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Abbecedario Italiano

10 marzo, 2010 di redazione  
Archiviato in Cuore di Tenebra, latest

Prepara i tuoi bambini al loro futuro di cittadini italiani con l’abbecedario di MenteCritica. Per ogni lettera, una parolina ed un disegno che servono per imprimere nella mente dei bimbi il concetto associandolo alla letterina. Stampa l’abbecedario e fai colorare le figurine.
Buon divertimento bambini e dite grazie a mamma e papà per avervi procurato un gioco così bello ed un futuro così splendente.

Non adatto ai bambini di età inferiore a tre anni.

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Immigrazione e Statistiche

L’equazione è di quelle semplici, di quelle che tutti possono capire: meno immigrati, meno criminalità.
In effetti, volendo ragionare alla grossa così come è ormai d’uso nel nostro paese, dal punto di vista matematico l’equazione è senz’altro corretta.
Secondo un rapporto presentato in giugno dal ministro dell’Interno Giuliano Amato sulla criminalità nel 2006, gli immigrati costituiscono il cinquantuno per cento dei denunciati per rapina o furto in abitazione, il quarantacinque per cento per rapina, il trentanove per cento per violenze sessuali, il trentasei per cento per gli omicidi consumati e il trentuno per cento per quelli tentati, il ventisette per cento per lesioni colpose. Se si considerano i soli immigrati senza permesso di soggiorno, si sale al settantaquattro per cento per omicidio, al settantadue per cento per tentato omicidio, al sessantadue per cento per violenza carnale e al sessantatré per cento per sfruttamento della prostituzione.

A questo va aggiunto che gli stranieri residenti permanentemente in Italia rappresentano circa il sette per cento della popolazione totale mentre sono il trentotto per cento di quella in stato di detenzione.

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Parole

12 gennaio, 2010 di Comandante Nebbia  
Archiviato in Meccanica delle Cose, latest

Le parole sono strumenti e, come tali, di per sé inerti. Esse possono dire poco o tantissimo, a seconda di come vengano usate. Due esempi per tutti:

Parole che Dicono Molto
Ieri sera, ho avuto occasione di ascoltare l’introduzione della trasmissione radiofonica La Zanzara, trasmessa da Radio 24 e condotta da Giuseppe Cruciani. Cruciani, introducendo la polemica tra Pierluigi Battista e Vittorio Feltri sull’uso del termine “negro”, ci tiene a sottolineare esplicitamente la liceità dell’uso dell’aggettivo adducendo come giustificazione il fatto che si tratti di parola appartenente alla lingua italiana e che sia stata usata anche dalla Binetti nel corso di un intervista (sic). Secondo Cruciani, quindi, la parola “negro”, può essere usata liberamente.

Cruciani ha ragione. La parola “negro”, di per sé, non significa nulla. Essa, come ogni parola, assume valore in funzione delle intenzioni di chi la pronuncia. Negli Stati Uniti non è infrequente sentire persone di colore chiamarsi l’un l’altro “nigger” o “nigga” senza che nessuno si offenda. Nello stesso tempo, è stupido fare le animelle candide e fingere di dimenticare che questo termine è stato usato in Italia come epiteto razziale durante il periodo coloniale quando i “negri” valevano meno delle cartuccia necessaria ad abbatterli e tutt’ora suona esplicitamente come un insulto.Ci vuole un grosso sforzo mentale per affermare che la parola “negro” non significhi nulla.

Perché Feltri usa il termine “negro” per ben due volte nei titoli de “Il Giornale”? Lo fa perché è un difensore della purezza della lingua o per compiacere i suoi lettori che nel leggere un titolo che riesce ad offendere contemporaneamente africani e calabresi in meno di due righe  avranno avuto l’equivalente piccolo borghese di un orgasmo intellettuale?
La risposta la sa solo Feltri. Solo lui sa se “negro”, nella sua bocca è un’offesa o un semplice aggettivo. A noi rimane la libertà di farci un’opinione sulla base di quello che sappiamo di Feltri e del suo modo di fare giornalismo.
Cruciani, chiamando a testimone la Binetti (nota cruscante), pensa che Feltri sia un purista della lingua.

Anche su questo fatto possiamo farci un’opinione personale. Cruciani ci è o ci fa?

Parole che Dicono Poco

Con l’accusa di aver scambiato in Internet file pedopornografici che ritraevano bambini, anche di tre-quattro anni, vittime di rapporti sessuali completi, undici persone vengono sottoposte a misura cautelare tra Puglia, Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Marche e Campania. [...] Il procuratore della Repubblica di Bari, Antonio Laudati, riferendosi agli arresti ha svelato particolari sconvolgenti: «I file sono di una crudezza estrema. Ci sono rapporti completi con bambini, anche neonati, dai quali emerge lo sfruttamento di bimbi che vengono da Paesi dell’Est e dall’Oriente»

Corriere on Line 11 gennaio 2010

Esistono parole sufficienti per descrivere compiutamente fatti del genere?

Da qualche parte nel mondo qualcuno perde il proprio bambino o, peggio, è così disperato da affidarlo a certi personaggi.
Qualcun altro prepara un set, le luci, le telecamere, le macchine fotografiche. Un altro ancora ha un erezione e la mantiene il tempo sufficiente per avere un rapporto sessuale con un neonato o con un bambino di due o tre anni.

Poi questa roba si mette a viaggiare in rete ed arriva sul computer di tizio o di caio che, guardandola, si eccitano, si crogiolano nell’idea di fare altrettanto senza averne lo stomaco e poi, infine, si masturbano.
Che è stato di quei bambini? Che dolore avranno provato? Esiste la possibilità che possano dimenticare?

Non non esistono parole per questo genere di violenza. Esiste solo la repressione. Chi fa certe cose e chi, guardandole, incoraggia il mercato di questo materiale è un incidente genetico che andrebbe trattato con fermezza darwiniana.
A chi legge il compito di stimare l’effettivo valore delle parole di quest’ultima affermazione.

Siamo Veramente Migliori dei Rosarnesi?

Stamattina ha fatto una certa impressione leggere l’articolo di Giuseppe Salvaggiulo su “La Stampa” on line a questo link.

“Riconsegnata ai bianchi, Rosarno è una città dissociata. Per il primo giorno dopo vent’anni, neanche un nero si vede per le strade.”

E’, infatti, la prima volta che vedo “ufficializzato” un contrasto sociale in termini razziali così espliciti. Mi viene da pensare che sia facile rimanere indignati da quanto accaduto a Rosarno come è facile essere favorevoli alla costruzione delle centrali nucleari. Più difficile dare giudizi quando si vive di fronte ad un accampamento clandestino o a un paio di chilometri dal cantiere di una nuova centrale nucleare.

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La Trappola Ideologica del Body Scanner

Mi è stato chiesto di scrivere una breve nota sul body scanner e sulla sua validità come strumento di prevenzione degli attentati terroristici.
Purtroppo, devo parzialmente deludere l’amministratore di questo sito perché non so se questi dispositivi siano dannosi o no per la salute. Dovrei informarmi a riguardo, ma non ho tempo. Ho poco da dire anche sulla privacy. E’ una questione di sensibilità personale e, su certe cose, è inutile dibattere. Ognuno continuerà a pensare ciò che crede. A dirla tutta, le immagini prodotte dalla macchina non mi sembrano particolarmente sensuali, ma anche questa rimane un’opinione personale.

Cercherò, invece, di rispondere alla domanda tecnica: il body scanner è utile per la prevenzione di azioni criminali?
Il discorso, purtroppo, è molto articolato. Cercherò di riassumerlo nel modo più semplice e veloce possibile.
Incominciamo così: quando la giornata è fredda, cosa fate per ripararvi? Mettete solo il cappello di lana e poi uscite in mutande?
Troppo criptico? Proviamo a spiegare.

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Augusto

6 dicembre, 2009 di angelo fabbri  
Archiviato in Leggere, latest

Le rotaie lucide di pioggia sembravano correre all’infinito, illuminate dalla luce gialla e fredda della lampade a vapori di sodio.

Chiazze d’acqua sporca si alternavano a piccoli cumuli di rifiuti industriali, qua e là fumanti dal calore residuo che si disperdeva lentamente nella notte fredda. A sinistra la città incombente, muraglia di cemento, mattoni, gente, acciaio. A destra il mare calmo del porto, nero, oleoso, ogni tanto sciabordante quieto contro i moli poco più alti dell’acqua.

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Il Bene del Mondo

Secondo le accuse le due donne maltrattavano i bambini, sotto i quattro anni a loro affidati, in particolare – ha spiega la Mobile – «costringevano i bambini a mangiare stringendo loro la mandibola per fargli aprire la bocca e a volte, quando avevano fretta, porgevano loro la minestra ancora calda, in particolare in un’occasione avevano preteso che un bambino rimangiasse quello che aveva vomitato»; e ancora «lasciavano i piccoli soli nella stanza dove dormivano, senza vigilanza, e per non sentire il loro pianto alzavano il volume della radio». Oppure «punivano i bambini chiudendoli nel bagno da soli e lasciandoli al buio per lungo tempo». «Le due operatrici di abitudine – proseguono gli investigatori – strattonavano violentemente i bambini, tirandoli per un braccio, per farsi ubbidire, tanto che in un caso hanno provocato la lussatura alla spalla di un bambino. Picchiavano i piccoli in modo violento – sottolineano gli agenti – quasi sempre in faccia o in testa, e quando li spostavano li tiravano per un braccio e, in alcuni casi, li alzavano e poi li sbattevano a sedere a terra. E ancora costringevano i bambini a stare fermi e in silenzio per lungo tempo, non prevedendo per loro nessun tipo di gioco». L’aggressività delle maestre – spiegano gli investigatori – ha provocato nei bambini rifiuto per il cibo, regressione nella parola, atteggiamenti aggressivi ed insonnia.
fonte

Alcuni pensano che i bambini siano degli adulti in miniatura, specie di uomini e donne più bassi e con la vocina sottile, ma per il resto uguali a tutte le altre persone che incrociamo per strada, con le quali litighiamo quando siamo alla guida o dalle quali subiamo angherie e vessazioni.

In realtà, e ormai posso dirlo per esperienza diretta, i bambini, almeno nei loro primissimi anni di vita, sono una specie diversa. Non sono esserei umani come noi. Sono qualcosa di indefinibile sospeso tra la dolcezza, l’innocenza, lo stupore, la grazia, il profumo e la magia.
Chi ha la fortuna di dividere questi giorni con un bambino sa di cosa sto parlando. Guardandolo, non si vede la persona che sarà, ma una sorta di piccolo miracolo che bisogna godersi per quello che è in quel momento, senza farsi domande e ripetendo intimamente un grazie al destino per aver avuto la fortuna di rivedere quella parte cristallina e pura della vita che, dopo averla lasciata, abbiamo dimenticato fino al punto di non sapere nemmeno più cosa fosse. I bambini sono il Bene del mondo.

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Pacchetto Sicurezza

3 giugno, 2009 di Daniela Tuscano  
Archiviato in Cazzotti, Chiamiamola Economia, latest

“Ho un amico che per ammazzarsi ha dovuto farsi assumere in fabbrica”. Scorrono le immagini del video di Vieni a ballare in Puglia, brano in cui Caparezza, con l’acida affabulazione che lo contraddistingue (un bravo anche ad Albano per il cameo), punta il dito sulle morti da taluni, inspiegabilmente, definite bianche. A me son sempre sembrate nere, nerissime. Acri e primitive come il paesaggio del video, arrostato da un sole implacabile, d’un furore malato, metallico, ferrigno. Non è il Sud patinato delle agenzie di viaggio, è la periferia africana dei bus scalcagnati e tossici. E’ l’Italia.

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Alcuni Fatti sull’Incendio Thyssen Krupp. Senza Parole

18 maggio, 2009 di ilBuonPeppe  
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani, latest

Pubblico un documento raccapricciante su una storia che ha fatto molto parlare di sé e dei suoi protagonisti; non sembra però che di questo documento si voglia dare molto risalto, dal momento che ne è stata rifiutata la pubblicazione da quasi tutti gli organi di stampa ai quali è stato spedito.
Il sei dicembre del 2007, sulla linea di ricottura e decapaggio dello stabilimento Thyssen-Krupp di Torino, è scoppiato un incendio che ha causato la morte di sette lavoratori e il grave ferimento di un altro.

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Terremoti: Prevenzione e Previsione

7 aprile, 2009 di Comandante Nebbia  
Archiviato in Accademia DFC, Cronache Italiane, latest

Attenzione: Per la previsione del terremoto in Campania, leggi assolutamente questo link. Grazie

Volevo aggiungere un commento all’ottima proposta di Giacomo che abbiamo pubblicato stamattina, ma man mano che lo scrivevo mi sono reso conto che il ragionamento si faceva articolato ed era meglio aprire un altro canale di discussione.

La Prevenzione

Per un breve periodo della mia vita, giusto per non farmi mancare nulla e proseguire una lunga tradizione familiare, ho fatto il vigile del fuoco.
Durante questa esperienza professionale ho scoperto cose che non conoscevo e che, probabilmente, non conoscono la maggior parte delle persone che leggono.

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Il 72° Giorno

31 marzo, 2009 di tenebra  
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani, latest

IL 72° GIORNO VERSERO’ LACRIME IN UN MARE CHE NON MI RINGRAZIERA’
(
Babsi Jones “DRAMATICS” weblog)

Matteo Valenti aveva 23 anni e io lo conoscevo bene essendo amico, da molti anni, dei suoi genitori.
Matteo faceva l’operaio, da un mese, e in un giorno del Novembre 2004, mentre maneggiava sostanze chimiche, in seguito ad un’esplosione, fu avvolto dalle fiamme.
E’ durata una settimana l’agonia di Matteo nel reparto grandi ustionati dell’ Ospedale San Martino di Genova.
Matteo era giovane e forte ma il suo cuore e i suoi polmoni non hanno retto alle ustioni di 2° e 3° grado sul 90% del corpo.

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Amiamo i Bambini. Possibilmente non Uccidiamoli

Oggi sarebbe la Festa del Papà. In qualche modo anche  la festa dei figli.  E’ per questo che oggi MC propone due contributi sul mestiere duro e difficile di genitore.
Dopo il bell’articolo di DiabolicoMarco sui terribili “sistemi” utilizzati per far dormire i bambini, voglio riproporre un argomento che sempre Marco ha trattato nel maggio del 2007: la sicurezza dei bambini in auto.

Sorvolo  ogni considerazione su quei genitori che fumano in macchina mentre trasportano bambini, magari con tutti i finestrini chiusi per “non fargli prendere freddo”. E’ una cosa così stupida che mi rifiuto di commentare. Mi piacerebbe, però, che la cosa fosse punibile con perdite di punti sulla patente e sostanziose multe. Non credo che lo sia. I bambini, se non vogliono essere intossicati, devono scegliersi i papà non fumatori.

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Gli Spari Sopra. E poi a Destra. E a sinistra…

2 febbraio, 2009 di la Donna Cannone  
Archiviato in Cazzotti, latest

A Nord. A Sud. Al centro…Isole comprese.
Sì, sto parlando delle pistole ai vigili. Dei manganelli e degli spray antiaggressione.
Entro giugno i vigili saranno armati, e questo, pare, dovrebbe cambiare le sorti del Paese.
Però mi chiedo: quando useranno le armi?
Devo aspettarmi una pallottola alla nuca se pedalo fra il giallo e il rosso?
E se quando alzo il braccio per chiedergli un’informazione, il vigile si sente minacciato e mi spruzza lo spray negli occhi, che faccio?
O magari provo a contestare una multa e mi tirano una manganellata?

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Dieci Passi Verso la Dittatura

14 novembre, 2008 di Il Gobb  
Archiviato in Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica

Naomi Wolf è una femminista liberale sfegatata.
Come me, d’altronde, ma un po’ di più.

Sì, sì, avete letto bene: io mi considero femminista. Sono perfettamente convinto che nelle differenze di genere biologiche e nel superamento di quelle culturali ci sia un potenziale inespresso incredibile.

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Emmanuel Negro: Ora Vi Sentite più Sicuri?

2 ottobre, 2008 di Sara  
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti

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Immigrazione, Disinformazione, Razzismo: Fuoco e Fiamme! Fuoco e Fiamme!

26 settembre, 2008 di ventopiumoso  
Archiviato in Cronache Italiane

Ieri torno a casa da un week end in campagna. bussa la vicina. “Ha saputo dell’incendio?”. Non ne so nulla, e quindi racconta. Non solo: domenica il Mattino di Padova ha pubblicato una notizia di cronaca: Incendio in un appartamento in via tal dei tali, eccetera. Cita extracomunitari sbadati che lasciano pentole sul fuoco.

Bene. ora, in quello stabile, putacaso, abito io.

Se vi fidate, vi dico che:

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Il Velo Islamico: Problema o Polemica Pretestuosa?

Nota della redazione: Oggi Mentecritica ospiterà due articoli in qualche modo inerenti alla notizia della donna lasciata fuori dal museo perché indossava il velo islamico. Noi di Mentecritica riteniamo che il tema dell’integrazione sia una questione di fondamentale importanza, un problema che non può essere più rinviato e che deve essere necessariamente affrontato sia da noi cittadini che dalla nostra classe dirigente. L’accidia alternata all’intolleranza che ha caratterizzato questi ultimi anni rischia di creare una situazione esplosiva i cui esiti potrebbero essere drammatici. Invitiamo i lettori di Mentecritica a partecipare alla discussione, sia nei commenti sia con un intervento più articolato, utilizzando ovviamente argomentazioni e toni pacati.

Chi c’è dietro il velo islamico? Non è dato saperlo.  Esiste in questo Paese pasticcione e confusionario la norma che vieta di girare mascherati fuori dai periodi permessi dalla legge (ad esempio, il Carnevale),  ma si da il caso che il velo islamico non sia  una maschera, ciononostante l’esigenza che ha fatto si che quella norma venisse emanata in Italia, resta tutta.

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Intervista a Pino Petruzzelli

4 settembre, 2008 di Chiara Lalli  
Archiviato in Democrazia e Diritti, Oltre il Confine

Pino Petruzzelli dirige il Centro Teatro Ipotesi ed è autore di Non chiamarmi zingaro (2008, Milano, Chiarelettere, con la prefazione di Predrag Matvejević).

«Continuo a dividere la mia vita con la paura. Devo nascondermi sempre perché qualche rom ha rubato. Ma se ha sbagliato lui cosa c’entro io? È lui che deve pagare, non io. Se lui finisce in galera, perché ci dovrei finire pure io?»

(Doro, rom rumeno, vive con la moglie e i due figli in una cascina in periferia di Milano).

Perché c’è tanto astio verso i rom? Quanto gioca l’ignoranza nella diffusa ostilità e nella perpetuazione di luoghi comuni quali “abbandonano i figli” o “sono dediti al furto”?

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Non Dovevano Stare lì

3 settembre, 2008 di Lameduck  
Archiviato in Cronache Italiane, Il Bello della Politica

Secondo i dati ufficiali, i reati sono diminuiti in Italia, in un anno, del 10%, dai 1.485.080 del primo semestre 2007 ai 1.379.258 dello stesso periodo del 2008.
La diminuzione della criminalità è un dato costante negli ultimi due anni e ne viene dato il merito anche ai “patti per la sicurezza” voluti durante il governo di centrosinistra, ministro degli Interni Amato.
In realtà, se andiamo a spulciare le cifre, se è vero che diminuiscono le notizie di reato per lesioni dolose, furti, estorsioni e truffe informatiche pur tuttavia rimangono sostanzialmente stabili i furti d’auto, le rapine nei negozi e in banca, i reati d’usura, le associazioni per delinquere, gli stupri e la prostituzione. Un lieve calo anche nei reati legati agli stupefacenti ma non certamente tale da giustificare canti di vittoria nella lotta alla droga.

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Ferragosto: Italia mia Finalmente ti Riconosco

14 agosto, 2008 di mc  
Archiviato in Rassegna Stampa

Ossezia

Mi sono convinto che la questione Ossezia è una gran palla giornalistica. Qualche immagine di repertorio, le solite esagerazioni, i consueti reportage allarmistici. Vi sembra che se ci fosse stata veramente una crisi, il nostro ministro degli esteri se ne sarebbe rimasto in vacanza invece di partecipare al vertice d’urgenza dei ministri europei?

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