sanità

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Anche quest’anno mi è toccato passare per le forche caudine della visita medico sportiva atta a verificare che il mio fisico - devastato dalla birra e dai pizzoccheri - sia ancora in grado di saltellare per un campo di giuoco e di ricevere allegre gomitate in ben selezionati punti del corpo.

Dopo alcuni giorni di visite i miei compagni lamentavano strani disturbi: uno durante la doccia ha subito la decomposizione parziale del polpaccio sinistro e un altro durante un impegnativo scontro con una media rossa ha riportato la lussazione di tutte le cartilagini inferiori.

Insospettito dagli eventi mi sono recato all’umbalatorio con fare circospetto e……

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Agosto se ne sta andando, è passato il periodo delle stelle cadenti. Per me quest’anno nulla da fare: nessuna stella cadente avvistata, ergo nessun desiderio da poter esaudire.

Accidenti, ora dovrò aspettare un anno intero. E il brutto è che non posso neanche accendermi una sigaretta per ingannare l’attesa, perché non ho mai fumato.

…. potrei sempre incominciare, però.

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Giusto per fare dispetto a Fully, stamattina leggendo il Corriere on line, ho accuratamente evitato le notizie più lette, anche perché sono uno snob asociale. Ho scoperto che i francesi hanno dichiarato guerra al cibo spazzatura, il che considerando che la loro cucina familiare non ha niente a che fare con quella della loro famosissima ristorazione, li mette contro il 90% di quello che mangiano.

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Gentile ministro Brunetta
non ho alcuna simpatia per il governo del quale Lei fa parte ma questo non mi proibisce di scriverLe per cercare un chiarimento circa le iniziative che La stanno rendendo tanto popolare.
Da sempre gli italiani hanno visto i dipendenti pubblici come una categoria di scansafatiche protetta e tutelata da contratti inattaccabili, dirigenze conniventi e sindacati potenti. In quest’ottica, un ministro che promette tempi bui per le mele marce che godono di uno stipendio erogato dallo Stato ottiene il plauso di tutti, anche se le sue iniziative non sono proprio chiarissime. Almeno per me che ho bisogno di un po’ di tempo per capire. Abbia pazienza, sono uno statale anch’io.

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Non mi ricordo il nome del ministro Brunetta. L’ho cercato su tutti i giornali, ma non mi risulta. Quando si scrive di lui, tutti dicono solo il ministro Brunetta…Ma dico io, già è corto, ora gli togliete anche il nome, volete proprio farlo sparire?

Forse a volerlo togliere dalla scena politica italiana sono milioni di dipendenti pubblici, perché secondo lui sono loro la rovina dell’Italia. Potrebbero anche riuscirci se preso per il verso giusto. Per adesso è lui a tenere il coltello dalla parte del manico: ah, se gli si ritorcesse contro! Non lo dico io, ma i dipendenti pubblici. Io sono pensionato!

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Prendiamo in prestito questo simpatico metodo dalla contabilità per analizzare, attraverso un semplice rapporto “Dare/Avere”, la relazione fra individuo e stato (vorrei tanto poter fornire cifre e dati come fanno quei giornalisti puntigliosi e impeccabili alla Marco Travaglio, ma sfortunatamente per svariati motivi ciò è attualmente ben al di sopra delle mie possibilità. L’intenzione è comunque quella di proseguire con questa ricerca per arricchirla e renderla sempre più consistente).

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La cronaca alterna lenti periodi di stanca ad accelerate improvvise e compulsive. Appena consumato il fero pasto dello sfruttatissimo delitto estivo con tanto di foto e particolari scabrosi, ci propone due altri argomenti, ma ce li sovrappone. Li fonde e li integra al punto di farcene percepire uno solo.

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Secondo l’edizione napoletana de la Repubblica (riporta Aduc ), la Regione Campania avrebbe pronta una delibera per affrontare la elevata percentuale di obiettori di coscienza: l’83% di ginecologi dichiara che l’aborto è contrario alla propria coscienza.

Sono convinta che l’unica soluzione sarebbe quella di abolire la possibilità di sottrarsi (per i medici ginecologi pubblici) ad un dovere che deriva da varie libere scelte: fare il medico, fare il ginecologo, fare il ginecologo in un servizio pubblico.
Nel numero di giugno di Sapere ho scritto un pezzo al proposito in cui argomento meno sinteticamente la suddetta posizione (oltre a criticare lo stesso uso dell’espressione obiezione di coscienza in questo caso, perché terminologicamente improprio e concettualmente ambiguo).

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Già si è detto molto sull’imminente provvedimento governativo che assesterà un duro colpo alla pratica delle intercettazioni come strumento investigativo. Ovviamente mi trovo in pieno dissenso con quanto la maggioranza parlamentare sostiene e con la legge che intende approvare. Tale dissenso è motivato sostanzialmente da una serie di dubbi riguardanti le ragioni alla base del provvedimento stesso e le possibili conseguenze del medesimo, oltre che dalla consapevolezza che la presunta ‘emergenza intercettazioni‘ non rientri minimamente nel novero delle esigenze reali che pressano il nostro paese.

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Quando una persona che ha subito una laringectomia dimostra la forza e la disponibilità necessarie ad esporsi davanti a una telecamera che trasmette al pubblico di internet, e di parlare per oltre due ore, io credo sia il caso di stare ad ascoltare. L’iniziativa riguardante il video Arrakis mi è giunta per caso, tramite passaparola (Ringrazio Elena per la segnalazione).

Arrakis è un video molto duro che lascia il segno, come le parole che lo accompagnano. Sono immagini forti: si vedono macchinari fuori uso e capannoni abbandonati. Una durissima ed eloquente metafora per gli esseri umani che hanno speso lì dentro la vita, a guadagnarsi il pane.

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