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Una Guerra Civile per l’Italia

20 luglio, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Cuore di Tenebra, latest

SpiderTruman ha la mascherina bianca e la voce di uno che ha bisogno di una pastiglia per la gola. Già quando dice “19 luglio dùemilaeundeci” mi convinco che non è di Bergamo e che, probabilmente, oggi per pranzo ha mangiato i rigatoni con la pajata. E’ seduto dietro una scrivania dove come tovaglia è stesa una bandiera italiana, forse per far capire subito che a tavola a mangiare si vuole sedere pure lui e che è meglio che gli facciano spazio. Più che la bandiera/tovaglia o l’accento da Rugantino, a farne un perfetto italiano è il telecomando che brandisce con la destra e le banalità con le quali è capaci di pompare il vuoto pneumatico in 01:08 minuti di tempo irrimediabilmente consegnati al decadimento energetico dell’universo.
SpiderTruman buffoneggia, fa proclami di onestà ed incorruttibilità, sventola dossier e minaccia. Praticamente è già un segretario di partito. Conclude la sua televendita con il dito puntato come una pistola, un vero e proprio banditore di aste televisive, passato dalle batterie di pentole alla disinformazione. Gli israeliani hanno lo Shin Bet, gli americani l’FBI, gli inglesi l’MI5, noi SpiderTruman. Ognuno ha i servizi segreti che merita.

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Gola profonda, Carie Meningee

B2B
Mancava, ieri sera a cena, B., un ragazzo pakistano.
Nell’incavo della sua assenza, un po’ guardinga, si è incuneata la signora B.
L’ho sempre osservata da lontano. Anche perché è bianca. Di un bianco flaccido, che quasi sembra flaccidità dell’anima.

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Cronaca di un Giovedì Inutile

Oggi sono a casa per decreto ministeriale. Una dozzina di cazzoni strapagati hanno temporaneamente interrotto le loro attività trombatorie e profittatorie per riunirsi e decidere che oggi è festa e devo essere felice, per legge. Ovviamente a spese mie, con un mio giorno di ferie, perché mica i loro amichetti imprenditori ci potevano rimettere per farmi stare a casa in un giorno di merda come questo (non lo sapevi? Leggi qui stronzo, leggi)
Grazie, soprattutto da parte della mia bambina. Magari potevo usare questa giornata di ferie in estate, per farla stare con i nonni che sono vecchi e non possono viaggiare o magari ficcarmi cento euro in tasca (lordi) che male non fanno.  Ma La Russa & Co. mi hanno inculato per l’ennesima volta e quindi me ne resto qui in mezzo al nulla, a mille chilometri di distanza, in una giornata piovosa e fredda, mentre a casa mia è già estate. Fottiti e zitto e non cacare il cazzo, vecchio stronzo di merda. E zitto. E non cacare il cazzo. Vecchio di merda, non cacare il cazzo. Vecchio. Di merda.

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Novembre

16 febbraio, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest

Quando accadde era un giorno di novembre. Io ero seduto solo, proprio sugli scogli del molo di levante, quelli che si raggiungono con due chilometri di cammino sul sottile braccio di ferro e cemento che non è terra e non è cielo, ma un mondo a se stante sospeso tra il silenzio della solitudine ed il rombo sordo del mare e del vento.
Il cielo era scuro, perché era mattina presto e dai radi squarci di luce non si poteva capire se sarebbe stata una giornata di sole o di pioggia, ma lì non valeva nemmeno la pena di pensarci perché qualunque sarebbe stato il tempo a terra, in quel punto esatto sarebbe stata comunque una fredda giornata di mare.
Ero lì perché quando era cominciata la guerra ero scappato lontano di casa per proteggere la mia famiglia, ma poi ero tornato, perché quando c’è la guerra c’è guerra ovunque e se si deve morire, il posto più giusto ti sembra sempre casa tua.

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Giuliano Ferrara: Mutatis Mutandis

15 febbraio, 2011 di  
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Era tempo che non ascoltavo  Big Giuliano.  Non parlava più, scriveva soltanto e diligentemente, come un bravo scolaro, in silenzio apprendeva. Sabato scorso, invece, ha dato fiato alla lingua nel “Convegni a favore di B” sul tema “In mutande ma vivi”.  Tema per la verità filosoficamente intrigante  che pone degli interrogativi. Ma vivi e in mutande  chi? Lui, loro, il Pdl?

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Echi

6 febbraio, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest, Leggere

Un lago

Erano seduti sul divano vicino al camino. Al piano di sotto la festa continuava senza di loro.
Alla fine dei soliti discorsi, dopo un attimo di silenzio e girando il capo verso i suoi occhi, lei gli chiese: “sei felice”?

Lui si alzò di scatto e prendendole la mano la trascinò sul balcone.

L’aria gelida non sembrò preoccuparli; il lago si affacciò davanti ai loro giovani sguardi, possente e maestoso, reso brillantemente opaco dall’inverno.

“Guardalo” disse lui “è quasi più bello ora che d’estate; la foschia lo assopisce, culla le foglie morte delle piante che lo difendono; e il cielo così grigio e triste sembra uno specchio che riflette serenità. Questa incantevole desolazione mi rende felice ora ma domani questa splendida emozione sarà solo un bel ricordo; delle volte non restano che gli attimi”.

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Strade

La strada di ogni giorno

Se ne stava li in parte alla carreggiata, tra il fosso e il guard-rail, appoggiato al suo decespugliatore, in un momento di pausa.. chissà; immerso nei residui della nebbia notturna che soffoca la pianura guardava quel fiume di macchine passare, con gli occhi spenti sul vuoto.

Sembra dire “che ci faccio qui?” Ed io, che ci passo a non più di qualche metro, inizio a pensare la stessa cosa.

Ancora quel ragazzo. L’ho visto in almeno 5 paesi diversi. Vende noci di Sorrento sul ciglio della strada. 5 euro per 2 chili. Cammina avanti e indietro sul marciapiede e si soffia sulle mani per combattere i 4 gradi che mordono la pianura. Ha i pantaloni strappati, ma non quegli strappi fashion che vanno di moda, un giubbotto quasi estivo.

Tra una nuvola di fiato e l’altra sembra dire “che ci faccio qui?” Ed io, che ci passo a non più di qualche metro, continuo a pensare la stessa cosa.

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Esiste

15 gennaio, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest

Esistono pensieri che sono parte del mondo.
Esiste una rabbia che non riesce a morire.
Esiste la vita che brilla come una stella solitaria nel silenzio di uno spazio infinito.
Esistono sogni che riempiono quel vuoto.

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Non Spingete quel Pulsante.

26 dicembre, 2010 di  
Archiviato in Border Zone

“Il dubbio è una porta aperta dove chiunque è ben accolto, la certezza è una porta chiusa di cui solo il padrone ha la chiave”

Premessa : quando nel seguito mi riferisco all’”io” intendo come persona generica e non me specificamente. Non ho nessuna qualificazione per parlare di queste cose, tranne il fatto di averci meditato e continuare a farlo da un tempo incredibilmente lungo.

Vorrei cominciare questo discorso descrivendo la scena di un esperimento mentale caro al buon vecchio Albert Einstein.

Consideriamo una tavolo con su una indefinita apparecchiatura munita di un bottone rosso. Consideriamo che due persone eseguono l’esperimento : io e una generica altra persona.

Facciamo l’ipotesi che la macchina collegata al pulsante rosso provochi la morte immediata di chi la aziona.

Cominciamo l’esperimento dalla persona generica che si siede al tavolo preme il pulsante e muore.

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Notte di Natale

24 dicembre, 2010 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest

Parto da Luna in una notte di gelida pioggia mentre minuscole meteoriti di ghiaccio rimbalzano allegre sul tessuto lucido della tuta. Sono passate da poco le tre, ora di Greenwich. Ho finito di caricare la mia piccola nave. Controllo le spie che brillano come fiammelle, mando energia al motore e faccio quota. Dopo pochi minuti Luna è dietro di me. Gelida e scura, come d’ordinanza.
Mentre sfreccio tra rade stelle luminose, concentrato come solo si può essere nella notte profonda dello spazio, guardo nello specchio le mie passeggere addormentate, l’immensa ricchezza che la mia nave conduce. Col dito sfioro il piccolo talismano a forma di martello che mi è stato donato da un falco. Stringo il timone e metto la prua in direzione di Sole.

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Ieri Tutti Hanno Vinto. Gli Studenti e i Precari Hanno Visto Vincere

Oggi è tutto un coro di vittoria! Ha vinto il buonismo ad oltranza. E’ Natale!  Il pericolo è passato e tutto è rientrato nella normalità. I bottegai si strofinano le mani in attesa della grande abbuffata di acquisti che si prepara, gli uomini dentro il palazzo, sia a destra che a sinistra, sono stati ascoltati, chi per aver alzato la voce e gridato “dagli all’untore” agli assassini nella fattispecie, chi per aver gridato all’abiura e da buoni padri di famiglia con pacca sulla spalla aver consigliato a più buoni propositi. Persino l’inquilino del Quirinale ha fatto la sua figura di grande padre che tutti ascolta ed ha una parola buona per tutti. Il papa laico della nostra Repubblica. Andate a casa e date una carezza ai vostri bambini!
Ed anche la delegazione di giovani. Tutti contenti di essere stati ascoltati. Ritorneranno alle loro case e ricorderanno  come hanno ottenuto quel che chiedevano. Essere ascoltati! E’ Natale, siamo tutti un po’ più buoni.
Tutti hanno vinto. La città, la zona rossa era silenziosa e deserta, è stata salvaguardata. Poliziotti e blindati, discretamente rifugiatisi nelle stradine adiacenti a protezione del fango del palazzo. E il corteo di ieri ha fatto una bella scampagnata per le vie della prossima periferia.
Una ritirata strategica, qualcuno potrebbe obbiettare. Ma chi li doveva ascoltare quei giovani?

Ieri l’unica istanza politica che veniva da quel corteo era la richiesta del coinvolgimento del mondo del lavoro, l’estensione e l’allargamento della protesta. La richiesta è stata rifiutata. La Camusso e la CGIL ne pagheranno le conseguenze.
E’ stato un grosso errore

Una Tranquilla Giornata di Protesta

23 dicembre, 2010 di  
Archiviato in Cronache Italiane

Parto presto, ma arrivo tardi. La pioggerellina è fitta, insistente maledettamente fastidiosa. Ma non dovevamo vederci qui? Alla Piramide?
Niente di niente. Nessun studente . Mi avvicino ad una postazione TV. La presentatrice, tutta bella, linda, truccata col suo cappellino multicolore e il “gelato” stretto nella mano destra. E la
manifestazione? Chiedo. La stiamo aspettando anche noi. ma qui oltre al freddo non c’è nessuno. Mi ha detto un collega che sono a Piazzale Moro.
E vorrà dire che andrò alla Sapienza. Infatti l’assembramento è qui. Nessuna tuta nera, pochi caschi, ma i botti ci sono. Parte il corteo, e la polizia è discreta, nessun travestimento antisommossa, pacifici e tranquilli anche loro. Le assemblee hanno deciso di lasciar nel loro fango i palazzi del potere ed i loro abitanti. Loro consegneranno pacchi dono. Uno è consegnato all’Umberto primo, simbolo della Sanità pubblica.
Un altro lo consegnano alla Camusso. Una delegazione sale , chiedono di allargare la protesta anche al mondo del lavoro, chiedono lo sciopero generale. Ma non ricevono risposta. Il silenzio arriva anche dalla CGIL, l’opposizione sociale ha chiesto passo, come quella politica, d’altronde. Decido di precedere il corteo con lo scooter. Prevedo un lungo itinerario. Il percorso però non è predefinito. La fantasia è al potere.

Immagine anteprima YouTube

Chiedo al vigile, ma dove passerà il corteo? Ma forse andranno verso Porta Maggiore, o forse saliranno su per la Tangenziale. Tiro la monetina e decido per Porta Maggiore. Aspetto. Dall’alto l’elicottero della polizia mi indica, a grandi linee che forse ci ho azzeccato. La classe non è acqua, ah ragà!! Arrivano e sono aumentati. Mi dicono che un pezzo , quello degli studenti medi si è distaccatro ed è andato al Ministero della Pubblica istruzione, a Trastevere. Sfilano tranquilli, passano il sottopassaggio e al chiuso i botti dei petardi si fa assordante. Ma sono colorati, e non fanno sconti. Chiedono lo sciopero generale,  ormai la Gelmini non gli basta più. Vogliono allargare il fronte della protesta costruire una nuova stagione politica e culturale.
Fare fronte Unito con tutti i precari, con tutti i lavoratori. I vigili sono impazziti, precedono il corteo e a sensazione prevedono quale direzione prendera per poter in anticipo dirottare il traffico. E o sono organizzati bene, oppure le auto son poche questa mattina. Grande traffico non si è creato. Quindi, forte della mia previsione precedente, prevedo che andranno a Piazza San Giovanni. Mi reco là.

Stavolta ho atto cilecca. L’elicottero mi indica che son lontani. Poi mi diranno che son andati per le campagne. Addirittura sulla A 24 verso l’Aquila. E che voglion andare a L’Aquila a piedi? Ma son proprio matti.
Decido che per oggi è abbastanza. Stasera ancora assemblee e forse domani sit-in a Piazzale Clodio. Per i l processo ai loro compagni arrestati. Son ritornato verso Piramide e ritrovo un altro pezzo di corteo. La polizia è tanta e tutta in abbigliamento anti sommossa. Mi accingo a scattar foto , ma alcuni giovani mi dicono che non posso, vorrei discutere, ma le mani si avvicinano pericolosamente alla macchina fotografica, Soprassiedo. Mi limiterò solo a guardare. Si fermano presso la stazione della Metro. Penso che tenteranno di occuparla. Ma lo schieramento della polizia è imponente. Si sciolgono, si disperdono. E anch’io decido di andare a Scienza Politiche . C’è assemblea .

Partito Democratico 11 Dicembre. E i Giovani?….ad Occupar Atenei

12 dicembre, 2010 di  
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I cortei sono due faccio a dadi o testa o croce. Vado direttamente a Piazza San Giovanni. Lo so in anticipo. La gente sarà tanta. La forza organizzatrice dell’ex PCI ancora non è venuta meno, ma passa il tempo e in piazza non si vede arrivare nessun corteo. La musica impazza, i presentatori sono poca cosa, e la gente in piazza pensa ai fatti suoi, ed allora decido di prendere una delle strade dove presumo arriverà uno dei cortei. Mi incammino ma il traffico non è dirottato. Mi fermo chiedo ad una coppia (hanno la macchina fotografica, io l’ho ancora in borsa, loro al collo per cui sono partecipanti del corteo, o dei fotografi). Anche loro sono stupiti e dubbiosi. Ma il corteo? Anche da qui i decibel di una banda sul palco arriva e crea il vuoto nello stomaco. Proseguo, ma stavolta prendendo una traversa per arrivare sulla via dove dovrebbe arrivare l’altro corteo. E finalmente vedo le luci della polizia, i cartelloni, le bandiere , ma il silenzio è assordante.

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Neve

26 novembre, 2010 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest

Stamattina, qui su Luna, silenziosamente nevica. La cosa non giunge inaspettata. Da settimane i lunariani trasportano legna da ardere, accumulano provviste e fanno diligentemente la fila dai gommisti per montare i pneumatici da neve, rigorosamente su prenotazione.
Le montagne di fronte agli oblò del mio modulo sono invisibili nascoste dalla sottile tormenta di cristallo. I tetti degli altri moduli sono coperti di una leggera coltre simile allo zucchero a velo di terrestre memoria (su Luna lo zucchero a velo non usa). Gli alberi e le siepi somigliano a quelle decorazioni natalizie che si comprano ai grandi magazzini.

Anche io, un paio di settimane fa, sono passato da un dottor gommista che, sempre su prenotazione, mi ha montato quattro pneumatici lamellari (o termici, invernali, da neve, M+S, comunque quattrocento euro equilibrature compresa) sul mio veicolo lunare. L’altro ieri ho messo nel bagagliaio delle vecchie catene che, non ricordo perché, comprai quando ancora vivevo su Terra. Un lunariano, anche lui ex terrestre (i peggiori), quando le ha viste ha preso a ridere e le ha definite “catene da mare”. Che coglione.

Mentre infuria la tormenta ripesco dei lunar boot con due centimetri di suola che ho comprato quindici anni fa in New jersey e che ho messo solo un paio di volte. La pelle emana un leggero odore di grasso di foca che non somiglia nemmeno un po’ a quello della brezza marina.

Terra dista 1,28 secondi luce da qui.
Di colpo li sento tutti.

Chi si Nasconde Dietro le Slot machine?

Anche se qualcuno è convinto che la criminalità organizzata si possa combattere a colpi di share contro il Grande Fratello, la grande macchina stampa soldi delle mafie continua indisturbata a fare i suoi affari con la omertosa complicità delle istituzioni repubblicane e dei media.

Dopo le scommesse, anche il gioco d’azzardo è definitivamente e silenziosamente legalizzato. I casinò rimangono sempre gli stessi, non ne sono stati aperti altri. Però, se uno vuole rovinarsi, non deve necessariamente mettere lo smoking e prenotare una paio di notti a Saint Vincent. Può tranquillamente rimanere in ciabatte e tuta da ginnastica, scendere nel bar sotto casa e giocarsi lo stipendio nelle slot machine. Oppure basta accendere il pc e collegarsi ad un sito di gioco on line.

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Una Pensione per il Califfo

9 novembre, 2010 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest

Negli ultimi giorni, giornali, radio e televisioni hanno ricamato con malcelata goduria sulla storia di Franco Califano e della sua richiesta di ricorso alla legge Bacchelli, un provvedimento che offre un sostegno economico agli artisti che hanno dato lustro alla cultura nazionale e che, giunti alla vecchiaia, vivono in condizione d’indigenza.
L’indignazione a telecomando di doxiana memoria è scattata sulla base di vecchie dichiarazioni dello stesso Califano che ebbe occasione di vantarsi ripetutamente della sua vita di stravizi, del danaro sperperato in alberghi di lusso, macchine sportive e in regalie e prebende per migliaia di donne possedute al ritmo di tre al giorno.
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Due Pesi e Due Misure

E’ ancora fresco il ricordo delle manifestazioni che in tutto il mondo si sono organizzate per salvare Sakineh Ashtiani dalla condanna a morte: una condanna decisa perché la donna avrebbe partecipato all’omicidio del marito. Non so se Sakineh sia veramente colpevole, e i tribunali del suo paese non brillano certo per trasparenza, ma per quanto possa sembrare assurdo questo è un fatto secondario. La questione fondamentale è che la pena di morte è un crimine, oltre che un atto incivile e inutile, da qualunque parte la si voglia guardare.

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