LA Publicy in Pratica: i Cittadini Privati
6 settembre, 2010 di Gianmario Felicetti
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Nel post precedente abbiamo visto alcuni principi ispiratori di un ipotetico diritto alla Publicy. Ma esiste veramente questa Publicy? Che cos’è? Dove la troviamo? Perché è importante? Facciamo un esempio concreto.
In USA vige una fatidica legge chiamata “Don’t Ask Don’t Tell”: obbliga i militari a non svelare la propria omosessualità, e addirittura a non parlare di omosessualità in generale. In cambio (in cambio???) nessuno può indagare sulla vita personale delle persone sospette di essere omosessuali. Un apparentemente innocuo “Non chiedere, non dire” cela la minaccia di violazione del diritto alla privacy nel caso in cui un militare omosessuale voglia esercitare il diritto alla publicy. Non è solo una questione teorica: si tratta di minaccia del licenziamento e l’onta di essere radiati dal corpo. La tutela della propria privacy (sacrosanta) è usata come moneta di scambio e al contempo come arma di ricatto per imporre ad alcuni – una minoranza – di non esercitare un diritto altrettanto fondamentale.
Italia-Brasile. Culi e Pallone vs. Democrazia e Tortura
30 gennaio, 2009 di Gianalessio Ridolfi Pacifici
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Un paio di mesi fa, ad accogliere il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, il presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana .
In questi giorni il Ministro della Difesa della Repubblica Italiana ritiene opportuno che, per protestare contro la negata estradizione di Cesare Battisti da parte del Brasile, .
Il ministro per la Gioventù (sic), invece, suggerisce di giocare la partita, . Leggi il resto
Chi è più Forte Vuole Avere Tutto, anche Ragione
2 ottobre, 2008 di Assunta Altieri
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Lunedì sera, su La7 nel corso della , ha proiettato un che già mi aveva indignata alla sua prima diffusione su youtube che, al solito, ha preceduto i Media (che, comunque, non hanno speso molte parole, se si escludono i soliti noti).
Si tratta di una delle performance di Gentilini (il giullaresco primo cittadino della città di Treviso) a proposito degli immigrati. Ma al di là del video in sé (inquietante, oltre che per l’evidente e impunita posizione razzista anche per una neppure troppo velata ), credo che una riflessione vada fatta in merito a queste sue parole:
“Quello che io dico è la somma di quello che mi dicono i cittadini. Io sono un grande megafono. Non ho paura di nessuno e dico quello che voglio.”

La Rivoluzione di Gentilini
1 ottobre, 2008 di prefe
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Immagine- Gentilini in World of Warcraft.
Ho finito, è stato un lavoraccio!
Ragazzi,
so che mi vorrete bene per questo:
ho sottotitolato parte dell’intervento di Gentilini alla festa della Lega a Venezia! (Quello che ho trovato…)
L’anno scorso questo bizzarro personaggio, nei rituali giorni di festa a Venezia con la sobria affermazione qui sotto
“A Gorgo hanno violentato una donna con uno scalpello davanti e didietro. E io dico a Pecoraro Scanio che voglio che succeda la stessa cosa a sua sorella e a sua madre“.
Quest’anno il pensatore Trvigiano invece si è prodotto in una serie di farneticazioni degne di ricovero forzato.
Avrei voluto trovare il discorso intero, ma sono solo parti. Sotto posterò un titolo per ogni video (che varrà da link), il video stesso, il copione recitato dal vicesindaco di Treviso, dattilografato dal buon vecchio e paziente Prefe, e un breve commento puntualizzatore del sempreverde Prefe.
Buona lettura.
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Fratelli d’Italia: Divide et impera
5 settembre, 2008 di Il Gobb
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Avete mai fatto caso, in TV, che in qualsiasi programma aperto alle telefonate degli ascoltatori, la prima domanda è SEMPRE “da dove chiami?”
A seconda della risposta, di solito, seguono diverse “battute” (metto le virgolette perché fanno ridere solo i pazienti del nosocomio per l’igiene mentale e gli elettori di Forza Italia) sulla regionalità del tapino teleascoltatore.

Il Dito di Bossi: Contro la Cattiva Sorte di un Virus Autoimmune
22 luglio, 2008 di TED
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Basta dire che la stragrande maggioranza, se non la quasi totalità, degli aspiranti docenti meridionali insegna al nord, per capire come le possano presto trasformarsi in un boomerang per la scuola padana (oddio, ho parlato come Polito, che vergogna. Fortuna che mia madre non mi legge). I movimenti migratori di professori sono dovuti, da un lato, all’esubero di domande al Sud, perché, si sa, la professione è adatta al fancazzismo tipico meridionale, e, dall’altro, all’ottima offerta che viene dal Nord. Si va lì perché ci sono i posti, si possono fare punti e salire in graduatoria, si può sperare in un’immissione in ruolo, per poi magari un giorno chiedere un riavvicinamento, oppure no, boh, non è importante.
Cosa si Nasconde Dietro allo Stereotipo?
7 ottobre, 2007 di Simone
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Prendo spunto da un interessante articolo su scritto da una blogger peruviano-colombiana, Juliana Rincòn Parra, per parlare di un argomento a cui magari pochi danno importanza oppure non hanno voglia e curiosità di parlarne. L’articolo in questione lo trovate e segnalo anche l’interessante blog di Juliana che trovate . Come scrive l’Internazionale “Se Time ha inserito una blogger tra le cento persone più influenti del mondo ci sarà un motivo”.
