giorno per risponderle perché l’impegno profuso nel redigerla richiedeva una riflessione adeguata.
Spero che le faccia piacere sapere che leggerla mi ha fatto felice, non tanto per i generosi complimenti ai quali l’età e l’esperienza mi hanno vaccinato, quanto per la consapevolezza che almeno uno dei miei lettori ha recepito in pieno il messaggio che è e resta: io non posso
dirti il perché delle cose, ma posso stimolarti a cercarlo.
Ho iniziato a scrivere perché in questa società io sono un disadattato. Ho seri problemi di identità e relazione. La mia attitudine è troppo personale per poter essere apprezzata. La scrittura mi ha permesso di trasferire parte della mia alienazione a chi legge, alleviando il carico per me ed inducendo uno stimolo alternativo alla grande platea di MC.
MenteCritica come esperimento collettivo è fallito. Purtroppo, non ho imparato abbastanza per essere un buon compagno di strada per chi mi era affianco. Ora continuo con quei pochi che hanno imparato a sopportarmi e con la collaborazione di qualche affezionato lettore al quale, probabilmente, non ho mai espresso gratitudine in termini adeguati.
Pubblico volentieri il suo contributo. Credo che senza la premessa e la mia risposta, sarebbe risultato incomprensibile ai più. Pertanto la ringrazio per avermi consentito la pubblicazione integrale del carteggio.
S’abbia i miei più affettuosi saluti
grp
P.S.Consiglio un approfondimento sulla figura di Leon Bloy, scrittore che non conoscevo. Si può partire da .
Saviano, la Dolce Euchessina
16 dicembre, 2010 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest
Negli ultimi anni, ogni evento della storia della italiana non può definirsi tale se non viene battezzato da una “riflessione”, da un precone o da una lettera agli apostoli di Roberto Saviano.
Il meccanismo è sempre lo stesso. Si verifica il fenomeno x. La Repubblica on Line allestisce lo spazio y, Saviano vi giustappone l’oggetto z, con z che assume valori nell’insieme discreto “articolo, lettera agli apostoli, riflessione, precone, raccolta di firme”.
Dopo gli incidenti di Roma, si scatena immediatamente il meccanismo testé descritto cosicché oggi chi si collega al sito repubblica.it può leggere, con moderata sorpresa, una lettera agli apostoli di Saviano: ““.
Umberto Eco da grande scrittore e emerito semiologo, in uno dei suoi innumerevoli saggi, fornisce una regola aurea per titolare un racconto, un romanzo, uno scritto qualsiasi. Secondo Eco, il titolo non deve mai anticipare il contenuto. Anzi, deve disorientare, spiazzare il lettore che si deve avvicinare allo scritto con un’idea che deve essere stravolta dalla lettura. Ecco quindi che chi si accinge a leggere “Il Nome della Rosa” come se si trattasse di un saggio di botanica, si trova catapultato in un oscuro romanzo medievale saturo di citazioni latine e greche.
Ma se ti Sposi una Mignotta non ti Puoi Lamentare se ti Mette le Corna!
30 luglio, 2010 di ilBuonPeppe
Archiviato in Il Bello della Politica
Ieri sera Belpietro, incredibile ma vero, è riuscito a dire una cosa giusta, anzi sacrosanta. A proposito della guerra tra Fini e Berlusconi ha detto che quando è stato fondato il PdL obiettivi e metodi erano ben chiari, il programma di governo era conosciuto, si sapeva esattamente cosa e come si sarebbe fatto. Lo sapevano tutti e, ovviamente, lo sapeva Fini che è uno dei fondatori del partito.
Quindi, di che si lamenta?
E’ inutile che vada cianciando di legalità, rispetto delle regole e dei ruoli, liberalismo, democrazia, giustizia; è inutile che chieda la cittadinanza breve, il rispetto per gli immigrati, posizioni più aperte sulla bioetica; è inutile chiedere che il partito funzioni in modo democratico, che chi ha problemi giudiziari si faccia da parte. Ha fondato un partito (ammesso che si possa parlare di “partito”), e anche prima ha sostenuto un governo, che è esattamente il contrario di tutto questo, per cui ha poco da lamentarsi.
Se oggi ci ritroviamo in una situazione che è eufemistico definire drammatica, è anche colpa sua. A meno che quello che dal 1994 è alleato e sostenitore di Sua Bassezza non sia un omonimo, ma non mi risulta.
Io non so se Fini riuscirà nel suo intento, se i suoi seguaci saranno tanti o pochi, se troverà un seguito tra gli elettori, ma non è questa ora la cosa importante. Se fosse in buona fede dovrebbe dire qualcosa come “Mi sono reso conto che la strada che ho seguito fino ad oggi è sbagliata. Ho danneggiato il paese sostenendo posizioni contrarie all’interesse dei cittadini. Lascio un partito che ho fondato ma nel quale non mi riconosco più. Chiedo scusa a tutti.”
A tutti va riconosciuto il diritto di cambiare idea, di riconoscere i propri errori, perfino di avere una seconda occasione (anche se a dire il vero, Fini ne ha avute già parecchie di occasioni). Ma lui non sostiene di aver cambiato idea, tanto meno di aver commesso un errore; anzi, difende e rivendica la sua posizione dentro il partito e dentro lo schieramento di cui fa parte da sedici anni.
Fini è in mala fede. E fa una certa tristezza vedere persone che ripongono in lui la speranza di un cambiamento. Le sue posizioni, realmente di opposizione nei confronti del governo, sono il frutto non di un’opinione diversa, ma di un calcolo politico che mira ad un obiettivo ben preciso che nulla ha a che vedere con l’azione di governo. E’ in discussione, ormai lo hanno capito anche i bradipi, la leadership e quindi la successione a Berlusconi; una prospettiva dalla quale Fini rischia seriamente di rimanere tagliato fuori.
Nessuno si domanda perché in mezzo a questa bagarre Bossi se ne stia tranquillo in disparte; eppure è lì la chiave di volta, quella che può decidere le sorti sia del presente che del futuro governo. Bossi è un gran volpone, infatti se ne è guardato bene dall’entrare nel PdL, e sta aspettando di vedere chi vince questa battaglia per sapere a chi deve presentare il conto. Nel frattempo si rafforza portando avanti il suo programma e conquistando sempre più potere, potendo contare su una base elettorale che, un po’ perché ha le stesse becere posizioni un po’ perché ingenuamente ritiene che sia una forza innovatrice, lo supporta fideisticamente.
Fini non ha nulla di cui lamentarsi; noi invece sì, perché comunque finisca questa storia, non ne verrà fuori niente di buono per gli italiani. Il problema di fondo rimane sempre lo stesso: manca un’alternativa a questo gruppo di potere, e quelle poche realtà veramente nuove che ogni tanto tentano di affacciarsi sulla scena politica non trovano il sostegno dei cittadini, convinti che alternanza e alternativa siano la stessa cosa.
Passeggeri della mia Vita Ovvero la Grande Depressione
31 dicembre, 2008 di diabolicomarco
Archiviato in Caffè nel Deserto, Cuore di Tenebra, latest
La è una malattia subdola e di origine sconosciuta. Molti, anche inconsapevolmente, ne soffrono. Si acutizza in questo periodo di luci scintillanti, preparazioni frenetiche a feste e cenoni, regali da ricevere e da offrire. Il tutto con il cuore nero di angoscia.
Sistemando la mansarda sono riemersi alcuni quaderni su cui appuntavo dei frammenti di me. Li propongo qui con la speranza che possano diventare una di quelle ciambelle di salvataggio che miracolosamente si trovano in rete quando sembra che niente più possa aiutare. Una specie di messaggio lasciato nel mare immenso delle cose che solo colui al quale è veramente diretto saprà riconoscere. La depressione è un buio tunnel, ma uscirne è possibile. Non posso certo fornire una soluzione unica e valida per tutti, una soluzione unica non esiste. La mia esperienza mi ha insegnato che il contatto con gli altri è fondamentale. Anche un contatto obliquo e perverso.
