Gheddafi: La Contemplazione della Morte
21 ottobre, 2011 di Comandante Nebbia
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Attenzione, i contenuti che seguono potrebbero urtare la vostra sensibilità
Checché ne dicano alcuni, a me appare evidente che il macabro compiacimento con il quale si continua ad illustrare lo stesso evento da cento punti di vista differenti, ognuno proveniente da un diverso telefonino, da una diversa telecamera, abbia un valore sociale, psicologico, più che di cronaca.
L’epilogo brutale al quale si è pervenuti dopo mesi di guerra ha molteplici significati. Da una parte cancella la guerra stessa sommergendo motivazioni e fatti, probabilmente ancora più sanguinosi, dietro i fotogrammi di un singolo evento che, per quanto orribile, ha coinvolto una sola persona. Scende così la tenebra su mesi di combattimento, sulle ragioni, sugli obiettivi e sulle mistificazioni. Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato. Si ricomincia.
Dall’altra ha una valenza di catarsi. Non a caso la scelta dei media è sempre la stessa. Alle foto del linciaggio si alternano quelle del colonnello giovane e in piena ascesa, quelle di Gheddafi rispettato e riverito dai potenti del mondo, quelle del rais circondato da folle adoranti.
Il deserto dei Tarantini
21 settembre, 2011 di Lameduck
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“L’esistenza di Drogo invece si era come fermata. La stessa giornata, con le identiche cose, si era ripetuta centinaia di volte senza fare un passo innanzi. Il fiume del tempo passava sopra la fortezza, screpolava le mura, trascinava in basso polvere e frammenti di pietra, limava gli scalinie le catene, ma su Drogo passava invano; non era ancora riuscito ad agganciarlo nella sua fuga.”(Dino Buzzati, “Il deserto dei Tartari”)
Crack Italia: Meccanica dell’Apocalisse
12 luglio, 2011 di dellefragilicose
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Il problema non è più la politica nazionale, dice il buon Peppe, poco può la nostra classe dirigente in un frangente eccezionale come questo, quando si è dimostrata incapace di gestire l’ordinaria amministrazione. Ci dobbiamo rassegnare a subire, noi umili, perché il numero fa potenza, dice Fma, in un passaggio di lucido cinismo, salvo poi auspicare soluzioni che rivelano speranze ed ideali non ancora soffocati dall’esperienza e dalla disillusione.
Io, che la crisi economica l’ho incominciata a vivere con un ricco licenziamento a 50 anni e susseguente trasferimento forzato in uno dei posti più belli ed accoglienti del mondo, ma che non è casa mia, dico che l’acqua scorre dall’altro verso il basso e se trova una pozza la riempie. Questo spiega tutto e non c’è bisogno di aggiungere altro.
La natura è rapace per istinto di conservazione e di perpetuazione. Per questo, nessuna specie dello schizofrenico campionario di vita che si è sviluppato su questo microscopico grumo di fango ha empatia sufficiente per comprendere il dolore che induce su un’altra quando la caccia, la uccide e se ne ciba. Se è mai esistito un animale che soffriva per la sorte dell’uccellino che sgranocchiava o della foglia di insalata che strappava, si è sicuramente estinto. E questo, per quel che vuol dire la parola “giustizia” nel nostro universo, è sommamente giusto. Quando si muore si soffre, quando si mangia e si fa l’amore, ci si sente bene.
Fenomenologia di Silvio Berlusconi
22 maggio, 2011 di Comandante Nebbia
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Silvio Berlusconi è pura materia. Come tutti, d’altra parte, ma gli spazi interatomici che, insieme alle particelle compongono il suo corpo nel ricamo sottile di presenza/assenza che tesse lo spazio, sono indubitabilmente vuoti.
Nessun dubbio, nessun anelito, nessuna speranza, nessuno scrupolo. Quando Berlusconi parla di amore trasmette l’immagine di un sesso tumido semischiuso. Quando parla di sinistra si avverte lezzo di corpi sudati emananti fetidi feromoni. Quando dalla sua bocca esce la parola libertà, nell’aria si diffonde il suono metallico di monete tintinnanti. I suoi obiettivi politici schivano il cuore e arrivano allo stomaco e all’intestino fra gorgoglii di succhi gastrici e scoppiettio dei gas.
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Le 10 Persone a cui Vorrei Sopravvivere
8 maggio, 2011 di Comandante Nebbia
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Invecchiare può fare bene: si è più saggi, lo spruzzo di grigio sulle tempie fa fascino, si fa di meno, ma più a lungo, si guarda con affetto alla vita che è stata e con allegra speranza per quella che resta da vivere.
Invecchiare può anche far male. Se vi sentite cinici, rancorosi, avvelenati, invidiosi, non avete avuto culo. State invecchiando male.
Ciò premesso, vorrei seguire l’esempio del mio mito personale: Roberto Saviano, l’uomo dal profilo vagamente neanderthaliano che . Per fortuna che la SIP dei tempi del monopolio non ha fatto in tempo a brevettare l’idea.
Il mio primo elenco: Le 10 persone a cui vorrei sopravvivere
Gilles
“E qualcosa rimane, fra le pagine chiare e le pagine scure”(1)
Potrebbe in effetti iniziare così la storia odierna di Gilles e dei suoi ricordi lungo quella strada che stancamente intraprese in una giornata al calar d’estate.
Per le strade, quelle vere, della sua fumosa città in degrado, pozzanghere ridisegnavano la geografia di quella periferia in odor di salsedine.
Cosa rimane, si chiedeva, mentre come un vecchio Pierrot si trascinava triste e s’inzuppava distrattamente i piedi negli acquitrini distribuiti come frattali lungo la via del porto.
La sua risposta era sempre quella, la solita di ogni post-sbronza, amari ricordi che tormentano come mosche, rimorsi per le scelte sbagliate, rimpianti per il fato che toglie e che da, come se qualcuno giocasse a dadi.
Note
- [↩]
A 19 Anni con la Paura per il Futuro: Aereoporto di Bologna, 23-03-11
29 marzo, 2011 di Gilda
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest
Premessa: questo scritto non porta a nessuna conclusione concreta, è solo una riflessione per sfogare un disagio che altrimenti non se ne sarebbe andato. Poteva esser scritto cento volte meglio ed esprimere cento concetti di più, ma l’unica cosa che mi è sembrato importante comunicare al momento della stesura è la confusione e un po’ d’irrazionalità.
Inferno, Purgatorio o Paradiso? Il Sondaggio che non Piacerà a Berlusconi 2, il Ritorno
4 marzo, 2011 di Dio
Archiviato in latest, Oltre le Righe, Storie Italiane, Vox Dei
Ciao, sono Dio. Prima di tutto voglio ringraziare l’amministratore di questo stupefacente sito. E’ un uomo di eccezionale intelligenza e generosità con attributi sessuali vigorosi e di dimensioni ragguardevoli. Inoltre l’ho fatto bellissimo e con attributi sessuali vigorosi e di dimensioni ragguardevoli, parola mia. Nonostante vada gloriosamente per i 50, è alto, snello e bello come se avesse 30 anni di meno e con attributi sessuali vigorosi e di dimensioni ragguardevoli.
Scusate il breve spot, ma glielo dovevo. Ho provato ad avere uno spazio su Corriere o su Repubblica, ma li se non cacci i soldi o se non sei Saviano, col cazzo che riesci a pubblicare due righe.
Veniamo al punto, che anche se sono eterno non ho tempo da perdere. Devo dire che ultimamente, con questa storia di essere dovunque nello stesso momento non ho più un attimo per me e sto spendendo un’ira mia in biglietti d’aereo. Certo, ci sono le compagnie low cost, ma io ho una certa età e fare la corse per il posto a sedere, non poter bere nemmeno una cazzo di coca cola senza sganciare tre euro e essere assistito da hostess racchie mi scoraggia.
Che stavo dicendo, ah, ecco … sì, non ho molto tempo. Un paio di volte ho provato pure a fermarlo, nella speranza di recuperarne un po’, solo che sono rimasto sospeso a mezz’aria come un cazzone pure io visto che, a differenza di quanto pensava Agostino (che voi avete fatto santo, ma non so perché), io il mondo l’ho creato nel tempo e non con il tempo.

Dio ai tempi dell'università (9.120.237.444 a.c.)
Tutto questo per dire che mi è capitata sta pratica Berlusconi tra le mani e non so cosa fare.
Berlusconi Silvio, nato a Milano il 29-9-36 ed ivi residente alla via tot, tot e tot, modalità con le quali si è arricchito, non pervenute, contatti con stallieri mafiosi, non chiariti, complicità con Craxi Benedetto (pratica Craxi già passata in giudicato con affidamento all’Avversario) mai ammessa, iscrizione a loggia massonica (li possino i massoni, non li posso vedere) con versamento quota “per scherzo”, promulgatore di leggi sartoriali, amico dei già conosciuti a questo comando signori Putin, Gheddafi, Ben Alì e Lukashenko, formatore di governi con personaggi ambigui e ministre e deputate chiavabilissime (non tutte, ma certe sì), gran puttaniere, ma sedicente cattolico osservante, fottitore imperterrito di consigliere regionali maggiorenni ( rifatte male) e di minorenni con data di nascita retrodatata per diventare maggiorenni (cazzo, questo il tempo lo controlla meglio di me), utilizzatore finale di corrotti, ma non corruttore, bungabunghista, datore di lavoro di Ghedini Niccolò (una delle note identità del Demone Meridiano) e Fede Emilio (una notissima testa di cazzo), ecc., ecc.
A leggere la pratica, mi sembra un grandissimo fetente, ma guardando il telegiornale, la cosa non mi risulta. Ho parlato con mio figlio che mi ha detto che mi devo fare Sky, che col digitale terrestre a botta di vedere il TG1 mi sono scimunito. Mi ha detto pure che dovrei vedere Santoro, ma sinceramente si fa sempre troppo tardi e Travaglio, quando fa il monologo, mi fa addormentare.
Comunque, qua si deve decidere. Il signore in oggetto, nonostante le plastiche e le siringhe nei coglioni per fottere come un ventenne, deve farsi la cartella fra poco (e se sta leggendo e si gratta le palle, sappia che non serve a niente). Ora il dubbio è: me lo porto su da me, lo mando giù dall’Avversario o gli faccio fare un periodo di penitenza e poi vediamo?
Ecco, mo si portano molto i sondaggi, li vedo sempre al TG1 e pure a me, che sono onnisciente, ma mi caco un po’ il cazzo di sforzarmi a pensare, m’è venuta voglia di farne uno, così faccio il moderno, alla faccia di quel buffunciello capellone di mio figlio che secondo alcuni è già sceso, secondo altri no, ma queste non sono questioni da discutere qui se no la gente si scoccia e va a leggere quella cacata di dagospia..
La domanda è semplice e voglio una vostra risposta, poi comunque decido io che sono Dio e faccio quello che mi pare perché sono onnipotente, ma vi prometto che terrò conto del giudizio della giuria popolare, come a Sanremo.
Rispondete, condividete su facebook e inviate il link di questo post a 10 vostri amici. Giggino, che ha già condiviso, risposto e inviato a 10 amici, ha appena saputo che da contratto a progetto lo hanno passato a contratto a tempo indeterminato: 1200 euro netti al mese e 2 settimane di ferie all’anno. Sta come una Pasqua (che cazzo sarebbe poi sta Pasqua, mah). Rafele, che sta nello stesso ufficio di Giggino, ha detto. “ma che cazz’è sta strunzata”, ha chiuso MenteCritica e si è andato a vedere le zizze delle femmine nude su Egotastic. Lui non lo sa, ma mentre si arrazza col nip slip di Emma Watson, la moglie si sta divertendo a casa, nel letto suo, con Abdul, un giovane senegalese di belle speranze, intelligente, laureato, gentile e con una mazza di 28 centimetri.
A questo punto vedi tu. Io ti ho dato il libero arbitrio. Il posto fisso o Abdul? Scegli tu.
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Nun te Piace, ‘o Presepe?…
24 dicembre, 2010 di Daniela Tuscano
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani, latest, Strange Days
Mica vero che “non fa male a nessuno”. Anzi, nuoce gravemente alla salute. Chi? Meglio domandare “cosa”, ma in verità è proprio quel “chi” a disturbare. Il presepe fa male. E, dietro e dentro di lui, la statuina di quel bimbo seminudo. Ciò ch’essa simboleggia.
Il collegio docenti della scuola materna di via Forze Armate, a Milano, aveva infatti stabilito di celebrare un . Via stelle comete, grotte o capanne, pastori e pecorelle, San Giuseppe, Madonne e quel povero cristo di Gesù Bambino. Al loro posto renne dal naso rosso, Babbi Natale paffuti e gaudenti, canti e cori inneggianti alla festa, ma, per carità, senza il minimo accenno alla religione. Per rispetto dei bambini, si capisce. Perché l’asilo di via Forze Armate è multietnico e multireligioso. Perché una festa cristiana scandalizzerebbe ed emarginerebbe i piccoli musulmani, indù, buddisti frequentatori di quell’istituto.
E pensare che, per anni, questi difensori a oltranza della pluriconfessionalità avevano bellamente irriso il Natale – e coloro che lo celebravano come zotici e ignoranti – non mancando mai di puntualizzare che in origine si trattava di tutto, tranne che di “festa cristiana”. Era nient’altro che la festa del Sol Invictus, nella quale si annunciava il solstizio d’inverno e ci si scambiavano doni e si preparavano ricchi banchetti, che talora sconfinavano in orge. Più di recente, i divulgatori hanno trovato legami col culto tardoantico del dio Mitra e antiche celebrazioni egizie e mesopotamiche (cui potremmo aggiungere, per le analogie con l’uomo-dio, il Poema di Gilgamesh). Non si trattava tanto d’informare, quanto di screditare il 25 dicembre cristianizzato in nome di un’oggettiva e rispettosa laicità.
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L’Aquila Muore. L’Aquila è Morta
27 agosto, 2010 di Giacomo
Archiviato in Cronache Italiane, Meccanica delle Cose
“L’Aquila è morta”.
Queste le parole dette ai fidi centurioni quell’infausto giorno di marzo del 44 pev in occasione dell’assassinio di Giulio Cesare.
Il 19 scorso ho fatto un altro giro in moto e sono ancora una volta passato per l’Aquila. Stavolta senza a causa di strade principali chiuse per..emergenza!
Proveniendo dall’Aquila Est lungo la statale 80 e poi sulla 17 ovest che attraversa la città si superano le rotonde nuove di zecca allestite con tanto di mosaico a pietre grosse a rappresentare questo o quel simbolo (effetto G8 ovviamente, con buona pace degli isolani de La Maddalena) e si entra in città diretti su via XX settembre, quella de “La casa dello studente”.
Su in salita fino all’incrocio con la strada che fiancheggia i giardini di via Crispi e ridiscende verso la parte est della città.
Sono meno di 2 km e bastano per metterti i brividi addosso. Brividi uniti a quel nodo alla gola che ti assale quando una forte emozione si mischia ad una forte rabbia. La strada passa accanto al tristemente noto edificio de “La casa dello studente” dicevo: non lo sapevo e quello che ha attratto in quel punto la mia attenzione sono state le foto dei ragazzi morti quella notte sotto le macerie di una palazzina che non doveva crollare, quella così come tante altre. La sola vista di quella fetta rettangolare mancante nella pianta complessiva della palazzina a cui ancora si affacciano fin l’ultimo piano, porte, ballatoi, vani scala, riquadri di stanze e vite spezzate, da’ il capogiro.
La strada, tristemente animata da una sorta di macabro turismo della maceria, forse inconsciamente me compreso, con gente che ci cammina e fa foto, che si sofferma a vedere i danni insieme al traffico cittadino di un giovedì pomeriggio d’agosto, nonostante l’assolata giornata da’ i brividi.
Per tutta la sua lunghezza è completamente transennata su entrambi i lati: barriere alte quasi tre metri in rete d’acciao a maglia molto larga, che impediscono il passaggio di incauti pedoni sui marciapiedi; e già, cadono ogni tanto pezzi vari o possono farlo. Le palazzine, da apparentemente robusti condomini in strutture in cemento armato degli anni 60 e 70, a case forse più vecchie di un paio di decenni, sono altrettanto apparentemente sane. Ma osservate senza bisogno di gran dettagli a vista d’occhio appaiono tamponature assenti, intonaci scoppiati a mostrare tramezzi di foratini scomposti, fessure e crepe anche massicce in corrispondenza di luci di finestre, balconi semicaduti, pilastri crepati e via così fino a pilastri di base apparentemente a posto ma a cavallo di serrande di garage o negozi deformate e lesionate. INAGIBILE. E’ la terribile parola per chi ha avuto vita lì dentro fino a quella notte. E sotto, lungo la strada, vetrine di esercizi commerciali, da banche a tabaccherie od umili tutto a 1 € definitivamente abbandonati.
Il motivo conduttore macabro che accompagna la vista è che quelle palazzine, quei palazzotti, quella case così come sembrano esser fatte non dovevano crollare, non avrebbero dovuto nemmeno lesionarsi!
E quelle palazzine con i fantasmi delle migliaia di famiglie che le hanno vissute sono lì, in piedi ma lesionate al punto che nessuno oserà mai anche solo pensare che forse si possono restaurare. Certo non sono mica la basilica di Colle Maggio o lo storico palazzo del comune!
E guai a gettare l’occhio nelle traverse che si arrampicano verso la sommità della città, verso il centro: lo spettacolo è ancora più desolante.
Ed in quei pochi minuti impiegati a percorrere quella strada pensavo a come potrebbe essere ricostruita una città nell’interezza del suo cuore centrale, non solo inteso come centro storico, come patrimonio artistico ma patrimonio umano da esso stesso generato ed alimentato. Quando un terremoto danneggia un piccolo centro lo si ricostruisce, non vale la pena stare a sistemare quando si fa prima a demolire del tutto. E’ una questione di economia, terribile ma spietata.
Ma si può demolire una città? E quanto costerebbe ripristinarla? Che rapporto tra il valore che aveva e il valore che potrebbe avere risanandola e portandola a nuova vita?Come poterlo fare? Con quali mezzi?
E soprattutto con quali soldi? Chi si assume l’onere economico di un simile scempio?
E allora l’Aquila muore. L’Aquila è morta.
Ma contemporaneamente pensavo, di ritorno dal mio terzo viaggio in Germania, che all’alba della fine della seconda guerra mondiale, praticamente tutte le città grandi e piccole di quel paese andavano da stati quali quello del “completamente rasa al suolo” a situazioni via via meno gravi ma pur sempre drammatiche.
Eppure i tedeschi, sia all’est dominato dai russi od all’ovest sotto il controllo di americani, inglesi o francesi, si sono rimboccati le maniche e mattone per mattone, raccogliendoli dalle macerie, confrontando documenti storici, cartoline, vecchie foto e le testimonianze dei sopravvissuti, sono stati capaci di ricostruire i centri delle città esattamente com’erano prima.
A Berlino pochi mesi dopo l’aprile del 45 già circolava il primo tram, a Dresda, inutile scempio esperimento di “” completamente devastata dal bombardamento e dall’incendio, il popolo delle macerie in due mesi aveva liberato la città ed iniziata la ricostruzione e due mesi dopo c’era già l’acqua corrente ovunque. E così Francoforte, Amburgo, Norimberga, Colonia, Stoccarda, grandi città ma anche Heidelberg, Lipsia, Ulm o Lubecca, città più piccole.
Non scrivo questo per dire che c’è sempre speranza ma proprio per distinguere, ancora una volta, che non siamo tedeschi e non sono tedeschi neanche i nostri governi il cui attuale premier, come noto a molti ma i cui tutti sono ciechi e sordi, ha soltanto saputo cavalcare l’occasione elettorale, pittare di bianco a calcina qualche muro come si faceva in Puglia sotto gli Angioini dopo una pestilenza e poi andarsene sfregandosi le mani perché qualcuno per lui avrebbe fatto affari d’oro con la borsa nera.
E l’Aquila muore. L’Aquila è morta.
Synthia: Apologia della Creazione Sintetica
21 maggio, 2010 di Comandante Nebbia
Archiviato in Accademia DFC, Cuore di Tenebra, latest
In un universo che appare estraneo ad ogni concetto di giustizia o di ordine superiore, la figura di Dio è di complessa collocazione.
Ciò deriva dalla propensione, naturale ed insita nel nostro modo di pensare, a trovare una funzione che giustifichi l’esistenza di qualsiasi cosa, compreso quella di un’entità trascendente.
In realtà, il bisogno fisiologico di collocare Dio in uno schema funzionale è anche giustificato dalla semplice considerazione che se Dio non serve a nulla o se il suo fine è del tutto estraneo al nostro, allora il fatto che esista o meno diventa una questione ininfluente.
Fini, Berlusconi, Carità e Bromazepam
22 aprile, 2010 di Comandante Nebbia
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Il Partito dell’Amore … Tradito
A leggere della storia delle divergenze tra Fini e Berlusconi più che alla politica viene da pensare al travaglio di un rapporto sentimentale giunto, infine, al capolinea.
Da una parte lei, quella che nel matrimonio ha investito tutto, ha sacrificato la carriera e portato una bella dote. La distinta ragazza di belle speranze che si è occupata del decoro della casa e ha cercato, inutilmente, di avere un figlio, fare famiglia e creare una speranza per il futuro.

Dall’altra parte lui, che si vede che si è sposato per soldi, che ha continuato a scopare con la vecchia fidanzata di Cassano(1) con la quale litiga sempre, ma il sesso è fantastico. Il vecchio sporcaccione che le ha messo le corna con tutte e che ora che la moglie è un po’ invecchiata e diventata petulante, fa il duro e cerca di cacciarla via, conscio che una donna di mezza età si ritrova sempre sola, senza amici e ha terrore di invecchiare dimenticata come un Follini qualsiasi.
E pensare che addirittura quella bonazza di Casini l’aveva capita e non c’era cascata. Il problema è che la signora Fini aveva creduto di avercela solo lei ed è stata clamorosamente smentita.
Quella cosa tra le gambe, in politica, ce l’hanno tutti. Maschi e femmine, senza esclusione, alcuni anche due o tre.
E tutti le danno via senza pensarci, con leggerezza, senza rimorso.
Edit delle 19:19 del 22 aprile 2010: Aldo Cazzullo legge MenteCritica. Avevo già avuto questa impressione, . Mi fa piacere.
Mah
John Elkann riceve il doveroso tributo dalla platea degli analisti che stanno partecipando al Fiat Investor Day a Torino. L’annuncio della sua Presidenza ed il suo arrivo sono stati infatti accolti dalla platea degli ascoltatori con un grande scroscio di applausi. Poi, l’AD della Fiat, Sergio Marchionne ha dichiarato: “Con John siamo cresciuti molto in questi anni ed oggi c’è la giusta maturità per assumere la carica di Presidente di Fiat”(2)
Chissà cosa ha fatto John Elkann perché il tributo dalla platea degli analisti risulti “doveroso”. Forse, oltre a nascere dai genitori giusti, è stato bravo a non farsi beccare mentre trombava con due prostitute transessuali strafatto di coca. Certe facce e certi destini sono la dimostrazione più clamorosa che il capitalismo è un’evoluzione tecnologica del feudalesimo.
La carità cristiana
Ore 18.30, l’autobus che mi porta a casa. Lui sui cinquanta, calvo, fisico da fanatico della palestra ma con panza di età. Lei sui trentacinque, bionda di acqua ossigenata, jeans stretti, tacchi alti, non male. Russa, ucraina, moldava, non saprei. Comunque, del ceppo linguistico niet.
Lui: E allora tu che fai?
Lei: Badante a casa di signora anziana.
Lui: Io conosco molte persone. Posso trovarti un lavoro migliore.
Lei: Ah!
Lui: Io penso che noi italiani abbiamo il dovere di accogliere voi immigrati perché voi avete bisogno di aiuto. E’ una questione di carità cristiana.
Lei: Siete muolto gentile.
Lui: Comunque, se mi dai il tuo numero di telefono, io ti chiamo appena sono libero. Prendiamo un caffè e vediamo che si può fare.
Lei: 331………
Lui: Ti chiamo. Vieni da me, ci beviamo una cosa. Stai tranquilla che ti sistemo io.

Bromazepam
Cinquanta cartucce blindate e una 357 magnum. Quanto basta per fare una bella festa.
Di questi tempi è maledettamente dura. Dura anche perché ci sono arrivato stanco. Quando proprio mi sembra di non farcela più, mi racconto quello che so fare. Una filastrocca, per non dire un mantra, che dovrebbe tirarmi su.
Ho una figlia. Ho conosciuto Valeria. Sono un bravo motociclista. So pilotare un aereo. Sono un buon marinaio. So scrivere bene. Ho educazione e cultura. Sono un uomo intellettualmente autonomo, …
Comunque, alla fine, quello che funziona per davvero è solo l’ultima strofa e la minaccia oscura che sottende. Non si cresce. Si invecchia.
Note
- [↩]
- La Repubblica [↩]
Una Buona Notizia per Tutti
22 marzo, 2010 di Comandante Nebbia
Archiviato in Informazione, latest, Oltre il Confine
Gli Stati Uniti . Certo, non è medicine e cure gratis per tutti, ma, finalmente, i poveri, gli emarginati, gli ultimi, si vedranno riconoscere quel minimo di sostegno che gli consentirà di sentirsi parte di una nazione e non degli uomini soli e abbandonati.
Questa scelta americana è una buona notizia per tutto il mondo. Gli Stati Uniti sono un paese con un grande popolo il cui governo, ultimamente, ha fatto di tutto per farsi odiare. Io sono un fiero avversario della politica statunitense, ma amo sinceramente gli americani perché ne conosco il patriottismo, la buona volontà e il fanciullesco candore che, da uomo della vecchia Europa, mi ha più volte commosso e imbarazzato.
La mancanza di un’assistenza per gli umili era una piaga vergognosa per un paese che è grande, ma che può e deve essere una grande nazione.

Non Mandate i Figli all’Università. Imparateli Mariuoli
12 marzo, 2010 di Comandante Nebbia
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani, latest
Non mandate i figli all’università. Insegnategli a fare i ladri. E’ questo l’originale slogan con il quale i dipendenti dell’Informatica Telecomitalia, in procinto di intraprendere il tempestoso viaggio di una cessione di ramo d’azienda, aprono un volantino con il quale cercano di far conoscere il loro comprensibile timore per una procedura che, in Italia, è diventata un modo trasversale ed indiretto per ridurre drasticamente il personale. Cosa piuttosto evidente anche se si nasconde dietro il di termini dal sinistro eufemismo quali “efficientamento“. (Il correttore automatico è praticamente andato in tilt su questa parola. Ho dovuto far ripartire il computer).
Esodi d’Autunno
22 dicembre, 2009 di fma
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica, latest, Storia e Memoria
Passa Francesco Rutelli, passano Lanzillotta e Vernetti; passa Dorina Bianchi, passano Carra e Lusetti; passerà prima o poi, io credo, Marini, passerà Fioroni, passeranno altri e altri; quando piacerà al cielo passerà anche la Binetti e se Dio vuole sarà l’ultima.
Il partito si sta spostando a sinistra, lamentano costoro, sta virando al socialismo. Che, detta nel 2009, non é una cosa facile da immaginare.
Che vuol dire? Che i bolscevichi insidiano la duma, che i soviet sono alle porte, che c’é da temere un ritorno al centralismo democratico?

Quaranta Anni di Silenzio
12 dicembre, 2009 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest, Storia e Memoria
Oggi, con tutto il rispetto possibile, mi chiedo cosa provino le persone la cui vita è stata radicalmente cambiata quaranta anni fa senza che nessuno si sia preoccupato di spiegargli il perché e di rendergli giustizia.
Immagino il sorriso beffardo che si disegnerà sui loro visi quando sentono parlare di democrazia, trasparenza, società civile e istituzioni, mentre pensano alla deflagrazione che portò tutti noi nella strategia della tensione e loro a subire la violenza reiterata dei depistaggi, dei processi fasulli, delle illusioni ed infine la beffa quando l’ennesimo processo, il settimo, sulla strage si chiuse in Cassazione con la conferma delle assoluzioni degli imputati e l’obbligo, da parte dei parenti delle vittime, del pagamento delle spese processuali.
Sono vicende come queste a darci la misura esatta della nostra dimensione civile, dell’infamia che macchia la nostra bandiera come una sorta di peccato originale e della nostra sopravvalutata dignità nazionale.
Eppure, come ogni peccato, anche questo potrebbe essere emendato con un atto di buona volontà. Rimuovendo il segreto di stato, aprendo gli archivi che custodiscono la vergogna tricolore, si darebbe a tutti noi l’occasione di metterci di fronte ad uno specchio e guardarci finalmente negli occhi.
No, non parlo di condanne, non parlo di vendetta, per quanto non spetti a me il diritto di rinunciare a questa forma di giustizia. Troppo tempo è passato. Molti saranno morti, altri potrebbero beneficiare della prescrizione. Parlo di conoscenza e di consapevolezza, perché come ogni malato che mantiene un minimo di dignità, mi piacerebbe sapere quanto grave è il mio male e quanto sono lontano dal giorno nel quale potrò lasciare questo capezzale ed avviarmi, finalmente guarito, per le strade del mondo.
I Giorni delle Parole Vuote
4 giugno, 2009 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest, Vere Donne
Qualche giorno fa la redazione di Radio Radicale ha contattato MC per chiedere sostegno per un’iniziativa civile e meritoria come tantissime iniziative del Partito Radicale la cui principale colpa era e rimane quella di essere un partito piuttosto che un movimento, ma questo non c’entra. Vi propongo il testo integrale dell’appello:
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