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MenteBlob 4: Il Delirio di MenteCritica (homemade sweet roasted marshmallows)

6 marzo, 2011 di  
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Comunicazione ripetutamente inviata a menteCritica da sedicente ing. Giorgio Dini Ciacci, suonatore Jo. Indirizzi di posta elettronica, indirizzi di casa e numeri di telefono, rimossi. Trattasi evidentemente di prodotto di fantasia di persona alterata o delirio cosciente. I riferimenti a fatti realmente accaduti e persone reali sono da intendersi assolutamente casuali come casuale è la follia.

La comunicazione è pubblicata in forma integrale su altri siti,. Si tratta, evidentemente, di una mail inviata a molti siti sulla rete.

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Saviano, la Dolce Euchessina

16 dicembre, 2010 di  
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Negli ultimi anni, ogni evento della storia della italiana non può definirsi tale se non viene battezzato da una “riflessione”, da un precone o da una lettera agli apostoli di Roberto Saviano.
Il meccanismo è sempre lo stesso. Si verifica il fenomeno x. La Repubblica on Line allestisce lo spazio y, Saviano vi giustappone l’oggetto z, con z che assume valori nell’insieme discreto “articolo, lettera agli apostoli, riflessione, precone, raccolta di firme”.

Dopo gli incidenti di Roma, si scatena immediatamente il meccanismo testé descritto cosicché oggi chi si collega al sito repubblica.it può leggere, con moderata sorpresa, una lettera agli apostoli di Saviano: “Lettera ai ragazzi del movimento“.

Umberto Eco da grande scrittore e emerito semiologo, in uno dei suoi innumerevoli saggi, fornisce una regola aurea per titolare un racconto, un romanzo, uno scritto qualsiasi. Secondo Eco, il titolo non deve mai anticipare il contenuto. Anzi, deve disorientare, spiazzare il lettore che si deve avvicinare allo scritto con un’idea che deve essere stravolta dalla lettura. Ecco quindi che chi si accinge a leggere “Il Nome della Rosa” come se si trattasse di un saggio di botanica, si trova catapultato in un oscuro romanzo medievale saturo di citazioni latine e greche.

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Quaranta Anni di Silenzio

12 dicembre, 2009 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest, Storia e Memoria

Oggi, con tutto il rispetto possibile, mi chiedo cosa provino le persone la cui vita è stata radicalmente cambiata quaranta anni fa senza che nessuno si sia preoccupato di spiegargli il perché e di rendergli giustizia.

Immagino il sorriso beffardo che si disegnerà sui loro visi quando sentono parlare di democrazia, trasparenza, società civile e istituzioni, mentre pensano alla deflagrazione che portò tutti noi nella strategia della tensione e loro a subire la violenza reiterata dei depistaggi, dei processi fasulli, delle illusioni ed infine la beffa quando l’ennesimo processo, il settimo, sulla strage si chiuse in Cassazione con la conferma delle assoluzioni degli imputati e l’obbligo, da parte dei parenti delle vittime, del pagamento delle spese processuali.

Sono vicende come queste a darci la misura esatta della nostra dimensione civile, dell’infamia che macchia la nostra bandiera come una sorta di peccato originale e della nostra sopravvalutata dignità nazionale.

Eppure, come ogni peccato, anche questo potrebbe essere emendato con un atto di buona volontà. Rimuovendo il segreto di stato, aprendo gli archivi che custodiscono la vergogna tricolore, si darebbe a tutti noi l’occasione di metterci di fronte ad uno specchio e guardarci finalmente negli occhi.

No, non parlo di condanne, non parlo di vendetta, per quanto non spetti a me il diritto di rinunciare a questa forma di giustizia. Troppo tempo è passato. Molti saranno morti, altri potrebbero beneficiare della prescrizione. Parlo di conoscenza e di consapevolezza, perché come ogni malato che mantiene un minimo di dignità, mi piacerebbe sapere quanto grave è il mio male e quanto sono lontano dal giorno nel quale potrò lasciare questo capezzale ed avviarmi, finalmente guarito, per le strade del mondo.

28 Maggio

28 maggio, 2009 di  
Archiviato in latest, Storia e Memoria

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Servizi Segreti Italiani: un Golpe È Per Sempre

I servizi segreti, in Italia, sono sempre serviti fondamentalmente a quattro cose: depistare/ostacolare/bloccare le indagini della magistratura; coprire le trame eversive negli anni della strategia della tensione, e oltre; soccorrere ed aiutare golpisti, massoni e terroristi; dossierare chiunque illegalmente. Finite le stragi e caduto il muro di Berlino si temeva il peggio, la drastica flessione. Ed invece no: i servizi sono sempre molto attivi. Nel fare porcate, si intende, o quantomeno nel tentarle. Insomma, non è bello sapere che in un periodo di grande povertà esistono ancora delle certezze incrollabili?

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