Una Cambiale Firmata Berlusconi
8 febbraio, 2010 di Comandante Nebbia
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Fa tristezza, prima che rabbia, leggere la lettera al direttore di Piero Ichino pubblicata oggi sul Corriere della Sera on line.
Che un argomento di tale portata sia praticamente escluso dal dibattito politico nazionale e confinato nello spazio destinato alle letterine a Babbo Natale dà ampiamente la misura della povertà intellettuale di una nazione i cui interessi orbitano, ormai quasi esclusivamente, intorno allo stomaco inesausto di un vecchio satrapo ampiamente in credito con la vita e che non è ancora stanco di abbuffarsi.
[...] È vero: da anni, ormai, a un ventenne o trentenne che cerca lavoro in Italia le aziende offrono di tutto, tranne che un rapporto di lavoro regolare. E anche un rapporto di lavoro di serie B —«a progetto», o comunque a termine— è già considerato, in molte situazioni, un privilegio difficilmente ottenibile, rispetto alla «normalità», costituita dal lavoro di serie C: stage semigratuiti in azienda tutto lavoro e niente formazione, assunzione con partita Iva per mansioni d’ufficio, di cantiere, di negozio, di call center, di magazzino, che erano tradizionalmente considerate come lavoro dipendente. Case editrici in cui da anni non si assume più un redattore o un correttore di bozze con un contratto normale di lavoro dipendente; case di cura private che formalmente non hanno alle proprie dipendenze neanche un solo medico, un solo infermiere, un solo barelliere: tutti a partita Iva, oppure soci di cooperative di lavoro a cui il servizio viene appaltato. [...]
Leggere, Leggere, Leggere!
2 febbraio, 2010 di albyok
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Attenzione: Per sostenere l’iniziativa con il tuo blog, puoi aggiungere un banner che punta a questo post. Di seguito, il banner. Se hai bisogno del codice per inserirlo nel tuo blog, copia e incolla il codice che trovi a questo link.
Sono un po’ emozionato nello scrivere questo articolo, perché so già quello che vi sto per dire (strano!). E quello che vi sto per dire, o meglio proporre, è un’iniziativa che mi affascina tantissimo. Ho sempre letto, ma ultimamente (nell’ultimo anno circa) ho sentito il bisogno di possedere i libri che leggevo e di fare un percorso intelligente. Perché, sì è vero che qualunque cosa in qualche modo ti fa crescere, ma è anche vero che il tempo è limitato e che quindi per forza occorre imparare ad amministrarlo facendo scelte mirate. Io quindi mi sono fatto consigliare un po’ di libri e pian piano ho cominciato a delineare i miei gusti, non tralasciando comunque l’occasione di provare qualcosa di nuovo.

Ciò mi sta dando molte soddisfazioni, basti pensare che ad oggi, dall’inizio dell’anno, ho già letto 9 libri. E nessuno di loro mi ha deluso. Tutti mi hanno lasciato un’esperienza bella dentro che mi fa sentire meglio. Bene e questo è il punto uno.
Storie di Polli
13 gennaio, 2010 di Comandante Nebbia
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Qualche settimana fa, questo sito ha ricevuto un’offerta molto particolare. Aggiungere una piccola scritta (anche invisibile, caratteri bianchi su sfondo bianco ad esempio) in coda ad un post qualsiasi di mentecritica.net con un link ad un dominio dove, attualmente, è ospitato un blog che non viene aggiornato da tempo. Il tutto, per un importo di 50 euro al mese. 600 euro all’anno per ognuno di questi link.
Chi non ha idea degli introiti pubblicitari su siti web delle dimensioni di mentecritica.net, sappia che si tratta di un’offerta spropositatamente alta. Nessuno sano di mente pagherebbe 50 euro al mese per avere una scrittina invisibile in coda ad un post di un paio d’anni fa che, magari, non legge più nessuno.
Economia dell’Apocalisse
5 gennaio, 2010 di kurt
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Dopo il mio precedente intervento, mi piace iniziare questo nuovo anno con una piccola novità in esclusiva per i lettori di MenteCritica. Si tratta di brevi stralci di un documento particolare, e almeno a suo tempo riservato, a cui ho avuto accesso in passato quando mi occupavo professionalmente delle relazioni tra tecnologia, sicurezza e stabilità sociale.
Il documento originale è in inglese, la traduzione è mia e non è molto fedele all’originale sia per esigenze di spazio sia per evitare che l’indicizzazione dei motori di ricerca possa individuare alcune frasi o nomenclature caratteristiche. Per quello che so, il periodo di secretazione è scaduto proprio il 31 dicembre 2009, ma l’esperienza insegna che in rete è sempre meglio procedere con cautela.
Il documento è una sorta di manuale operativo per la gestione del periodo successivo ad una catastrofe globale. Esso non entra nel merito delle procedure da adottare immediatamente per salvarsi la vita perché per quello ci sono documenti ad hoc per ogni evenienza: guerra nucleare, guerra batteriologica, sollevazione per catastrofe energetico/economica, epidemia, disconoscimento popolare dell’autorità politica, eccetera.
In pratica si parte dall’ipotesi che sia avvenuto qualcosa che abbia completamente alterato la struttura gerarchica della società, che non esista più un’autorità in grado di garantire la legge e l’ordine che, di punto in bianco, si sia retrocessi a quella fase dell’evoluzione nella quale parole come morale e rispetto non erano ancora state inventate.

Sesso e Danaro. Fenomenologia del Telefono Cellulare
23 dicembre, 2009 di dellefragilicose
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Non c’è niente di male. Basta ammetterlo. Il cellulare è come le mutande. Se ne rimani senza, senza averlo fatto apposta, vuol dire che sei nei guai. Da quando sono apparsi i primi telefoni da campo, quasi venti anni fa ormai - li ricordate? Erano quasi come degli zainetti e si portavano a tracolla con una cinghia – il fenomeno ha assunto dimensioni macroscopiche e sociologiche al punto di consentirci le prime classificazioni.

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Genitori di un Dio Minore
20 novembre, 2009 di Michela
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Esistono tanti tipi di linguaggio: quello burocratico, quello legislativo, quello artistico e così via. Più il linguaggio è complicato, più ama costruire sigle e più diventa linguaggio di potere. Più i responsabili decisionali ai vari livelli si riempiono la testa con informazioni veicolate da sigle, acronimi, incomprensibili solo ai loro accoliti, più incutono deferenza e rispetto nei loro simili che non possono e non riescono ad immagazzinare informazioni e concetti preconfezionati ad uso del potere.
Figli e Figliastri
19 novembre, 2009 di Comandante Nebbia
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Luigi P. ha venti anni. E’ alto, ha i capelli scuri, gli occhi luccicanti, le braccia sottili e pesa meno di quaranta chili. Non riesce a stare in piedi, a camminare e non sa parlare. Passa il suo tempo tra il letto della madre e una sedia ortopedica. Viene nutrito con omogeneizzati, succhi di frutta e frullati. Porta il pannolone. Se lo guardi sorride e quando vede una persona che conosce si agita tutto facendo delle strane grida.
Luigi P. deve il suo stato ad una decisione fatale di un medico che non fece la scelta giusta quando si trattò di gestire una lunga ipossia a cui fu sottoposto il nascituro prima del parto.
Purtroppo, questa non è verità giudiziaria. Anche se sono passati due decenni la causa civile è ancora in corso.
Nonostante per l’anagrafe sia un uomo fatto, tutti, quando parliamo di lui, continuiamo a chiamarlo “il bambino”.
Fede e Bellezza
8 giugno, 2009 di Comandante Nebbia
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La titolazione originale di questo contributo era “Fede e Ragione”, ma ai più non sarebbe sfuggita l’assonanza con il titolo della splendida opera di Tommaseo. Siccome, secondo me, un plagio implicito è un furto mentre una copia esplicita è un atto di omaggio, ho cambiato il titolo. Questo farà in modo che esso non rispecchi se non lontanamente il contenuto e quindi anche Umberto Eco sarà soddisfatto visto che sostiene che il titolo di tutte le grandi opere non fornisce mai una vera anticipazione della trama.
Degrado: Televisivo o Popolare?
29 maggio, 2009 di Gilda
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Qualche giorno fa ho visto un video in cui Luciano Ligabue parlava del degrado della televisione, e diceva esattamente quello che penso io:
Se la televisione non ci piace… beh, cazzo, ci sarà qualcuno che la guarda quella televisione lì! Perché se nessuno la guardasse non verrebbero fatti quei programmi lì. Quindi, tanti dicono “la televisione fa schifo” ma nel frattempo la accendono e fanno in modo che comunque vada avanti questo meccanismo perverso. Quindi, cominciate a scioperare: scioperate dalle schifezze, dite “questo mi fa schifo, non lo accetto”. Se qualcuno lo fa vedrai che alcune cose cambiano, per un discorso molto semplice: che economicamente loro vorranno semplicemente soddisfare i tuoi nuovi bisogni, perché gli conviene economicamente. Quindi tu, economicamente, chiedigli soltanto il meglio. Vedrai che forse qualcosina cambierà.
Lettera ad una Figlia che Verrà
27 maggio, 2009 di Darsch
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Cara Noemi,
anche se ancora non puoi sentirmi, anche se ancora non sei neanche stata concepita, voglio condividere con te alcune riflessioni, perché è giusto che tu sappia in che razza di mondo questo tuo pazzo futuro papà vuole farti nascere. Ci sono giorni in cui mi guardo intorno inorridito, e penso che più che un dono, ti farei un dispetto. Perché la vita non è per niente facile qui, viviamo in un mondo assopito, assorto nei propri pensieri, spietato, poco reattivo, per niente attento e tanto, tanto superficiale. Il male, quello c’è sempre stato, ed è compito dei genitori cercare in tutti i modo di allontanarlo dai propri figli. Oggi mi accorgo che molto spesso è diverso: la protezione è a volte sostituita da pigrizia, altre volte da scelte decisamente stupide.
La Politica Senza Progetto
4 maggio, 2009 di Mario Albrizio
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Diciamolo pure, la politica raramente accende gli animi. E quando lo fa, sono gli animi di pochi. Gli altri, tutti gli altri, si limitano a seguire il vento. Al massimo , “si interessano”.
Eppure è ben strano, se pensiamo che la politica in gran parte decide le nostre vite. O almeno, il loro aspetto sociale. Non è solo una questione di medici in politica. E’ importante; ma non basta.
Né basta l’amara constatazione che continuiamo a pagare l’esistenza delle Facoltà di Scienze Politiche in realtà ridotte a Centri Studi del tutto teoretici e inoffensivi, quasi senza alcun impatto sulla realtà, se si eccettua il mandare ogni tanto in tv un “esperto” che discetterà più o meno appassionatamente, più o meno competentemente, di cose che i politici continueranno tranquillamente ad ignorare.
Gliele segnalo, ministro Gelmini, a Lei o ad altro incompetente che con ogni probabilità la seguirà. Potremmo abolirle e risparmiare qualcosa. Leggi il resto
Reverie nel Parco
3 maggio, 2009 di Michela
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(Dialogo semiserio tra me e una panchina vuota)
Posso ora solo descrivere le forme della mia stanchezza. Speranze, nate morte, e l’indifferenza degli altri. Ma allora, cosa sono io e che futuro posso ancora avere. Foglie avvizzite ed inganni fatti a me stessa. Il palcoscenico di ogni giorno, nato dalla mia vita. Sento e spero comunque di sbagliarmi se la mia penna si è inaridita… il suo inchiostro si è seccato oppure è finito.
Penso ai miei sogni ormai come a variopinte meduse morte e gettate, lì sulla spiaggia dalla risacca del grigio e tenebroso mare d’autunno. Le mie tristezze e le mie frustrazioni sono state il calamaio nel quale ho intinto il mio pennino. Ma ora hanno stancato e non interessano più a nessuno, all’infuori di me stessa.
Libertà e Partecipazione
28 aprile, 2009 di Marina Garaventa
Archiviato in Il Bello della Politica, Vere Donne, latest
Ecco qui, ci siamo di nuovo: puntuali come le tasse e le rondini, tornano le elezioni! Forse, quello del voto, è uno dei pochi doveri che gli italiani, come attestano le percentuali, sentono fortemente e, anch’io, nonostante la mia grave invalidità, farò il mio dovere, grazie alla legge del 27 gennaio 2006, n. 22, che permette alle persone che sono dipendenti da apparecchiature elettromedicali, di votare nella propria abitazione.
Cronaca di Silenziose Solitudini
11 marzo, 2009 di Comandante Nebbia
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Ho imboccato questo tratto di strada esattamente due anni fa. Io e un gruppo di persone ormai rarefatto e remoto. Quando scrissi il primo articolo di MenteCritica mi percepivo sospeso in un’atmosfera crepuscolare. Sentivo il dovere mettere in pratica il mio diritto di cittadino perché ciò che mi circondava mi sembrava tetro, nefasto, minaccioso.
Tutto Succede Perché me ne Frego
12 febbraio, 2009 di ilBuonPeppe
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“Dobbiamo guardare ed esaminare insieme: che cosa? Noi stessi. Per abituarci a vedere in noi la parte di responsabilità che abbiamo dei nostri mali. Per riconoscere quanto da parte nostra si è fatto, per giungere ove siamo giunti. Ecco per esempio, quanti di noi sperano nella fine di questi casi tremendi, per iniziare una laboriosa e quieta vita? [...] Benissimo, è un sentimento generale, diffuso e soddisfacente. Ma, credo, lavorare non basterà; e nel desiderio invincibile di “quiete”, anche se laboriosa, è il segno dell’errore. Perché in questo bisogno di quiete è il tentativo di allontanarsi il più possibile da ogni manifestazione politica.
Io non mi Sento italiano, ma per Fortuna o Purtroppo lo Sono
9 febbraio, 2009 di buscialacroce
Archiviato in Democrazia e Diritti, Informazione, latest
Illustrissimo Presidente della Repubblica Italiana,
le scrivo per comunicarle a 26 anni le mie dimissioni da cittadino della Repubblica Italiana, formalmente resterò cittadino italiano, ma moralmente mi riterrò apolide e/o cittadino del mondo.
Gli italiani diventano sempre più razzisti, dimenticandosi che i loro nonni sono stati emigranti, passano emendamenti assurdi tipo quello che propone ai medici di denunciare l’immigrato clandestino quando i medici non sono pagati per fare le spie, in tribunale c’è la scritta “la legge è uguale per tutti” e poi trovi in parlamento dei pregiudicati e ti meravigli che negli USA una dello staff di Obama si è dimessa solo perché non aveva pagato 694 dollari di contributi alla Colf.
Been There Done That: Abercrombie & Fitch
6 febbraio, 2009 di zona sedna
Archiviato in Consumo CriticaMente, Posti Sul Web
Tanto per tirarmela un po’, vi racconto che facendo shopping sulla quinta strada a N.Y. a un certo punto abbiamo cominciato a vedere folle umane sempre più numerose con delle buste in mano tutte uguali: le buste si facevano ben notare, dato il torso nudo maschile giovane e piuttosto palestrato in bianco e nero che c’era ritratto sopra e che non poteva passare inosservato. Con una scritta: Aberquarcheccosa & Friends, mi pare.
Mi avvicino a una delle allegre acquirenti e chiedo: “Ehi, squinzia. Dove sta sto negozio con queste buste, dal quale sembrate arrivare tutti con gli occhi che vi brillano dalla gioia, manco fosse passati dalle acque del Nilo che dall’Egitto vi riportano nella terra promessa?”. La giovane americana confessa il numero di isolati mancanti e punta il ditino verso la direzione giusta.
Eutanasia o No: Perchè non ho Certezze…
23 gennaio, 2009 di eppursimuove
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Inizierò con domande che per la Chiesa, Sacconi e altri risulteranno banali e inutili. E’ che non sono dotata come loro, per quanto, ritengo che Dio – nel quale credo – mi abbia dato il dono dell’intelligenza. Una persona subisce un evento traumatico per effetto del quale viene ricoverato in ospedale in condizioni cosiddette gravi. Ed entra in coma. I medici non sanno valutare o non si esprimono in merito a quando il malato potrà uscire dallo stato di incoscienza. Ovviamente, non essendo autonomo né fisicamente né cerebralmente, viene sottoposto a cure adeguate e alimentato forzatamente per vivere.
Quando Difendersi è una Colpa
30 dicembre, 2008 di ilBuonPeppe
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Ricordate Giovanna Reggiani? Probabilmente no; del resto la memoria in Italia è un lusso che pochi si possono (o si vogliono) permettere. Ma questo è un altro discorso.
Giovanna Reggiani fu stuprata ed uccisa il 30 ottobre 2007 da Romulus Mailat; così ha stabilito il tribunale competente (in primo grado), ed io non ho alcun motivo per dubitare di questa conclusione. Quello che invece mi lascia qualche dubbio è la motivazione per cui al colpevole è stata inflitta una pena di 29 anni. Non sono competente per dire se 29 anni siano giusti, pochi o troppi, e mi astengo quindi dal sostenere, come fanno certi idioti travestiti da politici, che ci voleva l’ergastolo e altre simili amenità.
Crisi Finanziaria e Società: Quel Senso di Giustizia…Negato
28 novembre, 2008 di onirbiggo
Archiviato in Chiamiamola Economia, Strange Days
Un’ondata di scioperi travolge la nostra penisola, da nord a sud tutti protestano per qualcosa che vorrebbero. Le notizie sui Tg continuano a mostrarci la “crisi” in tutte le salse e le lingue. Volti “preoccupati” di politici si avvicendano sullo schermo dicendo tutto e il contrario di tutto in una bolgia di proclami e smentite continue. Con una maggioranza che continua imperterrita per la sua strada auto compiacendosi continuamente per i risultati ottenuti (risultati??) e un’opposizione che piuttosto che fornire valide alternative, presentandole alle persone, continua ad attaccare il Premier del governo per tutte le “marachelle” che fa. Ci si accanisce su questioni marginali e non lo si fa per motivi più seri che sono quelli di cui la gente a bisogno. Ma questa benedetta crisi come si pretende di superarla: a fischi e pernacchie o in maniera seria e costruttiva? La paura del futuro sta bloccando tutto e tutti, nessuno si sente sicuro a privarsi di un solo centesimo se non per motivi strettamente necessari.

















