E’ arrivata la Befera
8 gennaio, 2012 di Lameduck
Archiviato in Cronache Italiane
Da qualche giorno sono scattati i controlli delle Yellow Flames e dell’Agenzia delle Entrate - a gamba tesa, in questo caso – del J. Edgar Hoover del fisco, , nei luoghi dove si suppone si concentrino coloro in grado di fare gli spendaccioni a rutto libero in vacanza: Cortina, Portofino e, ci possiamo scommettere, prossimamente Porto Cervo ed altri POI per billionari. Più che capitali della ricchezza, dell’ostentazione e del lusso sfrenato. Mete preferite per i Rich Pride vacanzieri annuali, insomma, quelli dove gli sboroni con il portafoglio a fisarmonica non hanno vergogna di girare a facciaculo nudo.
Tutte a Casa
3 gennaio, 2012 di Lameduck
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani
In questo Natale di crisi globale è capitato che un piccolo imprenditore catanese i suoi operai causa fallimento.
Nerino Rossi invece, il patron della Golden Lady, ha scelto , quindi un bel giorno di vacanza tra il Santo Natale e Capodanno, per comunicare la sua decisione definitiva riguardo al destino dello stabilimento OMSA di Faenza, da mesi in lotta per la difesa dei posti di lavoro. A mezzo fax ha annunciato il per 239 operaie alla data di scadenza della cassa integrazione, il 14 marzo 2012.
Monti, i Taxi e l’Invidia per Gilioli
13 dicembre, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Cuore di Tenebra
Ci ho pensato un bel po’ stamattina prima di decidermi ad accendere il computer, accedere al back end di MenteCritica, cliccare su “aggiungi un articolo” e mettermi, stancamente, a scrivere queste quattro righe.
Non tanto perché mi dovessi applicare ai concetti, rifinire lo stile, smussare le espressioni. Io usualmente scrivo male cose banali piene di volgarità gratuite.
La demotivazione deriva da una condizione perfettamente espressa da un antico detto cimbro: “a lavà a capa al ciuccio, ci si perde o tiempo e o sapone” che tradotto dall’idioma di origine germanica viene: “tentare di far ragionare gli asini è operazione destituita di alcuna utilità”.
Monti, si Prepara la Grandissima Figura di M…
4 dicembre, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Caffè Amaro, Cuore di Tenebra
Quindi non è solo MenteCritica e il suo mentalmente alterato curatore a pensare che Monti non stia facendo un beneamato cazzo di diverso. Lo avevo scritto ieri, ma oggi il Corriere pubblica dove si esprimono gli stessi concetti. In maniera più elegante, certo, ma Alberto Alesina e Francesco Giavazzi avranno beccato i quattrini per scrivere la letterina al presidente Monti. Io, invece, ve l’ho pubblicata aggratis un giorno prima. Pieno di cazzi e mazzi, ma a caval donato non si guarda in bocca. Repubblica, invece, . Abbiamo capito tutto.
Guerra, guerra, guerra.
Italia Fallita: La Rivoluzione non è Gratis
2 novembre, 2011 di fma
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica, Il Lavoro degli Italiani
La nostra malattia non è di quelle che hanno bisogno di ulteriori accertamenti, non abbiamo bisogno di cercare altre note di demerito a carico di questo governo, di questo parlamento, di questa classe politica. Quelle prodotte fin qui sono ampiamente sufficienti a seppellirli tutti.
Quel che ci serve sono le alternative, a saldo positivo, con le risorse che abbiamo a disposizione.
Qualcosa che sia fattibile da domani, senza bisogno che ci invada la nazione germanica, che l’uomo diventi migliore, che venga il regno dei cieli.
Qualcosa che, pur non ribaltando la situazione da così a così, ci faccia deviare dalla rotta che ci sta portando dritti nel regno dei poveri. Perché la povertà, non va scordato, salvo quella praticata a maggior gloria di Dio, è sempre accompagnata da mancanza di libertà, di benessere, di felicità.
Default Italia: Pensioni a 67 Anni? Altro che Countdown, Siamo già Falliti
24 ottobre, 2011 di redazione
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane, Meccanica delle Cose
Riceviamo e pubblichiamo questo contributo nonostante non sia stato possibile reperire fonti per gran parte delle affermazioni che contiene. Riteniamo, comunque, che specialmente in funzione dell’ultimatum franco-germanico e dell’ipotesi di innalzamento a 67 anni dell’età pensionabile, offra degli spunti di riflessione interessanti. Inoltre, la situazione richiede una predisposizione molto elastica al cambio di prospettiva e, in quest’ottica, suggerimenti anche improbabili vanno valutati ed analizzati, se non altro come esercizio mentale.
Ovviamente, non forniamo alcun consiglio di investimento, ma ci limitiamo a riportare l’esperienza di un lettore come fatto di cronaca. L’unico consiglio che ci sentiamo di darvi è: nei giorni della mistificazione e della menzogna, non credere a nessuno, nemmeno a noi.
N.d.R.
Dialoghi con Galbusera – Indignati: Il Pesce, Oppure la Canna e l’Amo?
16 ottobre, 2011 di fma
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane
- Di cosa ci accusano, sostanzialmente? – mi domanda Galbusera, indicandomi la foto sul giornale.
- D’esserci goduta la vita fintanto che siamo stati giovani, senza preoccuparci di loro. D’aver pensato a noi stessi, piuttosto che agli altri, al presente piuttosto che al futuro. Di continuare, ora che siamo vecchi, a tenerci stretti la pensione e i soldi, insensibili al grido di dolore che sale dalle giovani generazioni.- dico io, felice di rigirare il coltello nella piaga.
- C’è del vero.- eppure non pare convinto. – Ma anche evidenti peccati di omissione. – obietta – Per esempio non si considera il ruolo del caso nelle vicende umane.
Il Mestiere di Vivere e i Cattivi Maestri
4 ottobre, 2011 di fma
Archiviato in Cronache Italiane, Il Lavoro degli Italiani
Col tempo mi sono convinto che per vivere insieme bisogna innanzitutto capire ciò che si può e ciò che non si può fare, fino a farlo diventare una seconda natura che consenta di scegliere il comportamento da tenere senza doverci stare a pensare su, o dover fare ogni volta violenza su se stessi. Un mestiere che s’impara strada facendo, potendo contare su un minimo di predisposizione, che manca soltanto ai geni e ai disadattati, e su buoni maestri. Non ho trovato fin qui alcun valido motivo per pensare che la predisposizione sia variata negli ultimi anni, sicuramente non sono aumentati i geni, e così mi sono fatto l’idea che sia solo una questione di cattivi maestri se le giovani generazioni hanno più difficoltà a vivere di quante ne avevano le generazioni che le hanno precedute.
Breve storia incazzata d’Italia
21 settembre, 2011 di Giacomo
Archiviato in Cronache Italiane
Sono anni difficili dicevano i nonni. Eppure da quando posso ricordare non è la prima volta in cui viene portata all’attenzione dei tartassati il periodo contingente, la necessità di sacrificio, l’aggiunta del famoso ulteriore buco alla cinta: sempre ovviamente come necessità da lasciare alla moltitudine indistinta e passiva a vantaggio della minoranza, che tanto piccola comunque non è, dei membri di caste, castine, logge e loggette…non parliamo dei vantaggi degli evasori: quelli non essendo identificati dobbiamo matematicamente far finta che non esistano.
Si fa un bel dire, e concordo, quando si afferma che se TUTTI pagassero le tasse TUTTI potrebbero pagare la metà delle tasse che attualmente pagano i TUTTI-EVASORI. Prima occorre trovarli, o meglio occorre trovare la volontà di trovarli e farsi restituire, propongo con le cattive, il maltolto. Ma scimmiottando la pubblicità del noto caffè italiano non si ha la minima idea di quanti siano questi tutti che se non son troppi perché no? Leggi il resto
E’ tempo che i cammelli passino dalla cruna dell’ago
16 settembre, 2011 di Lameduck
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Default italia: la Nostra Colpa,la Nostra Svolta,il Nostro Essere.
3 settembre, 2011 di Andrea
Archiviato in Cuore di Tenebra
Appare sempre più evidente quanto la condizione politica, economica e sociale nel nostro paese abbia ormai raggiunto un “default” che va ben oltre il fallimento inteso come brusca fine del nostro Status quo. E vero, abbiamo perso molto negli ultimi 15 anni, per colpa di politici che ci hanno portato letteralmente via la libertà di parola, la sicurezza economica dei nostri figli, la possibilità di vivere in modo dignitoso grazie a un buon lavoro e poter pagare le tasse con la consapevolezza che quando saremo vecchi e malandati il nostro paese si prenderà cura di noi esattamente con lo stesso amore con cui noi ci siamo presi cura di lui per tutta la vita.
La Lega Centralista Difende l’Evasione e Attacca le Autonomie
31 agosto, 2011 di francescov
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Si sa che le regioni e province a statuto speciale hanno agevolazioni per quanto riguarda il flusso di soldi dallo stato. Si sa anche che queste regioni hanno anche maggiori competenze in termini di gestione dei servizi. Eppure, continuano a subire attacchi da parte della lega, quella lega che, a suo dire, opera a favore delle autonomie.
È di questi giorni l’affondo portato alle province di Trento e Bolzano da parte del presidente leghista della provincia di Vicenza, Attilio Schneck. L’affondo parte dai tagli agli enti locali e dall’indagine della finanza che ha scoperto una colossale evasione fiscale, in provincia di Vicenza, di 106 milioni di euro.
Bossi: Solo il Potere
22 agosto, 2011 di francescov
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La padania è una semplice affermazione lessicale!
Fonte notizia: .
“L’Italia finisce male”, dice Bossi in un comizio a Schio, “bisogna essere pronti per il dopo e, per noi il dopo è la padania. I popoli del nord uniti sarebbero lo stato più forte d’Europa”. E ancora, “la gente ha capito nel profondo del cuore che il progetto è passato e che l’idea di vincere insieme è partita”. E ancora, “la padania vuol dire unito e libero mentre il centro sud munge il nord”. Che l’Italia stia finendo male è sotto gli occhi del mondo. Con un corpo politico che da decenni pensa solo al suo benessere c’è poco da sperare in tempi migliori. Però, una delle cause dello sfascio dell’Italia è proprio la lega. Bossi dice “meno male che siamo partiti tanti anni fa”, si, vero, e in questi anni non ha fatto che operare, appunto, per la disgregazione dell’Italia. Quello che Bossi imputa alla crisi attuale, in realtà è da imputare al suo gruppo politico. Partendo dal federalismo, cavallo di battaglia della lega.
L’Omeopatia per Uscire dalla Crisi Finanziaria
22 agosto, 2011 di ilBuonPeppe
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Molto spesso nella storia si è scoperto che la soluzione ad un problema apparentemente complesso, era in realtà quella più ovvia e più semplice. Solo che finché si cercano soluzioni sofisticate, degne anche di grandi specialisti, è ben difficile vedere ciò che magari sta proprio davanti al naso.
Così stiamo assistendo ai patetici tentativi di governi e istituzioni di mezzo mondo per arginare la crisi, tranquillizzare i mercati, evitare il panico e, soprattutto, salvare il culo. Il proprio, ovviamente. Tentativi, appunto, patetici, perché non portano a niente: la situazione peggiora di giorno in giorno e lor signori sembrano lottare contro una diga in disfacimento armati solo con pezzetti di pongo.
E se la soluzione non fosse complicata? Se invece fosse estremamente semplice e perfino ovvia? Certo, ci vuole un cambio di prospettiva per uscire dagli schemi che, volenti o nolenti, ci siamo imposti, e soprattutto bisogna essere disinteressati per poterci riuscire. Non avendo un patrimonio da difendere, e dovendo guardare un po’ troppo da vicino, forse sono nella (fortunata?) condizione per poter guardare le cose in un altro modo.
Dialoghi con Galbusera: la Solidarietà a Senso Unico non Funziona. Che Fare?
16 agosto, 2011 di fma
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Dice Galbusera che se dev’essere usata come vaselina, affanculo anche la solidarietà. Lui ne ha le palle piene.
Dice che in questo paese ti ritrovi l’approccio cattolico sempre tra i piedi, che si parli di sesso, di relazioni sociali, di vita o di morte; soprattutto se si parla ricchezza, considerata propedeutica al peccato, da tollerare, ma di cui chiedere conto nel momento delle difficoltà.
Magari sotto forma di contributo di solidarietà a quelli che lavorano e guadagnano e dichiarano al fisco più di una certa cifra. Novantamila euro all’anno: contributo di solidarietà 5%: pater ave e gloria. Centocinquantamila: contributo 10%: tre pater tre ave e tre gloria
Ma come, a uno che ha già pagato le tasse tu gli chiedi di pagare un’altra volta? Se ti pare di avergli fatto pagare poco cambia le aliquote, ma se le aliquote vanno bene allora di che cazzo stiamo parlando?
Cosa vuol dire contributo di solidarietà per due anni? Galbusera mi guarda sconcertato.
Quello che s’è fatto un mazzo tanto per arrivare a guadagnare 100.000 euro all’anno, lasciandone 36.170 nelle grinfie del fisco, perché dovrebbe dare un aiutino all’impiegato che ha preferito passare le sue domeniche andando a pescare?
- E non tiro volutamente in ballo il fruttarolo che dichiara 20.000 euro all’anno, – dice Galbusera – qui non stiamo parlando di furfanti, ma di cittadini per bene. Non lo so e non mi interessa sapere se sia più giusto l’approccio dell’impiegato, o quello del dirigente, dico solo che quando uno ha pagato le tasse ha adempiuto ai suoi obblighi nei riguardi della collettività. C’è l’emergenza? Bene, ognuno vi contribuirà secondo le sue possibilità. Non uno sì e uno no, in virtù di un pregiudizio secondo cui è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, piuttosto che un ricco per la porta dei cieli.
La crisi è solo una scusa
14 agosto, 2011 di Lameduck
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Ha ragione . Questa è una guerra dichiarata dal potere finanziario al mondo intero, voluta da chi vorrebbe far pagare le crisi che si susseguono a ripetizione negli ultimi anni ad interi popoli che non ne sono responsabili. E’ una guerra iniziata non meno di dieci anni fa, visto che il grande pretesto, la nuova Pearl Harbor dell’11 settembre servì per mettere una bella pezza al possibile botto finanziario americano previsto già nel 2001. Seguirono le varie bolle speculative, i noti fatti di Lehman-Brothers e Obama che correva in soccorso ai banchieri a spese del contribuente americano.
Mi sorge una domanda a questo punto: e se queste stramaledette banche d’affari le avessimo lasciate fallire come meritavano sarebbe stato un male o un bene? In fondo, salvandole, abbiamo stabilito uno sciagurato precedente, e cioè che le manovre speculatorie e terroristiche dolose – perché ci credo poco che siano errori di valutazione, quella è gente che non sbaglia – delle banche d’affari possono essere ripianate con i soldi pubblici, cioè a spese dei cittadini. Con il senno di poi questo salvataggio statalista dell’interesse privato appare sempre più una sciagura. A meno che non fosse parte del big plan.
Default Italia: 99 Giorni al Fallimento – Cosa Vuol Dire Fallire per un Paese
3 agosto, 2011 di dellefragilicose
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L’Italia è Ufficialmente Fallita oggi Primo Novembre 2011
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Default, la parolina straniera che tanti pronunciano con leggerezza, è considerata generalmente una malattia leggera che prima o poi tutti devono fare, come il morbillo, gli orecchioni o la scarlattina.
Niente di più falso. Il livello di sviluppo di una nazione non si misura solo col PIL o con la tecnologia che è in grado di progettare/produrre, ma anche dalla pace sociale, dalla sicurezza che è in grado di assicurare ai propri cittadini. Non solo in termini di repressione della criminalità, ma in termini di certezza delle istituzioni: la legge, l’ordine, l’assistenza sanitaria, la chiarezza nei rapporti di lavoro, la stabilità dei redditi e l’affidabilità che lo stato è in grado di garantire quando fa una promessa ai suoi cittadini.
Fallire non è solo dire: non sono in grado di pagare i miei debiti, ma anche rinunciare di colpo al livello di sviluppo raggiunto con il lavoro di tante generazioni. In queste ore si parla di tutto: iva sociale, prelievi coatti della tredicesima e di un’altra mensilità per tutti i dipendenti e pensionati, eliminazione dell’assistenza sanitaria diretta, abrogazione dell’articolo 18 per garantire una maggiore flessibilità del mercato del lavoro, posticipo dell’erogazione dei trattamenti di fine rapporto (le liquidazioni, per intenderci).
