Social Card: 200mila Persone Ancora in Attesa dei 120 Euro di Arretrati
13 marzo, 2009 di Alessio in Asia
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Lo scorso autunno il Governo Berlusconi aveva strombazzato ai quattro venti la sua ricettina – nient’altro che una pezzetta calda, sia chiaro, ma meglio di niente… – per cercare di arrestare il progressivo impoverimento di larghi strati della popolazione italiana: la social card, 40 (quaranta) euro al mese per i più poveri tra i poveri. Ma come è andata a finire?
Una Richiesta di Aiuto di una Studentessa Figlia di un Falegname
Riceviamo e, senza nessun commento, pubblichiamo.
Alla cortese attenzione del Ministro Brunetta o chi si voglia
Caro Ministro
Ho 20 anni e studio conservazione dei beni culturali presso l’università degli studi di Udine. Le scrivo sperando consideri questa mia lettera, più che altro questo mio sfogo.
Sono figlia di un piccolo artigiano, un falegname che lavora (più che altro si spacca la schiena) da più di 30 anni nella ditta di famiglia che era del padre. Gestisce da solo questa piccola ditta. Fino a qualche tempo fa si stava bene, ora invece siamo prossimi alla chiusura. Siamo in 4 in famiglia e in poco tempo stiamo bruciando i risparmi di una vita. Scrivo a Lei ministro perché La stimo molto, vedo in Lei l’unica persona che può darmi una piccola speranza per il futuro. Leggi il resto
Un’Elemosina da Quaranta Euro
15 dicembre, 2008 di dellefragilicose
Archiviato in Consumo CriticaMente, Cronache Italiane
Ieri ho avuto la possibilità di leggere in anteprima un pezzo di che, presto, sarà proposto su MC. Non vi anticipo niente. Il pezzo, come sempre, è amaro e pieno di spunti di riflessione. Non ve lo perdete.
E’ proprio da passaggio che ho letto nel contributo, quando si parla di un regalo di dieci euro, che è partita questa mia amarissima riflessione.
Piccole Stranezze Italiane
9 dicembre, 2008 di Fully
Archiviato in Caffè Amaro, Cronache Italiane
Non ho molto tempo in questo periodo, quindi la mia (scarsa) informazione sui fatti del mondo dipende da quello che ca(r)pisco ascoltando la radio in macchina oppure guardando spezzoni di telegiornali. Ci sarebbero molte cose di cui parlare, in verità: dalla crisi economico-finanziaria che sta attanagliando il pianeta promettendo alla social card destinata ai nuovi poveri, dalla CAI che non decolla nonostante al . Oppure si potrebbe disquisire sulle o anche sulla miracolosa resurrezione dei (leggi: cattoliche) che in un primo momento Tremonti aveva tagliato ma che poi ha dovuto reinserire in finanziaria per celeste “intercessione” del duo Gianni Letta-Cardinale Bertone.

Caro Ministro Tremonti, Parliamo di Social Card
1 dicembre, 2008 di CogitoergoVomito
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Per superare le eventuali remore “sociali” (sei povero ma non devi sentirti povero?) la social card . “Potrà essere utilizzata da Chiunque,” compresi parenti e figli delle nostre povere nonnine.Chiunque, Compresa la criminalità organizzata, aggiungo io. Troppo difficile mettere questi soldi direttamente sulle pensioni o sui salari minimi? Troppo difficile incaricare i servizi civili, i distretti sanitari e le varie onlus di individuare ed aiutare sul territorio persone che realmente non riescono a mettere il piatto a tavola? E perché no… Troppo difficile fare queste benedette social card con i nomi dei beneficiari?
Il governo ha voluto chiarire che questo strumento non va inteso come un “marchio di povertà”, ed appunto per superare le eventuali remore sociali sarà anonima.
Caro Ministro Tremonti vorrei chiarirle un paio di cose:
