tensioni

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Qualche giorno , sfogliando la Repubblica, ho trovato un simpatico articolo nel quale si dava notizia dell’entrata in vigore ad Assisi di un’ordinanza, firmata dal sindaco forzista Claudio Ricci, nella quale si vieta esplicitamente di fare elemosina “a meno di 500 metri da chiese, luoghi di culto, monumenti, piazze ed edifici pubblici”. Questo nell’ambito di un progetto di incremento della legalità, fortemente voluto e “sollecitato da turisti, cittadini e comunità religiose”. Qualche giorno prima, frugando nella rete in cerca di ispirazione, incappai in un interessante comunicato stampa proprio del Comune di Assisi, nel quale si sottolineava l’impegno delle forze dell’ordine, coadiuvate dal “gruppo volontari per la sicurezza (istituito dal Comune)”, contro “nomadismo e accattonaggio” e si annunciava l’imminente attivazione dell’ordinanza citata nel suddetto articolo.

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In risposta a questo appello, riceviamo e volentieri pubblichiamo l’intervento di una nostra cortese lettrice.

Caro Direttore,
di questioni tecniche in materia di smaltimento rifiuti me ne intendo molto meno di Lei, ed alle Sue puntuali domande non posso che rispondere con un po’ di buon senso. Il problema dei rifiuti accumulati in Campania è grande come l’oceano: un insieme di tante goccioline accumulate nel tempo che si possono trasformare in uno tzunami. Ma anche lo tzunami prima di avventarsi contro di noi invia dei segnali. Sta all’uomo interpretarli. Non voglio occuparmi delle tonnellate di rifiuti industriali convogliati nel sud Italia grazie alla spregiudicatezza di mascalzoni di ogni latitudine, ma della spazzatura prodotta dalla gente comune.

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Circa il 70% della superficie terrestre è coperta dall’acqua; va da sé che sott’acqua avvengano tante cose, spesso senza che ce ne rendiamo conto. Per esempio, sapevate che il 90% del traffico telematico intercontinentale passa attraverso cavi posati sul fondo marino? Già mi immagino i fondali ricoperti da una selva di cavi intrecciati in cui i pesci cercano a fatica un varco per procurarsi il cibo, ma per fortuna (dei pesci) stiamo parlando solo delle cosiddette “dorsali”, cioè i cavi principali; come il tronco di un grosso albero, che poi si ramifica e si distende per coprire il terreno con la sua ombra. Internet, la telefonia e tanti altri servizi esistono anche grazie a questi cavi. Anche questo articolo probabilmente è passato su questi cavi.

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Ormai anche le fonti meno sospettabili di cospirazionismo concordano che le guerre scoppiate dal 2001 in poi sono state fatte per il petrolio e in generale per il controllo delle risorse energetiche mondiali, sempre più contese tra i paesi industrializzati e quelli emergenti.

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Delle volte ho l’impressione che ognuno di noi non voglia vedere le cose nella loro essenza reale. Un tempo, quando facevo un altro lavoro, la chiamavo “sindrome di Babbo Natale” e la giustificavo pensando al fatto che non si riesce mai a superare completamente il trauma derivato dalla scoperta che Babbo Natale non esiste.

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Respinte. Le donne dell’Acmid (Associazione della Comunità Marocchina delle Donne in Italia) non potranno costituirsi parte civile nel processo agli assassini di Hina Saleem.

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EC 86 Verona PN-Munchen HBF,

ore 17.01: presumibile 40enne similpalestrato di bell’aspetto capello lungo ossigenato e gel intrattiene conversazione con omologa di sesso femminile, a due metri dal mio posto sulla mia carrozza (256).
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Al Giornale sembra ci sia un mezzo sciopero. Ci credereste? Il vantaggio è che gli articoli, insolitamente brevi, risultano di facile lettura. Tradotto: non ci fanno perdere tempo!
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mustafa_kemal.jpgLa notizia non esiste sulla stampa on line italiana. Ne sono venuto a conoscenza in seguito ad una telefonata che ho fatto al nostro consolato in Turchia relativamente ad un’indagine che sto seguendo. L’unico piccolo accenno è un minuscolo trafiletto dell’Ansa.
Oggi, ad Ankara, si tiene una marcia in difesa della laicità dello stato. Un’analoga iniziativa si è tenuta, sempre ad Ankara, l’8 di aprile. Anche di questo si ha notizia solo tramite un trafiletto dell’Ansa. Da un paio di giorni, la gran parte dei treni che portano alla capitale turca non hanno più posti liberi. L’altro ieri sera, il capo di stato maggiore dell’esercito turco, ha parlato in televisione per un’ora a reti unificate. Da tenere presente che l’esercito turco è il più potente di questa parte del pianeta, probabilmente uno dei più potenti al mondo e negli ultimi anni ha fatto tre colpi di stato tre in Turchia in difesa della laicità dello stato.
Il partito di ispirazione moderatamente islamica  che detiene i due terzi della maggioranza parlamentare in Turchia parla apertamente di tentativo di golpe appoggiato dalla sollevazione di piazza.
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Pur avendo trascorso la giornata a Milano non ho avuto sentore dei tafferugli se non una volta giunto a casa, davanti al TG della sera. Peccato: avrei proprio voluto vedere i temibili ghisa manganellatori che infierivano su una madre e sulla sua bambina a randellate. E’in questi casi che mi chiedo: ma perchè andiamo a portare “pace e democrazia” a casa degli altri quando è nelle nostre città che si consuma una partita ben più importante, che sicuramente coinvolgerà tutti noi nell’immediato futuro? Continua a leggere »

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