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Esclusivo: Steve Jobs – Cronaca di una Morte Annunciata (e Gestita ?)

13 ottobre, 2011 di  
Archiviato in Oltre il Confine, Strange Days

La morte di Steve Jobs è stato un evento mediatico internazionale ignobilmente sfruttato dai media e, in alcuni casi, anche per campagne politiche ridicole e di dubbio gusto. Ma potrebbe esserci dell’altro. Il nostro inviato negli Stati Uniti correla una serie di eventi che portano alla formulazione di un’ipotesi ancora più sconvolgente. Leggere per credere. (N.d.R.)

Pismo Beach (CA) 6 ottobre 2011

La notizia è apparsa sui monitor delle tv mentre m’apprestavo a godermi un bel pomeriggio di sole sulla sabbia di Pismo Beach, alcune decine di miglia a sud di Cupertino.
Steve Jobs era morto da poche ore.

Il mio primo pensiero è stato quantomeno superficiale: diamine, fino a 2 giorni prima mi trovavo a San Francisco e sarebbe stato interessante vedere l’Apple Store di riferimento mondiale che veniva preso d’assalto dai fans del marchio in una delle più interessanti bizzarrie americane, la manifestazione di cordoglio verso una celebrità. Ma tant’è, non riesco a essere romantico in ogni occasione. Talvolta il mio animo è puramente calcolatore, spendibile. Anzi, quando la mia indifferenza verso un evento viaggia parallela al parossismo con cui lo stesso viene presentato al mondo, la mia spendibilità s’accentua e si raffina. Difatti il mio pensiero successivo è risultato, se possibile, ancor più materiale.

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La Carogna di Steve Jobs e gli Sciacalli

Spero di non scatenare altre polemiche. Dopo gli adolescenti foruncolosi, non vorrei inimicarmi anche gli strusciadita (tnx. Roberto). Non ho più il fisico.
Steve Jobs è morto. Come si dice in questi casi, condoglianze. Sinceramente, la cosa non mi scuote. Muoiono milioni di persone al giorno, Steve Jobs era sicuramente una persona in gamba ed un gran lavoratore, ma non avevamo mai scambiato una parola e, quindi, stanotte il mio cuscino rimarrà asciutto.

Uso un Iphone 4 per sperimentazione. Lo trovo uno strumento carino e, se riuscisse anche a telefonare, sarebbe addirittura utile. Però non mi piace il fatto che non si possa sostituire la batteria, che per attivarlo si debba  per forza installare quel terribile ITunes e trovo odioso il fatto che per configurarlo come ti piace sia necessario girare per forum su internet e smanettare a rischio di scassarlo. E’ un giocattolo che a volte diverte, ma caro e pretenzioso. Se avessi dovuto comprarlo, avrei preferito un abbonamento con Natascia.

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Le Scosse dei Paradossi

18 gennaio, 2010 di  
Archiviato in latest, Oltre il Confine

Le immagini che illustrano questo post sono tutte precedenti il terremoto e rappresentano la condizione haitiana in regime di normalità (N.d.R.).

Tra le tante cose che Cristoforo Colombo non si sarebbe mai aspettato sbarcando nel 1492 sull’isola che egli stesso (ri)battezzò Hispaniola è che quella sarebbe diventata una delle prime nazioni americane a proclamarsi indipendente già nel 1804: Haiti. E ciò, nonostante l’ultimo tentativo di Napoleone che inviò due anni prima decine di migliaia di soldati destinati a morire più di malattie tropicali che di spada o moschetto.

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Il Miraggio del Progresso e i Nuovi Schiavi da 65 Ore

Ricordo gli anni ’80.
Sono del 1979 e ricordo i primi home computer, ne ho posseduti diversi: lo Spectrum, il Commodore 64 e 16, l’Atari, il meraviglioso Amiga 500 (e so che qui alcuni stanno versando una lacrimuccia di commozione), i primi PC come li conosciamo oggi.

Ricordo i discorsi che scienziati, persone comuni e uomini d’affari facevano al tempo: “Con i computer si possono svolgere tutte le attività di un ufficio in una frazione del tempo!”
Ricordo l’entusiasmo di Isaac Asimov verso il suo primo computer, che gli permetteva di correggere il testo in corsa senza il ricorso alla scolorina.
Tutti, negli anni ’80, pensavamo che la diffusione di queste macchine avrebbe sollevato dalle spalle dell’umanità il millenario fardello del lavoro duro e abietto.
Si pensava che avremmo avuto sempre più tempo libero da dedicare alla ricerca della felicità.

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