Giuseppe Verdi 1813/1901: Un Secolo di Storia d’Italia
29 novembre, 2010 di Marina Garaventa
Archiviato in latest, Storia e Memoria
Non si può parlare della storia politica e culturale d’Italia senza evocare il volto altero del grande vecchio: con la sua barba bianca. serio, ma con gli occhi brillanti ed ammiccanti, già vecchio, sembra osservare con attenzione i mutamenti della sua amata Italia. Quella patria che, appena nata, 1o fece senatore a vita e che non dovrebbe mai scordare ciò che Verdi ha fatto per lei.
Già dal 1842, da quando le note del Nabucco erano risuonate alla Scala di Milano. l’Italia, quella dei carbonari. quella che aspettava di allontanare gli usurpatori, aveva capito di avere in Verdi un grande alleato e, da quel giorno, il musicista era diventato la bandiera della rivoluzione, entrando pian piano nel cuore di tutti: cosi, nelle piazze si cantava il ”Va pensiero” e sui muri si scriveva “Viva V.E.R.D.I.” per significare “Viva Vittorio Emanuele Re D’Italia”. D’altra parte, Verdi. uomo pragmatico e sanguigno. musicista e contadino, non poteva non appassionarsi alla vita politica del suo tempo cosi animata e vitale. Eccolo quindi partire “con l’elmo in testa”, come diranno molti suoi detrattori, e dedicarsi anima e corpo a storie guerresche ove, tra i clamori della lotta, s’odono i lamenti degli oppressi: ecco, dopo Nabucco, I Lombardi, Emani, Giovanna D’Arco, Attila
Risultati Elezioni: Poche Chiacchiere, Chi ha Vinto e Chi ha Perso Veramente
30 marzo, 2010 di dellefragilicose
Archiviato in Cazzotti, Consumo CriticaMente, Cronache Italiane, latest
Abbiamo passato anni a guardarli litigare in televisione, prendersi a pugni in parlamento, usare le loro cariche per sistemare parenti, amici, zoccole e puttani. Ci siamo deliziati ad infilarci nelle loro storie di droga, di prostituzione, di malaffare, di vizio. Ci siamo indignati nel vederli trattare camera, senato e commissioni come una specie di ufficio legale privato al quale delegare la cura dei propri interessi. Li abbiamo considerati come dei personaggi di reality le cui storie si dipanavano aldilà del vetro dello schermo della televisione: lontane, effimere, estranee, vagamente inverosimili.

Giulio Andreotti: Senatore a vita, 70 anni di potere ininterrotto in Italia. Ha vinto le regionali
Lo Status Quo: Quando L’eccezione Si Fa Regola
10 marzo, 2010 di Gaspare Serra
Archiviato in Cronache Italiane, Democrazia e Diritti, Il Bello della Politica, Informazione, latest
L’attuale legislazione relativa alla compatibilità tra il ruolo di parlamentare e quello di sindaco o presidente di provincia presenta una lacuna evidente: mentre l’art. 62 del T.U.E.L.(1) obbliga ogni sindaco o presidente di provincia, intenzionato a candidarsi alle elezioni politiche, a dimettersi dal proprio incarico di amministratore locale, la legge non vieta espressamente il contrario, ossia ad un parlamentare in carica di candidarsi alle elezioni locali(2).

Note
- [↩]
- oppure ad un politico a candidarsi, nella stessa tornata elettorale, contestualmente alle elezioni locali e politiche [↩]
Senatore Selva, Ritiri le sue Dimissioni, Subito!
12 giugno, 2007 di mc
Archiviato in Caffè nel Deserto, Democrazia e Diritti, La diversa Opinione
Quando si sono diffuse le prime notizie relative alla vicenda che ha visto protagonista il senatore Gustavo Selva, anche io mi sono sentito offeso e preso in giro. Poi, ci ho riflettuto criticamente (in fondo sono qui per questo) e ho pronunciato la mia personalissima sentenza di assoluzione nei confronti di , giornalista in quiescenza, senatore della repubblica italiana. Vado a spiegare le motivazioni.
Ambulanze e Gelati: la Furbizia al Potere
11 giugno, 2007 di Vortexmind
Archiviato in Caffè Amaro, Democrazia e Diritti
In quanto residente di città in ballottaggio, oggi mi sono fiduciosamente recato alle urne per esprimere la mia preferenza riguardo agli amministratori locali.
