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Avete mai fatto caso, in TV, che in qualsiasi programma aperto alle telefonate degli ascoltatori, la prima domanda è SEMPRE “da dove chiami?
A seconda della risposta, di solito, seguono diverse “battute” (metto le virgolette perché fanno ridere solo i pazienti del nosocomio per l’igiene mentale e gli elettori di Forza Italia) sulla regionalità del tapino teleascoltatore.

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C’è un problema. Anzi… c’era.
C’era il problema, per le pubbliche amministrazioni, “di dover rispettare alti standard di efficienza e correttezza nei confronti del cittadino, della società civile e delle altre istituzioni”; mica una cosetta da niente. Questo “ha determinato (in numerosi contesti nazionali e internazionali) l’esigenza di creare strutture tecniche specializzate nella prevenzione e nel contrasto della corruzione e di altre forme di illecito perpetrate nel settore della pubblica amministrazione”.

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E’ da diverso tempo ormai che ho abbandonato certe posizioni intransigenti da “bianco o nero”. Il tempo, le esperienze mi hanno insegnato che il mettersi nei panni degli altri fa comprendere molti più elementi di una situazione, invece che schierarsi graniticamente su di un pensiero. Perché questa introduzione, a mo’ di excusatio non petita? Perché l’argomento che vado a trattare ben si presta a ferree prese di posizione, a frasi come “ah, se fossi in lei io…”. Nulla è così facile come sembra.

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Buona giornata a tutti voi,
Ecco un vero problema. Se non fosse tra i più dibattuti del momento, il che lo fa sembrare tanto alla moda, direi che i posteri potranno dire con divertimento che la prima decade del XXI secolo era dominata dalla paura. E si sono nascosti, direbbero per concludere.
E’ quello che si fa oggi, ci si nasconde.

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morteP E S A N T E
Varco questa giornata di tiepido sole con tutta la corpulenta pesantezza del mio essere su toni cimiteriali che come mosconi mi ronzano in testa da settimane…
Risorta dal tumulo del mio ufficio sepolcrale, i pensieri corrono a sfracellarsi sulla tastiera.

Anche gli animali temono la morte.

La fiutano, la sfuggono, la soffrono.

Ogni respiro è un passo verso la morte.

Ogni mattina è una scommessa.

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Evviva! Inauguriamo la nuova stagione italiana, guidati dal nuovo (?) governo, all’insegna della ricchezza e del benessere: più soldi per tutti! Da ora in poi non ci saranno più i problemi della terza o della quarta settimana, niente più famiglie che non arrivano alla fine del mese, basta con i giovani che restano con i genitori perché non sanno come tirare avanti.
Il quarto governo di Sua Bassezza ci dà il benvenuto con una pioggia di soldi che non avremmo mai creduto possibile. Certo, era doveroso da parte loro, viste le promesse elettorali, ma davvero c’è qualcuno che ancora crede alle promesse che i politici fanno in campagna elettorale? E invece eccole qua, uomini di poca fede, promesse mantenute!
Ma vediamole in dettaglio.

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Oscar Pistorius potrà gareggiare coi normodotati a Pechino se otterrà il tempo minimo di qualificazione.Questa è la sentenza del TAS:”La decisione del Consiglio della Iaaf del 14 gennaio 2008 è revocata con effetto immediato e Oscar Pistorius è eleggibile per gli eventi della Iaaf. Può usare le protesi Ossur Cheetah Flex-Foot, le stesse usate nei test richiesti dalla Iaaf ed esibite nell’udienza presso il Tas.

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Dopo la turbolenta copula della campagna elettorale e la catarsi orgasmica delle elezioni, il paese, o almeno l’immagine che ce ne rappresenta l’informazione, sembra immerso in una sorta di depressione post coitale che affligge fottitori e fottuti (tanto per continuare nella metafora e ricordare, commossi, il grande ed indimenticato estimatore di questa colorita terminologia).
Maggioranza ed opposizione giacciono sdraiati nell’intima penombra del talamo disfatto, ancora umoroso e tepido. Fumano lentamente una sigaretta e si scambiano ripicche e carezzine in un articolato e complesso gioco amoroso, pensando a cosa fare una volta che si saranno rivestiti.
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Nicola è diventato famoso solo dopo la morte. Prima che morisse occorreva anche il suo cognome, Tommasoli. Anche così, a Verona, non erano in tanti a conoscerlo. Solo i familiari e gli amici. Si confondeva nella massa eterogenea della sua città. Ora, basta dire Nicola! Viene riconosciuto in tutta Italia e sicuramente anche all’estero. Per una morte assurda, causata da una sigaretta negata!

Shadow, immagine da deviantart

Fonte

 

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Mi sono riproposto di non parlare di politica per cinque anni, finché dura questo governo. Di che parlo? Non posso stare zitto, non ci riesco proprio, abituato come sono a parlare anche a vanvera. Mi sembra che gli argomenti non manchino. Basta guardarsi intorno o guardare la televisione. In questi giorni si è tornato a discutere, anche animatamente, della violenza sulle donne. Un tema che forse non è stato mai affrontato con la dovuta maniera, eppure le leggi esistono. Ma a volte vengono applicate con una discrezionalità che lascia perplessi.

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