L’Italia Malata dove Cosentino e Lega Lombarda Sono dalla Stessa Parte
13 gennaio, 2012 di Comandante Nebbia
Archiviato in Cronache Italiane
Su segnalazione di un affezionato lettore di queste pagine, persona di grande sensibilità, vi propongo una lettera aperta che va ad ideale completamento di quelle quattro righe frettolose che ho scritto ieri in preda all’ennesima crisi di rabbia per un sistema talmente avvelenato dalle mafie da non riuscire più a distinguere le sue cellule sane da quelle malate.
Qui si parla di un uomo semplice, uno che non ha nemmeno la fortuna di disporre di un grosso gruppo editoriale che ne decanta continuamente la vita esposta ai rischi e blindata dalla scorta. Quest’uomo deve contentarsi di piccoli blog come i nostri, di sconosciuti pseudo giornalisti (nel mio caso nemmeno pseudo), della buona volontà dei suoi concittadini che cercano di proteggerlo facendone conoscere la storia. Quest’uomo è uno di noi, uno che non conta un cazzo e come tale rischia la pelle nell’indifferenza generale perché la sua, di pelle, evidentemente non vale nulla per il Gruppo Editoriale L’Espresso e per le eteree istituzioni del nostro paese.
Ciò detto, rimane la desolazione di vivere in una nazione dove il crimine è organico al sistema, dove la contaminazione fra amministratori e mafiosi è un innesto inevitabile, dove lo scudo fiscale viene utilizzato per creare casseforti vuote all’estero da riempire successivamente con i proventi delle attività criminali, garantendosi un lavaggio completo del capitale con rientro legalizzato al costo del 5% contro il tradizionale 35% dei vecchi metodi sudamericani.
Ho intenzione di approfondire questa storia e cercare di fare un contributo più personale. Tra noi sociopatici che cerchiamo di vivere in questa società utilizzando un sistema alternativo di relazione, è necessario sostenersi. Forse Ferruccio De Bortoli, il direttore del Corriere della Sera che ha fatto capire di non ignorare MenteCritica, potrebbe decidere di “adottare” mediaticamente questa vicenda dando, lui sì, una spinta efficace alla soluzione di un caso che ne rappresenta altri mille. Innocentemente, ancora spero.
“” – Lettera aperta alla politica
Ill.mi Signori, *
Vi scrivo per raccontarvi di Ignazio Cutrò, unico Testimone di Giustizia in Italia che ha scelto di rimanere nel posto dove ha subìto minacce, ritorsioni e attentati.
Siamo a Bivona, entroterra agrigentino, in piena terra di mafia. Un imprenditore ha alzato la testa e sfidato “Cosa Nostra”, denunciando e facendo condannare i propri estorsori mafiosi.
Pochi giorni fa la “Serit Sicilia”, agente della riscossione per la provincia di Agrigento, gli ha recapitato una “Comunicazione Preventiva di Ipoteca” per un importo di 85.562,56 euro, relative a cartelle che dovevano essere bloccate dalla sospensiva prefettizia.
Lo Stato non ha sospeso i debiti dell’imprenditore-coraggio e non gli ha rilasciato i documenti necessari per il riavvio dell’azienda.
Ignazio Cutrò, quindi, non può lavorare e deve pagare entro 30 giorni una cifra impossibile. Pena: l’iscrizione di ipoteca sui beni immobili.
Tutto ciò in spregio alla legge italiana sui Testimoni di Giustizia. Che senso colpire un simbolo dell’antimafia?
La paradossale vicenda di Ignazio Cutrò, insieme a quelle di tanti altri testimoni di giustizia, è una grave sconfitta dello Stato. Una disfatta.
Dopo aver conosciuto la storia di Ignazio chi potrà mai azzardarsi a denunciare il Racket?
Bisogna agire in fretta. Le generazioni future chiederanno conto dei silenzi e delle titubanze. Vorranno sapere perchè l’attuale classe dirigente sia stata così sciatta e reticente ed abbia permesso una simile vergogna.
Vi chiedo un intervento immediato. Un atto di dignità. Un sussulto di attivismo civile. Vi chiedo di assolvere con diligenza ognuno al proprio ruolo. Agite adesso. La vicenda di Ignazio Cutrò trovi immediata risoluzione positiva. E’ necessario far cessare tale infamia e creare le basi per la distruzione definitiva delle mafie.
Il 17 gennaio scadono i trenta giorni concessi da SERIT Sicilia. Ignazio Cutrò è pronto a lasciarsi morire di fame e di sete.
Alla sua scelta esemplare di cittadino modello devono essere applicati, con urgenza, i principi di legalità e giustizia.
In attesa di un positivo riscontro.
Gaetano Montalbano
(Blogger e Attivista)
Info:
lenotiziedimontalbano.it
* Questa lettera è stata inviata al Presidente della Repubblica, al Presidente del Senato, al Presidente della Camera, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Interno, al Presidente della Regione Sicilia, ai Parlamentari Nazionali, ai Consiglieri Regionali Siciliani, ai Deputati Europei eletti in Sicilia e ad alcuni intellettuali ed artisti siciliani
Pensioni e Maggioranza: Non fatemi vedere il tricolore, che mi viene da ridere.
24 ottobre, 2011 di dellefragilicose
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Da qualche secolo a questa parte, i grandi condottieri italiani hanno la capacità di liquefarsi come neve al sole appena le contingenze li mettono seriamente alla prova. Non sono passati ancora 70 anni da quando l’intera classe dirigente italiana si è letteralmente dissolta di fronte alla sconfitta nella seconda guerra mondiale, mentre le strutture di stato germanica e giapponese rimanevano intatte fino all’arrivo dei russi a Berlino e anche dopo due città distrutte da un bombardamento nucleare.
Il Grillo espiatorio
22 ottobre, 2011 di Lameduck
Archiviato in Cronache Italiane
Napoleone Direttore Generale di Telecomitalia
14 marzo, 2011 di Gianalessio Ridolfi Pacifici
Archiviato in Cronache Italiane, latest
A quanto pare, Luca Luciani sarà il nuovo direttore generale di Telecomitalia. Luciani deve avere doti tecniche eccezionali, tipo riuscire a fare il numero del telefono senza usare le dita, oppure è dotato di un fluido magnetico sovrannaturale che gli consente di ipnotizzare consigli di amministrazione e pletore di azionisti.
Luciani, per chi non lo ricordasse, è il giovane dirigente Telecomitalia che esattamente tre anni fa, durante una convention, spacciò per vittoria napoleonica la storica sconfitta di Waterloo. La cosa fece il giro del mondo e diventò una sorta di tormentone sul web, al punto che, caso unico nella storia della società di telecomunicazioni italiana, fu costretto a scrivere ed ad inviare una mail di scuse a tutti i suoi colleghi per aver ridicolizzato l’azienda.
Una distrazione può capitare a tutti, specialmente quando si parla in pubblico e si è sicuri di non subire un test antidoping alla fine della performance. Quello che colpisce dei due minuti di questo video è altro: il ricorso a forme verbali da terza elementare, l’ignoranza dell’esistenza del congiuntivo, le metafore da centro scommesse Snai, il vezzo di contare a partire dal mignolo per far vedere che si è stati in America, l’abuso della locuzione “cazzo” e derivati per rafforzare immagini di per sé deboli, l’assenza di un costrutto logico nella formulazione dei concetti e un generale atteggiamento di spavalderia che, più che ispirare soggezione, ricorda un episodio di un film di Verdone.

Se si dovesse giudicare Luciani da questi due minuti, così a pelle, lo si direbbe il solito rozzo, ignorante, raccomandato che si trova in una posizione di potere perché ha gli agganci giusti e questo anche se si fosse riuscito a concentrare a sufficienza per capire che in italiano, e in tutte le lingue del globo terraqueo, Waterloo è sinonimo di sconfitta da almeno due secoli.
Inoltre, è notizia di oggi che Luciani per un giro di sim false intestate a nomi inesistenti messe in giro tra il 2005 ed il 2007.
Magari due minuti di palco sono veramente pochi per giudicare una persona, magari Luciani è un genio delle telecomunicazioni e della finanza, magari con il giro di sim false non c’entra nulla, ma quello che mi chiedo è: possibile che in Telecomitalia, in questo momento, non ci sia un manager che abbia un’immagine più integra da nominare direttore generale?
Se fossi un azionista o un dipendente Telecomitalia mi preoccuperei seriamente.
Il Vero Bunga Bunga lo Fanno nei Call Center
23 febbraio, 2011 di Zag c
Archiviato in Il Lavoro degli Italiani, latest
Nei giorni di venerdì e sabato 18 e 19/2 si è tenuto a Roma la conferenza Nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori dei call center organizzata da SLC CGIL, il principale sindacato del settore, dal titolo ‘Salario, diritti, futuro. Quadriamo i conti’.
Ho ascoltato da osservatore estraneo quel mondo di cui tanto si parla, ma di cui poco si sa. Un mondo del lavoro che ha subito una profonda trasformazione.
Da occasione per giovani studenti universitari che cercavano di occupare con profittoi ritagli di tempo, è diventato sempre più una occasione di lavoro per chi non ha più venticinque, trent’anni, che ha famiglia, che in precedenza ha perso un altro lavoro e che trova in questo settore un modo per tirare avanti.
Il Leghismo che Avanza, Il Bipolarismo che Muore
1 aprile, 2010 di Gaspare Serra
Archiviato in Cronache Italiane, Il Bello della Politica, latest
Concluso lo spoglio delle ultime schede elettorali quello che sconcerta di più è come tutti i protagonisti della scena politica italiana rivendichino ragioni per cantar vittoria, comparando dati elettorali magari incomparabili (elezioni regionali, politiche ed europee) purché favorevoli alla propria parte.
Tagliando corto sulle fantasiose interpretazioni politiche dei numeri elettorali, l’unico vero dato incontestabile è che queste ultime elezioni regionali (così come le precedenti elezioni Europee ed, ancor prima, Politiche) sono state vinte dal centrodestra, che ha fatto incassare al centrosinistra l’ennesima pesante batosta elettorale.
E’ alquanto surreale che il Pd cerchi ancora caparbiamente di arroccarsi dietro alla fredda somma delle regioni mantenute.
Inghilterra-Italia 1-0
4 maggio, 2008 di doxaliber
Archiviato in Caffè Amaro
Candidato Sindaco (Inghilterra): – E’ stata una competizione dura. Mi dispiace non aver guadagnato quei pochi punti in più che ci avrebbero garantito la vittoria. E’ stata solo colpa mia.

