#Monti è Stupido
2 febbraio, 2012 di dellefragilicose
Archiviato in Cazzotti
Anche i più bravi possono fare errori grossolani. Google, per esempio, è la seconda volta che tenta di fottersi facebook. Dopo aver toppato con quella cazzata di Buzz, ora sta facendo la stessa figura con G Plus, le cerchie e gli inviti. Io ammiro Google per le cose che fa e per lo stile con cui le fa, ma se speri di rifare facebook inventandoti solo le cerchie, allora sei stupido. Facebook ormai è cresciuto troppo, te lo dovevi comprare prima, come Youtube.
Veniamo a Monti.
I Notai Sono Parassiti
27 gennaio, 2012 di dellefragilicose
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani
SRL SEMPLIFICATA, PROBLEMA GIURIDICO DI ORDINE PUBBLICO DISPONIBILITÀ VERSO IL GOVERNO A PROPORRE MODIFICHE TECNICHE
Roma, 25 gennaio 2012 – Il notariato davanti a riforme che riguardano la categoria non ha alzato barricate, avendo con largo anticipo sollecitato e attuato in proprio interventi poi richiesti dagli ultimi provvedimenti governativi in materia di accesso, giovani, assicurazione, praticantato, organo disciplinare di giudizio esterno.
Proseguendo nell’intento di essere di aiuto al Governo e al Paese, segnaliamo le gravi conseguenze giuridiche, sociali e di ordine pubblico che la nuova società semplificata con capitale minimo a un euro, fuori dalla ordinaria procedura di controllo notarile di legittimità, può causare.
E’ di tutta evidenza, infatti, che i controlli preventivi notarili in materia di identità, rappresentanza, oggetto e organizzazione sociale e, più in generale, di contenuto dei patti, assicurano un insopprimibile ausilio all’applicazione delle normative in materia di antiriciclaggio, evasione fiscale e regolarità, nella finalità di contrasto alle frodi patrimoniali e di identità.
Il controllo e l’affidabilità dei pubblici registri immobiliari e societari, oltre a costituire un valore pubblico per la sicurezza giuridica, costituiscono una fondamentale fonte di informazioni e regole per il corretto e democratico svolgimento dei rapporti sociali ed economici.
Quali pubblici ufficiali esperti del settore, siamo a piena disposizione del Governo e dei suoi obbiettivi per aiutare a creare una normativa specifica che tenga conto delle esigenze nazionali ed internazionali di sicurezza giuridica ed eviti qualunque ricaduta negativa di ordine socio economico per il Paese.
Dopo i tassisti, che si preoccupano della qualità del servizio e i farmacisti che si preoccupano della salute dei clienti, ecco arrivare i notai che, senti, senti, si preoccupano addirittura dell’ordine pubblico. Me li vedo in piazza, messi da parte codici e pandette, con la panza che spunta dal giubbotto antiproiettile, in pieno assetto antisommossa, con i visi agguerriti e il manganello in mano, pronti a sedare la rivolta a colpi di letture di atti di vendita utilizzati in luogo del gas soporifero.
aBBBondantemente declassati
15 gennaio, 2012 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cronache Italiane
La prova del nove arriverà fra poche ore. Lunedì mattina, infatti la Francia – che al pari dell’Austria ha perso la Tripla A in questa ondata di bocciature da parte dell’agenzia di rating statunitense – chiederà al mercato 8,7 miliardi di euro. La statistica lascia ben sperare. Secondo quanto rileva Jp Morgan, dal 1998 i rendimenti dei titoli decennali dei nove Paesi che da allora sono usciti dal club delle Triple A sono aumentati, in media, di appena due punti base a settimana successiva al downgrade. ovvero dello 0,02%. Se poi si guarda a quello che è successo ai Treasury bond statunitensi, all’indomani del downgrade di S&Poo’rs il 5 agosto scorso (che è costato la testa al capo dell’agenzia di rating Deven Sharma, dimessosi il 23 agosto) le aspettative sono anche migliori. In quel caso il rendimento dei titoli anziché salire – come la logica vorrebbe dato che un titolo con rating più basso è tecnicamente da considerarsi più rischioso e quindi a rendimento più alto – è sceso portandosi sette settimane dopo il downgrade al minimo storico dell’1,6714 per cento.
Time Magazine: Israeliani i killer degli scienziati iraniani
15 gennaio, 2012 di mazzetta
Archiviato in Oltre il Confine
Dopo che come Israele abbia arruolato e finanziato il movimento sunnita Jundallah perché compisse attacchi e attentati in Iran, oggi è la volta di Time Magazine a far correre sudori freddi a Gerusalemme e Tel-Aviv, accusando pubblicamente Israele d’essere responsabile della mattanza di scienziati iraniani vicini al programma nucleare persiano.
Gli F35 per Fare la Guerra a Chi?
4 gennaio, 2012 di mazzetta
Archiviato in Censura dell'Informazione, Il Lavoro degli Italiani
Si discute molto sull’acquisto degli F-35, ma volano dati poco verificati e come spesso accade la discussione si frammenta e si perde in mille rivoli senza cogliere la questione nel suo quadro d’insieme.
Bisogna prima di tutto partire dalla considerazione per la quale attualmente l’aviazione italiana dispone di un numero di aerei che , pur con tutte le difficoltà nello stilare classifiche del genere.
Poi bisogna considerare che il nostro paese, oltre ai 131 F-35, ha già ordinato (nella foto)e che i due ordini insieme porterebbero a oltre 200 il numero di aerei di ultima e penultima generazione in carico ad aeronautica e marina.
Crisi e Default: Le previsioni di un venditore di almanacchi
30 dicembre, 2011 di fma
Archiviato in Caffè Amaro, Chiamiamola Economia, La diversa Opinione
È tempo di lunari e di oroscopi e dunque mi ci proverò anch’io a disegnare il mio. Lo scenario di un futuro neppure troppo lontano, che non è ciò che mi auguro, ma ciò che potrebbe accadere; che potrebbe anche non accadere, ove le variabili prendessero una piega diversa da quella che stanno tenendo da una ventina di anni a questa parte. Qualcuno ci vedrà la volontà iniqua di una crematistica nemica dei diritti del popolo, il frutto velenoso dell’eterno disegno giudaicoplutomassonico della finanza internazionale ai danni della classe lavoratrice; perché c’è ancora chi pensa che la Storia sia guidata da forze etiche. Me ne farò una ragione e non ci starò a discutere, perché sarebbe una perdita di tempo per entrambi; ma se qualcun altro, mi porterà delle buone ragioni per dimostrarmi che ho torto, sarò felice di starlo a sentire e gli darò ragione, nel mio stesso interesse.
Il Governo di Monti Contro l’Utopia
17 novembre, 2011 di fma
Archiviato in Accademia DFC, Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica
Tutto nasce quando l’uomo, per trovare una risposta soddisfacente all’apparente mancanza di significato della propria esistenza, si convince d’essere fatto di corpo e di anima; che la seconda faccia aggio sul primo e che dunque, dovendo perorare la causa di questo, sia doveroso ascriverlo a un’esigenza di quella; in attesa di portare a sintesi la contrapposizione dialettica che s’è inventato e di cui è rimasto prigioniero.
Vengono da qui le questioni di principio, le dispute religiose, i conflitti ideologici e molti dei misunderstanding che impreziosiscono la nostra esistenza quotidiana,
“Poiché dai molti sogni provengono molte delusioni e molte parole.”, come dice Qoèlet.
D’altro canto come si fa a negare la funzione fondamentale dell’utopia nelle vicende della Storia? Senza di essa, probabilmente, saremmo ancora qui a disputarci le banane con i nostri cugini scimpanzé.
Abolizione dell’Articolo 18, in Bilico tra Tecnica ed Umanismo
31 ottobre, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Chiamiamola Economia, Democrazia e Diritti, Il Lavoro degli Italiani
C’è stato un tempo, neanche lontano, in cui la gente si divideva per opzioni politiche; poi la politica sembrò aver esaurito la sua spinta propulsiva, il suo anelito ideale, perché sopraffatta ed omologata dall’economia, nel senso che la politica ha preso a guardare all’economia per prendere le sue decisioni; ben presto, però, anche questa disciplina ha esaurito la sua missione di governo a tutto beneficio di una nuova scienza, la tecnica, apparentemente neutrale e, quindi oggettiva e giusta, in grado per sua natura di indicare più che la via, il binario lungo il quale può correre o rallentare il cammino dei popoli, fermo restando che qualunque deviazione si sarebbe ridotta ad un inesorabile deragliamento e conseguente fine corsa.
Difendersi dalla Crisi: la Protezione Personale (Prima Parte)
31 ottobre, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Accademia DFC, Censura dell'Informazione, Chiamiamola Economia, Cronache Italiane, Oltre il Confine
Premessona
Anche stamattina . Ci sono tante iniziative in atto, ma oggettivamente l’impressione è che nessuno sappia veramente cosa ci attende. La dimostrazione è che, dopo le euforie per accordi, piani di salvataggio e misure anti contagio, le cose riprendono ad andare male, anzi malissimo.
La stampa ha un evidente atteggiamento censorio, anche comprensibile in questo caso. A dire che la Grecia è fallita, non è stato il Corriere o Repubblica, ma i blog ed i siti di informazione indipendente. Ufficialmente, la Grecia ha concordato con i creditori una riduzione del debito del 50%. In pratica, per ogni titolo comprato a 100 euro, ne verranno restituiti 50. Questa, tecnicamente, si chiama “ristrutturazione del debito”. è chiara e breve, vale la pena di riportarla per intero:
La ristrutturazione del debito è una procedura che prevede un accordo con il quale le condizioni originarie di un prestito (tassi, scadenze, divisa, periodo di garanzia) vengono modificate per alleggerire l’onere del debitore. La procedura viene eseguita ai fini del risanamento dell’impresa o al fine di poter gestire una liquidazione su base concordata con i creditori e non fallimentare ed è regolata dall’art. 182bis della “Legge Fallimentare” (R.d. 16.3.1942, n. 267), introdotto di recente nell’ambito di sostanziali modifiche apportate a tale legge.
Possono usufruire della ristrutturazione debitoria soltanto quegli enti pubblici o imprese possedute da privati, che si trovano in una situazione di crisi o di insolvenza e che abbiano i requisiti dimensionali previsti dall’art. 1 della “Legge fallimentare”.
Esempio di ristrutturazione di debiti sovranazionali è quello dell’Argentina nel gennaio 2005, che ristrutturò unilateralmente il suo debito di circa 82 miliardi di dollari. L’offerta fu accolta, dopo aver fatto terrorismo economico sulla sua situazione interna, da meno del 50 % dei possessori privati dell’Europa, Stati Uniti e Giappone. Il dato dichiarato dall’Argentina, mai certificato dagli istituti internazionali preposti, è stato del 76,15 % di accettazione.
Lo stesso atteggiamento censorio, ripeto comprensibile, è stato adottato per la ristrutturazione unilaterale operata dalla Banca d’Irlanda dove decine di risparmiatori italiani si sono trovati i loro investimenti ridotti nella ragione di 1 a mille. Un centesimo di euro per ogni mille euro investiti. Questa sì che è una ristrutturazione.
Default Italia, 28 Giorni al Fallimento: Disinformare per Sedare il Panico
14 ottobre, 2011 di serpiko
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IPOTESI
Le maggiori delusioni sono frutto di aspettative disattese. Il punto è se tali aspettative siano frutto di un’invenzione della poliedrica mente di chi le nutriva oppure se derivino da una specifica soggetto che le ha sapute creare in altre persone. Nello specifico, parlando di un quotidiano economico d’importanza (inter)nazionale, attendersi articoli oggettivi, moderati e puntuali credo non fosse una pretesa troppo elevata. Evidentemente la necessità di ottimismo di questo periodo rende veramente pretenziosa la mia aspettativa.
TESI
Ma Come li Paghiamo gli iPhone 4S?
11 ottobre, 2011 di fma
Archiviato in Accademia DFC
La cosa comincia senza rumore, col venir meno del comunismo come sistema politico alternativo. Nel 1977 Deng Xiaoping lancia la Primavera di Beijing, con ciò aprendo la Cina alla proprietà privata e agli investimenti stranieri. È nata l’economia socialista di mercato.
Negli Stati Uniti d’America alcune aziende manifatturiere, più attente di altre, pensano di aumentare i profitti producendo in Cina ciò che vendono negli USA e in Occidente, gli unici posti dove ci sono i soldi per comprare. Se l’idea rimanesse circoscritta a poche aziende nessuno se ne accorgerebbe. Ma l’idea è buona e fa rapidamente proseliti, negli USA e nel resto dell’Occidente. Naturalmente produrre in un posto dove il lavoro costa poco e vendere in un altro dove i salari sono alti, oltre che far guadagnare chi ci mette il capitale, ha pure delle conseguenze sulla vita degli abitanti dei luoghi dove prima si produceva e ora non si produce più. Le fabbriche che producono di là, licenziano di qua. Gli operai licenziati, confidando nelle virtù del mercato, si rimettono sveltamente alla ricerca di un nuovo posto di lavoro, fiduciosi che lo troveranno. Parlo degli operai americani. Considerano la situazione transitoria, non pensano di dover cambiare stile di vita. Tuttavia, nel transitorio, se vogliono cambiare la lavatrice, devono ricorrere alla banca, che è ben lieta di accordargli un prestito, a tassi via via crescenti mano a mano che le garanzie si fanno più deboli.
I mutui subprime sono un ottimo affare, sia per la banca, sia per il debitore. Leggi il resto
Grande è la confusione sotto il cielo
7 ottobre, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Chiamiamola Economia
Com’è noto, il pensiero dominante dell’epoca contemporanea assume come paradigma orientativo la tecnica, che è l’insieme di complesse ed articolate competenze. La sostanziale incompetenza non impedisce a ciascuno di noi di partecipare a tutti i dibattiti all’ordine del giorno, non tanto (o non necessariamente) per mero esibizionismo, ma perché questo tipo di partecipazione è un precipitato intrinseco dei sistemi politici democratici. E’, quindi, gioco forza dire la propria opinione sulla fecondazione assistita, senza essere dei biologi molecolari o dei genetisti, sull’energia nucleare, senza essere dei fisici nucleari e così via.
Non ci sono più gli amerikani di una volta
14 settembre, 2011 di Lameduck
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La verita’ sulla Libia postfascista e su Gheddafi
8 settembre, 2011 di ob1kenobi
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La Libia italiana coloniale non ha mai vissuto la la resistenza o la liberazione, imbevuta dalla propaganda fascista è stata per anni un serbatoio per il neofascismo approfittando della poca dimestichezza degli italiani in Libia con le informazioni e la storia.
La maggior parte dei nati in Libia sono nati fascisti, io compreso, e hanno avuto scarsa possibilità di fare autoanalisi e di capire come stavano le cose. Naturalmente gli italiani rimpatriati in Italia sono stati ghettizzati in pochi centri ( leggi Latina ) continuando il controllo mentale inaugurato dal fascismo e continuato poi dalle destre e dalla DC grazie alla volenterosa collaborazione della stampa e della Televisione. Mai sono stati mostrati in Italia le atrocità compiute dagli italiani in Libia che confrontato alle atrocità sovietiche e cinesi rendono una diversa visione del mondo.
Gheddafi sconfitto: la guerra libica e la disinformazione
25 agosto, 2011 di francescov
Archiviato in Censura dell'Informazione, Oltre il Confine
Fonte notizia: . .
Come s’è appreso dalla stampa e televisione, la guerra libica è giunta al suo epilogo con la conquista di Tripoli da parte dei ribelli. Una conquista presentata con enfasi dall’informazione ufficiale che ha dato preminenza, cosa peraltro giusta, alla sconfitta del dittatore tralasciando l’aspetto cruento della battaglia svoltasi per la conquista di Tripoli e la distruzione del rifugio di Gheddafi; quasi a rimarcare la funzione demiurgica della NATO che, secondo gli intenti originari , avrebbe avuto funzioni umanitarie.
A quanto sembra ,però, , i fatti sono diversi. La “conquista” di Tripoli sarebbe avvenuta in un bagno di sangue a cui hanno partecipato con i bombardamenti e, sembra, con forze di terra, anche le forze Nato.
My name is Bond, Eurobond
18 agosto, 2011 di Lameduck
Archiviato in Censura dell'Informazione, Consumo CriticaMente
Loro Ricchi, Noi Morti, i Cittadini Pagano le Spese Mediche. I Diritti Inviolabili dei Produttori di Sigarette
17 agosto, 2011 di redazione
Archiviato in Censura dell'Informazione, Democrazia e Diritti, Oltre il Confine, Rassegna Stampa
Quattro industrie del fumo hanno denunciato il governo americano a causa dal nuovo regolamento che impone, in USA, di “decorare” i pacchetti di sigarette con immagini che illustrano le conseguenze del fumo. Questo perché, secondo i produttori, la norma vìola il loro diritto alla libertà di espressione, impone un alto costo di stampa e obbliga le aziende a stampare le immagini in una dimensione superiore a quella del logo aziendale. La R.J. Reynolds Tobacco Co., la sua filiale di Santa Fe Natural Tobacco Company Inc., Lorillard Tobacco Co., Liggett Group Inc. e CommonwealthBrands LLC (Winston e Camel) ritengono che queste immagini non sono solo avvertimenti, ma condizionano le persone nella loro decisione di fumare o meno.
La causa, presentata alla corte federale di Washington DC, denuncia anche che le immagini sono state manipolate per impressionare il consumatore e trattate graficamente per provocare un maggiore impatto psicologico. “Mai prima d’ora negli Stati Uniti i produttori di un prodotto legale sono stati costretti ad utilizzare il proprio packaging e la loro pubblicità per consegnare un messaggio del governo che sollecita i consumatori a non consumare prodotti per adulti”, ha detto in una dichiarazione di ieri l’avvocato Floyd Abrams che rappresenta le aziende del tabacco, citando il Primo Emendamento della Costituzione statunitense che si riferisce alla libertà di espressione.
