Sincronicizzate gli orologi
20 gennaio, 2012 di Lameduck
Archiviato in Cuore di Tenebra
Crisi e Default: Le previsioni di un venditore di almanacchi
30 dicembre, 2011 di fma
Archiviato in Caffè Amaro, Chiamiamola Economia, La diversa Opinione
È tempo di lunari e di oroscopi e dunque mi ci proverò anch’io a disegnare il mio. Lo scenario di un futuro neppure troppo lontano, che non è ciò che mi auguro, ma ciò che potrebbe accadere; che potrebbe anche non accadere, ove le variabili prendessero una piega diversa da quella che stanno tenendo da una ventina di anni a questa parte. Qualcuno ci vedrà la volontà iniqua di una crematistica nemica dei diritti del popolo, il frutto velenoso dell’eterno disegno giudaicoplutomassonico della finanza internazionale ai danni della classe lavoratrice; perché c’è ancora chi pensa che la Storia sia guidata da forze etiche. Me ne farò una ragione e non ci starò a discutere, perché sarebbe una perdita di tempo per entrambi; ma se qualcun altro, mi porterà delle buone ragioni per dimostrarmi che ho torto, sarò felice di starlo a sentire e gli darò ragione, nel mio stesso interesse.
Monti non è Bruce Willis e non siamo ad Armageddon
15 dicembre, 2011 di redazione
Archiviato in Censura dell'Informazione, Cronache Italiane, Informazione
Su segnalazione di , riceviamo e pubblichiamo questo pezzo di Giovanni Chiambretto (Lombardia)
Per quanto si voglia riproporcelo, il film italiano che si sta svolgendo non è Armageddon, Monti non è Harry (Bruce Willis ), e nessun meteorite sta per distruggere l’Italia. Monti con il suo equipaggio di funzionari non è neanche Ciampi. Quello era un uomo delle istituzioni, nel ’43 ufficiale dell’esercito, poi passato alla Resistenza; preparato, ma con una sensibilità istituzionale ed una cultura che non è quella di Monti.
Monti è uomo dei poteri forti, consulente di Goldman Sachs (come Draghi), membro del gruppo di Bildelberg, di recente collaboratore di Barroso alla Commissione Europea, rettore dell’università della Confindustria e tant’altro.
Spread Europei, Cambi e Indici di Borsa
23 novembre, 2011 di redazione
Archiviato in Chiamiamola Economia
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Unica sul web italiano, questa pagina offre in un unico colpo d’occhio una serie di indicatori fondamentali per valutare lo stato reale della crisi economica finanziaria europea. Con un ritardo massimo di 30 minuti vi offriamo:
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L’indice della borsa di Milano, l’indice della borsa di Londra,l’indice della borsa di Francoforte, l’indice della borsa di Parigi, l’indice della borsa di New York.
Il cambio euro/franco svizzero, il cambio euro/dollaro.
Lo spread Italia Germania (BTP/Bund), lo spread Spagna Germania (spread Bonos/Bund), lo spread Francia Germania (spread OAT/Bund), lo spread Grecia Germania (spread Hellenic Republic bonds/Bund), lo spread Belgio Germania(spread BTB/Bund), lo spread Irlanda Germania (spread Ireland Government Bond/Bund)
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Indici di Borsa
| Milano |
Londra |
Francoforte |
Parigi |
New York |
Cambio Euro/Franco Svizzero Cambio Euro/Dollaro
| Ultimo: 1,2114 | Ultimo: 1,3286 |
| Variazione: 1,2064 | Variazione: 1,3185 |
| Ore: 1,2109 | Ore: 1,3275 |
fonte Yahoo Finanza

Spread rendimento su Obbligazioni di Stato decennali rispetto ai Bund tedeschi
spread Italia Germania (BTP/Bund), spread Spagna Germania (spread Bonos/Bund), spread Francia Germania (spread OAT/Bund), spread Grecia Germania (spread Hellenic Republic bonds/Bund), spread Belgio Germania(spread BTB/Bund), spread Irlanda Germania (spread Ireland Government Bond/Bund)
| Italia |
Spagna |
Francia |
| VALUE: 3.704 | VALUE: 339.745 | VALUE: 1.010 |
| 6.860% | 7.459% | 15.324% |
| Grecia |
Belgio |
Irlanda |
| VALUE: 31.000 | VALUE: 1.671 | VALUE: 630.165 |
| 1.291% | 8.488% | 1.791% |
Finanza, borsa, indici,valute, cambi, dollaro, euro,franco svizzero, spread, crisi, default, bond, btp, investimenti, risparmio, capitale, interessi, prestiti, mutui, debiti, banche, istituti di credito, conto corrente.
Default Europa: Le Elezioni Spagnole
23 novembre, 2011 di Massimo Marino
Archiviato in Oltre il Confine
E’ desolante leggere i pochi commenti sui risultati delle elezioni politiche spagnole seguite al tracollo del governo socialista di Zapatero, con il tonfo del suo partito, il PSOE , il non-trionfo dei conservatori del PP e lo spappolamento in mille direzioni degli elettori in un paese da mesi al centro dei commentatori per la pesante crisi sociale e per l’azione dei giovani indignados che hanno tenuto le tende per settimane nelle principali piazze del paese.
I socialisti di Rubacalba hanno perso quasi un terzo dei voti del 2008 (4,5 milioni di voti) riducendosi a poco meno di 7 milioni (il punto più basso di sempre) ma i conservatori del PP di Mariano Raioy, che con il 44,6% (+3%) hanno ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi, ne hanno guadagnati meno di 500 mila ( 32 seggi in più alla Camera).
Default Italia: Portare i Risparmi all’Estero (subito e legalmente)!
9 novembre, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Accademia DFC
Il timer dell’apocalisse
Sui conti dello Stato un fardello di 8 miliardi in più. L’Italia a tre settimane dal baratro. Così il volo dello spread ci affossa. Gli investitori scaricano i titoli di Stato perché costano il 15% in più
IL TIMER è partito. Se si segue la logica e l’esperienza degli ultimi due anni sui mercati, l’Italia non ha più di tre settimane per ricondurre il costo del suo debito a livelli più sostenibili. Si deve far scendere il tasso sui Btp decennali sotto il 6,50%.
Oppure, esattamente fra 15 giorni di contrattazioni, a partire da ieri, cioè il 25 novembre, l’Italia e l’Europa si troveranno di fronte alla scelta fra un piano di salvataggio di dimensioni gigantesche e la bancarotta del debito italiano, con l’apocalisse dell’euro. Ma il timer potrebbe essere anche più veloce: la spirale finale potrebbe cominciare ad avvitarsi già da venerdì prossimo, fra soli quattro giorni, quando le autorità che regolano i mercati potrebbero decidere un ulteriore rincaro del debito italiano, perché ritenuto troppo rischioso.
Né l’una né l’altra sono predizioni. Sono i calcoli ad occhio che fanno operatori ed analisti, sulla base di quanto è sinora avvenuto in questa crisi europea. In particolare, in Grecia, Irlanda e Portogallo, i tre paesi per cui è stato necessario un salvataggio europeo. In media, nei tre paesi, i titoli decennali sono stati trattati ad un tasso superiore al 5,5% per 43 giorni, prima di superare stabilmente la soglia del 6%. Poi, sono rimasti per altri 24 giorni sopra quota 6, prima di scavalcare, in modo continuativo, il 6,50%. Da qui, sono bastati 15 giorni di mercato per sfondare il 7%, largamente ritenuto un livello insostenibile.
Sembra di leggere MC vero? L’Apocalisse, lo Spread, il Timer. No, a dire il vero è Repubblica di ieri. Se vi interessa potete continuare a leggere l’. Secondo me, però, non serve a un beneamato cazzo perché oramai sono tre mesi che ravano i coglioni ai lettori di MC con l’apocalisse, lo spread e il timer solo che io, a differenza di Maurizio Ricci, non becco quattrini da nessuno, posso dire quello che voglio, quando voglio e, soprattutto, non conto un cazzo.
Repubblica si è accorta del default quando è già avvenuto. benissimo. Come si dice, meglio tardi che mai.
Cari lettori disorientati che, magari per caso, vi ritrovate su questa pagina delirante, sappiate che avete avuto una botta di culo perché avete beccato un profeta che funziona, non quelle patacche col turbante che vi spacciano in tv. Io sono un profeta di sventura e, proprio per questo motivo, ho spesso ragione. A pensare che le cose possano andar male è più facile avere ragione. Capito il trucchetto? Bene. Provateci anche voi.
Ora, mentre a Roma fanno il balletto intorno al cadavere puzzolente gonfiandoci di chiacchiere, mentre loro mettono al riparo la roba, noi pensiamo ai cazzi nostri. Per chi vuole intendere, ho già scritto un’introduzione, dei consigli pratici dal punto di vista economico e un consiglione speciale.
Dimissioni Berlusconi, Sussulti e Rantoli della Democrazia
8 novembre, 2011 di Eduardo Quercia
Archiviato in Accademia DFC, Chiamiamola Economia, Cronache Italiane
D’accordo, stanno per mandar via Berlusconi, molto probabilmente per sempre. No, non l’opposizione, come avviene in tutti i Paesi normali, ma una indistinta fragaglia parlamentare, una miscellanea di piccoli e piccolissimi pesci senza nome, il cui destino più nobile e naturale sarebbe quello di finire fritti in padella. Ma forse la metafora non è azzeccata, perché più che di pesciolini si tratta di paguri (tanto per rimanere in ambiente ittico), molluschi che hanno sin qui usato una miserabile conchiglia vuota per arraffare tutti i vantaggi personali possibili, serenamente insensibili alla decomposizione morale ed economica del Paese. Fanno parte di quelli che hanno trasformato il Parlamento in una sorta di holding dei molteplici e variegati interessi della conchiglia, prezzando con disinvoltura scrupoli e pudore. Si sono proclamati pensosi (e responsabili) dei destini dell’Italia ed hanno sostenuto ed argomentato con grande fervore che Ruby era la nipote di Mubarak, senza lasciar trapelare un’ombra di riso sui loro volti mirabilmente atteggiati a novelli padri della Patria.
Default Italia: Proteggere Se Stessi e i Propri Risparmi (Seconda Parte)
6 novembre, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Censura dell'Informazione, Cuore di Tenebra
Vedi la prima parte qui.
Poche chiacchiere, andiamo al sodo. Provo a ipotizzare il comportamento da tenere in vari casi. Ipotesi, ovviamente, non sono un economista, non sono un esperto. nel caso che mi riguarda, mi sono regolato esattamente come scriverò:
Leggi il resto
Default Italia, 18 Giorni al fallimento: l’Ultimatum di Francia e Germania Scade Mercoledì
23 ottobre, 2011 di dellefragilicose
Archiviato in Chiamiamola Economia, Cronache Italiane
Dopo i messaggi a mezzo stampa sono arrivate le richieste faccia a faccia. Al summit europeo convocato per proteggere la zona euro da una ulteriore drammatizzazione della crisi dei debiti sovrani, l’Italia è infatti stata sollecitata da Francia e Germania a introdurre le riforme economiche necessarie per evitare uno scenario simile a quello della Grecia, sull’orlo di un default [...] entro mercoledì.
Default Italia, 43 Giorni al Fallimento. Alessio Rastani, il Trader Sincero, è una Bufala
28 settembre, 2011 di Comandante Nebbia
Archiviato in Censura dell'Informazione
Su segnalazione di un’attivissima e attenta , vengo a conoscenza dell’intervista di Alessio Rastani. Le affermazioni sono di quelle inquietanti, apocalittiche, soprattutto perché diffuse dal telegiornale della BBC, una delle fonti informative più autorevoli del mondo occidentale:
I politici non governano il mondo, è Goldman-Sachs a governarlo (Rastani ha letto MC). Io la notte sogno un default perché è una nuova opportunità. I piani di salvataggio non interessano i trader, a noi interessa fare soldi.
In un meno di un anno spariranno i risparmi di milioni di persone, senza che né mercati né governi possano farci nulla. Chi può, agisca adesso.
In poche ore, l’intervista del “trader sincero” fa il giro del mondo. In Italia , su Facebook è condivisa da decine di migliaia di persone. Tripudio per i complottisti che intravedano finalmente uno spiraglio nel muro di omertà che governa le sacre cose gestite dai Superiori Invisibili. , abbiamo tratto una trascrizione più corposa dell’intervento:
Ora Tocca ai Politici Gay Omofobi: Italiani, Un Popolo di Onanisti
23 settembre, 2011 di fma
Archiviato in Cronache Italiane
Sicuramente la materia prima che in questi giorni non scarseggia è lo sdegno. Se avesse una qualche utilità e dunque un valore e un mercato, la Grecia sarebbe salva da un pezzo, mentre noi e la Spagna sulla buona strada.Peccato che ognuno ne produca più di quanto gliene serva e che nessuno sappia che farsene del resto, nemmeno a regalarglielo. Ho letto e sentito che bisognerebbe riaprire i gulag, sterminarli col napalm, chiamare la Nato: no, meglio die panzer-divisionen der waffen-SS, siamo più sicuri, quelli non sbagliano mai, mentre noi, sta sicuro, un giorno mancherebbe il piatto, l’altro la merda…
Ho chiesto a uno cosa ce ne faremo degli stupidi, il giorno in cui ci saremo liberati di tutti i cattivi: era talmente sdegnato che non è neppure riuscito a cogliere il senso della domanda.
L’Imbroglio di Mezza Estate dei Referendum Elettorali
30 agosto, 2011 di Massimo Marino
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica
Mentre gli italiani leggono con apprensione crescente i contenuti delle manovre di bilancio del governo e le eventuali mosse della cosiddetta opposizione parlamentare, per scoprire quanto e in che forme dovranno pagare il deficit accumulato dagli Attila che hanno governato il paese negli ultimi 15 anni, un ciclone silenzioso, ma altrettanto preoccupante, si sta abbattendo sul paese attraverso diversi tentativi di demolire ulteriormente quel poco che resta di sistema democratico e di rappresentanza attraverso la presentazione di modifiche del sistema elettorale parlamentare per via referendaria.
La crisi del bipolarismo, che si tenta di imporre dalla metà degli anni ’90 attraverso le modifiche di tutti i sistemi elettorali vigenti, è ormai evidente: i due principali partiti che dovrebbero contendersi l’egemonia politica sono talmente disastrati che, a seconda del livello elettorale non raccolgono più del 35-40% del voto degli elettori ed arrivano poco sopra il 50% con gli alleati-satelliti o più gentilmente con quelli che non hanno chance o il coraggio di avere “autonomia politica” come direbbe Giovanni Sartori: Lega, Destra e autonomisti del nord e del sud verso il PDL, Vendoliani, IdV e residui del vecchio ambientalismo verde verso il PD. Preoccupati tutti dall’ipotesi che alla prossima puntata Grillo o qualcun altro possa mandare qualche decina di guastatori-risanatori nei due rami del parlamento, e stufi di fare i conti con le imprevedibili mosse di quell’area di centro ( Casini, Fini, Rutelli e possibili transfughi dai due fronti ) che per quanto non esista in modo consolidato se non nelle tabelle dei sondaggisti è pur sempre un elemento permanente di ricatto su posti e poltrone che sono sempre più piccole e precarie per tutti.
La Chiesa, la crisi e l’ultracattolicesimo mascherato da volontariato
19 agosto, 2011 di redazione
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Fonte notizia:
Succede che, nel bel mezzo della crisi europea, la Spagna di Zapatero decida di mettere a disposizione della manifestazione cattolica della gioventù capitale pubblico. Succede che le organizzazioni laiche protestino contro tali finanziamenti con manifestazioni e succede che un cattolico pensi di organizzare un attentato alla manifestazione laica.
Ma quello che rappresenta la vera notizia, secondo me, è lo spreco di soldi – non importa se pubblici o vaticani, comunque pubblici, – per sfruttare il momento difficile che il mondo sta attraversando.
La BCE Raschia il Barile: Questa Settimana Comprati Titoli per 22.000 Milioni di Euro
15 agosto, 2011 di redazione
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Dato che l’informazione non è facilmente reperibile sulla stampa italiana, provvediamo una traduzione tratta da El Pais di oggi. La notizia è pubblicata anche .
Allo scopo di alleggerire la pressione dei mercati e riportare la calma, la Banca centrale europea ha annunciato la settimana scorsa che avrebbe acquistato debito sovrano spagnolo e italiano. Nonostante l’annuncio, i mercati tardano a quietarsi. Oggi, l’agenzia ha annunciato che la settimana scorsa ha acquistato debito sovrano di paesi dell’area euro pari a 22.000 milioni di euro, comprendenti obbligazioni di Spagna, Italia, Portogallo e Irlanda. È il più grande sforzo che questo organismo abbia mai fatto per aiutare un paese.
Default Italia, 95 Giorni al Fallimento: Nelle Mani di Tedeschi e Francesi
7 agosto, 2011 di redazione
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Sarkozy e Merkel hanno chiesto alla BCE di comprare debito spagnolo e italiano – da Le Monde del 7-8-2011
Nicolas Sarkozy e Angela Merkel hanno scelto di fare le loro dichiarazioni prima della fine della riunione della BCE che si prevede nella notte di domenica. I due leader hanno riaffermato il loro “impegno ad attuare pienamente le decisioni prese al vertice dei capi di Stato e di governo della zona euro e le istituzioni dell’UE 21 Luglio 2011.”
La dichiarazione tende soprattutto a mettere sotto pressione la BCE, che giovedì si era detta indisponibile a comprare debito di italiano e spagnolo, a causa dell’opposizione della Bundesbank, accentuando la sfiducia dei mercati finanziari. “La Francia e la Germania sono convinte che l’analisi della BCE saranno la base per interventi appropriati sul mercato secondario in quanto aiuteranno a determinare se vi è un rischio per la stabilità finanziaria nell’area dell’euro nel suo insieme “, hanno scritto Nicolas Sarkozy e Angela Merkel. Più esplicitamente, le due capitali hanno chiamato la BCE, in riunione in questo momento, a una prova di responsabilità riprendendo ad acquistare debito italiano e spagnolo per frenare la speculazione.
Leggi il resto
Default Italia, 95 Giorni al Fallimento: L’Economia Italiana è Troppo Grande per Essere Salvata dalla BCE
7 agosto, 2011 di redazione
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L’Ultima difesa della BCE contro l’isteria dei Mercati da Le Monde del 7-8-2011
Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha dovuto fissare un incontro speciale nel tardo pomeriggio di oggi per cercare di scongiurare la minaccia imminente di un’altra debacle dei mercati finanziari alla riapertura di lunedì .
“L’incontro non era originariamente all’ordine del giorno, ma non direi che questa è una riunione di emergenza”, ha detto laconicamente una fonte vicina alla vicenda. Tuttavia, dopo due settimane di mercati azionari particolarmente turbolenti, e dopo il downgrade di rating Standard and Poor del debito degli Stati Uniti, la reazione degli europei è particolarmente sotto osservazione.
E’ Cominciata la Guerra
24 maggio, 2011 di ilBuonPeppe
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Ci siamo. Sono mesi che se ne parla e (finalmente?) è arrivata la prima bomba. Sì, l’Italia da sabato è formalmente in guerra, vittima di un attacco ampiamente annunciato: . Tralasciando i termini tecnici, significa che lo stato italiano è considerato meno affidabile di prima.
A qualcuno può sembrare una cosa da niente, e in realtà non è la prima volta che succede; però oggi è diverso. E’ diverso perché da parecchio tempo si dice che i PIIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna) sono a rischio di crisi finanziaria e perché di questo gruppo mancavano solo Italia e Spagna ad essere messi in ginocchio. Così la storia si ripete.
