Del Mondo che Verrà
23 agosto, 2010 di fma
Archiviato in Cazzotti, Meccanica delle Cose, Oltre le Righe, Strange Days
“Buongiorno. Sono le ore otto e quarant’uno minuti. Secondo le proiezioni dell’US Census Bureau, questa mattina la popolazione del pianeta ammonta a vent’uno miliardi ottocentocinquant’otto milioni novantasettemila trecentotrentanove individui. Ricordiamo ai nostri ascoltatori che oggi potranno uscire di casa e circolare soltanto i cognomi che iniziano con le lettere C,D,F. Buona giornata a tutti!”
Galbusera, scuro in volto, guardò la moglie seduta all’altro capo del tavolo:
- Quattrocentomila più di ieri, quattrocentomila meno di domani.– sospirò.
Lei allargò le braccia.
- Lo so cosa vuoi dire, – disse Galbusera, – che c’entriamo noi? Ma insomma, cazzo, se cento o duecento anni fa avessimo dato retta alla demografia, anziché all’etica, magari avremmo contravvenuto alla volontà di Dio, magari non ci sarebbero stati i soldi per pagare la pensione ai vecchi, ma almeno, adesso, potremmo uscire di casa quando ci pare … -
Lo interruppe una nenia che saliva dal giardino. Scostò la tenda, guardò giù. In mezzo al prato, all’ombra dell’unico albero superstite, una famiglia di migranti si preparava la colazione.
La donna rimestava in un paiolo appeso a un trespolo fatto con dei rami stretti in cima con un pezzo di corda. Due bambini, acculati, cagavano poco discosto dal fuoco. L’uomo, seduto con le spalle all’albero, cantava, percuotendo un piccolo bongo.
Galbusera lasciò ricadere la tenda.
- Dovrò tornare dal maresciallo.- sospirò
- Mangia qualcosa. –
- Mi andrebbe di traverso. – poi, dopo una pausa, – Credi che si chiamino Caganovic, con la ci? Capaci di chiamarsi Kaganovic con la kappa: Signur che repüblica! -
Tornò a guardare giù. Quel che restava del prato condominiale era uno spiazzo polveroso, maculato di fuochi spenti, ingombro di cartacce, di lattine, di bottiglie di plastica.
- Lo so già cosa mi dirà il maresciallo Morales: Querido, debe considerarse afortunado quiénes no entran en su casa! Fanculo! Non lo dice, ma ci gode!-
Martedì, mentre era di strada, recandosi dai carabinieri, si fermò al “Circolo degli Insubri”.
Nel vasto stanzone regnava una luce fioca. La gran parte dei soci (lettere G,H,I) stava attorno al fuoco, dal quale le ombre si partivano a raggiera per salire poi verticalmente lungo le pareti.
La caverna delle idee archetipe doveva essere così, quando Platone se l’immaginò, pensò Galbusera.
In compenso adesso faceva un freddo cane.
Gli Insubri, stretti in cerchio, sembravano fissare il fuoco con apprensione, come se quello dovesse spegnersi da un momento all’altro, tant’era fioco. Tuttavia non c’era un cane che buttasse legna sul fuoco. L’occupazione principale pareva essere quella di spingersi l’un l’altro, cercando di non darlo a vedere, per guadagnare di soppiatto la prima fila, quelli di dietro; per restarci, quelli davanti. Senza smettere un attimo di lamentarsi e di recriminare contro chi avrebbe dovuto provvedere e non aveva provveduto.
Non si capiva bene chi potesse essere.
Soprattutto non si vedeva legna in giro.
- El Comun l’ha minga fada giò la rubinia, quest’an? – domandò Galbusera, cercando di allungare le mani verso il fuoco.
- L’han fada giò sì… – borbottò quello davanti, senza spostarsi di un millimetro.
- E se n’han fa cusè?
– L’han baratada cui cinès de Venegono Superiore!
- E i cinès s’han dàa in cambi?
- Han fàa l’iluminasiun del stadi!
- Uh Signur! Nüm serum minga bun?
- Serum bun una volta! Da quand che ‘l scandio e l’ittrio ghi han dumà i cinès, ciao ninèta!
- E i sindacaat s’han dì? Sciopero generale?
- Do han firmàa, vün no.(1)
- Me l’aspettavo! – impettì Galbusera, per dire che dei sindacati non ci si può fidare.
Salutò la compagnia, si rialzò il bavero, uscì in strada.
Malgrado fosse Agosto la giornata era fredda.
Le mezze stagioni erano sparite da un pezzo e ora mancavano pure quelle intere. Nevicava a ferragosto e i cocomeri si mangiavano a Natale, da quando la Corrente del Golfo aveva invertito la rotta alle Azzorre, lasciando a bocca aperta i climatologi dell’Intergovernmental Panel on Climate Change. Che pure, quanto a predizioni catastrofiche, non s’erano mai fatti mancare nulla.
In strada il solito spettacolo.
I marciapiedi pullulavano di ragazze che parevano androidi e di androidi che parevano ragazze. Gli androidi costavano la metà, ma si rompevano subito Moltissimi i giovani in cerca di prima occupazione. Tutti col doppio GCD al collo, uno davanti, l’altro dietro, su cui scorrevano ininterrottamente i curriculum personali: laurea in Scienza della Comunicazione, in Sociologia Sperimentale Comparata, in Filologia Medioevale e Romanza, in Glottologia Afro-sannitica … master in Realtà Mediatica Polimorfica a Grottaferrata … stage di quarto livello quale aggiunto di secondo rango nello staff dell’onorevole Cazzolopone …
Mancavano gli idraulici. Nessuno sapeva riparare un rubinetto, nessuno sapeva costruirlo. Da quando gli esperti avevano stabilito che l’epoca industriale cedesse il passo al terziario avanzato, i rubinetti si facevano solamente in Cina. Un fatto altamente positivo, un’opportunità, avevano spiegato gli esperti a destra e a manca. Purtroppo s’erano sbagliati.
Ora è facile riderci su, ma allora pareva l’uovo di Colombo, la panacea di tutti i mali.
Metti che io venga nel tuo centro estetico e mi faccia fare tre lampade, pagandoti mille renmimbi, l’equivalente di cento euro d’allora. Coi mille renmimbi tu vai dalla parrucchiera e quella ci paga la rata dell’intervento alle chiappe, che s’è dovuta fare per poter andare a una di quelle trasmissioni che vede tutto il pianeta e dunque ti fanno sentire qualcuno. Il chirurgo dal canto suo ci può pagare l’avvocato, che lo difende nella causa che gli ha intentato la signora Alba … In questo modo il nostro PIL è già lievitato di quattromila renmimbi. A dimostrazione che si può far girare l’economia solo rendendoci dei servizi tra di noi, senza faticare troppo. Si troverà sempre qualcuno meno evoluto che produrrà il tondino, gli aeroplani, le patate al posto nostro. Lavori che si suda solo a pensarci. Gli daremo in cambio bozzetti, reggipetti, pagherò, voucher, Bot, Boc, cds. La finanza creativa servirà pure a qualcosa. Questa era la tesi.
Come si poteva pensare che quelli del tondino sarebbero stati così cafoni e ingrati da rifiutarsi di barattare un rubinetto con un CCT?
- È esattamente ciò che successe.- si disse Galbusera.
Era fermo a un crocicchio.
Una piccola folla seguiva col naso per aria le immagini sullo schermo che attraversava la strada, da un lato all’altro, sopra il semaforo.
Il novantasettesimo tentativo cinese di teletrasporto su Proxima Centauri era fallito, così come tutti quelli che l’avevano preceduto.
Altri tremilasettecento volontari italiani spariti nel nulla. Questa volta, tuttavia, lasciando dietro di sé una debolissima traccia di fumo.
Un passo avanti, secondo la scuola di pensiero che si rifaceva alla relatività generale. Un passo indietro, secondo i seguaci della fisica quantistica. Un atto dovuto secondo gli epigoni di Elon Lindenstrauss, medaglia Fields nel lontano 2010, propugnatore della teoria ergodica secondo cui tutto ciò che può accadere prima o poi accade.
Mentre secondo l’eminente sinologo Bordeson de Soto, si trattava di un evidente tentativo politico per screditare la presidenza dell’Illuminato. I politici di sinistra, sia pure con molti eleganti distinguo, erano d’accordo. Contrari quelli di destra. Possibilista l’UDC.
Quanto alle loro eminenze, i cardinali di Roma, secondo costoro a non rispettare la volontà di Dio, i cinesi sono atei confessi, non poteva finire altrimenti.
Non ci sono prove, ma qualcuno giura d’aver sentito Galbusera mormorare:
Uh Signur, se gh’avessen dà a trà a la demografia!(2)
Note
- Il Comune non l’ha tagliata la robinia, quest’anno?
- Certo che l’hanno tagliata…
- E cosa ne hanno fatto?
- L’hanno barattata coi cinesi di Venegono Superiore!
- E i cinesi cos’hanno dato in cambio?
- Hanno fatto l’illuminazione dello stadio!
- Uh Signore! Noi non eravamo capaci?
- Eravamo capaci una volta! Da quando lo scandio e l’ittrio li hanno solamente i cinesi, ti saluto ninetta!
- E i sindacati cos’hanno detto? Sciopero generale?
- Due hanno firmato, uno no. [↩] - Oh Signore, se avessero dato retto alla demografia! [↩]
Mai Sfidare un Sociologo in Erba
22 marzo, 2009 di Margherita Ferrari
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani, latest, Leggere, Meccanica delle Cose, Oltre le Righe
Ieri si è concluso quello che, con ogni probabilità, finirà per essere il corso più pregevole della mia carriera universitaria. Sono triste, ma se non altro ho un quaderno pieno di appunti e divagazioni degne di nota, su cui tornerò nei momenti di sconforto.
In un oceano di spunti capaci di mettere in crisi chiunque, ieri il mio professore ci ha indicato una pista per certi versi meno spettacolare, che a qualcuno non suonerà nuova.
Molti si domandano perché l’Italia sia piena di bifolchi che, in risposta alla domanda -”Perché non legge neanche un libro all’anno?”, se ne escono con delle scuse pietose quali “Non ho tempo” e “Ho problemi di vista”.
Le Ragioni dell’Agnostico
6 dicembre, 2008 di Il Gobb
Archiviato in Cazzotti, Meccanica delle Cose
Stamattina il mio PC ha deciso di morire. Mi si prospettano almeno due settimane senza poggiare le manine su una tastiera diversa da quella del lavoro.
Mi sono immediatamente profuso in bestemmie raccapriccianti, e fra un San Girolamo e Giove Pluvio (non ho pregiudizi) mi è nata una riflessione e ho deciso di condividerla con voi. Un po’ è un lamento, un po’ è sentimento, un po’ anche spiegazione della mia avversione per la religione (anvedi che rime, ahò).
Leggi il resto
La Tradizione (con Finale a Sorpresa)
15 novembre, 2008 di Il Gobb
Archiviato in Meccanica delle Cose
Ho appena finito di leggere un interessantissimo saggio di Gèrard Lenclud, etnologo francese, dal titolo “Le tradition n’est plus ce qu’elle ètait”, cioè “La tradizione non è più quella di una volta“.
La parte più stimolante, che mi ha fatto più riflettere, è quella in cui Lenclud definisce il concetto di “tradizione“.
Leggi il resto
La Paura è Sempre più Forte della Verità
5 giugno, 2008 di redazione
Archiviato in Meccanica delle Cose
Buona giornata a tutti voi,
Ecco un vero problema. Se non fosse tra i più dibattuti del momento, il che lo fa sembrare tanto alla moda, direi che i posteri potranno dire con divertimento che la prima decade del XXI secolo era dominata dalla paura. E si sono nascosti, direbbero per concludere.
E’ quello che si fa oggi, ci si nasconde.

Nicola non ce l’ha fatta…
11 maggio, 2008 di lupoalburnino
Archiviato in Cronache Italiane
Nicola è diventato famoso solo dopo la morte. Prima che morisse occorreva anche il suo cognome, Tommasoli. Anche così, a Verona, non erano in tanti a conoscerlo. Solo i familiari e gli amici. Si confondeva nella massa eterogenea della sua città. Ora, basta dire Nicola! Viene riconosciuto in tutta Italia e sicuramente anche all’estero. Per una morte assurda, causata da una sigaretta negata!

Lettera ad uno (S)conosciuto
26 gennaio, 2008 di Luna
Archiviato in Democrazia e Diritti, Vere Donne
Caro (S)conosciuto,
(come ben sai “S” è l’iniziale del tuo nome…)
Anzitutto ti ringrazio! E come vedi lo faccio pubblicamente. Per le belle frasi che mi scrivi, per i complimenti che mi fai, per il “desiderio tuo” di conoscermi. Ti ringrazio per i mille messaggi pvt che ogni giorno mi invii, (per non farmi sentire sola… da cosa tu abbia dedotto che io mi senta sola non lo so!).
Leggi il resto
Potere (Mafioso) alle Donne
29 luglio, 2007 di harlot
Archiviato in Meccanica delle Cose
E’ risaputo che, in questi ultimi anni, parlare di mafia è inutile. E’ una pratica malsana, un malcostume, un’attività quantomeno esecrabile. Ed è altrettanto risaputo che Cosa Nostra spara quando la democrazia è sana: più malata di così, infatti, si muore.
Rivoluzione Reale, Rivoluzione Permanente, Rivoluzione Ideale
26 luglio, 2007 di M.M.
Archiviato in Meccanica delle Cose
A causa della sua stessa natura qualsiasi rivoluzione è destinata a fallire sul lungo periodo, si tratta di un’inevitabilità di natura strutturale. I movimenti e gli atti rivoluzionari nascono in virtù della necessità di rovesciamento dello status quo politico-sociale quando qualsiasi graduale evoluzione, scaturita dal dialogo fra le componenti sociali e le forze di potere, risulti impossibile.
La Paura delle Diversità
23 giugno, 2007 di Daniele Bausi
Archiviato in Democrazia e Diritti
Già da un po’ di tempo, anzi direi molto, che ci penso e non sempre sono riuscito a darmi una risposta che soddisfacesse del tutto la mia domanda.
Perché gli uomini hanno paura di tutto ciò che è diverso?
Quella più scontata è perché non conoscono la diversità in questione, allora perché non chiedere o informarsi?
Alcune non la Danno, ma Fanno Tutto il Resto
31 maggio, 2007 di mc
Archiviato in Border Zone
Il fatto è . In Olanda starebbe per andare in onda un reality che mette insieme tre persone bisognose di un trapianto di rene e una malata terminale disposta a donarlo. Al termine dello show, uno vince il rene, due si rimettono in lista d’attesa per una donazione “convenzionale”, la malata terminale crepa e si toglie dai coglioni.
Leggi il resto
L’Ossessione del Controllo
23 maggio, 2007 di mc
Archiviato in Il Futuro è nei Giovani, Meccanica delle Cose

Io credo che ad ogni genitore piacerebbe sapere tutto dei figli. Dove vanno? Con chi si vedono? Che mangiano? Cosa bevono? Di cosa parlano? Fumano? E se fumano, cosa fumano? Non c’è niente di male. E’ un desiderio naturale che va controllato ed adattato alla necessità di dare il giusto spazio ai propri figli, anche per cercare di stabilire quel rapporto di complicità e fiducia reciproca che, secondo la generale opinione, è uno degli strumenti migliori per favorire la formazione consapevole dei ragazzi.
Leggi il resto
Cose Turche: Centinaia di Migliaia in Piazza in Difesa della Laicità dello Stato. Impariamo dagli Islamici.
14 aprile, 2007 di mc
Archiviato in Oltre il Confine
La notizia non esiste sulla stampa on line italiana. Ne sono venuto a conoscenza in seguito ad una telefonata che ho fatto al nostro consolato in relativamente ad un’indagine che sto seguendo. L’unico piccolo accenno è .
Oggi, ad , si tiene una marcia in difesa della laicità dello stato. Un’analoga iniziativa si è tenuta, sempre ad Ankara, l’8 di aprile. Anche di questo si ha notizia solo tramite . Da un paio di giorni, la gran parte dei treni che portano alla capitale turca non hanno più posti liberi. L’altro ieri sera, il capo di stato maggiore dell’esercito turco, ha parlato in televisione per un’ora a reti unificate. Da tenere presente che l’esercito turco è il più potente di questa parte del pianeta, probabilmente uno dei più potenti al mondo e negli ultimi anni ha fatto in Turchia in difesa della laicità dello stato.
Il partito di ispirazione moderatamente islamica che detiene i due terzi della maggioranza parlamentare in Turchia parla apertamente di tentativo di golpe appoggiato dalla sollevazione di piazza.
Leggi il resto
Non Passa lo Straniero!
13 aprile, 2007 di Vortexmind
Archiviato in Cronache Italiane
Pur avendo trascorso la giornata a Milano non ho avuto sentore se non una volta giunto a casa, davanti al TG della sera. Peccato: avrei proprio voluto vedere i temibili ghisa manganellatori che infierivano su una madre e sulla sua bambina a randellate. E’in questi casi che mi chiedo: ma perchè andiamo a portare “pace e democrazia” a casa degli altri quando è nelle nostre città che si consuma una partita ben più importante, che sicuramente coinvolgerà tutti noi nell’immediato futuro? Leggi il resto
