Certi luoghi sono depositari di un qualche valore che oltrepassate quelle porte già lo dimentichiamo. Il giro di giostra della quotidianità, con i suoi mostri e parassiti, che inquinano il nostro tanto sospirato e raramente ottenuto quieto vivere, ci inghiotte come un mostro famelico venuto da altri mondi e ci costringe a tirare fuori il peggio di noi stessi.
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Respinte. Le donne dell’Acmid (Associazione della Comunità Marocchina delle Donne in Italia) non potranno costituirsi parte civile nel processo agli assassini di Hina Saleem.
Già da un po’ di tempo, anzi direi molto, che ci penso e non sempre sono riuscito a darmi una risposta che soddisfacesse del tutto la mia domanda.
Perché gli uomini hanno paura di tutto ciò che è diverso?
Quella più scontata è perché non conoscono la diversità in questione, allora perché non chiedere o informarsi?
In questo periodo si moltiplicano le riflessioni sul fondamentalismo, il più frequente (e tragicamente alla ribalta) di matrice islamica, anche se rigurgiti revanscisti si individuano in tutte le aree culturali (i cosiddetti “cristiani rinati” di Bush, chiamati anche teo-con, e gli“atei devoti”). Risorgono, insomma, quelli che Luigi Capuana definiva “gli ‘ismi’ contemporanei” e che, pur nella specificità delle situazioni, presentano tratti comuni.
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EC 86 Verona PN-Munchen HBF,
ore 17.01: presumibile 40enne similpalestrato di bell’aspetto capello lungo ossigenato e gel intrattiene conversazione con omologa di sesso femminile, a due metri dal mio posto sulla mia carrozza (256).
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Pochi giorni fa una sequenza di eventi criminali, che hanno visto coinvolti cittadini stranieri, ha riacceso il fuoco delle polemiche intorno a due temi caldi della politica nazionale: sicurezza e immigrazione. A rinfocolare le polemiche ha contribuito anche una missiva inviata a “La Repubblica” da un lettore del quotidiano, simpatizzante del centrosinistra, che ha scritto di essere diventato razzista a causa dei continui fatti di cronaca in cui sono coinvolti extracomunitari.
Le donne musulmane si costituiranno parte civile nel processo contro i carnefici di Hina Saleem, la ragazza di origine pachistana trucidata a coltellate e gettata in un sacco della spazzatura dal padre e dai fratelli perché “rea” di amare un italiano e - come scrivono i giornali - di “voler vivere all’occidentale“.
Un’espressione che contestiamo. Hina non voleva vivere “all’occidentale”. Hina voleva semplicemente essere sé stessa. Occidentale od orientale, poco conta: si è sempre donne di qualcuno. E le donne sono un po’ delle apolidi: da qualsiasi parte si trovino, avranno sempre alle calcagna qualche maschio padrone pronto a negar loro i più elementari diritti.
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Pur avendo trascorso la giornata a Milano non ho avuto sentore dei tafferugli se non una volta giunto a casa, davanti al TG della sera. Peccato: avrei proprio voluto vedere i temibili ghisa manganellatori che infierivano su una madre e sulla sua bambina a randellate. E’in questi casi che mi chiedo: ma perchè andiamo a portare “pace e democrazia” a casa degli altri quando è nelle nostre città che si consuma una partita ben più importante, che sicuramente coinvolgerà tutti noi nell’immediato futuro? Continua a leggere »










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