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Liberalizzazione Taxi: Tassisti Pronti alla Lotta

8 gennaio, 2012 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione

A pallida imitazione dell’eccellente invenzione del nostro Serpiko, vi propongo una personale interpretazione di un’intervista a Loreno Bittarelli capo del sindacato URITAXI(1) letta sul Corriere on Line.

Tassisti pronti alla lotta:«Il governo rispetti gli impegni»

Bittarelli: «Liberalizzare i taxi vuol dire minore concorrenza, peggioramento del lavoro per i tassisti, maggiori costi e peggior servizio per l’utenza. Siamo contrari a ogni forma di liberalizzazione dei taxi perché l’esperienza di altri Paesi dimostra che ovunque si è liberalizzato il servizio, si è puntualmente verificato un accaparramento delle licenze da parte di chi ha maggiori disponibilità di capitali, creando così una sorta di oligopolio che ha condizionato il mercato, e non liberalizzato»
In pratica non è che ci preoccupiamo per i cazzi nostri. Stiamo difendendo i clienti, il liberismo e il mondo occidentale.

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Note
  1. ma che bel nome per un sindacato. In genere le sigle dei sindacati fanno cacare, questa invece … []
Fine delle Note

L’Invasione dei Cazzofaccioidi: Giuseppe Cruciani

Faccia di cazzo: nella vulgata campana dicesi faccia di cazzo di colui che ha faccia tosta, che senza ritegno si rivolge a terzi per ottenere vantaggi personali o favori non dovuti. Faccia di cazzo è anche chi mente spudoratamente o esprime opinioni volutamente provocatorie con il solo intento di provocar ressa. Alt. Viso ridicolo o  caratterizzati da tratti somatici deformi e/o rilevati. Anche di viso poco espressivo e/o ebete. Nel caso siano presenti sia le caratteristiche attitudinali che quelle morfologiche, si parla di “Faccia di Cazzo di Prima Classe“.

Cazzofaccioide: (plur. cazzofacciodi) Dicesi di organismo geneticamente modificato progettato per assumere le caratteristiche di “Faccia di Cazzo di Prima Classe”. I cazzofacioidi vengono prodotti e concepiti in laboratori segreti situati, presumibilmente, in Groenlandia. La loro funzione è caratteristica per ciascun modello. Le finalità del progetto sono sconosciute.

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La Telefonata della Merkel: La trascrizione esclusiva per MC

30 dicembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Leggere

Come tutti sanno, le telefonate ufficiali fra capi di stato sono registrate, trascritte e, successivamente, archiviate come documenti di stato. Grazie ad una talpa infiltrata al Quirinale, siamo in grado di fornirvi la trascrizione integrale depositata con numero di protocollo AJ-22643111. Interpreti, lato Germania, Fulvia Hassen, lato Italia Brando Orsini della Gherardesca di Villa Fugata.

12 ottobre 2011, ore 13.45 Ora di Roma
Ripetuti squilli
Roma: Pronto, qui residenza del presidente della Repubblica Italiana.
Berlino: Salve, questa è la segreteria della cancelliera Angela Merkel a Berlino.
Roma: Grazie, non ci serve niente. Click. (chiude) Leggi il resto

L’ultima tentazione di Silvio

9 novembre, 2011 di  
Archiviato in Caffè Amaro

Se la prende con gli infami e i traditori, scrive pizzini, si chiude in casa con i consigliori, pesta i piedi, tratta con le autorità ponendo condizioni e clausole.
Più che un premier prossimo alle dimissioni sembra un vecchio boss che mediti di andare a costituirsi. Prima che i giovani emergenti lo facciano fuori.

Vedo la gente viva

25 ottobre, 2011 di  
Archiviato in Caffè Amaro

B. è come Bruce Willis ne “Il sesto senso”, un morto che non sa di esserlo e che crede ancora di essere vivo e noi italiani siamo un po’ tutti come il bambino che vedeva la gente morta.
E’ una situazione terribile, poveretto, da fare una pena immensa. Avrebbe bisogno di essere liberato, e noi con lui, da questa maledizione.
Non sa di essere ormai andato, eppure i segni per capire la sua vera condizione, come dire la semeiotica della Sindrome del Dead Premier Walking, ci sarebbero tutti.
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I Love Berlusconi

29 settembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane

E’ un amore recente, lo ammetto, perché ho passato gli ultimi diciassette anni a dirne peste e corna, voluttuosamente trascinato dal gorgo di un’opposizione, anzi un’avversione diventata nel tempo un’alta marea (ebb tide, Santo & Johnny, 1964)
Ovviamente, gli amori senili disdegnano l’effimera infatuazione tipica delle pulsioni giovanili (lo sturm und drang dell’onanismo), ma si nutrono pazienza (la radice è sempre pathos) e di tempo (inteso nell’accezione di Agostino), finché ad un certo punto ti chiedi: ma cosa ha fatto veramente di male?

Parlo dell’uomo, non del politico, giacché non ho alcun interesse per questa materia (del resto, ad essere onesti fino in fondo e scevri di insopportabili pregiudizi, si potrebbe oggettivamente convenire che anche in questo campo non ha fatto nulla di male, essendo pacificamente accettato da tutti che il nulla non è un bene, ma neanche un male).
Ma allora quali sono le malefatte di quest’uomo? Induzione alla prostituzione, che, com’è noto, è anche la definizione di un reato. Se lasciamo il diritto ai legulei e chiediamo ausilio agli accademici della Crusca, ci confermeranno unanimemente che stiamo parlando di un’attività (fisica e/o psichica) con la quale si spinge qualcuno (quasi sempre, qualcuna) ad effettuare in una circostanza (quasi sempre però, in via continuativa) prestazioni sessuali in cambio di danaro (o altri vantaggi, in qualche modo riconducibili a valori economici). Come dire che chi compra del prosciutto in una salsamenteria induce il salumiere al mestiere di salumiere.

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Partito Democratico… ma anche no

16 settembre, 2011 di  
Archiviato in Leggere

Partito Democratico
Parzialmente Democristiano
Potrebbe Dominare
Preferisce Dormicchiare
Prevedendo Domani
Plebisciti Devoti
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Povera Patria

15 settembre, 2011 di  
Archiviato in Leggere

Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo.

Povera Patria

Lordo netto, netto e lordo
Quando il mondo è così ingordo
Mi si annodan le budella
Questa poi è proprio bella…
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Chiavabili: la Lista Segreta di Silvio

11 settembre, 2011 di  
Archiviato in Censura dell'Informazione

Began Sabina: chiavata e fatta chiavare
Bindi Rosy: chiavabile, nonostante tutto
Brambilla Michela Vittoria: fatta chiavare a Fuffi
Bruni Carla: ehehehe (risata indecifrabile)
Carfagna Mara: richiavabile se non ci fosse di mezzo mezza Roma
D’Addario Patrizia: chiavata, chiavata e ancora chiavata
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Sacconi Neri

9 settembre, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra

La barzelletta, l’aneddoto, chiamiamolo come ci pare, di Sacconi. E vabbé, il delirio di un tizio che sembra survoltato da chissà quale sostanza – visto quanto si agita? – e reduce probabilmente la sera prima dalla visione annebbiata di “Flavia la monaca musulmana”. Sono miserie da vecchi dai neuroni morenti.
Piuttosto io ho notato Bonanni, lì a fianco, che non ha battuto ciglio. Ecco, un pensierino, un leggerissimo sfanculamento anche per lui non guasterebbe. Per par condicio.
Vado a dar di rota alla vecchia Guillottin.

Giudica Chi ha Governato l’Italia. La Seconda Tornata di Imputati

6 settembre, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra

L’Italia è sull’orlo del fallimento. Al disastro democratico derivato dall’abolizione del diritto di voto e all’attacco concentrico al diritto del lavoro si è aggiunta la catastrofe economica aggravata dalla crescita incontrollata della spesa pubblica e dalla devastante evasione fiscale.

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Default Italia, 65 Giorni al Fallimento. E’ Venuto il Giorno del Giudizio

5 settembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane

L’Italia è sull’orlo del fallimento. Al disastro democratico derivato dall’abolizione del diritto di voto e all’attacco concentrico al diritto del lavoro si è aggiunta la catastrofe economica aggravata dalla crescita incontrollata della spesa pubblica e dalla devastante evasione fiscale.

Di chi è colpa? E come pagherà?
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Exit Strategy

2 settembre, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane

“Non me ne fotte niente…io..tra qualche mese me ne vado per i cazzi miei… da un’altra parte e quindi…vado via da questo paese di merda…di cui sono nauseato punto e basta.” (B., agosto 2011)

Non è più lui. E’ passato in pochi mesi dal “venderò cara la pelle, non mi dimetterò mai, chiamerò la gente in piazza” (novembre 2010), al “non gioco più, me ne vado” con l’armonichina in sottofondo.

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Default Italia, 71 Giorni al Fallimento: Nelle Mani di Imbecilli

31 agosto, 2011 di  
Archiviato in Cazzotti, Cuore di Tenebra

Prima la patrimoniale per tutti, poi quella ad personam, poi niente patrimoniale. Dentro pensioni, fuori iva e contributo di solidarietà, poi dentro l’iva e i contributi di solidarietà, ma solo per gli statali, non si sa per le le pensioni, poi di nuovo fuori le pensioni e dentro i contributi di solidarietà e l’iva.

Dite la verità, ma se aveste un po’ di quattrini da investire in titoli di stato, li mettereste nelle mani di questi imbecilli? E se foste dei cittadini tedeschi non mettereste le mani addosso alla Merkel se osasse spendere un altro euro per tenere in vita questa nazione di magnaccioni?

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Default Italia, 72 Giorni al Fallimento. La Manovra in Due Parole: “Capestro Subito”

30 agosto, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane, Cuore di Tenebra

La dura realtà

Pagano anche i laureati (donne e uomini, in questo caso): per l’età pensionabile non contano più gli anni di università, che sono stati finora recuperabili attraverso un versamento, spesso anche sostanzioso, a copertura dei contributi. Il calcolo infatti sarà effettuato soltanto in base agli «effettivi anni di lavoro». Il raggiungimento degli anni di anzianità non terrà più conto quindi degli anni di servizi militare prestato e degli anni universitari che «verranno scorporati» mantenendo immutato l’attuale regime previdenziale. Gli anni in questione, quindi, verranno computati per il calcolo dell’ammontare della pensione, mano non hanno più alcun valore per il calcolo dell’età pensionabile. Corriere del 30 agosto 2011

Una rapina a mano armata. Niente pistole, niente cappucci. Tre o quattro righe di emendamento e via. Rapinati 40, 50 mila euro a centinaia di migliaia di persone che si erano dissanguate per comprarsi quattro o cinque anni di libertà. Ben vi sta stronzi, così imparate a fidarvi dello stato.
Cioè, la logica ora è questa: tu cacci 50.000 euro per pagarti i contributi dell’università. Però, parliamoci che ci capiamo, studiare non è veramente un lavoro. Si sta lì sui libri, una cannetta ogni tanto, la scopatina con la compagna di corso. E’ una specie di vacanza. Allora, dicevo, dammi i 50.000 euro che, poi, sempre se non cambiamo idea, io ti mando in pensione come quello che è andato a fare l’elettricista a 15 anni, anzi dopo perché tu per quattro o cinque anni hai cazzeggiato, ma ti do 250 euro lordi di pensione in più al mese. 200 netti.
Facciamo una botta di conti: io tiro fuori 50.000 euro adesso. Tu, tra quarant’anni, forse, me ne restituisci 200 netti al mese quando avrò 65 anni. Il che vuol dire che, solo per riavere i miei soldi, dovrò campare altri 250 mesi. Quasi ventun’anni. Praticamente se uno crepa prima degli 85 anni ha fatto un regalo alla Repubblica Italiana. Sono soddisfazioni.

Studiare conviene ogni giorno di più.

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Premio Brioscina d’Oro

27 agosto, 2011 di  
Archiviato in Cronache Italiane

Questa settimana si contendono l’ambito riconoscimento prerivoluzionario, riservato alle mirabolanti imprese dei membri della Casta, due pezzi da novanta del governo di centrodestra: il ministro Fitto e Gianni Letta. Se siete indecisi si può sempre assegnare il premio ex-aequo. Votate numerosi.
Il ministro Fitto, in occasione di un suo recente viaggio privato in treno con famiglia appresso, si è visto offrire con fantozziano servilismo da Trenitalia, come documentato da una email interna aziendale: “Massima attenzione alla pulizia e al servizio offerto, compreso equipaggi, loco, puntualità e sicurezza patrimoniale”

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M. Serra: Intervista al Pene di Silvio

23 agosto, 2011 di  
Archiviato in Cuore di Tenebra

Quando arrivo nell’atrio dell’Excelsior sono tragicamente in ritardo. Il traffico di Roma è quello che è, specialmente alle sei del pomeriggio. Il centro si blocca e non è possibile trovare un parcheggio nemmeno a pagarlo oro. Lui è seduto su una poltrona di velluto rosso che spicca graziosamente sullo sfondo dorato degli stucchi rococò della sala.

Mi fermo un attimo a guardarlo. Nonostante l’età, ha un aspetto curatissimo e giovanile. Non si può definire esattamente un gigante, anzi. Indossa una camicia col collo rilevato, forse per nascondere le grinze e i pantaloni scuri attillati a tubo lo slanciano e ne esaltano le non entusiasmanti proporzioni. E’ nervoso, si vede. Non trova la posizione giusta sulla sedia, si rattrappisce. E’ evidentemente giù. Mi avvicino.

“E’ in ritardo”, mi fa. Cominciamo bene, nemmeno buonasera mi dice. La voce è querula. Da vicino è ancora più minuto di quanto apparisse da lontano. Mi scuso, sfodero il mio sorriso più bello e lo guardo con i miei occhioni da cucciolone che, insieme alla mia barbetta da intellettuale, hanno fatto breccia in cuori molto più duri.

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